Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        

Carissimi visitatori,
dopo le festività natalizie, in cui abbiamo contemplato, vissuto e goduto dell’Incarnazione del Verbo di Dio, la quale costituisce la prima venuta del Redentore nella debolezza della carne che comincia con il Natale e prosegue nella missione di Gesù fino alla sua morte, risurrezione e ascensione al cielo. Di là deve tornare nella potenza della sua gloria per giudicare i vivi e i morti in maniera piena e totale. Su questa seconda venuta alla fine dei tempi potete vedere e ascoltare le due conferenze audiovisive, inserite qui nell’home page: “la venuta gloriosa di Gesù alla fine dei tempi” e “Il giudizio universale”. Mentre le letture che vi propongo dei Padri della Chiesa affrontano il problema molto importante e complesso dei segni premonitori dell’ultima venuta di Gesù, come Lui stesso ce ne parla nei vangeli e cosi nel NT. I segni principali sono tre: l’apostasia generale della cattolicità; poi l’apparizione e diffusione dell’anticristo; in fine i sovvertimenti cosmici e i conflitti, le guerre, il trionfo della morte sulla vita, della disperazione e dell’angoscia sulla speranza cristiana e l’attesa della parusia gloriosa di Cristo, per essere sempre pronti e seguire l’invito che il nostro Signore e Maestro ci ha lasciato ripetutamente: vegliate e pregate, perché non sapete né il giorno né l’ora. Dobbiamo perciò riflettere su questa realtà per assaporarne tutto il valore benefico che essa comporta e allontanare i pericoli che i tempi ultimi causano e diffondono nel mondo. In particolare vorrei riflettere sulla prima questione dell’apostasia generale. Cosa essa significa e cosa comporta? Per esprimere in modo sintetico possiamo dire che essa abbraccia quattro pericoli principali: il primo è anteporre il pragmatismo e l’efficientismo del fare, dell’operare, dell’esibire vanitosamente gli sforzi umani a favore del finto benessere umano, con la conseguente perdita della fede, della grazia divina, della preghiera, della visione soprannaturale, che unicamente ci consente di operare per la costruzione del Regno di Dio, la salvezza eterna delle persone e non solo occuparci delle cose terrene, passeggere e futili. Il secondo pericolo è anteporre la realtà umana, psicologica, culturale, sociologica, professionale, politica, insomma l’essere umano, il suo io, mettendolo al centro di tutta l’impostazione esistenziale delle scelte che si fanno; e questo comporta la sostituzione e negazione del primato di Gesù, della sua parola e della sua volontà, della sua opera redentrice, che è l’unica salvezza e liberazione da ogni male già su questa terra e soprattutto poi nella vita eterna. Si può trattare in fondo di un capovolgimento dei valori e della visione della storia: mettendo l’io umano al posto di Dio Creatore. Il terzo pericolo sta nel dimenticare il vero, unico Salvatore che è Cristo Signore e sostituirlo con il pluralismo e la molteplicità degli idoli ideologici, religiosi, economici, anticristici,dimenticando le parole di Gesù: senza di me non potete fare nulla. L’ultimo pericolo è quello di passare dalla formazione interiore, con la guarigione del cuore e la liberazione dal peccato e dall’egoismo, alla ricerca del solo benessere materiale e terreno; una specie di utopia impossibile da realizzare su questa terra, date le deboli forze umane senza l’intervento e la potenza divine. Vi auguro un felice anno nuovo sotto la protezione della Vergine Santissima Immacolata, il cui seme schiaccia la testa dell’antico serpente. Fiduciosi e rafforzati in una fede sempre più profonda e matura, coraggiosa e coerente, possiamo attendere con gioia le grazie che il Signore vorrà donarci abbondantemente.


Ascoltiamo l'insegnamento di Paolo


Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo
2,16 - 3,4


La vita nuova in Cristo
Fratelli, nessuno vi condanni più in fatto di cibo o di bevanda, o riguardo a feste, a noviluni e a sabati: tutte cose queste che sono ombra delle future; la realtà invece è Cristo! Nessuno v'impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli, seguendo le proprie pretese visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale, senza essere stretto invece al capo, dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legami, realizzando così la crescita secondo il volere di Dio.
Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancora nel mondo, dei precetti quali «Non prendere, non gustare, non toccare»? Tutte cose destinate a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini! Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne.
Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.


Tu ci sei necessario o Cristo (Beato Paolo VI)


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario: per vivere in comunione con Dio Padre; per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi; per essere rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione, e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio–con–noi, per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità, lungo il cammino della nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli. Amen.


INTERVISTA SUGLI ANGELI A CURA DEL GIORNALISTA MAURO FAVERZANI


D. Come si fa oggi a riconoscere o a percepire la presenza degli angeli e, in particolare, di quelli tra loro a noi più vicini ovvero gli angeli custodi?

R. Per rispondere occorre affermare la verità sugli angeli; in particolare ci si chiede cosa il cristianesimo pensi di loro, quale sia la concezione che la religione cristiana propone intono ad essi, e se questa concezione sia tutt'ora valida. Per rispondere a tali quesiti, legittimi in mezzo a tanta confusione, credo sia utile che il cristiano, o chiunque voglia conoscere come stiano le cose nell'ambito della fede cristiana, faccia attenzione a quanto è contenuto nella dottrina rivelata, senza andare dietro alla moda o esaltando indebitamente gli angeli o emarginandoli e rifiutandoli, senza cadere in fantasie pericolose.

D. Si manifestano in qualche modo agli uomini?

R. Il cristianesimo è giunto all'affermazione che gli angeli sono enti puramente spirituali, personali, creati da Dio, non sono immaginazioni o puri simboli, espressioni letterarie. Sono inferiori a Dio, quali sue creature, ma contemporaneamente superiori agli uomini nel loro grado di enti spirituali, mentre l'uomo, come sappiamo, è composto di spirito e di materia, di anima e di corpo. Essendo puri spiriti non si possono vedere con gli occhi fisici né si possono individuare come esseri corporei. Tuttavia si manifestano in un duplice modo: uno è quello spirituale e appaiono quali esseri luminosi e radiosi, ricchi della gloria divina. Tale visione è data in particolare ad alcune persone profondamente immerse nella luce divina, come i mistici o alcuni soggetti sensibili alle movenze spirituali, come è stato per S. Padre Pio. L’altro modo è dato dalle loro raffigurazioni umane, in quanto si rivestono di un corpo apparente solo per facilitare la loro opera di servizio presso le creature umane, ma è soltanto un aspetto momentaneo, come afferma il libro si Tobia dell’A.T. Anche i pittori e scultori li hanno rappresentati in figura umana e con le ali. Sono creazioni artistiche simboliche per poterli rendere visibili. Ma certamente non hanno le ali né il corpo umano. Le ali esprimono la loro dinamicità spirituale, il loro movimento veloce, la loro presenza ovunque e in qualsiasi momento.

D. Perché pregarli?

R. Essi svolgono un'azione preziosissima in totale relazione a Dio e agli uomini, quali autentici intermediari. In effetti non sono esseri isolati, ma essenzialmente collegati all'uno e agli altri, vivono e agiscono unicamente con l'intento di rapportarsi ai due centri, entro i quali si muovono costantemente: Dio e gli uomini. Per cui quando si parla di loro, di fatto si tiene conto dei due poli, che tra loro si attraggono e si comunicano, pur essendo l'uno infinitamente distate dagli altri: Dio in qualche modo va alla ricerca dell'uomo fino ad incarnarsi e a abitare con lui e in lui, mentre l'uomo profondamente anela a partecipare all'infinita beatitudine e gloria divine. Dunque non si può trattare degli angeli senza considerare il loro Signore e Creatore cui obbediscono, che onorano e glorificano, e dall'altra parte non si può non pensare all'uomo, che essi custodiscono e sorreggono nel cammino verso Dio. Da qui l’importanza di pregarli.

D. Se esistono gli angeli, esistono anche quelli decaduti ovvero i diavoli. In proposito, Lei anni fa ebbe a dire che il diavolo si nasconde dietro alcuni spettacoli o giochi televisivi, ne è ancora convinto? E perché?

R. Gli angeli si dividono in due grandi categorie: quelli che sono servitori di Dio, ubbidienti alla sua volontà, rimasti fedeli al suo progetto salvifico, e sono detti gli angeli buoni o semplicemente angeli; quelli invece che hanno rifiutato l'obbedienza a Dio, si sono ribellati alla sua sovranità e sono diventati cattivi o malvagi, chiamati spiriti maligni o diavoli o demoni. Questi hanno l’intento di separare o dividere l’uomo da Dio, l’uomo da se stesso, l’uomo dagli altri uomini, mettendoli in conflittualità e avversione, allontanandoli dal bene, dalla verità, dalla giustizia e farli precipitare nell’egoismo, nell’odio, nella malvagità beffarda, nell’aggressività, nelle guerre. Le azioni diaboliche assumono una variegata forma di diversità, di cui non si può fare un elenco. Tra queste forme menzognere ci può essere anche l’intrusione di esse nel mass-media, come nello spettacolo o giochi dei pacchi televisivi, di cui Lei fa cenno. L’inganno sta nella duplice illusione o menzogna: una è quella indovinare ciecamente, cioè con spirito di magia e di superstizione, senza una personale responsabilità e consapevolezza, quale pacco sia portatore di denaro, si tratta di una misera depersonalizzazione e di offuscamento mentale, dando spazio all’emotività e alla casualità. L’altro inganno sta nel fatto di poter guadagnare senza lavorare e impegnarsi, come se il denaro fosse un dato di fortuna; ciò toglie la privazione di ogni dignità e qualificazione al lavoro umano, incitando a trovare denaro in modo errato o disonesto. Ne deriva una concezione morale, sociale ed economica totalmente in balìa del caso e dell’irresponsabilità dell’incoscienza umana.

D. In un’altra occasione affermò che gli angeli custodi ci sono soprattutto nelle difficoltà: viene da ritenere, dunque, che in questo periodo abbiano un gran da fare; è d’accordo?

R. Certamente. Il loro compito è quello di soccorrere, aiutare, confortare, difendere i loro protetti umani. Ogni uomo ha accanto a sé un angelo custode quale compagno di viaggio dalla nascita fino alla vita eterna. Naturalmente essi intervengono quando c’è più bisogno sia al livello materiale che morale. L’elemento indispensabile che si richiede è quello di invocare il nostro angelo custode, e pregarlo, soprattutto essere docili alle sue movenze interiori. Per questo si può percepire l’angelo solo in un clima di silenzio, raccoglimento, sensibilità e bontà. Nel mondo in cui ci troviamo, ciò è particolarmente urgente altrimenti veniamo travolti miseramente in situazioni disastrose e angoscianti sia personalmente sia socialmente. Molta malvagità e cattiveria potrebbero essere evitate se fossimo più vicini e attenti al nostro angelo custode, se ci affidassimo a lui.

D. Gli angeli custodi sono solo personali o possono essere chiamati a tutelare, ad esempio, anche comunità più estese, come le nazioni?

R. Nella Scrittura e nella Tradizione della Chiesa e nei suoi documenti magisteriali, è affermato che gli angeli, divisi nei nove cori, hanno compiti precisi sia al livello cosmico per regolare i mutamenti e i movimenti impetuosi sulla terra sia al livello nazionale, in cui ogni paese ha un suo protettore come ha detto l’angelo a Fatima: io sono l‘angelo del Portogallo; nell’antichità Michele è il protettore del popolo ebraico. Si può dire anche che vi è l’angelo della famiglia, della scuola, delle forze militari, dell’andamento politico. Se avessimo più fede in essi, anche gli eventi sociali andrebbero nel verso più giusto, per il bene comune e non nello sfruttamento e nella corruzione e nel disordine.

D. Possono verificarsi anche apparizioni straordinarie delle anime del purgatorio?

R. Per quanto riguarda le anime purganti, bisogna affermare con chiarezza che non sono angeli, in quanto sono anime di esseri umani. Non possiamo chiamare i defunti quali nostri angeli. Tuttavia possiamo avere verso i nostri morti la comunione nella preghiera di suffragio, nelle opere caritative e nel digiuno. Per tale unione tra i viventi sulla terra e i defunti in purgatorio, come anche con i santi in cielo, si stabilisce una vera unione spirituale che viene chiamata “comunione dei santi”. I morti non vanno richiamati sulla terra ne consultati come dice la Scrittura, in quanto costituisce un peccato grave che si chiama “divinazione”. Alle volte il Signore lo permette solo per il bene delle anime come avveniva alla veggente Natuzza Evolo. Più che cercare fenomeni straordinari, occorre vivere profondamente i doni quotidiani e ordinari che Dio ci ha offerto attraverso la rivelazione divina e la sacramentalità della Chiesa.

Don Renzo Lavatori




Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

(Capp. 59, 2 – 60, 4; 61, 3; Funk 1, 135-141)


Il Verbo di Dio che abita i cieli altissimi è fonte di sapienza

Gesù Cristo, Figlio diletto di Dio, ci ha chiamati dalle tenebre alla luce, dall’ignoranza alla conoscenza del suo nome glorioso; perché possiamo operare nel suo nome, che è all’origine di ogni cosa creata.
Per mezzo suo il creatore di tutte le cose conservi intatto il numero dei suoi eletti, che si trovano ovunque per il mondo. Ascolti la preghiera e la supplica che ora noi di cuore gli innalziamo:
Tu hai aperto gli occhi del nostro cuore perché conoscessimo te solo, Altissimo, che abiti nei cieli altissimi, Santo tra i santi. Tu abbatti l’arroganza dei presuntuosi, disperdi i disegni dei popoli, esalti gli umili e abbatti i superbi, doni la ricchezza e la povertà, uccidi e fai vivere, benefattore unico degli spiriti e Dio di ogni carne (cfr. Is 57, 15; 13, 1; Sal 32, 10, ecc.).
Tu scruti gli abissi, conosci le azioni degli uomini, aiuti quanti sono in pericolo, sei la salvezza di chi è senza speranza, il creatore e il vigile pastore di ogni spirito. Tu dai incremento alle nazioni della terra e tra tutte scegli coloro che ti amano per mezzo del tuo Figlio diletto Gesù Cristo, per opera del quale ci hai istruiti, santificati, onorati.
Ti preghiamo, o Signore, sii nostro aiuto e sostegno. Libera quelli tra noi che si trovano nella tribolazione, abbi pietà degli umili, rialza i caduti, vieni incontro ai bisognosi, guarisci i malati, riconduci i traviati al tuo popolo. Sazia chi ha fame, libera i nostri prigionieri, solleva i deboli, dà coraggio a quelli che sono abbattuti.
Tutti i popoli conoscano che tu sei il Dio unico, che Gesù Cristo è tuo Figlio, e noi «tuo popolo e gregge del tuo pascolo» (Sal 78, 13).
Tu con la tua azione ci hai manifestato il perenne ordinamento del mondo. Tu, o Signore, hai creato la terra e resti fedele per tutte le generazioni. Sei giusto nei giudizi, ammirabile nella fortezza, incomparabile nello splendore, sapiente nella creazione e provvido nella sua conservazione, buono in tutto ciò che vediamo e fedele verso coloro che confidano in te, o Dio benigno e misericordioso. Perdona a noi iniquità e ingiustizie, mancanze e negligenze.
Non tener conto di ogni peccato dei tuoi servi e delle tue serve, ma purificaci nella purezza della tua verità e guida i nostri passi, perché camminiamo nella pietà, nella giustizia e nella semplicità del cuore, e facciamo ciò che è buono e accetto davanti a te e a quelli che ci guidano.
O Signore e Dio nostro, fa’ brillare il tuo volto su di noi perché possiamo godere dei tuoi beni nella pace, siamo protetti dalla tua mano potente, liberati da ogni peccato con la forza del tuo braccio eccelso, e salvati da coloro che ci odiano ingiustamente.
Dona la concordia e la pace a noi e a tutti gli abitanti della terra, come le hai date ai nostri padri, quando ti invocavano piamente nella fede e nella verità. Tu solo, o Signore, puoi concederci questi benefici e doni più grandi ancora.
Noi ti lodiamo e ti benediciamo per Gesù Cristo, sommo sacerdote e avvocato delle nostre anime. Per mezzo di lui salgano a te l’onore e la gloria ora, per tutte le generazioni e nei secoli dei secoli. Amen.



Dai «Capitoli sulla perfezione spirituale» di Diàdoco di Fotice, vescovo

(Capp. 12. 13. 14; PG 65, 1171-1172)


Si deve amare solo Dio

Chi ama se stesso non può amare Dio; chi invece non ama se stesso a motivo delle più importanti ricchezze dell’amore di Dio, costui ama Dio. Da questo deriva che egli non cerca mai la sua gloria, ma la gloria di Dio. Chi infatti ama se stesso cerca la propria gloria, mentre chi ama Dio cerca la gloria del suo creatore.
È proprio dell’anima che sperimenta e ama Dio cercare sempre la sua gloria in tutto ciò che fa, dilettarsi della sottomissione alla sua volontà, perché la gloria appartiene a Dio a motivo della sua maestà, mentre all’uomo conviene la sottomissione per il conseguimento della familiarità con Dio. Quando anche noi facciamo in questo modo, siamo felici della gloria del Signore e, sull’esempio di Giovanni Battista, cominciamo a dire: «Egli deve crescere e io invece diminuire» (Gv 3, 30).
Ho conosciuto una persona che soffriva, perché non riusciva ad amare Dio come voleva. E tuttavia l’amava essendo la sua anima infuocata dall’amore di Dio. Così Dio era in essa glorificato, benché essa fosse un nulla. Chi è tale non si loda con le parole, ma si riconosce per quello che è. Anzi per il grande desiderio di umiltà non pensa alla sua dignità, sentendosi al servizio di Dio, come la legge prescrive ai sacerdoti. Per la preoccupazione di amare Dio si dimentica della sua dignità, e tiene la propria gloria nascosta nella profonda carità che ha per Dio, e non pensa più a se stesso, arrivando, per la sua grande umiltà, a ritenersi servo inutile. Facciamo anche noi così, evitando gli onori o la gloria a motivo delle immense ricchezze dell’amore di Dio, che veramente ci ama.
Chi ama Dio nel profondo del suo cuore, questi è da lui conosciuto. Quanto più si è in grado di ricevere l’amore di Dio, tanto più lo si ama. Chi ha avuto la fortuna di raggiungere una simile perfezione desidera ardentemente l’illuminazione divina sino a sentirsene compenetrato, resta dimentico di sé e viene tutto trasformato nella carità.
Allora, pur vivendo nel mondo, non pensa più alle cose del mondo; e mentre si trova ancora nel corpo, ha la sua anima continuamente rivolta a Dio. Poiché il suo cuore è bruciato dal fuoco della carità, egli è talmente unito a Dio da ignorare completamente l’amor proprio e da poter dire, con l’Apostolo: «Se siamo stati fuori di senno era per Dio; se siamo assennati, è per voi» (2 Cor 5, 13).



Preghiera a Maria e Giuseppe davanti al presepio


O Maria e Giuseppe, insegnateci a entrare spiritualmente nella vostra umile casa.
Fateci comprendere che cosa significhi crescere alla scuola delle vostre virtù, vivere nel mondo ma senza essere del mondo.
Insegnateci a pregare e a lavorare con impegno, a cercare il silenzio interiore e la docile sottomissione alla volontà di Dio.
Uniteci alla vostra lode nell’adorazione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.



Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù


Signore Gesù Cristo, che ti sei rivelato come infinito amore e misericordia, accogli l’atto di riparazione di noi poveri peccatori contro tutte le bestemmie, le profanazioni eucaristiche, le offese al tuo divino Amore e all’amore fraterno.
Con questa preghiera ci consacriamo e ci abbandoniamo alla tua santa volontà, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in tutte le situazioni della vita e riponiamo con piena fiducia, nel tuo Sacratissimo Cuore tutte le nostre attese e speranze per essere graditi al Padre Celeste e così ottenere tutte le grazie materiali e spirituali necessarie alla nostra eterna salvezza, nella gioiosa comunione dei santi.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 gennaio 2018

“Cari figli, quando sulla terra viene a mancare l’amore, quando non si trova la via della salvezza, io, la Madre, vengo ad aiutarvi a conoscere la vera fede, viva e profonda; ad aiutarvi ad amare davvero. Come Madre, anelo al vostro amore reciproco, alla bontà e alla purezza. È mio desiderio che siate giusti e che vi amiate. Figli miei, siate gioiosi nell’animo, siate puri, siate bambini! Mio Figlio ha detto che ama stare tra i cuori puri, perché i cuori puri sono sempre giovani e lieti. Mio Figlio vi ha detto di perdonare e di amarvi. So che non è sempre facile: la sofferenza fa sì che cresciate nello spirito. Per crescere il più possibile spiritualmente, dovete perdonare ed amare sinceramente e veramente. Molti miei figli sulla terra non conoscono mio Figlio, non lo amano. Ma voi, che amate mio Figlio e lo portate in cuore, pregate, pregate e, pregando, percepite mio Figlio accanto a voi: la vostra anima respiri il suo Spirito! Io sono in mezzo a voi e parlo di piccole e grandi cose. Non mi stancherò di parlarvi di mio Figlio, amore vero. Perciò, figli miei, apritemi i vostri cuori, permettetemi di guidarvi maternamente. Siate apostoli dell’amore di mio Figlio e del mio. Come Madre vi prego: non dimenticate coloro che mio Figlio ha chiamato a guidarvi. Portateli nel cuore e pregate per loro. Vi ringrazio!”.

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio comprende quattro punti o frutti o doni formidabili per la nostra vita spirituale. Il primo è l’invito a conoscere la fede profonda e l’amore vero; il secondo fa capire il legame vitale tra il perdonare, l’amare e il soffrire; il terzo si sofferma sul respiro dello Spirito di Gesù nella nostra anima; il quarto rivela la guida materna di Maria verso il Figlio suo.

1. La fede profonda e l’amore vero. Questo primo avvertimento fa capire che senza l’amore non si può vivere e spesso si smarrisce la via per ritrovare e recuperare l’amore vero che porta in sé la salvezza redentrice di Cristo. A questo punto di smarrimento e di perdita dei valori fondamentali, Lei è pronta per soccorrerci in modo che troviamo la via, cioè la fede concreta, forte e praticante, che ci conduce all’amore fraterno e alla comunione tra i suoi figli, frutto del vero e autentico cristiano: “Cari figli, quando sulla terra viene a mancare l’amore, quando non si trova la via della salvezza, Io la Madre, vengo ad aiutarvi a conoscere la vera fede, viva e profonda; ad aiutarvi ad amare davvero”.
Si capisce in tal modo la ragione della sua presenza in mezzo a noi, che ha l’unico scopo di farci infondere in noi quell’amore sincero e puro, che deriva in concreto dall’incontro con Gesù e dall’accoglienza del suo amore infinito: “Come Madre anelo al vostro amore reciproco, alla bontà e alla purezza”.

2. Perdonare – amare – soffrire. Nelle successive parole, la Vergine mostra il suo forte desiderio di volerci inculcare l’amore e, per ottenerlo, occorre essere semplici, puri, umili e generosi, soprattutto conservare un cuore semplice e infantile, come bimbi sostenuti sulle sue braccia. In tal modo possiamo essere vicini a suo Figlio che predilige i cuori puri, i quali mantengono uno spirito giovanile, gioioso e generoso: “È mio desiderio che siate giusti e che vi amiate. Figli miei, siate gioiosi nell’animo, siate puri, siate bambini! Mio Figlio ha detto che ama stare tra i cuori puri perché i cuori puri sono sempre giovani e lieti”.
In effetti Gesù stesso ci ha invitati a saperci perdonare l’uno con l’altro e conservare e ravvivare l’amore fraterno. Quando si tratta del perdono, la nostra mente si cruccia e si inasprisce, perché non riesce a perdonare, ma spesso conserva intimamente rancore, voglia di vendetta e si chiude concretamente alla comunione, perdendo il saluto verso i fratelli che hanno fatto sgarbi o sono dispettosi. Ciò causa non solo una durezza di cuore, che lo rende pietrificato, ma anche un’amarezza interiore, che fa perdere il sorriso, la letizia e la cortesia. Concretamente restiamo prigionieri del nostro egoismo e ci allontaniamo dall’amore. La Vergine si dimostra comprensiva di tale difficoltà, tuttavia sospinge a saper superare gli ostacoli, a sciogliere il cuore e aprirlo alla comunione. Ciò costituisce un vero sacrificio, che tuttavia ha risvolti molto positivi, in quanto con la sofferenza si cresce nella vita spirituale e si conquista la corona di gloria e della felicità su questa terra e nell’eternità: “Mio Figlio vi ha detto di perdonarvi e di amarvi. So che non è sempre facile: la sofferenza fa sì che cresciate nello spirito. Per crescere più possibile spiritualmente, dovete perdonare ed amare sinceramente e veramente”.
Il segreto per superare la difficoltà del perdono sta nella consapevolezza che noi siamo stati perdonati dal Signore un’infinità di volte, per averlo offeso ed essendo stati ingrati con Lui. Se abbiamo sentito nel nostro intimo la gioia e la consolazione del suo perdono, perché non siamo ugualmente generosi verso i fratelli che ci hanno fatto dei torti e sgarberie? Se hai ricevuto il perdono dei tuoi numerosi peccati, il perdono devi riversarlo su coloro che ti hanno procurato del male, sapendo che questo male è molto meno grave di quello compiuto nei confronti di Dio. D’altra parte Gesù ci ha insegnato a pregare con queste parole: rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Lo ripetiamo spesso nella preghiera, ma purtroppo non ha il risvolto nel nostro cuore e non trova riscontro nella vita concreta.

3. Il respiro di Gesù nella nostra anima. La Vergine, ancora una volta sottolinea che molti non conoscono e non amano suo Figlio, con un senso di dispiacere e di amarezza: “Molti miei figli sulla terra non conoscono mio Figlio, non lo amano”. Allora invita i suoi figli, che lo conoscono e lo amano, a pregare in modo che Lui sia sempre accolto e amato. Proprio in questo contatto personale con Gesù, il cristiano vive l’intima comunione con Lui, assaporando e sentendo i battiti del suo Cuore, il respiro del suo Spirito, come una fonte di amore pieno e soave: “Ma voi, che amate mio Figlio e lo portate in cuore, pregate, pregate e, pregando, percepite mio Figlio accanto a voi: la vostra anima respiri il suo Spirito!”.
Bellissime e commuoventi espressioni che ci fanno capire come il nostro rapporto con Gesù dev’essere profondo, cuore a cuore, al fine di sentire tutta l’effusione del suo Spirito filiale, del suo slancio di offerta al Padre e di tenerissimo amore per le creature umane. In questo modo il cristiano vive, pensa, ama, soffre all’unisono con il suo Signore e Salvatore, Che meraviglia!

4. La guida materna verso suo Figlio. Con le ultime parole Maria torna a spiegare il suo compito materno verso di noi, come aveva iniziato questo messaggio: “Io sono in mezzo a voi e parlo di piccole e grandi cose. Non mi stancherò di parlarvi di mio Figlio, amore vero”. Ella dice di parlare come una madre affettuosa, che si piega anche sulla nostra piccolezza e insieme nella nostra abilità di fare grandi cose, se seguiremo fedelmente i suoi suggerimenti. Soprattutto Ella insiste che il suo scopo principale è quello di parlare di suo Figlio, senza stancarsi mai, perché soltanto suo Figlio è il portatore della vita, dell’amore e della gioia. Lui è la Via, la Verità e la Vita, quella vita che conduce al cielo e ci fa vivere serenamente su questa terra. Non vi è altra via o verità o vita che sia più incisiva e vera di quella detta e vissuta da Gesù, il quale vuole comunicarcela in pienezza. Lui è l’Amore vero, assoluto, perfetto e infinito. Non possiamo restare indifferenti o girare lo sguardo e il cuore su altri riferimenti umani, che non hanno uguali caratteristiche del suo amatissimo e santissimo Figlio.
A noi il compito di aprire il cuore, la mente, la volontà alle sue premure materne, che ci consentono di conservare la gioia giusta e preziosa in mezzo a tante tenebre e disorientamento. Lui, Gesù, il Signore è il nostro unico sostegno e conforto, la nostra unica forza vitale e l’unico amore risanante e guaritore. Solo in Lui possiamo trovare il senso più pieno e salutare nel nostro vivere su questa terra nell’attesa fiduciosa di incontrarlo nella vita eterna e nella felicità imperitura del paradiso.

O Vergine Maria, sappiamo quante persone ti offendono e ti bestemmiano vergognosamente, noi vogliamo riparare questa malvagità, mossa dal tuo acerrimo nemico, l’antico serpente, che tu schiacci con il tuo piede! Per questo ti vogliamo bene, Madre cara, e ci mettiamo nelle tue mani materne, per essere anche noi liberati da ogni spirito maligno e restare fermamente avvinti al tuo amatissimo Figlio, Gesù Cristo, nostro unico Salvatore e Redentore. I tempi sono oscuri e difficili, ma Tu ci doni quella luce necessaria per non sbagliare strada e rimanere intrappolati nella mentalità materialistica, egoistica di questo mondo. Grazie a Te, che ce lo ricordi insistentemente, per farci capire che senza di Lui non possiamo fare nulla di buono e meritevole. Tu non ti stanchi di ripetercelo e noi siamo così sordi e chiusi di cuore! Ma te lo diciamo filialmente e amorevolmente: mostrando le nostre miserie, noi amiamo immensamente tuo Figlio e con Lui ci affidiamo alle tue cure materne, per non essere mai allontanati o disorientati dalla Verità salutare che Lui ci ha donato e ci dona costantemente. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen.




Messaggio a Marija del 25 dicembre 2017

"Cari figli, oggi vi porto mio Figlio Gesù, affinché vi doni la Sua pace e la Sua benedizione. Figlioli, vi invito tutti a vivere e a testimoniare le grazie e i doni che avete ricevuto. Non temete! Pregate affinché lo Spirito Santo vi dia la forza di essere testimoni gioiosi e uomini di pace e di speranza. Figlioli, siate benedizione! Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


In questo breve messaggio possiamo ricavare tre aspetti fondamentali: il primo ci mostra la Vergine Cristofora, portatrice di Cristo; poi Maria ci invita alla riconoscenza per i doni ricevuti; infine ci suggerisce la continua preghiera allo Spirito Santo.
1. Il messaggio parte con l’annuncio gioioso del Natale di Gesù ed è proprio Lei, la Vergine Madre, che ce lo comunica con tanto ardore: “Cari figli! Oggi vi porto mio Figlio Gesù, affinché vi doni la sua pace e la sua benedizione”. D’altra parte si sa che la sua missione specifica è quella di portare il Verbo Incarnato nel mondo, donando a Lui la carne umana. Si potrebbe dire che Lei costituisca lo strumento o la porta attraverso la quale il Figlio Unigenito di Dio Padre si è fatto uomo, assumendo la natura umana perfetta, eccetto il peccato, dal grembo verginale di Maria. Senza la sua disponibilità il progetto dell’incarnazione del Figlio di Dio sarebbe stato impossibile. Da qui si capisce il valore straordinario e immenso di questa missione altissima di Maria! Dobbiamo essere debitori a Lei per avere un così eccelso Redentore e Salvatore. Il Natale di Gesù, senza Maria, la Madre di Dio, non sarebbe avvenuto e noi saremmo rimasti prigionieri del peccato, della morte e delle potenze maligne. Per questa ragione può essere chiamata giustamente: Cristofora, portatrice di Cristo.
Ella lo ripete affinché non ce ne scordiamo, ma restiamo ammirati e sorpresi ogni volta che pensiamo a Lei e al ruolo materno che ha svolto a favore della nostra salvezza. Il dono di suo Figlio è così prezioso che non si può pensare ad un altro dono più grande e meraviglioso. Ella ci invita ad accoglierlo pienamente e fedelmente, per avere da Lui la pace e la benedizione. Sono parole importanti: la pace indica la serenità dell’animo e la concordia tra gli uomini; la benedizione è la fonte di ogni bene per l’umanità. Cerchiamo di vivere il mistero del Natale sotto queste due luminose realtà, non solo il 25 dicembre, ma tutti i giorni del nuovo anno 2018. Infatti abbiamo bisogno della grazia divina in ogni momento e sotto la benedizione di Gesù si potrà vivere con amore di rinnovato vigore spirituale e ottenere la vera pace non solo per noi, per le nostre famiglie, ma per il mondo intero.
2. L’altro ammonimento, che ci rivolge la Vergine, riguarda il dovere e la gioia di considerare i doni meravigliosi ricevuti dal divino Bambino e rendere grazie a Lui con sincera gratitudine. E dietro di Lui si trova Lei, la Madre, che ce lo ha donato: “Figlioli, vi invito tutti a vivere e testimoniare le grazie e i doni che avete ricevuto”. Per conservare questi doni, calati dal cielo, non c’è altro modo più efficace che pregare lo Spirito Santo, il Dono dei doni che ha il compito specifico di ispirare la nostra mente e il nostro cuore all’amore verso Gesù: “Non temete! Pregate affinché lo Spirito Santo vi dia la forza di essere testimoni gioiosi e uomini di pace e di speranza”.
3. Lo Spirito Santo, che abita dentro di noi quale illustre e generoso ospite divino, non cessa di sollecitarci e sensibilizzarci per essere pronti ad accogliere l’amore di Gesù e la sua grazia redentrice. Purtroppo noi ci dimentichiamo concretamente di questo divino Ospite e viviamo nella dissipazione e dispersione esteriore. In effetti per percepire le sue movenze ed essere a Lui docili, occorre una profonda sensibilità interiore e soprattutto un atteggiamento di ascolto e di orazione, che consente di entrare in contatto con Lui e lasciarci guidare, illuminare e sostenere dal suo amore infinito. Maria è la sua sposa castissima e la creatura umana che, più di ogni altra, è stata santificata e plasmata dallo Spirito Santo, il quale l’ha resa sua icona vivente. Ella ci aiuta a seguire il suo esempio, in modo che, come Lei, anche noi diventiamo portatori di Cristo per aprirci agli altri formando una comunità più giusta e serena, diffondendo l’amore e la pace di Cristo.






* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


Lo SPIRITO SANTO
persona e missione

«A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo» (dall'Introduzione).
Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali.
Uno riguarda la Persona o l'identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all'interrogativo: «Chi è lo Spirito Santo?».
La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: «Che cosa fa lo Spirito Santo?».
Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.

NB: Chi desidera acquistare il testo può richiederlo direttamente alle Edizioni Deoniane Bologna oppure nella librerie cattoliche facendolo anche ordinare



PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...



   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.







O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!