Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        

Carissimi visitatori,
finalmente posso farmi vivo dopo un po’ di tempo in cui non ci siamo contattati. Ciò è dipeso da diverse cause che ora si sono risolte e dunque riprendiamo il nostro cammino con un ricco aggiornamento. Siccome siamo in procinto di disperderci in diaspora per le ferie estive, ho pensato di procurarvi un buon materiale per meditare, gustare e approfondire il mistero cristiano, fonte di luminosità e di conforto, in modo che si accresca la nostra vita di discepoli di Cristo. Sappiamo che le ferie fanno bene per ritemprare il corpo e farlo riposare dal ritmo vorticoso del quotidiano. Tuttavia il nostro spirito non può andare in vacanza ma occorre costantemente rigenerarlo e ravvivarlo. Per questa ragione penso che sia utile lasciarvi a riflettere e a gioire. Restiamo sempre uniti nella preghiera e io vi assicuro di ricordarvi con il mio affetto e anche con la mia preghiera. Auguro a tutti giornate luminose e significative in questo tempo di rilassamento. Chiedo anche l’intercessione della Beata Vergine Maria, affinché lo Spirito Santo scenda su di voi con la grazia divina e siate ricolmati del Divino Amore. Su queste tematiche in effetti si concentrano gli articoli che vi presento nel sito. Leggeteli con calma e attenzione e porterete frutti di maturazione e crescita nella vita spirituale. Cordiali saluti e a risentirci dopo le ferie, sempre a Dio piacendo.

Don Renzo Lavatori


Lo Spirito Santo ci trasfigura nel battesimo


Lo Spirito Santo, che è Dio insieme col Padre e col Figlio, ci rinnova nel battesimo, e dal nostro stato di imperfezione ci riporta alla primitiva bellezza e ci riempie della sua grazia, tanto che non possiamo più ammettere in noi nulla di indecoroso. Egli ci libera dal peccato e dalla morte, e da terreni che siamo, cioè fatti di polvere e terra, ci rende spirituali, ci permette di partecipare alla gloria divina, di essere figli ed eredi di Dio Padre, di renderci conformi all’immagine del Figlio suo, suoi fratelli e coeredi, destinati ad essere un giorno glorificati e regnare con lui. Invece della terra ci dà generosamente il cielo e il paradiso. Ci rende ormai più onorati degli angeli. Spegne la fiamma terribile e inestinguibile dell’inferno per mezzo delle divine acque del fonte battesimale.
Gli uomini infatti vengono concepiti due volte, una volta corporalmente e una volta dallo Spirito divino. Di entrambi questi concepimenti scrissero molto bene i sacri autori. Citerò il loro nome e la loro dottrina.
Giovanni dice: «A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio; a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue né da volere di carne né da volere d’uomo, ma da Dio sono stati generati» (Gv 1, 13). Quanti, dice, credettero in Cristo, hanno ricevuto il potere di diventare figli di Dio, cioè dello Spirito Santo, e di essere così partecipi della natura di Dio. Infatti per dimostrare che colui che genera è lo Spirito Santo Dio, soggiunge per bocca di Gesù: «In verità, in verità ti dico: se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3, 5).
Il fonte battesimale, infatti, partorisce, cioè fa emergere visibilmente, il nostro corpo visibile per il ministero dei sacerdoti. Ma, sul piano spirituale, colui che battezza è lo Spirito Santo, del tutto invisibile. Egli battezza in se stesso e rigenera per il ministero degli angeli sia il corpo che l’anima.
Anche il Battista, in un particolare momento della storia della salvezza e in un modo consono all’espressione «con acqua e in Spirito Santo», dice: «Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco» (Mt 3, 11; Lc 3, 16).
Come un vaso di argilla il corpo umano ha bisogno per prima cosa di venir purificato dall’acqua, quindi di essere reso saldo e perfetto per mezzo del fuoco spirituale, cioè di Dio che è fuoco divorante. Poi deve accogliere in sé lo Spirito Santo, dal quale riceve la sua perfezione e da cui viene rinnovato: infatti il fuoco spirituale è anche in grado di irrigare e l’acqua spirituale può anche far divampare.

Dal trattato «Sulla Trinità» di Didimo di Alessandria (Lib. 2, 12; PG 39, 667-674)


Le operazioni dello Spirito Santo


Chi è quell’uomo che, udendo gli appellativi dello Spirito Santo, non si solleva con l’animo e non innalza il pensiero alla suprema natura di Dio? Infatti è stato chiamato Spirito di Dio e Spirito di verità, che procede dal Padre: Spirito forte, Spirito retto, Spirito creatore. Spirito Santo è l’appellativo che gli conviene di più e che gli è proprio.
Tutto ciò che ha un carattere sacro è da lui che lo deriva. Di lui hanno bisogno gli esseri che hanno vita e, come irrorati dalla sua rugiada, ricevono vigore e sostegno nel loro esistere ed agire in ordine al fine naturale per il quale sono fatti.
Egli è sorgente di santificazione e luce intelligibile. Offre ad ogni creatura ragionevole se stesso e con se stesso luce e aiuto per la ricerca della verità.
Inaccessibile per natura, può essere percepito per sua bontà. Tutto riempie con la propria forza, ma si rende manifesto solo a quelli che ne sono degni. Ad essi tuttavia egli non si dà in ugual misura, ma si concede in rapporto all’intensità della fede.
Semplice nell’essenza, e molteplice nei poteri, è presente ai singoli nella sua totalità ed è contemporaneamente e tutto dovunque. Egli viene partecipato senza tuttavia subire alcuna alterazione. Di lui tutti sono partecipi, ma egli resta integro, allo stesso modo dei raggi del sole, i cui benefìci vengono sentiti da ciascuno come se risplendessero solo per lui e tuttavia illuminano la terra e il mare e si confondono con l’aria. Così anche lo Spirito Santo, pur essendo presente a ciascuno di quanti ne sono capaci come se fosse presente a lui solo, infonde in tutti una grazia sufficiente ed intera. Di lui gode tutto ciò che di lui partecipa, per quanto è permesso alla natura, ma non per quanto egli può.
Per lui i cuori si elèvano in alto, i deboli vengono condotti per mano, i forti giungono alla perfezione. Egli risplende su coloro che si sono purificati da ogni bruttura e li rende spirituali per mezzo della comunione che hanno con lui.
E come i corpi molto trasparenti e nitidi al contatto di un raggio diventano anch’essi molto luminosi ed emanano da sé nuovo bagliore, così le anime che hanno in sé lo Spirito e che sono illuminate dallo Spirito diventano anch’esse sante e riflettono la grazia sugli altri.
Dallo Spirito l’anticipata conoscenza delle cose future, l’approfondimento dei misteri, la percezione delle cose occulte, le distribuzioni dei doni, la familiarità delle cose del cielo, il tripudio con gli angeli. Da lui la gioia eterna, da lui l’unione costante e la somiglianza con Dio, e, cosa più sublime d’ogni altra, da lui la possibilità di divenire Dio.

Dal trattato «Su lo Spirito Santo» di san Basilio Magno, vescovo (Cap. 9, 22-23; PG 32, 107-110)


Lo Spirito Santo in Maria, nella Chiesa e nel Crsitiano


Lo Spirito Santo in Maria e nella Chiesa

Tre elementi tra loro strettamente collegati che, presi insieme, offrono una meravigliosa visione della Chiesa di Cristo.

1. Lo Spirito Santo come anima della Chiesa. Gesù compie la sua opera di salvezza con la Pasqua di morte e risurrezione, poi sale in cielo nella gloria eterna accanto al Padre anche con la sua umanità glorificata.

A. Quale gesto compie Gesù per prima cosa, quando siede alla destra del Padre? Potrebbe godersi la pace e la felicità, dopo le sofferenze e la passione vissuta sulla terra. Invece la sua preoccupazione è quella rivolta ai discepoli, che ha lasciato soli e disorientati, deboli e senza più l’appoggio del Maestro. Proprio essi dovrebbero diffondere in tutto il mondo il vangelo di Gesù. Come faranno? Lasciati a se stessi, sono veramente incapaci, con le sole forze umane resterebbero schiacciati davanti alle difficoltà e alle persecuzioni. Gesù sente la necessità di soccorrerli, aiutarli, sorreggerli, illuminarli. Possiede a sua disposizione un grande dono da riversare su di essi: lo Spirito Santo, il soffio eterno di amore tra il Padre celeste e il Figlio Gesù. Non ci pensa due volte, ma lo effonde sui discepoli riuniti nel cenacolo attorno a Maria. Mirabile generosità e benevolenza del Maestro!
Ciò avviene con la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli riuniti nel cenacolo assieme a Maria, la Madre del Signore. Tale evento cambia totalmente la situazione: da deboli, indifesi, titubanti, paurosi diventano forti, coraggiosi, intrepidi, pieni di ardore e di zelo. Che cosa è successo?

B. Lo Spirito Santo mandato dal Figlio e dal Padre, ha preso possesso della sua missione, quella di animare, guidare, difendere, consolare la Chiesa di Gesù, la comunità dei credenti. Il Maestro aveva annunciato prima della sua passione, nel cenacolo, ciò che avrebbe fatto il Paraclito da lui inviato, secondo il vangelo di Giovanni dal cap. 14 al 17. Sono cinque grandi promesse che illustrano il ruolo e la missione dello Spirito Santo.
Il concilio Vaticano II dice che lo Spirito Santo è come l’anima del Corpo mistico di Cristo, che è il nuovo popolo di Dio. Cristo ne è il Capo, che lo ha conquistato con la sua morte redentrice e la sua risurrezione vittoriosa. Perciò lo Spirito Santo è come l’anima che dona vita, il soffio vitale,che sostiene l’organismo vivente, cioè la Chiesa di Cristo. Considerando qual è il compito dell’anima dell’organismo umano, possiamo analogicamente comprendere la funzione dello Spirito Santo nel corpo ecclesiale: esso dona la vita, illumina la mente, rafforza la volontà, dona energia per agire e lavorare, conforta e sostiene per resistere nelle prove, senza essere sfiduciati o rattristati o depressi. Un compito, quello dello Spirito Santo, fondamentale accanto a quello di Cristo, per la sussistenza e l’azione della Chiesa. Senza lo Spirito Santo la comunità cristiana sarebbe un corpo privo di anima, cioè inerte e morto. Lui illumina i membri della Chiesa, facendo ricordare le parole di Gesù, approfondendo e poi animandole con vigore; è Lui che vivifica le azioni della Chiesa, rendendola forte e coraggiosa nell’evangelizzazione; è Lui che purifica e rimette i peccati, attraverso i sacerdoti; è Lui che converte i cuori, risana e guarisce i malati, Lui conduce la Chiesa lungo la storia per giungere al compimento finale, alla venuta gloriosa del Cristo alla fine dei tempi; Lui unisce il Corpo mistico al suo Capo, in modo che Cristo e la Chiesa siano uniti come un solo salvifico organismo di salvezza per il mondo; Lui unifica tutti in membri del Corpo pur nella diversità dei loro ruoli. Senza lo Spirito Santo dunque la Chiesa non potrebbe né esistere, né operare, sarebbe un corpo senza anima, privo di vitalità.

2. Maria la Madre della Chiesa. Pongo un’altra domanda: qual è il dono ultimo che Gesù ha fatto ai discepoli prima della sua morte? Ha lasciato il dono del suo corpo e del suo sangue, durante l’ultima cena, quale memoriale e attualizzazione reale del suo sacrificio sulla croce e della sua vittoria con la risurrezione. Dono infinitamente generoso, incommensurabile, quale cibo nutriente per il popolo santo di Dio. Ancora però Egli, morente sulla croce, tra atroci dolori, possiede qualcosa di prezioso da donare al discepolo e con lui a tutti i discepoli presenti e futuri. Conoscendo la sua debolezza, i suoi dubbi, le sue insicurezze, Gesù si rende conto e si preoccupa nel pensare come il discepolo avrebbe fatto senza più l’appoggio fisico del Maestro.
Per questa ragione compie il gesto estremo di un amore sconfinato: dona sua Madre affinché prenda il discepolo come suo figlio, lo protegga, lo assista, lo conforti, in modo che non si senta solo e indifeso. Lo racconta il vangelo di Giovanni: Gesù, vedendo la Madre e lì accanto il discepolo prediletto, dice alla Madre: ecco il tuo figlio. Sono le sue ultime parole, dopo delle quali grida: ho sete, poi emette lo spirito: emisit spiritum. Quelle parole sono come il testamento di Gesù, perciò vanno accolte con attenzione e con sommo rispetto. Colui che muore non dice parole inutili o superflue. Esprime invece la sua ultima volontà. Non si chiude nelle proprie sofferenze, ma si cura del discepolo. E Maria accetta la volontà di suo Figlio agonizzante, ripetendo il suo sì, la sua adesione al Figlio amato, raccogliendo Giovanni come figlio suo, lo ama, lo educa, gli sarà vicina come ha fatto con Cristo. La disponibilità di Maria è totale e con questo diventa Madre per la seconda maternità: la prima è la maternità divina, Mater Dei; la seconda è la maternità ecclesiale, Mater Ecclesiae. Che mistero insondabile del cuore Immacolato di Maria! Qui nasce e si rivela il suo ruolo materno nella Chiesa. Molto importante e rassicurante la sua presenza. E Lei compie incessantemente, lungo il percorso storico della Chiesa, tale compito fino alla fine dei tempi.
Grazie, o Gesù che ci hai dato un dono così prezioso e utile! Tua Madre diventa nostra Madre.

3. L’ultimo dono sulla terra e il primo dono dal cielo. L’ultimo è quello della Madre, il primo è quello dello Spirito Santo, il Dono dei doni. I due doni pertanto sono collegati e strettamente congiunti; non possono essere separati e neanche confusi: il ruolo materno di Maria e il ruolo animatore dello Spirito Santo. Con questi due sostegni la Chiesa cammina sicura e fiduciosa lungo i sentieri della storia.
Il dono materno viene dalla terra ed è intriso di dolore; esso è un sostegno esterno, importante e indispensabile; quello spirituale viene dal cielo ed è il sostegno interno divino. Ambedue sono le due ali che congiungono il cielo e la terra per facilitare la vita e l’azione della chiesa. Il discepolo, cioè il cristiano, non lo può dimenticare; se vuol essere fedele seguace del suo Maestro, deve essere figlio docile di Maria e discepolo fedele dello Spirito Santo. Di questi due aspetti non si può fare a meno; ambedue sono frutto della divina volontà di Gesù e sono uniti tra di loro non a caso, per una fortuita coincidenza, ma sono l’espressione suprema del Divino Amore che sgorga dalla croce di Cristo e discende dalle altezze della sua gloria celeste. Nessuno può pensare e pretendere di essere un autentico cristiano se contemporaneamente non si rende docile e disponibile alla protezione materna di Maria e all’animazione vitale dello Spirito Santo. Come si è detto, sono due ruoli distinti ma collegati tra loro in modo da cooperare inscindibilmente per la santificazione e la salvezza degli uomini. Ciò fa comprendere la grandezza, l’altezza e la profondità dell’amore salvifico per cui il Verbo si è incarnato da Maria Vergine e si è offerto nel sacrificio della croce per redimere l’umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. Si capisce cosi come per la maternità divina Maria è stata adombrata dallo Spirito Santo e ha concepito il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo; così nella maternità della Chiesa Maria ha concepito il discepolo sempre per l’azione divina dello Spirito Santo. Da qui nasce e si illumina la devozione a Maria, la Madonna del Divino Amore. Infatti il discepolo la prese con sé, cioè l’ha tenuta nel suo cuore come una madre piena di amore e di premure per lui, mostrando il senso più vero della devozione mariana del cristiano.
Da quanto detto risulta la conseguenza necessaria che la vita cristiana abbraccia contemporaneamente l’affettuosità, la delicatezza e la dolcezza dell’amore materno di Maria e insieme la forza, la luce e la grazia dello Spirito Santo. Si può dire che non è lecito separare questi due aspetti. Per cui se un cristiano volesse porsi in pienezza alla sequela di Cristo, non può farlo senza la docilità alla Madre e allo Spirito Santo; d’altra parte se se è devoto della Madre di Cristo non può esserlo senza l’aiuto dello Spirito Santo; similmente se intende seguire le mozioni e ispirazioni dello Spirito Santo, non può eseguirle senza l’affidamento alla Madre. La vita cristiana dunque, quale sequela di Cristo, è sorretta e accompagnata inscindibilmente dalla presenza di Maria e dello Spirito Santo.

Don Renzo Lavatori


Pastore sollecito del gregge di Cristo


La Chiesa è come una grande nave che solca il mare del mondo. Sbattuta com’è dai diversi flutti di avversità, non si deve abbandonare, ma guidare.
Grandi nocchieri furono i primi padri, quali Clemente e Cornelio e moltissimi altri a Roma, Cipriano a Cartagine e Atanasio ad Alessandria. Essi, al tempo degli imperatori pagani, governavano la nave di Cristo, anzi la sua carissima Sposa. Insegnarono, combatterono, faticarono e soffrirono fino a dare il loro sangue.
Al pensiero di queste cose e di altre simili, timore e spavento mi hanno invaso e quasi mi hanno sopraffatto (cfr. Sal 54, 6) le tenebre dei miei peccati. Perciò avrei voluto abbandonare del tutto il timone della Chiesa, se avessi trovato precedenti simili nei Padri o nelle Sacre Scritture. Ma non potendolo fare, l’anima mia stanca ricorre a colui che per mezzo di Salomone dice: «Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri» (Pro 3, 5-6). E altrove: «Il nome del Signore è una torre fortissima. Il giusto vi si rifugia ed è al sicuro» (Pro 18, 10).
Stiamo saldi nella giustizia e prepariamo le nostre anime alla tentazione per ottenere l’appoggio di Dio e diciamogli: «Signore, tu sei stato per noi rifugio di generazione in generazione» (Sal 89, 1).
Confidiamo in lui che ha messo sulle nostre spalle questo peso. Ciò che noi da soli non siamo capaci di portare, portiamolo con il suo aiuto. Egli è onnipotente e dice: «Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11, 30).
Stiamo saldi nella battaglia fino al giorno del Signore, perché ci sono venuti addosso giorni di angustia e di tribolazione. Moriamo, se Dio vorrà, per le sante leggi dei nostri padri, per poter conseguire con essi l’eredità eterna.
Non siamo dei cani muti, non siamo spettatori silenziosi, non siamo mercenari che fuggono il lupo, ma pastori solleciti e vigilanti sul gregge di Cristo. Predichiamo i disegni di Dio ai grandi e ai piccoli, ai ricchi e ai poveri. Annunziamoli a tutti i ceti e a tutte le età finché il Signore ci darà forza, a tempo opportuno e importuno, a quel modo che san Gregorio scrisse nella sua «Regola Pastorale».

Dalle «Lettere» di san Bonifacio, vescovo e martire (Lett. 78; MGH, Epistolæ, 3, 352. 354)


SALMO 100 (99)
Invito alla lode

1 Salmo. Per il rendimento di grazie.

2 Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

3 Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

4 Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;

5 perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione



La croce di Cristo, salvezza del mondo


Dai «Discorsi» di sant’Efrem, diacono


(Disc. sul Signore, 3-4. 9;
Opera, ed. Lamy, 1, 152-158. 166-168)

La croce di Cristo, salvezza del mondo
Il nostro Signore fu schiacciato dalla morte, ma a sua volta egli la calpestò come una strada battuta. Si sottomise spontaneamente alla morte, accettò volontariamente la morte, per distruggere quella morte, che non voleva morire. Nostro Signore infatti uscì reggendo la croce perché così volle la morte. Ma sulla croce col suo grido trasse i morti fuori dagli inferi, nonostante che la morte cercasse di opporsi.
La morte lo ha ucciso nel corpo, che egli aveva assunto. Ma con le stesse armi egli trionfò sulla morte. La divinità si nascose sotto l’umanità e si avvicinò alla morte, la quale uccise e a sua volta fu uccisa. La morte uccise la vita naturale, ma venne uccisa dalla vita soprannaturale. Siccome la morte non poteva inghiottire il Verbo senza il corpo, né gli inferi accoglierlo senza la carne, egli nacque dalla Vergine, per poter scendere mediante il corpo al regno dei morti. Ma una volta giunto colà col corpo che aveva assunto, distrusse e disperse tutte le ricchezze e tutti i tesori infernali.
Cristo venne da Eva, genitrice di tutti i viventi. Ella è la vigna, la cui siepe fu aperta proprio dalla morte per le mani di quella stessa Eva che doveva, per questo, gustare i frutti della morte.
Eva, madre di tutti i viventi, divenne anche causa di morte per tutti i viventi.
Fiorì poi Maria, nuova vite rispetto all’antica Eva, e in lei prese dimora la nuova vita, Cristo. Avvenne allora che la morte si avvicinasse a lui per divorarlo con la sua abituale sicurezza e ineluttabilità. Non si accorse, però, che nel frutto mortale, che mangiava, era nascosta la Vita. Fu questa che causò la fine della inconsapevole e incauta divoratrice. La morte lo inghiottì senza alcun timore ed egli liberò la vita e con essa la moltitudine degli uomini.
Fu ben potente il figlio del falegname, che portò la sua croce sopra gli inferi che ingoiavano tutto e trasferì il genere umano nella casa della vita. Siccome poi a causa del legno il genere umano era sprofondato in questi luoghi sotterranei, sopra un legno entrò nell’abitazione della vita. Perciò in quel legno in cui era stato innestato il ramoscello amaro, venne innestato un ramoscello dolce, perché riconosciamo colui al quale nessuna creatura è in grado di resistere. Gloria a te che della tua croce hai fatto un ponte sulla morte. Attraverso questo ponte le anime si possono trasferire dalla regione della morte a quella della vita.
Gloria a te che ti sei rivestito del corpo dell’uomo mortale e lo hai trasformato in sorgente di vita per tutti i mortali.
Tu ora certo vivi. Coloro che ti hanno ucciso hanno agito verso la tua vita come gli agricoltori. La seminarono come frumento nel solco profondo. Ma di là rifiorì e fece risorgere con sé tutti.
Venite, offriamo il nostro amore come sacrificio grande e universale, eleviamo cantici solenni e rivolgiamo preghiere a colui che offrì la sua croce in sacrificio a Dio, per rendere ricchi tutti noi del suo inestimabile tesoro.

Dai «Discorsi» di sant’Efrem, diacono (Disc. sul Signore, 3-4. 9; Opera, ed. Lamy, 1, 152-158. 166-168)


SALMO 118 (117)
Inno di ringraziamento


1 Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

2 Dica Israele:
»Il suo amore è per sempre».

3 Dica la casa di Aronne:
»Il suo amore è per sempre».

4 Dicano quelli che temono il Signore:
»Il suo amore è per sempre».

5 Nel pericolo ho gridato al Signore:
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

6 Il Signore è per me, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?

7 Il Signore è per me, è il mio aiuto,
e io guarderò dall’alto i miei nemici.

8 È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.

9 È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

10 Tutte le nazioni mi hanno circondato,
ma nel nome del Signore le ho distrutte.

11 Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato,
ma nel nome del Signore le ho distrutte.

12 Mi hanno circondato come api,
come fuoco che divampa tra i rovi,
ma nel nome del Signore le ho distrutte.

13 Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.

14 Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

15 Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze,

16 la destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.

17 Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

18 Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

19 Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.

20 È questa la porta del Signore:
per essa entrano i giusti.

21 Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.

22 La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.

23 Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

24 Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

25 Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!

26 Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.

27 Il Signore è Dio, egli ci illumina.
Formate il corteo con rami frondosi
fino agli angoli dell’altare.

28 Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.

29 Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.



L'’Ascensione del Signore e la nostra fede


Nella festa di Pasqua la risurrezione del Signore è stata per noi motivo di grande letizia. Così ora è causa di ineffabile gioia la sua ascensione al cielo. Oggi infatti ricordiamo e celebriamo il giorno in cui la nostra povera natura è stata elevata in Cristo fino al trono di Dio Padre, al di sopra di tutte le milizie celesti, sopra tutte le gerarchie angeliche, sopra l’altezza di tutte le potestà. L’intera esistenza cristiana si fonda e si eleva su un’arcana serie di azioni divine per le quali l’amore di Dio rivela maggiormente tutti i suoi prodigi. Pur trattandosi di misteri che trascendono la percezione umana e che ispirano un profondo timore riverenziale, non per questo vien meno la fede, vacilla la speranza e si raffredda la carità.
Credere senza esitare a ciò che sfugge alla vista materiale e fissare il desiderio là dove non si può arrivare con lo sguardo, è forza di cuori veramente grandi e luce di anime salde. Del resto, come potrebbe nascere nei nostri cuori la carità, o come potrebbe l’uomo essere giustificato per mezzo della fede, se il mondo della salvezza dovesse consistere solo in quelle cose che cadono sotto i nostri sensi?
Perciò quello che era visibile del nostro Redentore è passato nei riti sacramentali. Perché poi la fede risultasse più autentica e ferma, alla osservazione diretta è succeduto il magistero, la cui autorità avrebbero ormai seguito i cuori dei fedeli, rischiarati dalla luce superna.
Questa fede si accrebbe con l’ascensione del Signore e fu resa ancor più salda dal dono dello Spirito Santo. Non riuscirono ad eliminarla con il loro spavento né le catene, né il carcere, né l’esilio, né la fame o il fuoco, né i morsi delle fiere, né i supplizi più raffinati, escogitati dalla crudeltà dei persecutori. Per questa fede in ogni parte del mondo hanno combattuto fino a versare il sangue, non solo uomini, ma anche donne; non solo fanciulli, ma anche tenere fanciulle. Questa fede ha messo in fuga i demoni, ha vinto le malattie, ha risuscitato i morti.
Gli stessi santi apostoli, nonostante la conferma di numerosi miracoli e benché istruiti da tanti discorsi, si erano lasciati atterrire dalla tremenda passione del Signore e avevano accolto, non senza esitazione, la realtà della sua risurrezione. Però dopo seppero trarre tanto vantaggio dall’ascensione del Signore, da mutare in letizia tutto ciò che prima aveva causato loro timore. La loro anima era tutta rivolta a contemplare la divinità del Cristo, assiso alla destra del Padre. Non erano più impediti, per la presenza visibile del suo corpo, dal fissare lo sguardo della mente nel Verbo, che, pur discendendo dal Padre, non l’aveva mai lasciato, e, pur risalendo al Padre, non si era allontanato dai discepoli.
Proprio allora, o dilettissimi, il Figlio dell’uomo si diede a conoscere nella maniera più sublime e più santa come Figlio di Dio, quando rientrò nella gloria della maestà del Padre, e cominciò in modo ineffabile a farsi più presente per la sua divinità, lui che, nella sua umanità visibile, si era fatto più distante da noi.
Allora la fede, più illuminata, fu in condizione di percepire in misura sempre maggiore l’identità del Figlio con il Padre, e cominciò a non aver più bisogno di toccare nel Cristo quella sostanza corporea, secondo la quale è inferiore al Padre. Infatti, pur rimanendo nel Cristo glorificato la natura del corpo, la fede dei credenti era condotta in quella sfera in cui avrebbe potuto toccare l’Unigenito uguale al Padre, non più per contatto fisico, ma per la contemplazione dello spirito.

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa (Disc. 2 sull’Ascensione 1, 4; PL 54, 397-399)


Tu ci sei necessario o Cristo (Beato Paolo VI)


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario: per vivere in comunione con Dio Padre; per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi; per essere rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione, e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio–con–noi, per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità, lungo il cammino della nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli. Amen.



Preghiera a Maria e Giuseppe davanti al presepio


O Maria e Giuseppe, insegnateci a entrare spiritualmente nella vostra umile casa.
Fateci comprendere che cosa significhi crescere alla scuola delle vostre virtù, vivere nel mondo ma senza essere del mondo.
Insegnateci a pregare e a lavorare con impegno, a cercare il silenzio interiore e la docile sottomissione alla volontà di Dio.
Uniteci alla vostra lode nell’adorazione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.


Dono di sé al Sacro Cuore


Preghiera: dono di sé al Sacro Cuore

O Gesù, mio Dio e mio Salvatore,
nell’infinita tua carità ti sei fatto mio fratello
e sei morto per me sulla croce;

Tu che ti sei donato a me nell’eucaristia,
e mi hai mostrato il tuo Cuore,
guarda mi con i tuoi occhi misericordiosi
e avvolgimi nel fuoco della tua carità.

Io credo nel tuo amore per me
e ripongo in Te tutta la mia speranza.
Sono consapevole delle mie infedeltà
e delle mie colpe, e domando
umilmente il tuo perdono.

A te dono e consacro la mia persona
e tutto ciò che mi appartiene,
perché Tu disponga di me
come meglio credi per la gloria di Dio.

Da parte mia prometto di accettare
ogni tua disposizione e di adeguare
ogni mia azione alla tua volontà.

Cuore divino di Gesù, vivi e regna in me
e in tutti i cuori, nel tempo e nell’eternità.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2018

“Cari figli, vi invito ad accogliere con semplicità di cuore le mie parole, che vi dico come Madre affinché vi incamminiate sulla via della luce piena, della purezza, dell’amore unico di mio Figlio, uomo e Dio. Una gioia, una luce indescrivibile con parole umane penetrerà nella vostra anima, e verrete afferrati dalla pace e dall’amore di mio Figlio. Desidero questo per tutti i miei figli. Perciò voi, apostoli del mio amore, voi che sapete amare e perdonare, voi che non giudicate, voi che io esorto, siate un esempio per tutti quelli che non percorrono la via della luce e dell’amore o che hanno deviato da essa. Con la vostra vita mostrate loro la verità, mostrate loro l’amore, poiché l’amore supera tutte le difficoltà, e tutti i miei figli sono assetati d’amore. La vostra comunione nell’amore è un dono per mio Figlio e per me. Ma, figli miei, ricordate che amare vuol dire sia voler bene al prossimo che desiderare la conversione della sua anima. Mentre vi guardo riuniti attorno a me, il mio Cuore è triste perché vedo così poco amore fraterno, amore misericordioso. Figli miei, l’Eucaristia, mio Figlio vivo in mezzo a voi, e le sue parole vi aiuteranno a comprendere. La sua Parola, infatti, è vita, la sua Parola fa sì che l’anima respiri, la sua Parola vi fa conoscere l’amore. Cari figli, vi prego nuovamente, come Madre che vuol bene ai suoi figli: amate i vostri pastori, pregate per loro. Vi ringrazio!”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio si può dividere in quattro momenti che si rapportano fra loro e insieme esprimono un vitale collegamento: il primo riguarda la via della luce, che è il Figlio suo Gesù; il secondo si sofferma sulla nostra testimonianza veritiera dell’amore; il terzo riprende il tema della finalità dell’amore, che è la conversione del cuore; il quarto, come conclusione, è un nuovo invito sull’importanza della Eucaristia e della Parola di Cristo, fonte di vita.

1. La via nella luce del Figlio suo.
La Vergine ci fa capire che le sue parole hanno un solo scopo: indirizzare tutti noi verso la luce splendente che emana da Cristo suo Figlio e che salva il mondo: “Cari figli, vi invito ad accogliere con semplicità di cuore le mie parole, che vi dico come Madre affinché vi incamminiate sulla via della luce piena, della purezza, dell’amore unico di mio Figlio, uomo e Dio”. Si vede bene il ruolo materno di Maria, che non ci porta su strade effimere e disorientanti, ma ci spinge ad andare incontro unicamente e totalmente al Figlio suo. Rafforza poi le sue parole, dicendo che la luce, ricca di purezza e di amore, è soltanto quella di Gesù Cristo, il Verbo incarnato. Solamente Gesù, infatti, possiede la perfetta natura divina e la perfetta natura umana, in tutto uguale a Dio suo Padre e a noi creature umane, eccetto il peccato. Egli dunque possiede insieme il potere divino e la condizione esistenziale dell’umanità. Egli, in quanto Dio, rivela la Verità assoluta e totale, cioè la divina sapienza, di cui non esiste uno splendore maggiore; in quanto uomo, si inserisce concretamente nella nostra situazione storica, condividendo tutto ciò che ci appartiene, come la nascita da Maria e la morte sulla croce, i suoi contatti con le persone possedute, lebbrose, malate e anche i peccatori, le autorità religiose e politiche, indicando loro la verità per ottenere la vita eterna. Nessun altro è uguale a Lui, nessun altro essere umano può affermare di essere Dio e dimostrarlo con la potenza dei miracoli. Solo Gesù il Cristo vive e opera misteriosamente ma realmente con le due dimensioni: divina e umana.
Per questa ragione solo Lui costituisce la fonte unica e sicura della salvezza, di verità, di amore e di pace, in quanto il suo potere divino lo ha inserito nella realtà umana, risanandola dalle sue misere condizioni di tenebrosità, di peccato e di morte. Lui solo è l’unico e perfetto mediatore tra la sfera divina e quella umana; solo in Lui i due mondi, celeste e terreno, eterno e temporale, assoluto ed effimero, si trovano uniti nella persona unica di Gesù, il Verbo eterno fatto uomo, restando perfettamente Dio. In tal modo Egli ha potuto trasformare la nostra umanità peccatrice in figlia di Dio, tempio dello Spirito Santo, immagine di Cristo. Si è verificata una vera trasfigurazione del nostro essere povero e debole in essere pieno di luce e di amore, di verità e di immortalità. Di questa luce meravigliosa e travolgente, che risplende in Cristo e che si effonde in noi, dovremmo esserne consapevoli e felici, farne il tesoro prezioso, che portiamo dentro di noi per sempre e che ci offre la sicura àncora di salvezza in mezzo ad un mare tempestoso e ci assicura il raggiungimento del porto eterno della beatitudine celeste. Lui solo, Gesù, e il nostro unico e perfetto Salvatore. Perché cerchiamo altrove gli appoggi e le speranze, i desideri e la quiete del cuore?
La Vergine ci invita insistentemente a capire il mistero del Figlio e metterlo al centro di tutta la nostra vita, dei nostri pensieri, sentimenti, dei nostri affetti e delle nostre azioni, quale anima della nostra anima e sostegno dei nostri passi alle volte vacillanti e cadenti. Per questo Ella ci dice che solo Lui è la verità, la luce, l’amore, da cui scaturisce ogni bene. Le sue esortazioni hanno costantemente l’intento di scalfire in noi questa certezza incrollabile. Accogliamola e facciamola nostra: “Una gioia, una luce indescrivibile con parole umane penetrerà nella vostra anima, e verrete afferrati dalla pace e dall’amore di mio Figlio. Desidero questo per tutti i miei figli”.

2. La testimonianza veritiera dell’amore. Subito la Vergine ci scuote dalla nostra sonnolenza spirituale e ci esorta ad essere pronti e coraggiosi nel testimoniare l’amore di Gesù nel mondo, soprattutto verso le persone ancora lontane che non hanno conosciuto la bellezza e la soavità dell’amore del nostro Redentore: “Voi, apostoli del mio amore, voi che sapete amare e perdonare, voi che non giudicate, voi che io esorto, siate un esempio per tutti quelli che non percorrono la via della luce e dell’amore o che hanno deviato da essa”. Occorre meditare a fondo queste sagge esortazioni che consentono di vivere la nostra fede e il nostro amore cristiano in mezzo a una umanità sbandata e sofferente. Spesso noi pensiamo molto a noi stessi, al nostro cammino spirituale, ai nostri doveri cristiani, dimenticando che questi tesori non vanno nascosti dentro di noi, come il talento posto sottoterra, ma vanno esercitati attivamente e con grande entusiasmo. Maria soprattutto ci fa intendere che la verità e l’amore non sono soltanto belle idee da esporre con saccenti parole e suggestioni, bensì sono concrete realtà che anzitutto dobbiamo vivere noi stessi, nel nostro intimo, e di conseguenza comunicarle agli altri non con lunghe prediche, ma sinceramente e cordialmente, con il cuore in mano, come si suol dire, con tutto il nostro essere che si dona senza risparmiarsi.
Noi dobbiamo essere strumenti idonei a una tale trasparenza dell’amore senza intromettere i nostri interessi e i nostri condizionamenti soggettivi: da Cristo, la fonte pura e cristallina, l’amore si effonde in noi e da noi, con la stessa purezza e generosità, si riversa sugli altri che hanno la necessità di accoglierlo e risanarsi. Noi siamo semplici e limpidi strumenti, attraverso i quali deve passare unicamente l’amore salvifico di Gesù. Non è facile amare in questa misura totalizzante, ma è la strada più sicura e feconda che arriva al cuore assetato dei nostri fratelli sofferenti, soli e sfiduciati. Si tratta di una nobile missione che Maria ci chiama a svolgere e noi, per primi, dobbiamo essere ricolmi di quell’acqua che zampilla dal Cuore di Cristo e che deve irrigare le anime inaridite e stremate dal dolore: “Con la vostra vita mostrate loro la verità, mostrate loro l’amore, poiché l’amore supera tutte le difficoltà, e tutti i miei figli sono assetati d’amore. La vostra comunione nell’amore è un dono per mio Figlio e per me”. Quest’ultima frase indica la compiacenza di Gesù e di Maria verso la nostra disponibilità alla testimonianza del loro amore tra le creature umane.

3. Lo scopo dell’amore salvifico: la conversione dei cuori.
La Vergine approfondisce il suo discorso, facendo capire quale sia il senso più vero dell’amore divino portatore di salvezza, quello che raggiunge il cuore dei fratelli. Si tratta di un’azione delicata e complessa, perché dobbiamo oltrepassare le apparenze e i gesti esteriori, per penetrare nell’animo altrui. Ciò richiede sensibilità, per capire quali sono i bisogni e le necessità più impellenti nell’intimo dell’altro; richiede anche delicatezza, in quanto dobbiamo muoverci e agire in conformità delle aspettative altrui e non imporre i nostri modi di dire e di fare; occorre tanta pazienza, per accettare l’altro nella sua personalità, diversa dalla nostra, il suo carattere particolare, che alle volte resta difficile da decifrare ed esce fuori dalla consuetudine. Ogni persona è un essere unico e irrepetibile. Noi dobbiamo rendercene conto e relazionarci a lei adeguandoci alla sua situazione e non imponendo i nostri gusti. Lo dice chiaramente Maria: “Figli miei, ricordate che amare vuol dire sia voler bene al prossimo che desiderare la conversione della sua anima”.
Davanti alla nostra durezza d’animo, alle nostre certezze egocentriche, alla nostra caparbietà, la Vergine mostra la sua tristezza e dispiacere, come dichiara espressamente: “Mentre vi guardo riuniti attorno a me, il mio Cuore è triste perché vedo così poco amore fraterno, amore misericordioso”. Poveri noi! Siamo sì figli suoi, suoi apostoli, ma lontani dal suo animo e dai suoi desideri di amore e di perdono. Ci vede privi di carità fraterna, di benevolenza e compassione; Ella, con lo sguardo penetrante della Madre, osserva il nostro mondo interiore e lo vede chiuso, freddo, egoista, vanitoso … Da qui segue che l’unica strada buona da percorrere è quella che Lei ci indica: metterci alla sequela di Cristo, sciogliere il nostro cuore e lasciarci guidare dalla sua Parola di verità e di vita, liberandoci dai nostri gusti personali. In tal modo potremo essere veramente testimoni credibili e portatori di pace, di amore e di salvezza come Gesù e come fa sua Madre. Impegniamoci a essere discepoli docili e obbedienti ai suoi materni richiami.

4. L’importanza centrale della Eucaristia e della Parola di Dio.
In ultimo la Vergine suggerisce gli strumenti adatti per essere coerenti alla nostra missione: “Figli miei, l’Eucaristia, mio Figlio vivo in mezzo a voi, e le sue parole vi aiuteranno a comprendere. La sua Parola, infatti, è vita, la sua Parola fa sì che l’anima respiri, la sua Parola vi fa conoscere l’amore”. Di fatto l’Eucaristia, che ha il suo culmine nella S. Messa, costituisce il farmaco dell’immortalità, della liberazione, del rafforzamento, della guarigione. Abbiamo un segno meraviglioso del pane e del vino, in cui è realmente presente in corpo sangue anima e divinità Gesù stesso, vivo e operante, sorgente inesauribile di vitalità, di consolazione, di energia. Eppure noi non lo sappiamo valorizzare e servircene in modo serio e coscienzioso. Anche l’adorazione eucaristica è una fonte potente per ritrovare la serenità, la forza per affrontare la vita di ogni giorno, la luce che illumina le nostre scelte. Basta un’ora o anche mezz’ora davanti al tabernacolo, in raccoglimento e prostrazione, per essere irrorati dalla grazia efficace di Gesù, che sta lì in mezzo a noi, umilmente e in silenzio, tante volte solo e abbandonato dai suoi discepoli. Similmente si può dire della sua Parola, che va ascoltata attentamente, assimilata e vissuta con tutto il nostro slancio, per essere poi annunciata efficacemente agli altri e diffondere ovunque luce e vita, fede e speranza. Quella Parola ci rende liberi e gioiosi, forti e coraggiosi. Dunque questi due mezzi e doni di salvezza, Eucaristia e Parola di Dio, dovremmo maggiormente utilizzarli e farli nostri. I pastori, sacerdoti e vescovi, sono stati scelti da Gesù precisamente per attuare il sacramento dell’Eucaristia e insegnare autorevolmente la Parola del vangelo. Per questa ragione la Vergine ci ricorda di amare i pastori e pregare per loro: “Cari figli, vi prego nuovamente, come Madre che vuol bene ai suoi figli: amate i vostri pastori, pregate per loro”.

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, accogli la nostra umile preghiera di figli che ti amano e che vogliono essere docili ai tuoi insegnamenti. Le tue parole scendono in noi come balsamo di luminosità e consolazione, affinché le nostre anime si aprano sempre più profondamente ad una vita cristiana modellata sulla tua, ricca di fede e di gesti d’amore. Non ti neghiamo che siamo duri e tardi di cuore, ma desideriamo sciogliere i nodi che ancora ci legano alla terra e al nostro egoismo. Vogliamo essere e vivere quali tuoi figli diletti, obbedienti e disponibili. Aiutaci, o Madre cara, con la tua materna intercessione presso tuo Figlio e nostro Signore. E se è necessario, data la nostra testardaggine e infedeltà, scuotici con forza dal nostro torpore spirituale e dalla nostra pigrizia. Svegliaci e spingici verso un pieno cammino di fede e di amore, dietro la sequela del tuo amabilissimo Figlio Gesù. Te ne siamo grati e confidiamo filialmente nella tua benevolenza e infinita pazienza. Grazie, o Vergine Madre, o clemente e pia, o dolcissima Vergine Maria!





Messaggio a Marija del 25 maggio 2018

"Cari figli! In questo tempo inquieto vi invito ad avere più fiducia in Dio che è il Padre vostro nei cieli e che mi ha mandato per condurvi a Lui. Voi, aprite i vostri cuori ai doni che Lui desidera darvi e nel silenzio del cuore adorate mio Figlio Gesù, che ha dato la Sua vita affinché viviate nell'eternità dove desidera condurvi. La vostra speranza sia la gioia dell'incontro con l'Altissimo nella vita quotidiana. Per questo vi invito: non trascurate la preghiera perché la preghiera fa miracoli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il tema centrale questa volta sta nell’apertura del cuore quale fatto fondamentale di tutta la nostra esistenza cristiana. In effetti se il nostro animo non si apre all’amore che viene dal cielo e si riversa sulla terra; se rimaniamo chiusi e irrigiditi in noi stessi, il nostro io rimane il riferimento unico e assoluto, allora la vita cristiana si riduce a compiere qualche buona azione, a frequentare ogni tanto i sacramenti, a pregare quando c’è tempo e voglia…Al contrario se siamo ricolmati e ravvivati dall’amore di Gesù e di Maria, il nostro cuore arde d’amore per il Signore e per i fratelli. La Vergine ci sollecita su questa traiettoria: “Cari figli! In questo tempo inquieto vi invito ad avere più fiducia in Dio che è il Padre vostro nei cieli e che mi ha mandato per condurvi a Lui”.

Le parole della Vergine mettono in evidenza tre cose: la prima è quella di avere piena fiducia in Dio, rimettendo la nostra volontà umana alla sua volontà divina e alla sua santa Parola; la seconda sta nel renderci conto interiormente che Dio è nostro Padre celeste, un Padre amabilissimo che ci abbraccia come suoi figli amatissimi, nonostante le nostre miserie. Il brutto è che noi invece non ci buttiamo tra le sue braccia, volendo camminare con le sole nostre forze, molto deboli, allora il cammino è corto e ben presto ci stanchiamo e ci disorientiamo, facendo scelte e azioni inconsistenti e anche dannose, che certamente non portano frutto né su questa terra né in quella eterna. Pertanto abbiamo bisogno estremo e urgente di riscoprire e far vivere in noi l’atteggiamento filiale, confidenziale, pieno di disponibilità verso questo meraviglioso Padre, che è Dio l’onnipotente e che può difenderci da ogni male e avvolgerci della sua grazia. Siamo figli amati, perdonati, rigenerati dall’amore del Padre; eppure viviamo piuttosto da servi, scontenti e sempre inquieti o arrabbiati, rattristati, privi del trasporto filiale verso Dio nostro Padre, come faceva Gesù su questa terra. Sovente Dio lo sentiamo lontano e ne abbiamo paura, oppure non lo pensiamo affatto, anzi lo giudichiamo e non ci fidiamo di Lui, ritenendolo severo e punitore nei nostri confronti. La terza cosa è che la Vergine stessa è inviata a noi dal Padre, quale gesto paterno di infinita bontà e delicatezza. Il Padre, vedendo i nostri cuori induriti e angosciati, manda a noi Maria quale Madre premurosa, affinché con la sua dolcezza materna possa muovere più intensamente il nostro cuore e disporlo ad accogliere pienamente la grazia divina. Mirabile paterna pedagogia! Il Padre si serve della Madre di suo Figlio e nostra per scuoterci nello spirito e aprirci al suo amore.

Maria lo ripete: “Voi, aprite i vostri cuori ai doni che il Padre desidera darvi”. Cosa significa “aprire i cuori”? Significa che la nostra anima, la nostra mente, i nostri sentimenti, tutto il nostro essere non sia soffocato da mille cose terrene e colmo di ansie e preoccupazioni, schiacciato dalla materialità e arroccato nel proprio egocentrismo, ma si svuoti di tutta questa zavorra e si renda disposto e spalancato per accogliere i doni o i talenti che il Padre celeste vuole riversare su di noi. Anche questo è un aspetto interessantissimo e toccante. Il Padre buono, nella sua generosità illimitata, intende colmare i suoi figli delle sue grazie e della tenerezza del suo amore. Noi invece non lo apprezziamo, preferendo gli affari terreni e gli interessi carnali, che ci portano agitazione, nervosismo e inquietudine assillante. Infatti Maria ci spinge a vivere momenti di silenzio, di distacco dai legacci della materialità, di raccoglimento interiore, per incontrare, conoscere e adorare il Figlio suo Gesù: “Nel silenzio del cuore adorate mio Figlio Gesù”. Ella ci ricorda che Cristo si è sacrificato sulla croce per la nostra salvezza e liberazione: “Gesù ha dato la sua vita affinché viviate nell’eternità dove desidera condurvi”. Perché non ascoltiamo queste sante parole? Impastati come siamo del fango della terra, facciamo fatica a riflettere sulle verità basilari dell’esistenza per ottenere la vita eterna, cioè la beatitudine del cielo per tutta l’eternità. Questo il senso e il valore essenziale che deve contare sopra ogni altro interesse. Siamo su questa terra propriamente con lo scopo di raggiungere la vita eterna; ricordarci che la vita terrena è solo un passaggio importante durante il quale dobbiamo conquistare la felicità del paradiso. Su tale prospettiva si deve muovere ogni passo che facciamo nel nostro cammino quotidiano, senza lasciarci ammaliare e ipnotizzare dalle cose sensibili e passeggere.

Alla fine la Vergine indica gli effetti benefici di tale apertura del cuore al Padre e al Figlio suo Gesù: “La vostra speranza sia la gioia dell’incontro con l’Altissimo nella vita quotidiana”. La gioia dell’incontro filiale e affettuoso con Dio spesse volte ci manca e restiamo prigionieri della tristezza, dell’angoscia e dello sconforto. Proprio la confidenza e la vicinanza di noi figli con il Padre celeste costituisce il segreto di una vita serena e coraggiosa. Di fatto se Dio l’onnipotente è nostro Padre amatissimo, perché ci lasciamo sopraffare dalle avversità del mondo per rimanerne oppressi e depressi? Con la preghiera, conclude Maria, possiamo sostare fiduciosi davanti al Padre in modo che Egli ci riempia della sua grazia e ci inondi del suo amore, affinché noi, a nostra volta, possiamo comunicare e manifestare lo stesso amore agli altri, fino al risultato straordinario di fare miracoli lasciando passare l’infinita potenza del Padre per guarire i cuori, allontanare i malanni, liberare dalle malvagità e diffondere sulla faccia della terra la gioia di essere i figli e apostoli del Signore e di Maria: “Per questo vi invito: non trascurate la preghiera perché la preghiera fa miracoli”.

Sembrano parole irreali da non poter credere, eppure sono vere ed efficaci. Per molti santi, attraverso la loro incessante preghiera, sono avvenuti straordinari miracoli, numerose conversioni di peccatori. Essi hanno capito che solo l’infinita potenza amorevole di Dio può salvare l’umanità da tanti pericoli minacciosi e da mali che l’attanagliano. Nel nostro piccolo, anche noi possiamo collaborare con il Signore e constatare che ogni giorno Egli ci manifesta la sua provvidenza con piccoli o grandi segni di prodigi e di favorevoli suoi interventi. Maria ce lo ripete, perché noi facciamo i sordi e le sue esortazioni ci passano oltre e non restano impresse nel nostro animo? Rendiamoci disponibili, sempre e ovunque, affinché scaturisca un immenso bene per noi e per i nostri familiari e amici, per tutta l’umanità bisognosa. Bellissima realtà! Perché tardiamo a credere e a viverla?






* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


Lo SPIRITO SANTO
persona e missione

«A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo» (dall'Introduzione).
Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali.
Uno riguarda la Persona o l'identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all'interrogativo: «Chi è lo Spirito Santo?».
La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: «Che cosa fa lo Spirito Santo?».
Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.

NB: Chi desidera acquistare il testo può richiederlo direttamente alle Edizioni Deoniane Bologna oppure nella librerie cattoliche facendolo anche ordinare



PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...


   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.





Preghiera alla Santissima Trinità

O Trinità infinita,
cantiamo la tua gloria
in questo vespro, perché nel Cristo
Tu ci hai resi figli e i nostri cuori
sono la tua dimora.

Eterno, senza tempo, sorgente della vita,
che non muore, a Te la creazione
fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.

Noi Ti cantiamo, o Immenso,
in questo breve sabato del tempo
che annuncia il grande giorno senza sera
in cui vedremo Te, vivente luce.

A Te la nostra lode,
o Trinità dolcissima e beata,
che sempre sgorghi e sempre rifluisci
nel quieto mare del tuo stesso Amore.

Amen



O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!