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C O M M E N T I


Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...
 
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Messaggio a Mirjana del 2 aprile 2019

“Cari figli, come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio. So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso. Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso. Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male. Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni. Perché lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre. Perciò, figli miei, vivete la letizia, la serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto. Vi ringrazio.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio esprime tre aspetti essenziali: anzitutto vi è l’affermazione che Maria conosce il cuore dei figli; prosegue con l’invito ad adorare e ringraziare suo Figlio; infine spinge a vivere in serenità e nella comunione fraterna.

1. La Vergine espone semplicemente e affettuosamente che conosce i suoi figli, come una madre vigile, sensibile e attenta. Con le sue dolci parole, che penetrano beneficamente nel nostro animo, ci fa capire che siamo amati da Lei e che Ella ci accoglie tutti nel suo Cuore Immacolato: “Cari figli, come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio. So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso”. Per noi queste parole sono un vero balsamo di conforto e di incoraggiamento.
Contemporaneamente però ci indica il modo e la strada giusta da percorrere, quella di conoscere e amare Gesù suo Figlio e metterlo al centro del nostro cuore: “Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso”.
Sono espressioni di alto tenore concettuale e spirituale, in quanto esse rivelano l’animo di suo Figlio, che possiede anche Lui una particolare sensibilità e amore nei nostri confronti, ma noi non sempre ce ne rendiamo conto e sappiamo apprezzarli. Per questa ragione Ella ci vuole condurre a Lui, quale nostro unico Salvatore e Redentore, affinché ne scopriamo tutta la bellezza e ricchezza umana e divina. Ciò avviene soprattutto con la preghiera viva e intensa verso di Lui, in modo da condividere i suoi sentimenti e atteggiamenti. La preghiera, come sappiamo, ci consente di mettere il nostro animo in sintonia con il suo.
Allora potremo conoscere direttamente e in profondità la grandezza sconfinata del suo amore, la sua misericordia e giustizia. Si tratta, avverte Lei, di sintonizzarci con il Cuore sacratissimo di Gesù, di percepirne i battiti più reconditi e meravigliosi. Così saremo affascinati e trascinati dalla sua stupenda Persona per essere e restare avvinti a Lui, quale roccia e punto di riferimento preciso e sicuro.

2. Ella prosegue il discorso, spingendoci sempre più intimamente ad entrare in comunione con Gesù.
Ci dona alcune pennellate splendenti sulla figura di suo Figlio, affinché anche noi lo amiamo come Lei lo ama con la medesima intensità coinvolgente e ne facciamo una raffigurazione stupenda, che rimane scolpita dentro il nostro animo e diventa la nostra unica sorgente di salvezza terrena ed eterna: “Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male”. Sono descritti alcuni tratti di incomparabile fascino che ci attraggono e ci immergono nella figura di Gesù, ci lasciano stupefatti e radiosi dallo splendore che emana dalla sua persona, così delicata e attenta ad ogni particolare anche il più piccolo, ma che nella sua luce risplende e si fa prezioso. Accogliamo queste parole nel nostro cuore e meditiamole con attenzione e mettiamole in pratica, in modo che Gesù, con la sua presenza in noi, ci accompagni ogni giorno nella nostra esistenza per essere sostenuti, protetti, guariti, perdonati, vivificati dal suo amore dolcissimo.
Egli infatti sa ritrovare in ciascuno di noi, così miseri e peccatori, gli elementi più buoni e meritevoli, affinché tutto il negativo che è in noi sia allontanato e noi veniamo purificati, liberati e rinvigoriti. Gesù è un divino artista che sa trasformare il male in bene, la nostra piccolezza nella sua grandezza. Ciò ci sospinge a camminare ogni giorno assieme a Lui, nel suo nome santissimo, per raggiungerlo nel suo regno di gloria e di beatitudine eterna. Da qui sorge dal Cuore materno di Maria la sua raccomandazione: “Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni”. Ella indica tre atteggiamenti che devono albergare in noi: uno è quello di “adorarlo”, in quanto è nostro Dio e Signore; l’altro è quello di “ringraziarlo”, in quanto è nostro Redentore e Salvatore, che ha donato la sua vita per noi fino alla morte in croce; infine dobbiamo “esserne degni”, nel senso che ci impegniamo sempre più ad assimilarci a Lui fino a diventare un solo spirito di verità e di amore, noi in Lui e Lui in noi, come confessa candidamente San Paolo: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.”

3. In ultimo, come luminosa conclusione, Ella spalanca lo sguardo sul Figlio e vede il valore immenso delle sue Parole, che vengono da Dio quale verità e amore assoluto, e sono portatrici di vita piena, di libertà e di infinito bene: “Perché Lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre”. In effetti le parole di Gesù vanno accolte, capite e vissute, perché sono i fari di luce a cui dobbiamo conformare la nostra vita, i sentimenti e le azioni concrete. Nessun’altra parola può possedere la sua stessa verità e vitalità. Spesso invece noi ascoltiamo e andiamo dietro a tante parole inutili, fatue, menzognere, illusorie, con la stoltezza di crederle veritiere, mentre ci trascinano verso la nullità e meschinità del nostro essere e operare, a discapito dei nostri stessi interessi e vantaggi. Attenzione dunque a non lasciarci illudere e ammaliare dalle chiacchiere che si diffondono nel mondo e che portano angoscia, tenebrosità, confusione e disordine, fino a numerosi disastri a tutti i livelli sociali e personali. Occorre rimanere ancorati alle sue Parole di vita e verità, anche se alle volte resta faticoso e impegnativo.

Si tratta di andare contro corrente. Ma lì sta la nostra unica salvezza per camminare sulla giusta strada e diretta al bene infinito e alla beatitudine eterna. Maria ce lo fa intendere: “Perciò, figli miei, vivete la letizia, serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto”. Solo seguendo i suoi consigli materni, noi potremo vivere bene, cioè sereni e fiduciosi, forti e coraggiosi, resistenti e vigorosi, pur passando in mezzo alle vicissitudini burrascose e tormentate. La nostra forza e la nostra luce è dunque Lui, il divino Maestro nostro Signore, Gesù Cristo. A Lui la nostra adesione totale e imperterrita, assieme con Lui staremo al sicuro.

O Vergine Maria, dalle tue parole sempre così vibranti e luminose, ho appreso che tu ci vuoi condurre al tuo Gesù profondamente e radicalmente. Per questo ardisco chiederti un aiuto, perché da solo vedo che non ci riesco, preso come sono da mille cose di questo mondo. Per il tuo Gesù rimane poco o nulla di spazio e di tempo. Aiutami, o Madre cara, a saper ordinare la mia vita quotidiana, in modo che sappia mettere al giusto posto i diversi impegni da portare avanti secondo la loro importanza. Ora la conoscenza e l’amore per Gesù devono stare al primo posto e non all’ultimo o penultimo. Dammi la forza di sapermi conformare a questo ordinamento e non lasciarmi deviare da altre impostazioni che sanno più di terra che di cielo. Liberami dalla mondanità e dallo spirito di vanità e di frivolezza. Intercedi presso lo Spirito Santo affinché mi doni un cuore nuovo e uno spirito nuovo, per essere veramente un cristiano, cioè seguace di tuo Figlio, per diventare autentico apostolo del suo e tuo amore nella Chiesa e nella società. Conto su di te, Madre amorevolissima. Grazie della tua instancabile disponibilità. Amen


Messaggio a Marija del 25 marzo 2019

“Cari figli! Questo è tempo di grazia. Come la natura si rinnova a vita nuova anche voi siete invitati alla conversione. Decidetevi per Dio. Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio. Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita. Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte. Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello. Perciò ritornate a Dio ed alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Ciò che sorprende maggiormente in questo messaggio sono i richiami forti e pressanti che la Madre celeste rivolge ai suoi figli, rimproverandoli della loro noncuranza, della tristezza del cuore, della mancanza di decisione per una vita pienamente dedita al Signore, insomma di un comportamento non conforme a quanto Lei desidera e come esigono la fede e la morale cristiana. Per questa ragione il messaggio fa riflettere e soprattutto deve farci battere il petto, riconoscere le nostre infedeltà e cattiverie, non per rattristarci, anzi per rinnovare la nostra esistenza e renderla più viva e coerente, più impegnata e feconda di bene.

Anzitutto la Vergine ci ricorda che stiamo vivendo un “tempo di grazia”, in questa Quaresima e pertanto è un tempo da trascorrere per rimettere in sesto la nostra vita spirituale e che non va sprecato e trascurato nella materialità e nella indifferenza o nella mancanza di buoni esercizi di pietà e di carità. Si tratta di renderci conto del dono che Dio ci fa di tali momenti ricchi di grazia e di luce interiore, di penitenza e compunzione, di sacrificio ed espiazione dei peccati nostri e dei nostri fratelli. È evidente che Ella vede la nostra pigrizia e trascuratezza dei doveri cristiani, come anche la nostra superficialità di preoccuparci dei beni terreni e di accontentarci di soli gesti esteriori più che di una sincera e veritiera revisione di vita. Lo dice chiaramente: “Voi siete invitati alla conversione”. Sappiamo bene in che cosa consista la conversione: “Decidetevi per Dio”.

Mentre il nostro animo è preso da tante cose mondane, perdiamo di vista il valore fondamentale e centrale dell’orientamento di tutto il nostro essere verso Dio, che deve occupare il primo posto nella nostra mente, nel cuore, nelle azioni, nel lavoro, nella sofferenza e nelle gioie. In nessun momento la nostra vita deve trascorrere al di fuori della comunione con Dio nostro Padre amabilissimo e tenerissimo. La conversione perciò comporta il riferimento costante e filiale verso il Signore, il nostro affidamento a Lui, la nostra speranza in Lui, il nostro vivere con Lui e per Lui. La vita allora diventa un convivere assieme a Dio e condividere le nostre pene e i nostri desideri con il suo amore infinito. In tal modo avremo una marcia in più, perché ogni cosa e ogni evento viene vissuto in sua compagnia, appoggiati e sostenuti dalla sua onnipotenza divina e dalla sua generosità paterna che non ha limiti.

Fuori del raggio di azione di Dio noi siamo vuoti e smarriti, deboli e sfiduciati. Per questo la Vergine ci rimprovera e sottolinea la nostra situazione di essere fiacchi e privi della grazia, scontenti e inquieti, agitati o depressi. Occorre risvegliarci dal nostro torpore spirituale, riprendere la forza della fede ardente e vigorosa, ricuperando l’intima comunione con Dio nell’amore fiducioso e obbediente nei suoi confronti, per riversarlo poi verso i fratelli. Se non lo facciamo in questo tempo prezioso che è la quaresima, rimaniamo imprigionati e invecchiati nel mondo materialistico e perverso, che ci sovrasta e ci opprime, lasciandoci amareggiati e delusi: “Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio”.

Per ricuperare nuova energia Ella ci ricorda la strada e lo strumento idoneo: “Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita”. In effetti la preghiera costituisce come l’irrigazione o la flebo di quell’acqua salutare che ci disintossica dal veleno malefico e dall’inquinamento mondano e rinvigorisce il nostro organismo fisico e spirituale. Quell’acqua sgorga incessantemente dalla sorgente divina e solo essa ci disseta, ci purifica, ci dona la vera gioia del cuore, la serenità dell’animo. Per attingere ad essa l’unico mezzo efficace è propriamente la preghiera che ci eleva fino ad essa e ci consente di poterci ricolmare della sua vigoria, in quanto la preghiera congiunge la terra al cielo, la nostra piccola persona alle divine Persone nella loro altezza infinita.

Ancora un rimprovero materno di non perderci dietro la vanità delle cose fatue, che ci assorbono e ci allontanano dalla visione pura e semplice della sapienza divina, come si manifesta nelle meraviglie della natura creata da Dio con stupenda armonia e bellezza: ”Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte”. Dobbiamo cercare Dio seguendo le leggi naturali, quali manifestazione della sua infinita sapienza, da dove si sprigiona la vita, la luce, la forza, il vigore, in una parola, la vita, mentre nella realtà che va contro la natura e l’amore si scatenano le guerre, gli omicidi, in una parola, avviene la morte qui su questa terra e nell’eternità: “Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello”. Parole durissime ma vere! Troviamo tensioni, conflittualità, scontri, attentati, discordie, divisioni, aggressività a non finire, nelle situazioni là dove viviamo e ovunque, nelle famiglie, per la strada, nella società a tutti i livelli.

Davanti a tali espressioni assai forti e realistiche, non dobbiamo fare altro che rientrare in noi stessi, come il figlio prodigo; riconoscere le nostre mancanze, la pigrizia e trascuratezza e alle volte cattiveria e invidia, per rivolgere lo sguardo e il cuore verso la casa del Padre, dove regnano l’amore, la fiducia e la gioia comune. Dobbiamo farci coraggio e mettere in pratica le strigliate materne per giungere alla Pasqua totalmente rinnovati e trasfigurati, non più chiusi nel nostro egoismo, ma ricolmi della carità divina, accolta e vissuta, che ci dona un cuore ardente, un volto radioso, uno sguardo lucente, una speranza indomita, una pienezza di vitalità e di santità.

Il suo ultimo forte appello deve rimanere scolpito nell’animo: “RITORNATE A DIO E ALLA PREGHIERA”. Ascoltiamo questo grido di Maria nostra Madre e viviamolo ogni giorno e ogni momento; lasciamolo risuonare nel nostro intimo come una voce suadente e incoraggiante.

Sì, o Madre. Hai ragione e noi riconosciamo la nostra pochezza e miseria. Non ti stancare di ricondurci alla conversione totale e decisa, senza rimpianti o nostalgie o ripiegamenti in noi stessi o risucchiati dalle realtà passeggere della terra. Aiutaci ad aprire il nostro cuore al Signore Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, per assaporare la dolcezza, la bellezza e l’altezza del loro amore infinito, unica ancora di salvezza. Apri ancora le tue braccia per soccorrerci e non ci lasciare soli. Abbiamo estremo bisogno del tuo affetto materno, della tua vigile protezione, del tuo Cuore Immacolato, rifugio dei peccatori. Proprio ad esso noi ci affidiamo con confidenza filiale e in esso vogliamo dimorare per restare uniti a Te ed essere irrorati dalla tua presenza attenta e operosa. Grazie, o Vergine Maria! Tu sei la nostra stella, tu sei la nostra guida. A te la nostra devozione filiale e il nostro impegno concreto di eseguire quanto ci dici e ci prometti. Amen.





* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


 
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