Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        

Carissimi visitatori,

il tempo fugge via veloce e già abbiamo vissuto i momenti stupendi dell’anno liturgico, Quaresima, Pasqua, Ascensione e Pentecoste, quale effusione dello Spirito Santo sugli apostoli nel cenacolo, raccolti attorno a Maria. Proprio qui sta la fonte da cui dovremmo attingere la grazia divina, la luce, l’acqua zampillante per la vita eterna, il fuoco purificatore e rinnovatore dello Spirito Santo. L’augurio che faccio a tutti voi è precisamente quello di restare avvinti ai misteri della nostra fede, per ritornare settimanalmente alle sorgenti divine, fonti di santità e di immortalità, di guarigione del cuore. Abbiamo ripreso il sentiero spirituale del tempo ordinario, con cui non abbiamo più la spinta degli eventi della redenzione, ma la fedeltà a vivere quotidianamente la semplicità e l’impegno di ogni giorno senza ricadere nella mentalità della carne e del materialismo, ma rimanere illuminati dalla Parola di Dio e irrorati del suo divino Spirito. Anche i mesi estivi sono ricchi di conquiste e crescite nello Spirito, il soffio della vita e dell’amore. Il mistero trinitario ci accompagni, ci sostenga, ci rafforzi nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Leggiamo e meditiamo ogni giorno le seguenti sagge parole di Paolo ai Galati.

[16]Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne;

[17]la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.

[18]Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge.

[19]Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio,

[20]idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni,

[21]invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come gia ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.

[22]Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;

[23]contro queste cose non c'è legge.

[24]Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri.

[25]Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

[26]Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

Don Renzo



Dai «Discorsi» di sant’Atanasio, vescovo


(Disc. sull’incarnazione del Verbo, 8-9; PG 25, 110-111)

L’incarnazione del Verbo

Il Verbo di Dio, immateriale e privo di sostanza corruttibile, si stabilì tra noi, anche se prima non ne era lontano. Nessuna regione dell’universo infatti fu mai priva di lui, perché esistendo insieme col Padre suo, riempiva ogni realtà della sua presenza.
Venne dunque per amore verso di noi e si mostrò a noi in modo sensibile. Preso da compassione per il genere umano e la nostra infermità e mosso dalla nostra miseria, non volle rimanessimo vittime della morte. Non volle che quanto era stato creato andasse perduto e che l’opera creatrice del Padre nei confronti dell’umanità fosse vanificata. Per questo prese egli stesso un corpo, e un corpo uguale al nostro, perché egli non volle semplicemente abitare un corpo o soltanto sembrare un uomo. Se infatti avesse voluto soltanto apparire uomo, avrebbe potuto scegliere un corpo migliore. Invece scelse proprio il nostro.
Egli stesso si costruì nella Vergine un tempio, cioè il corpo e, abitando in esso, ne fece un elemento per potersi rendere manifesto. Prese un corpo soggetto, come quello nostro, alla caducità e, nel suo immenso amore, lo offrì al Padre accettando la morte. Così annullò la legge della morte in tutti coloro che sarebbero morti in comunione con lui. Avvenne che la morte, colpendo lui, nel suo sforzo si esaurì completamente, perdendo ogni possibilità di nuocere ad altri. Gli uomini ricaduti nella mortalità furono resi da lui immortali e ricondotti dalla morte alla vita. Infatti in virtù del corpo che aveva assunto e della risurrezione che aveva conseguito distrusse la morte come fa il fuoco con una fogliolina secca. Egli dunque prese un corpo mortale perché questo, reso partecipe del Verbo sovrano, potesse soddisfare alla morte per tutti. Il corpo assunto, perché inabitato dal Verbo, divenne immortale e, mediante la risurrezione, rimedio di immortalità per noi. Offrì alla morte in sacrificio e vittima purissima il corpo che aveva preso e offrendo il suo corpo per gli altri liberò dalla morte i suoi simili.
Il Verbo di Dio a tutti superiore offrì e consacrò per tutti il tempio del suo corpo e versò alla morte il prezzo che le era dovuto. In tal modo l’immortale Figlio di Dio, con tutti solidale per il comune corpo di morte, con la promessa della risurrezione rese immortali tutti a titolo di giustizia. La morte ormai non ha più nessuna efficacia sugli uomini per merito del Verbo, che ha posto in essi la sua dimora mediante un corpo identico al loro.


Dalla «Lettera a Diogneto»


(Capp. 5-6; Funk, pp. 397-401)

I cristiani nel mondo

I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non è stata inventata per riflessione e indagine di uomini amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano.
Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non espongono i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il talamo.
Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma, con il loro modo di vivere, sono superiori alle leggi.
Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono colpiti nella fama e intanto si rende testimonianza alla loro giustizia.
Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati ignominiosamente e ricambiano con l’onore. Pur facendo il bene, sono puniti come malfattori; e quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse loro la vita. I giudei fanno loro guerra, come a gente straniera, e i pagani li perseguitano. Ma quanti li odiano non sanno dire il motivo della loro inimicizia.
In una parola, i cristiani sono nel mondo quello che è l’anima nel corpo. L’anima si trova in tutte le membra del corpo e anche i cristiani sono sparsi nelle città del mondo. L’anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo. Anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile, anche i cristiani si vedono abitare nel mondo, ma il loro vero culto a Dio rimane invisibile.
La carne, pur non avendo ricevuto ingiustizia alcuna, si accanisce con odio e muove guerra all’anima, perché questa le impedisce di godere dei piaceri sensuali; così anche il mondo odia i cristiani pur non avendo ricevuto ingiuria alcuna, solo perché questi si oppongono al male.
Sebbene ne sia odiata, l’anima ama la carne e le sue membra, così anche i cristiani amano coloro che li odiano. L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa a sua volta sorregge il corpo. Anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma sono essi che sorreggono il mondo. L’anima immortale abita in una tenda mortale, così anche i cristiani sono come dei pellegrini in viaggio tra cose corruttibili, ma aspettano l’incorruttibilità celeste.
L’anima, maltrattata nei cibi e nelle bevande, diventa migliore. Così anche i cristiani, esposti ai supplizi, crescono di numero ogni giorno. Dio li ha messi in un posto così nobile, che non è loro lecito abbandonare.


Dal «Commento sui salmi» di sant’Ambrogio, vescovo


(Sal 36, 65-66; CSEL 64, 123-125)

Apri la tua bocca alla parola di Dio

Sia sempre nel nostro cuore e sulla nostra bocca la meditazione della sapienza e la nostra lingua esprima la giustizia. La legge del nostro Dio sia nel nostro cuore (cfr. Sal 36, 30). Per questo la Scrittura ci dice: «Parlerai di queste cose quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai» (Dt 6, 7). Parliamo dunque del Signore Gesù, perché egli è la Sapienza, egli è la Parola, è la Parola di Dio. Infatti è stato scritto anche questo: Apri la tua bocca alla parola di Dio.
Chi riecheggia i suoi discorsi e medita le sue parole la diffonde. Parliamo sempre di lui. Quando parliamo della sapienza, è lui colui di cui parliamo, così quando parliamo della virtù, quando parliamo della giustizia, quando parliamo della pace, quando parliamo della verità, della vita, della redenzione, è di lui che parliamo.
Apri la tua bocca alla parola di Dio, sta scritto. Tu la apri, egli parla. Per questo Davide ha detto: Ascolterò che cosa dice in me il Signore (cfr. Sal 84, 9) e lo stesso Figlio di Dio dice: «Apri la tua bocca, la voglio riempire» (Sal 80, 11). Ma non tutti possono ricevere la perfezione della sapienza come Salomone e come Daniele. A tutti però viene infuso lo spirito della sapienza secondo la capacità di ciascuno, perché tutti abbiano la fede. Se credi, hai lo spirito di sapienza.
Perciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7). Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all’interno di noi stessi. Parla con saggezza per sfuggire al peccato e per non cadere con il troppo parlare. Quando stai seduto parla con te stesso, quasi come dovessi giudicarti. Parla per strada, per non essere mai ozioso. Tu parli per strada se parli secondo Cristo, perché Cristo è la via. In cammino parla a te stesso, parla a Cristo. Senti come devi parlargli: «Voglio, dice, che gli uomini preghino dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese» (1 Tm 2, 8). Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5).
Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato. Senti come Cristo ti sveglia. La tua anima dice: «Un rumore! È il mio diletto che bussa» (Ct 5, 2) e Cristo dice: «Aprimi, sorella mia, mia amica» (Ivi). Senti come tu devi svegliare Cristo. L’anima dice: «Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, svegliate, ridestate l’amore» (Ct 3, 5). L’amore è Cristo.



Dal libro dei Proverbi


3, 1-20

Come si acquista la sapienza
Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento
e il tuo cuore custodisca i miei precetti,
perché lunghi giorni e anni di vita
e pace ti porteranno.
Bontà e fedeltà non ti abbandonino;
légale intorno al tuo collo,
scrivile sulla tavola del tuo cuore,
e otterrai favore e buon successo
agli occhi di Dio e degli uomini.
Confida nel Signore con tutto il cuore
e non appoggiarti sulla tua intelligenza;
in tutti i tuoi passi pensa a lui
ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Non credere di essere saggio,
temi il Signore e sta’ lontano dal male.
Salute sarà per il tuo corpo
e un refrigerio per le tue ossa.
Onora il Signore con i tuoi averi
e con le primizie di tutti i tuoi raccolti;
i tuoi granai si riempiranno di grano
e i tuoi tini traboccheranno di mosto.
Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore
e non aver a noia la sua esortazione,
perché il Signore corregge chi ama,
come un padre il figlio prediletto.
Beato l’uomo che ha trovato la sapienza
e il mortale che ha acquistato la prudenza,
perché il suo possesso
è preferibile a quello dell’argento
e il suo provento a quello dell’oro.
Essa è più preziosa delle perle
e neppure l’oggetto più caro la uguaglia.
Lunghi giorni sono nella sua destra
e nella sua sinistra ricchezza e onore;
le sue vie sono vie deliziose
e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.
È un albero di vita per chi ad essa s’attiene
e chi ad essa si stringe è beato.
Il Signore ha fondato la terra con la sapienza,
ha consolidato i cieli con intelligenza;
dalla sua scienza sono stati aperti gli abissi
e le nubi stillano rugiada.



Approfondimenti della fede - Don Renzo Lavatori:
«Satana è l’angelo del male ma ha tre limiti»


Perché non si può demonizzare tutto?

Don Renzo Lavatori nel suo ultimo libro, satana, l’angelo del male, ci dice perché non si può demonizzare tutto. Quali sono i rischi di non dare il giusto peso al demonio. Quali sono i suoi limiti e da dove ha origine il male.
Non si può demonizzare tutto. Così verrebbe esaltato il ruolo di satana e scaricato da ogni responsabilità l’uomo.
Si cederebbe al fanatismo alla predestinazione, al fatalismo. Ma non si può neanche rifiutarlo o negarne l’esistenza come molti vorrebbero o meglio preferirebbero. Sarebbe un grande errore perché non conoscendolo lui ci inganna meglio. Meglio conoscere come agisce.

Perché il male nel mondo
LdM – Don Renzo, perché il male nel mondo se, come leggiamo in Genesi, Dio ha creato ogni cosa buona?
DRL – Questo è il grido di Agostino, se Tu sei sommo bene perché il male? Perché io sento questo istinto di andare contro di Te quando Tu mi hai creato e hai fatto tutto bello e meraviglioso? Da dove viene il male, da Dio? No, Quando ci capita una sofferenza non diciamo che è Dio che ci ha dato questa pena o quel lutto. Lui vuole il bene, e sa trasformare il male in bene.
LdM – Allora viene da noi?
DRL – Il male non viene neanche da noi, perché è più forte di noi. Se il male venisse da me uomo io lo potrei sconfiggere ed invece non ce la faccio.
LdM – Quindi se non è Dio e non sono io uomo, chi crea il male?
DRL – L’origine del male è nel Peccato angelico. Il concilio Lateranense 4 del 1215 dice: Dio ha creato tutto buono ma satana, da angelo buono, di sua libera iniziativa, non ha voluto assecondare la volontà di Dio. Si è auto-condannato e da lì ha avuto origine il male del mondo come alluvioni, terremoti ecc. Il Male ha dunque avuto origine da una creatura puramente spirituale e razionale superiore all’uomo. Ecco perché il Verbo si è fatto carne, il perché della redenzione. Perché da soli non siamo in grado di salvarci. Gesù è venuto per sanare la nostra debolezza sconfiggendo la morte e satana.
LdM – Quanto è importante comprendere questa origine del male?
DRL – Studiare questo aspetto del demonio, alla luce di Dio, diventa molto importante per evitare alcuni errori, tra cui incolpare Dio del male che c’è quando è il diavolo l’origine del male che poi l’uomo, cadendo nella prima tentazione, ha aggravato.
LdM – Quindi ne esaltarlo, come lui vorrebbe, ne rifiutarlo perché lui c’è.
DRL – Giustamente solo dargli il giusto posto. E’ una creatura, non è Dio e non è neanche un’emanazione di un dio cattivo. Satana è una creatura di Dio spirituale. Creata buona e libera che di sua libera scelta ha rinnegato la sua appartenenza a Dio. Ha voluto essere padrone di se stesso. Ha dunque creato il caos nel cosmo. Lui non sta tranquillo o fermo ma non può fare più di quello che gli è consentito.

Il Demonio ha tre limiti
LdM – Quindi il demonio è limitato, e quali sono questi limiti?
DRL – La suprema volontà di Dio. Dio è il suo padrone quindi lui non può più di quanto il suo creatore gli consente. Come è scritto nell’Apocalisse, c’è un periodo ma poi viene gettato nell’abisso. Il Libero arbitrio dell’uomo. Se l’uomo non vuole, lui non può obbligarlo a fare il male, come Dio non può obbligarci a fare il bene. Questo è il libero arbitrio. La nostra libertà di scelta, un dono di Dio tanto prezioso quanto delicato da utilizzare. La Croce perché è in croce che Cristo ha sconfitto satana una volta per tutte. Difronte alla Croce di Gesù satana fugge.
LdM – Chi ci aiuta a superare gli attacchi di Satana?
DRL – Innanzi tutto la Madonna, la grande nemica di satana. In Genesi 3,15, dopo il peccato Dio rimproverò prima Adamo, poi Eva e poi il serpente. “Porrò inimicizia tra te e la donna tra la tua stirpe e la sua stirpe questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Quindi la Chiesa, oggi particolarmente sotto attacco. Nell’Apocalisse il dragone sferra il suo attacco alla donna vestita di sole (la Madonna, ma anche la Chiesa) che viene tratta in salvo dall’aquila e trascinata nel deserto. Questa è la nostra storia ma noi sappiamo che ha vinto Gesù
LdM – Quindi il bene trionfa sempre
DRL – Il bene vince sempre sul male. Usciamo da questo vittimismo da queste espressioni tipiche di oggi: sto male, non ce la faccio, ormai non ce più niente da fare. La gente si deprime, cade nella disperazione. Questo senso di rassegnazione, questo continuo lamentarsi è cedere al nemico diventandone sudditi. Ci facciamo dominare dal male, dalla morte, dal diavolaccio. Questa è una trappola molto sottile e pericolosa. Invece dobbiamo sempre sperare perché Dio ha altre risorse.
LdM – Don Renzo giovedì 7 marzo saremo all’auditorium della Scala Santa a Roma per la presentazione del suo libro. Concludendo, che risposte vi troveremo?
DRL – Tante risposte in chiave cristiana ad alcune domande dell’umanità attraverso l’analisi dei testi biblici, scritture sacre ed anche i vangeli apocrifi. Gli scritti dei padri e dei dottori della chiesa. Dei documenti conciliari, del magistero e del catechismo. Per dire chi è satana e cosa fa nel modo giusto perché oggi troppe cose vengono esaltate e strumentalizzate dalla new age, dalle sette sataniche da tutti questi movimenti che portano ad un’idolatria dietro cui si nasconde proprio lui satana.

Fonte: articolo originale di la luce di Maria

Don Renzo Lavatori – “Satana, l'angelo del male” – ed. La Fontana di Siloe


Approfondimenti della fede - Don Renzo Lavatori: « Satana agisce in 5 modi. Meglio conoscerli che essere impreparati »
Chi è satana? Cosa fa e qual è il suo potere? Che posto gli compete?

Queste alcune delle domande cui Don Renzo si propone di offrire una risposta valida al lettore. Conoscere i limiti del demonio ci aiuta nel nostro combattimento e soprattutto a non cadere facilmente nelle sue tentazioni.
Abbiamo incontrato Don Renzo Lavatori in occasione del lancio della sua ultima pubblicazione “Satana, l’angelo del male”.
Un libro che vuole mettere chiarezza ed ordine sul demonio, in un momento storico di piena confusione sul tema. Chi è satana? Cosa fa e qual è il suo potere? Che posto gli compete? Queste alcune delle domande cui il manoscritto si propone di offrire una risposta valida al lettore.

Come si parla di satana
LdM – Don Renzo, di satana oggi se ne parla molto. Ma come se ne parla?
DRL – Direi con confusione, con troppa esaltazione. Satana esiste, non va negato ma compreso dentro il mistero di Cristo.
LdM – Come ci aiuta questo libro?
DRL – Questo libro vuol far capire attraverso l’analisi di tutta una lunga documentazione qual è il ruolo e il posto in cui satana va collocato, senza esaltazione ne rifiuto. Comprenderne la figura ci aiuta paradossalmente a conoscere meglio le complessità di noi esseri umani.
LdM – Don Renzo lei tra le altre cose è un demonologo. Ci spiega in breve cosa fa un demonologo?
DRL – Sicuramente non fa l’esorcista. Non potrei farlo perché sono debole per questo, io il demonio mi limito a studiarlo attraverso i documenti.
LdM – Mi scusi, che vuol dire che lei è debole?
DRL – Studiare e capire chi è satana è un conto. Affrontarlo è ben diverso. Bisogna avere non solo fede in Cristo ma anche forza fisica, aggressiva e potente per combatterlo.
LdM – E’ una vera lotta
DRL – Certamente, una lotta spirituale ma che impegna anche il fisico, la psiche. Un combattimento dove si avverano molte cose strane. Non dobbiamo però dare molto valore a questo, quanto al fatto che satana, purtroppo, può sempre insidiarci nelle forme che lui ritiene più opportune per noi.
LdM – Quindi satana ha un modus operandi ad hoc per ognuno di noi?
DRL – Certamente, perché lui conosce la nostra caratterialità, le nostre debolezze. Questo però solo se noi gliele mostriamo.
LdM – in che senso, se siamo noi a mostrargliele?
DRL – Per esempio, se sono un tipo goloso lui non lo sa. Ma se davanti a un dolce io mi ci avvento con avidità per mangiarlo, ecco che lui vede. Questa, per lui, è una porta aperta dove poter insinuare una tentazione.
LdM – Conosce i nostri pensieri?
DRL – No, Lui non conosce i nostri pensieri, solo Dio li conosce. Lui non può perché è una creatura. Però se li manifestiamo li recepisce. Per esempio, anche il parlare delle nostre cose un po’ particolari ad alta voce può essere pericoloso. Lui capisce come siamo fatti ed allora può introdursi in quelle porte che inevitabilmente gli lasciamo aperte.
LdM – Quindi possiamo definirlo, in una parola, un grande osservatore?
DRL – Un grosso osservatore infatti studiando la demonologia, ho studiato anche la psicologia umana. Evagrio Pontico, un padre della chiesa che combatteva il demonio, lo ha descritto molto bene. Sui vizi capitali ha fatto delle disquisizioni che oggi sono materia della psicanalisi anticipando, di fatto alcuni temi di oltre 1700 anni. Vedere com’è in profondità il cuore dell’uomo con le sue passioni, i suoi contorcimenti, le sue conflittualità. Il diavolo queste cose le conosce tutte. A questo punto, lo studio di satana, ci fa capire anche come siamo noi, i nostri punti più deboli, quelli più peccaminosi.

La Tentazione – i 5 effetti benefici
LdM – Don Renzo satana è il tentatore, ma cos’é la tentazione?
DRL – La tentazione è il primo modo in cui il demonio agisce contro di noi. Ma questa, presa alla luce di Cristo, non è negativa anzi, vincendola, ci si matura e se ne hanno ben 5 effetti benefici.
LdM – Effetti benefici?
DRL – Certamente. Il primo effetto è la consapevolezza della nostra debolezza, da soli non ce la possiamo fare. Il secondo è la preghiera. Compreso che da soli non ce la possiamo fare, ci affidiamo al Signore e quindi aumentiamo la nostra preghiera. Il Terzo è l’essere vigili verso le tentazioni. La nostra debolezza ci fa anche capire che questa tentazione va sempre vigilata attentamente. La tentazione ci può attaccare quando meno ce lo aspettiamo. Il quarto è l’offerta di una sofferenza.
In un certo modo quando vogliamo superare, vincere questa tentazione dobbiamo rinnegare noi stessi, dobbiamo combattere contro i nostri desideri, le nostre passioni, e questa è una sofferenza espiatrice che fa bene per la nostra purificazione interiore ed anche per le anime del purgatorio. Il quinto è la comprensione che la tentazione è un cammino di santificazione, se presa bene. Quindi la tentazione non è peccato. Accettare la tentazione è cadere nel peccato.
LdM – Quindi la tentazione può essere un trampolino verso la nostra salvezza?
DRL – Certamente. Come è avvenuto per i Santi, San Pio ha lottato tantissimo contro satana, anche San Francesco e San Benedetto. Il superare la tentazione diventa un motivo per crescere nella santità e ci mantiene contemporaneamente umili. Non possiamo mai pensare io sono santo perché questo diventerebbe orgoglio che è la tentazione più grossa.

I 5 modi di agire del demonio
LdM – Don Renzo, nel descrivere la tentazione aveva detto che è il primo modo con cui satana agisce per attaccarci. Quindi ce ne sono altri?
DRL – Sono 5 i modi in cui il demonio agisce: il primo, il più usuale è appunto la tentazione, poi c’è la vessazione che colpisce il corpo. Ci fa cadere dalle scale, battere la testa, avere un incidente ecc. questa è un attacco satanico da non confondere con la possessione. Il terzo modo con cui satana agisce è l’ossessione. Questa attacca la psiche, ecco perché alcuni mali come depressione o ansia sono a volte ambigui e non solo legati alla sfera psichica ma anche spirituale.

Il quarto modo è l’infestazione che riguarda i luoghi. Questa molto spesso viene sottovalutata. Una credenza che cade senza motivo o una porta che si spalanca senza presenza di vento possono essere un sintomo di infestazione. Ecco perché per tradizione a Pasqua si fa la benedizione delle case. Infine c’è la possessione diabolica. Per comprendere che ci si trova in questa situazione, ci vuole un vero e profondo discernimento. Padre Amorth ripeteva che non tutti coloro che dicono di essere posseduti, o compiono gesti da posseduti lo sono realmente. Ricordiamoci che il demonio inganna e che spesso noi siamo egocentrici.
Fonte: articolo originale di la luce di Maria

Don Renzo Lavatori – “Satana, l'angelo del male” – ed. La Fontana di Siloe


Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d’Assisi


(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)

Dobbiamo essere semplici, umili e puri

Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima Madre, la povertà.
All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).
Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorioso, dato a noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio sangue come sacrificio e vittima sull’altare della croce. Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì invece per i nostri peccati, lasciandoci l’esempio perché seguissimo le sue orme (cfr. 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.
O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3, 8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.
Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.




Protesta all’Angelo Custode di S. Carlo Borromeo (1538-1584)



Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Io N., miserabile peccatore, protesto in vostra presenza o Santo Angelo di Dio, mio fedele custode:
1. Che voglio morire nella sola vera Fede che insegna la Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana, nella quale sono morti tutti i Santi e fuor della quale non c’è salvezza.
2. Protesto ancora, o mio santo Angelo, che, aiutato e sostenuto dalla vostra protezione, voglio lasciare questa vita animato da una grande confidenza nella misericordia di Dio, malgrado la moltitudine e la gravità dei miei peccati, credendo fermamente che una sola goccia del Sangue preziosissimo di Nostro Signore basti a cancellare non solo i miei peccati, ma quelli del mondo intero.
3. Protesto parimenti, o beato Angelo, di avere un gran desiderio, nonostante l’enormità dei miei crimini, di partecipare ai meriti infiniti di nostro Signore Gesù Cristo, la cui tenerezza e misericordia non rigettano mai nessuno. Oh, come vorrei non aver mai offeso il mio Dio! Io lo amo al di sopra di tutto e desidero amarLo sempre più. Mi pento di tutto cuore, perdono volentieri a tutti coloro che mi hanno contristato e getto tutti i miei peccati nel Cuore adorabile di Gesù, affinché Egli si degni di cancellarli per sempre.
4. Vi scongiuro, altresì, o mio fedele Custode, di supplicare in mio favore la divina misericordia, affinché si degni di ricevermi nel numero di quei Beati che ha predestinati da tutta l’eternità e che sono già nella Sua gloria. E protesto ancora che, per ottenere una grazia così preziosa dall’infinta bontà di Dio, sono pronto a soffrire non solo tutte le pene di questa miserabile vita, ma ancora tutte quelle del purgatorio, fino al giorno del giudizio universale.
5. Infine, o mio amatissimo e sapientissimo Custode, protesto di costituirvi come esecutore delle mie ultime volontà.
Ottenetemi, ve ne prego, dal mio Dio queste ultime tre grazie: la prima, che non esca da questa vita senza aver ricevuto degnamente i Sacramenti della Chiesa; la seconda, che Nostro Signore Gesù Cristo si degni di addolcire e calmare i dolori della mia anima con una di quelle lacrime e di quei sospiri che Egli ha emesso sulla croce; e che la sua dolcissima Madre, abbassando su di me uno di quei teneri sguardi che ai piedi della croce Ella rivolgeva al suo diletto Figlio morente, si degni di ammettermi nel numero di coloro che, sotto la sua protezione, ottengono l’eterna ricompensa nel giorno del giudizio; la terza, infine, è che voi, mio santo Angelo e fedele Custode, vi degniate di soccorrermi nell’ultima ora in cui la mia anima si separerà dal corpo, e che mi rendiate propizio Gesù Cristo mio giudice, il cui Cuore sulla croce ardeva dal desiderio bruciante di salvare i poveri peccatori.
Custodite, dunque, la mia anima che vi è stata affidata, o mio tenerissimo Custode, e quando lascerà la prigione del suo corpo, degnatevi di rimetterla nelle mani del Suo Creatore e Redentore, affinché con Voi e con tutti i Santi del Cielo possa gioire della Sua presenza, amarLo perfettamente e possederLo pienamente per tutta l’eternità. Così sia.


Tu ci sei necessario o Cristo (Beato Paolo VI)


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario: per vivere in comunione con Dio Padre; per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi; per essere rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione, e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio–con–noi, per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità, lungo il cammino della nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli. Amen.



Preghiera a Maria e Giuseppe davanti al presepio


O Maria e Giuseppe, insegnateci a entrare spiritualmente nella vostra umile casa.
Fateci comprendere che cosa significhi crescere alla scuola delle vostre virtù, vivere nel mondo ma senza essere del mondo.
Insegnateci a pregare e a lavorare con impegno, a cercare il silenzio interiore e la docile sottomissione alla volontà di Dio.
Uniteci alla vostra lode nell’adorazione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.


Dono di sé al Sacro Cuore


Preghiera: dono di sé al Sacro Cuore

O Gesù, mio Dio e mio Salvatore,
nell’infinita tua carità ti sei fatto mio fratello
e sei morto per me sulla croce;

Tu che ti sei donato a me nell’eucaristia,
e mi hai mostrato il tuo Cuore,
guarda mi con i tuoi occhi misericordiosi
e avvolgimi nel fuoco della tua carità.

Io credo nel tuo amore per me
e ripongo in Te tutta la mia speranza.
Sono consapevole delle mie infedeltà
e delle mie colpe, e domando
umilmente il tuo perdono.

A te dono e consacro la mia persona
e tutto ciò che mi appartiene,
perché Tu disponga di me
come meglio credi per la gloria di Dio.

Da parte mia prometto di accettare
ogni tua disposizione e di adeguare
ogni mia azione alla tua volontà.

Cuore divino di Gesù, vivi e regna in me
e in tutti i cuori, nel tempo e nell’eternità.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2019

Cari figli, soltanto un cuore puro ed aperto farà sì che conosciate davvero mio Figlio e che tutti
quelli che non conoscono il suo amore lo conoscano per mezzo di voi. Solo l’amore farà sì che comprendiate che esso è più forte della morte, perché il vero amore ha vinto la morte ed ha fatto in modo che la morte non esista. Figli miei, il perdono è una forma eccelsa d’amore. Voi, come apostoli del mio amore, dovete pregare per essere forti nello spirito e poter comprendere e
perdonare. Voi, apostoli del mio amore, con la comprensione ed il perdono, date esempio d’amore e di misericordia. Riuscire a comprendere e perdonare è un dono per cui si deve pregare e di cui si deve aver cura. Col perdono voi mostrate di saper amare. Guardate, figli miei, come il Padre Celeste vi ama con un amore grande, con comprensione, perdono e giustizia. Come vi dà me, la Madre dei vostri cuori. Ed ecco: sono qui in mezzo a voi per benedirvi con la materna benedizione; per invitarvi alla preghiera e al digiuno; per dirvi di credere, di sperare, di perdonare, di pregare per i vostri pastori e soprattutto di amare senza limiti. Figli miei, seguitemi! La mia via è la via della pace e dell’amore, la via di mio Figlio. È la via che porta al trionfo del mio Cuore. Vi ringrazio!


Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio è incentrato sull’amore. Esso inizia con una introduzione dove si afferma che la
condizione indispensabile per conoscere l’amore sta nell’avere un cuore puro e aperto. Poi, in un primo approfondimento, si sostiene che l’amore è più forte della morte; in seguito si sofferma sul perdono quale forma eccelsa dell’amore; inoltre si evidenzia l’importanza del ruolo degli apostoli del suo amore. Infine la conclusione indica chiaramente l’unica via della pace e dell’amore. Introduzione. La condizione indispensabile per arrivare ad una sana e totale conoscenza dell’amore e poterlo accogliere è quella di un cuore limpido ed esteso: “Cari figli, soltanto un cuore puro ed aperto”. Il cuore puro indica anzitutto un cuore privo di torbidezza e libero dall’asservimento alle passioni istintive o ai peccati carnali; inoltre esso presuppone un atteggiamento interiore che non sia mosso da interessi egoistici e delimitati all’orizzonte esclusivamente materiale e terreno, ma unicamente da una sincera e convinta ricercadel bene e dei valori più elevati e arricchenti dal punto di vista spirituale. Dall’altra parte un cuore aperto
vuole evidenziare la disponibilità ad accogliere in pienezza la verità delle cose e delle idee, senza soffermarsi
su questioni particolari di basso tenore o di false prospettive intrise di vanità o ambizione o avidità di potere
e di possesso, di chiusura davanti alla vastità e complessità degli aspetti fondamentali concernenti la vita, la
natura, la fede, la divina rivelazione.


Questi due aggettivi, puro e aperto di cuore, sottolineano dunque che il soggetto umano deve essere
come un cristallo, pulito e disposto a prendere su di sé i raggi che emanano dalla luce e farli risplendere in
modo che possano brillare anche davanti agli altri: “Un cuore puro ed aperto farà sì che conosciate davvero
mio Figlio, e che tutti quelli che non conoscono il suo amore lo conoscano per mezzo di voi”. Come si vede,
l’ultima frase fa capire che ogni cuore puro e aperto diventa una fonte riflessa di splendore su tutta la faccia
della terra.


Questa Luce, viene detto chiaramente, sta nel Figlio suo, Gesù Cristo, il quale, come si sa, è la Luce
del mondo. Ne segue la centralità della figura e dell’opera di Cristo, che va conosciuta, apprezzata, amata,
vissuta, testimoniata. Si tratta di una vigorosa cascata di luce che dal Figlio suo discende verso di noi e da noi
si espande sulla umanità cominciando dalla nostra famiglia, i nostri figli, le nostre parrocchie e associazioni,
le persone e i luoghi dove viviamo, lavoriamo e ci santifichiamo.



1. L’amore più forte della morte. La Vergine tocca l’argomento centrale in cui approfondisce il senso più
elevato dell’amore. Anzitutto occorre rendersi conto del valore primario dell’amore e ciò è possibile se ci
lasciamo avvolgere dall’Amore divino, che viene effuso nel nostro animo il giorno stesso del battesimo con
il dono dello Spirito Santo e noi diventiamo tempio vivo dello Spirito. Proprio Lui, lo Spirito di verità e amore,
ci rende coscienti di quanto l’Amore divino sia immenso e potente, pertanto esso supera ogni potenza
avversa, anche la morte: “Solo l’Amore farà sì che comprendiate che esso è più forte della morte”.


Che significa questa frase così incisiva e poderosa, da far strabiliare gli occhi e sobbalzare il cuore?


Chi può sconfiggere la massima negatività e tenebrosità, che sta accovacciata nella distruzione dell’esistenza,
nella negazione della vita, cioè nella morte avversaria potente di ogni barlume di vitalità? Non si tratta solo
della perdita della vita fisica o biologica, ma più drammaticamente della morte spirituale, quella che conduce
gli esseri umani a perdersi per sempre nel rifiuto dell’amore, del bene, della verità, per essere sprofondati
nell’abisso infernale, il regno della seconda morte, quella eterna e irrimediabile. Eppure l’amore ha la forza
infinitamente superiore di sbaragliare la morte, di annientarla e disintegrarla, in modo che trionfi la vita
beata e immortale nella gloria del paradiso.


La Madonna dona la ragione dell’impotenza della potente morte davanti al vigore sovrano
dell’Amore, in quanto l’amore vincente non viene dalla terra cioè dall’umanità. Di fatto l’uomo, con le sue
fragili capacità, non possiede la forza di anteporsi alla morte e contrastarla, ma ne è devastato e ne resta
misera vittima. Soltanto l’onnipotenza del Divino Amore, che proviene dalle altezze celesti ed è calato sulla
nostra terra con l’incarnazione del Verbo eterno, che si è fatto uomo ha patito ed è morto sulla croce e
risorto, Gesù Cristo. Lui, lui solo, ha potuto annientare la morte, in ragione precisamente del suo Amore
infinito. Egli, pur essendo uomo, non era soggetto alla morte, in quanto era in tutto simile a noi eccetto il
peccato, il quale ha introdotto nel mondo la pena di morte. Gesù si offre liberamente e consapevolmente al
sacrificio della sua vita umana. E lo fa unicamente per filiale amore e obbedienza verso il Padre celeste e
insieme per offerta salvifica verso l’umanità peccatrice destinata alla morte. Questo estremo amore divino
e umano, intriso di sommo dolore, è veramente e pienamente più forte della morte, che viene disintegrata
nel momento in cui Egli muore per amore sulla croce: “Perché il vero Amore ha vinto la morte ed ha fatto
in modo che la morte non esista”.
Mirabile mistero di un amore così grande che ha potuto sopraffare la morte e renderla inetta, anzi
completamente distrutta. Il dolore massimo, vissuto con un amore infinito, diventa fonte di redenzione e di
vita imperitura. Da quella croce innalzata, da quell’albero della vita, sgorga la vita nuova ed eterna per noi
poveri esseri mortali. La Vergine ce lo sottolinea con ardore e noi dobbiamo accoglierlo con animo puro e
aperto, credendo in esso, lasciandoci avvolgere e rinnovare da esso per essere creature non più soggette alla
morte ma alla vita per sempre nella beatitudine del cielo. Certamente tocca a noi la scelta libera di aderireal Divino Amore e non essere ingannati dall’apparente forza del male e della morte. Dov’è o morte la tua
vittoria? Dove sta più il tuo pungiglione? Sei stata estromessa per sempre e non potrai mai più rivivere e
tanto meno regnare.



2. Il perdono la forma eccelsa dell’amore. Lo dice esplicitamente la Vergine: “Figli miei, il perdono è una
forma eccelsa d’amore”. Per capire tale espressione occorre chiarire il concetto di perdono: la parola è
composta di due elementi (per-dono), di cui la prima è la preposizione per o iper, che significa superiore o
di alto spessore, che va al di là del generico e acquista un valore del tutto speciale; la seconda parola è dono,
quale manifestazione sensibile e visibile dell’amore di una persona verso l’altra. Pertanto il perdono esprime
un grado il più intenso della benevolenza, perché è il dono gratuito e generoso che viene elargito da colui
che è stato offeso a colui che lo ha offeso. Si tratta di un dono prezioso e del tutto specifico che comporta
un atteggiamento di compassione verso chi ha fatto del male, il quale meriterebbe una pena o una vendetta
o una retribuzione del medesimo insulto o atto reprobo. Invece il perdono supera l’avversità e rivela la
grandezza impensabile dell’amore più forte della sua negazione, anzi che sa trasformare il male in bene, il
peccato in grazia, come avviene nell’amore divino. Ne segue che esso richiede molta attenzione e cura, anche
il superamento del proprio egoismo, non sempre di facile successo, e per tale motivo deve essere sostenuto
dalla preghiera per implorare la grazia al Signore che ha perdonato ai suoi crocifissori: “Riuscire a
comprendere e perdonare è un dono per cui bisogna pregare e di cui si deve aver cura”, richiede cioè un
certo esercizio e sacrificio. Da qui si capisce che il perdono è la più eccelsa manifestazione dell’amore.
Nasce una domanda usuale: ma come è possibile perdonare se si è stati maltrattati, umiliati,
defraudati? Con le personali disposizioni umane sembra un’impresa impossibile. Tutt’al più si usa
l’espressione di dire che si è perdonata ma non si è dimenticata l’offesa. Anche questo atteggiamento rimane
imperfetto e inconcludente: il non dimenticare implica la permanenza del rancore e del giudizio di severa
condanna. Ma in questo modo mettiamo in discussione anche il perdono che spesso noi chiediamo a Dio per
le molteplici offese che facciamo nei suoi confronti con i nostri peccati, come se anche Lui non dimenticasse
e aspettasse il momento propizio per castigarci. Ma questo costituisce una sfida e una mancanza di fede nel
suo amore infinito che si rivela particolarmente nel sacrificio di Cristo sulla croce per espiare i gravissimi
peccati dell’umanità.


Occorre sempre ricordare che il perdono, proveniente dalla fonte del Divino Amore, dissolve il
peccato per trasformarlo in grazia di redenzione. Proprio dalla morte in croce noi siamo stati perdonati e
liberati dalla schiavitù del peccato e della morte per essere rigenerati in figli di Dio amati, benedetti,
abbracciati e ricolmati del suo amore infinito. Proprio in forza di tale amore, che dovrebbe albergare nel
nostro cuore, noi possediamo la forza di perdonare ai nostri nemici e dimenticare le loro avversità, affinché
anch’essi possano ritrovare la via del bene e della fede per la loro salvezza eterna.


Da qui l’amabile e impegnativa conseguenza: se noi siamo stati perdonati e ne abbiamo vissuto la sua
soave tenerezza, come possiamo chiudere il cuore davanti a qualche sgarbo o cattiveria che ci è stata
procurata? Noi invece siamo pronti a usare la misura della vendetta, mentre Dio ci dona il perdono totale e
persistente, nonostante le nostre ripetute ingratitudini. Anche se pecchiamo più di 7 volte al giorno e ne
chiediamo la misericordia con sincero pentimento, Egli ci perdona 70 volte 7. Noi saremo giudicati con la
medesima misura con cui giudichiamo gli altri; saremo perdonati se anche noi avremo perdonato:
“Guardate, figli miei, come il Padre celeste vi ama con un amore grande, con comprensione, perdono e
giustizia”.



3. Gli apostoli del suo amore. La Vergine si rivolge ora direttamente ai suoi devoti, quali apostoli o missionari
o testimoni del suo amore tra gli uomini. Per ben due volte li richiama al loro dovere: anzitutto essi stessi
devono essere ricolmi del divino Spirito e poi riversare il medesimo Amore divino nel mondo: “Voi, come
apostoli del mio amore, dovete pregare per essere forti nello spirito e poter comprendere e perdonare”.
Sono usati tre verbi: pregare – comprendere – perdonare. Lo Spirito Santo va pregato, invocato, adorato,
accolto, amato. La preghiera apre una finestra per fare entrare nell’animo i raggi calorosi e vitali dello Spirito
d’Amore, la sua luminosità che fa luce nella mente e la rende idonea a vivere sapientemente le movenze
dello spirito e non ricadere nella schiavitù della carne. Poi occorre comprendere, cioè capire e rendersi contodi quello che può operare lo Spirito, affinché ne siamo consapevoli e responsabilizzati, soprattutto ne veniamo irrorati continuamente, ravvivati e rafforzati. Infine perdonare, quale ultimo tassello e benefico effetto dell’azione interiore dello Spirito divino.


Dopo queste forti esortazioni, Ella prosegue con un ulteriore invito a testimoniare nella chiesa e nel
mondo l’amore infinito che scende dal cielo e attraverso di noi può irradiarsi su tutta l’umanità: “Voi, apostoli del mio amore, con la comprensione e il perdono, date esempio di amore e di misericordia … Con il perdono voi mostrate di saper amare”. Si tratta di dare l’esempio e mostrare visibilmente e concretamente come sia possibile amare in un mondo in cui prevale l’egoismo e l’avidità di possedere. D’altronde ciò corrisponde a quanto ci esorta Gesù stesso: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente donate.



Conclusione. La Vergine, lei stessa, si auto-raffigura come un dono di Dio per noi quale nostra Madre amabilissima: “Il Padre vi dona me, la Madre dei vostri cuori”. Stupenda pennellata della sua maternità! Ella cura, educa, guarisce, purifica i nostri cuori, per renderci puri, pronti, generosi a diffondere il suo amore materno nel mondo. Ella elenca con schiettezza le sue benefiche azioni nei nostri confronti: “Ed ecco: sono qui in mezzo a voi per benedirvi con la materna benedizione; per invitarvi alla preghiera e al digiuno; per dirvi di credere, di sperare, di perdonare, di pregare per i vostri pastori e soprattutto di amare senza limiti”. Che meraviglia e che stupore davanti a così inebrianti parole d’amore!
Grazie, o Madre amabile, per quello che ci dici e fai per noi, tuoi figli e apostoli. Ne sentiamo l’impeto
e l’incoraggiamento a seguire i tuoi suggerimenti, come tu stessa lo ripeti: “Figli miei, seguitemi. La mia via è la via della pace e dell’amore, la via di mio Figlio”. Dolci e forti parole a cui non possiamo sottrarci, perché capiamo che esse sono di una pienezza di verità, di amore, di vita, che non troviamo altrove. Le facciamo nostre. Ma tu, o Vergine pietosa, allunga la tua mano e trascinaci verso tuo Figlio, per essere un tutt’uno con
Lui, vivendo in Lui e per Lui. Vogliamo seguirti con tutte le nostre forze per percorrere la strada che tu mostri: “E’ la via che porta al trionfo del mio Cuore”. Perdona la nostra pigrizia, i nostri ritardi e trascuratezze. Ma noi siamo certi che tu ci sorreggi, ci sproni, ci illumini e soccorri senza stancarti mai, o dolcissima e amatissima Madre nostra. Amen




Messaggio a Marija del 25 maggio 2019

Cari figli, per la Sua misericordia, Dio mi ha permesso di essere con voi, di istruirvi e di guidarvi
verso il cammino della conversione. Figlioli, tutti voi siete chiamati a pregare con tutto il cuore perché si realizzi il piano della salvezza per voi e tramite voi. Siate coscienti, figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti. Perciò pregate, pregate, pregate per poter essere degni strumenti nelle mani di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.


Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


1. Nell’introdurre il messaggio, Maria ribadisce che la sua presenza in mezzo a noi non è una sua iniziativa, ma dipende unicamente dalla volontà divina e dalla sua permissione. Tali parole devono farci riflettere che Ella agisce, come già su questa terra, solo dietro il divino volere e si rende disponibile in modo pieno e totale. È la donna che ripete la sua adesione incondizionatamente, generosamente e gioiosamente al suo Signore ed è a Lui che dobbiamo elevare il nostro sguardo e la nostra filiale gratitudine. Ciò fa capire che la Vergine rimane la “serva del Signore” e che è del tutto sottomessa, con la sua libera disponibilità, a Dio. Ed è questo che la contraddistingue da ogni altra persona e soprattutto dalla prima donna, Eva, la quale ha seguito invece il proprio volere, sotto la seduzione del serpente menzognero, in contrasto e disobbedienza alle parole del Creatore.


Con Maria inizia un nuovo tempo di redenzione rigenerazione, dove al primo posto occorre mettere la sovranità amorevole di Dio, dalla quale ha origine tutto il movimento del cosmo e della storia e dunque della nostra vita quotidiana, che ha preso una diversa direzione non più verso la menzogna e la cattiveria, ma in sintonia tra la sapienza celeste e il percorso terrestre dell’esistenza.


La Vergine ci offre un esempio fulgido, affinché anche noi, suoi figli e discepoli, ci poniamo sul
medesimo atteggiamento di accogliere e seguire il volere divino: “Cari figli! Per la sua misericordia, Dio mi ha permesso di essere con voi”. Infatti subito dopo specifica quale sia la sua missione speciale in mezzo a noi, quella di educarci e guidarci sulla strada di una vera e intensa adesione al Signore: “Istruirvi e guidarvi verso il cammino della conversione”. La conversione non ha altro significato che cambiare rotta, girare all’inverso di dove vogliamo camminare noi esseri umani, nel senso che dobbiamo ricuperare l’unico orientamento valido e salvifico, segnato dalla Sapienza del Signore, dalla sua immensa bontà. La conversione dunque significa che procediamo contro corrente: il mondo, sotto la prepotenza del peccato e dell’egoismo, cammina sulla propria via da lui stesso costruita e proposta, che porta soltanto verso la distruzione, la tenebrosità, la morte, una via intrisa di superficialità, vanità e passionalità nociva. Invece la via progettata da Dio è esattamente il contrario, in quanto ci indica, e ci dà la forza di percorrerla, la meta del nostro pellegrinaggio terreno che sta nel regno celeste, al di sopra e al di là della stretta circonferenza della terra.


Al primo posto deve stare non il nostro meschino ed egocentrico volere, ma la volontà sovranamente sapiente e l’amore tenerissimo di Dio, che si effonde in noi e da noi si riversa sui fratelli. Si tratta di un vitale capovolgimento di vedute, di concezione, di progettazioni e di scelte, non più ripiegate e intrappolate dentro la mondanità, ma aperte e luminose sull’orizzonte celeste, in cui troviamo la salvezza e la beatitudine senza fine, la piena felicità.



2. Dopo queste parole introduttive, la Vergine entra nel discorso centrale, dove indica la realtà fondamentale da scegliere e compiere: “Figlioli, tutti voi siete chiamati a pregare con tutto il cuore”. Ancora una volta si tratta di dare un primato alla preghiera, non solo quella fatta di parole ripetitive e meccaniche, distratte e autoreferenziali, ma quella preghiera sentita e sincera che nasce dal cuore, si ravviva con il fuoco dello Spirito Santo e conduce all’amore intenso e spontaneo verso Dio nostro Padre e verso gli altri, nostrifratelli. Non ci si sposta da là, dalla preghiera del cuore, ricca di fede e di filiale abbandono nelle braccia
amorevoli del Padre e del Figlio. È il sussulto dell’animo che da noi parte per elevarsi verso il sussulto
dell’essere divino, per sentirne i battiti vibranti di amore inaudito che, a loro volta, discendono su di noi e ci
colmano di pace infinita, della sua misericordia e provvidenza, della sua luce di verità. Tale scambio tra cielo
e terra, salendo e discendendo in un afflato di dolcezza e di forza, costituisce il legame indistruttibile che ci
rende sicuri e coraggiosi, sereni e fiduciosi, in ogni circostanza, sia essa bella o meno bella. Quel legame non
deve mai rompersi, perché è il sostegno di tutto il nostro essere, pensare e agire. In tal modo la preghiera
del cuore diventa il tessuto che avvolge e travolge la nostra vita quotidiana, rendendola un canto di gioia e
di oblazione, di spontaneità filiale e di impegno serio e duraturo, che non viene sconfitto neanche dai
momenti più drammatici. Alla preghiera dunque non dobbiamo mai rinunciare, altrimenti siamo come delle
macchine prive del carburante e perciò ferme e inoperose, angoscianti e insignificanti, destinate alla
demolizione. Si rimane prigionieri della pigrizia e dell’insoddisfazione, incapaci di realizzare qualsiasi cosa di
veramente prezioso e salutare, soprattutto si perde lo slancio per la edificazione del regno di Dio già su
questa terra e poi nel compimento finale nei cieli.


Ella lo dice espressamente: “Pregare con tutto il cuore, perché si realizzi il piano della salvezza per
voi e tramite voi”. La salvezza, quella eterna e definitiva, si attua solo attraverso la spinta e la forza della
preghiera. E ciò che conta è propriamente raggiungere la salvezza, altrimenti ne restiamo fuori e poveri noi!


La Vergine, da buona Madre, si impegna per portarci con lei in paradiso. A tale scopo ci incoraggia a non
perderci nelle cose soltanto terrene, ma tenere lo sguardo e l’impegno verso il regno eterno di verità e
amore, di giustizia e di pace per tutta l’eternità. Tale sguardo verso l’eternità dona senso e valore alla nostra
esistenza cristiana, al nostro modo di pensare, amare, volere, soffrire e gioire. Così, attraverso di noi, l’attesa
della salvezza eterna si espande nel mondo, attorno a noi, per raggiungere ogni creatura umana che ne ha
estremo bisogno e che è alla sua ricerca.


La visione si apre sul vasto orizzonte della missione e testimonianza del cristiano, in particolare degli
apostoli della Regina della pace, in ogni luogo dove vive e lavora l’essere umano. In tal modo l’azione materna
di Maria, come balsamo di vita, si diffonde su tutta la faccia della terra, per portare ovunque l’amore salvifico
di suo Figlio. Quale ampiezza di vedute Ella possiede! E attende la nostra collaborazione e disponibilità per
essere veramente suoi testimoni e apostoli.



3. L’altro argomento, che si aggancia al precedente e che viene fortemente sottolineato, è quello della vita
eterna a cui siamo diretti. Anche questo è di fondamentale importanza, in quanto oggi se ne parla poco o
niente, né tra il popolo cristiano né all’interno della catechesi della Chiesa. Occorre invece ricuperare la
consapevolezza che siamo su questa terra di passaggio, in attesa del regno glorioso di Cristo, dove troveremo
finalmente la pienezza della beatitudine. La ricorrente tentazione, che si assale e ci assorbe, è di pensare,
anche inconsapevolmente ma costantemente, che la vita termini su questa terra e poi non si sa che cosa ci
sia, come ci fosse il vuoto assoluto. Ci lasciamo ipnotizzare dalle realtà materiali, come fossero i valori più
vitali per noi, con una drammatica conseguenza di perdere la corsa e rimanere fuori dalla salvezza, per
restare reclusi nella condanna dell’inferno.
Non è in gioco qualcosa di poco conto, ma la felicità eterna che stupidamente ci lasciamo derubare
dal maligno cadendo nella sua seduzione. Poveri noi! Da qui il significato importante e necessario del
richiamo materno di Maria, che dobbiamo fare nostro con tutte le forze affinché non siamo trascinati alla
malora per sempre. Non lasciamoci ingannare dalla futilità dei beni passeggeri e inconsistenti, che ci
attanagliano il cuore e ci impediscono di respirare l’aria balsamica del cielo.


Oggi si parla molto
dell’inquinamento atmosferico, ma anch’esso riguarda l’aspetto materiale, sebbene importante, mentre
trascuriamo quell’inquinamento più grave della nostra anima che si intossica di veleni molto peggiori e
pesanti fino alla morte eterna senza scampo. La Vergine ce lo ripete con estrema chiarezza: “Siate coscienti,
figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti”.Dovremo ripetercelo spesso che la vita terrena è fugace e fugge via velocemente. Da questa
consapevolezza consegue un sano distacco e la libertà interiore davanti alle lusinghe del mondo e della carne.


La Vergine, come fa d’altronde il vangelo, ci riporta alla verità fondamentale per una saggia esistenza terrena: ricordate che la vita terrena è breve. Per questo va valorizzata, affinché sia il tempo in cui noi possiamo acquistare i meriti per ottenere la vita eterna. Si tratta dell’unica occasione in cui possiamo mettere tutto il nostro impegno per conquistare il premio della beatitudine del paradiso. Resta vero che il premio della felicità eterna è un dono della divina bontà e misericordia, tuttavia esso deve essere accompagnato dalla nostra responsabile cooperazione di servire il Signore, eseguire la sua santa volontà, ascoltare la sua Parola di vita e, di riflesso, essere generosi verso i fratelli più bisognosi. Le opere di carità ed elemosina sono efficaci per ottenere la ricompensa celeste.
Solo in tal modo possiamo vivere sereni su questa terra, sempre protesi per raggiungere la meta del
paradiso. Maria ci sprona e ci aiuta a guardare avanti, verso quel punto luminoso, da cui scaturisce la grazia per una vita senza tramonto, dove la morte è sconfitta per sempre e con la morte ogni dolore, ogni cattiveria e ogni tenebrosità. Là, nella pienezza della verità e dell’amore, avremo finalmente la pienezza della felicità.



O Maria, tu apri la strada del bene e della beatitudine senza fine a noi creature umane, che spesso
restiamo offuscate dalla nebbia della cecità superficiale e dalla durezza del cuore che ci chiude all’amore divino. Eppure siamo e ci diciamo figli tuoi che tu accogli e proteggi sotto il tuo manto materno. Per questo noi ricorriamo a te, nostra consolatrice e guida sicura nel cammino della santità. Ti supplico, o Madre buona, allontana ogni insidia del maligno e rendici ogni giorno più docili e fedeli ai tuoi saggi suggerimenti. Avvolgi del tuo amore il nostro animo e guariscilo da tutte le sue ferite. Abbi pietà di noi, miseri peccatori, ma desiderosi di crescere e vivere in conformità alla volontà salvifica del Padre celeste, alla Parola rivelatrice del Figlio incarnato, al calore ardente dello Spirito Santo. Amen!





* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


NOVITA' EDITORIALI










PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...


   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.





Preghiera alla Santissima Trinità

O Trinità infinita,
cantiamo la tua gloria
in questo vespro, perché nel Cristo
Tu ci hai resi figli e i nostri cuori
sono la tua dimora.

Eterno, senza tempo, sorgente della vita,
che non muore, a Te la creazione
fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.

Noi Ti cantiamo, o Immenso,
in questo breve sabato del tempo
che annuncia il grande giorno senza sera
in cui vedremo Te, vivente luce.

A Te la nostra lode,
o Trinità dolcissima e beata,
che sempre sgorghi e sempre rifluisci
nel quieto mare del tuo stesso Amore.

Amen



O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!