Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        

Carissimi visitatori,

eccoci di nuovo a contattarvi e a presentarvi l’aggiornamento del sito. Sono stati mesi impegnativi sotto diversi punti di vista pastorali e personali. Ora ci ritroviamo nella gioia di comunicare la verità e l’amore della nostra fede e crescita spirituale. La speranza fiduciosa, che il bene vince sul male, la verità sulla menzogna e la carità sull’egoismo e l’odio, ci offre un interiore stimolo a non mollare e a perseverare nella conoscenza dei misteri divini per l’orientamento sapiente delle nostre scelte. Tutto si illumina e si rinvigorisce con il rafforzamento della fede in Cristo Gesù, unico vero salvatore e redentore, che ci conduce alla vita imperitura. L’esistenza terrena non è altro che l’attesa orante e credente verso l’attuazione piena della felicità. Là, nel regno celeste, ci attende la Vergine Maria, nostra dolcissima e amabilissima madre, maestra e regina. A lei rivolgiamo la nostra preghiera nel mese di ottobre con il santo rosario. Vi presento alcune riflessioni dei Padri della Chiesa, che ci aiutano a trovare luminosità in questi tempi oscuri; aggiungiamo alcune preghiere di aiuto spirituale e alcuni approfondimenti sulla fede con videoregistrazioni di omelie e interviste. Un affettuoso abbraccio nel nome di Gesù.

Don Renzo



Dal «Primo Commonitorio» di san Vincenzo di Lérins, sacerdote


(Cap. 23; PL 50, 667-668)

Lo sviluppo del dogma

Qualcuno forse potrà domandarsi: non vi sarà mai alcun progresso della religione nella Chiesa di Cristo? Vi sarà certamente e anche molto grande.
Chi infatti può esser talmente nemico degli uomini e ostile a Dio da volerlo impedire? Bisognerà tuttavia stare bene attenti che si tratti di un vero progresso della fede e non di un cambiamento. Il vero progresso avviene mediante lo sviluppo interno. Il cambiamento invece si ha quando una dottrina si trasforma in un'altra.
È necessario dunque che, con il progredire dei tempi, crescano e progrediscano quanto più possibile la comprensione, la scienza e la sapienza così dei singoli come di tutti, tanto di uno solo, quanto di tutta la Chiesa. Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto. La religione delle anime segue la stessa legge che regola la vita dei corpi. Questi infatti, pur crescendo e sviluppandosi con l'andare degli anni, rimangono i medesimi di prima. Vi è certamente molta differenza tra il fiore della giovinezza e la messe dalla vecchiaia, ma sono gli stessi adolescenti di una volta quelli che diventano vecchi. Si cambia quindi l'età e la condizione, ma resta sempre il solo medesimo individuo. Unica e identica resta la natura, unica e identica la persona.
Le membra del lattante sono piccole, più grandi invece quelle del giovane. Però sono le stesse. Le membra dell'uomo adulto non hanno più le proporzioni di quelle del bambino. Tuttavia quelle che esistono in età più matura esistevano già, come tutti sanno, nell'embrione, sicchè quanto a parti del corpo, niente di nuovo si riscontra negli adulti che non sia stato già presente nei fanciulli, sia pure allo stato embrionale.
Non vi è alcun dubbio in proposito. Questa è la vera e autentica legge del progresso organico. Questo è l'ordine meraviglioso disposto dalla natura per ogni crescita. Nell'età matura si dispiega e si sviluppa in forme sempre più ampie tutto quello che la sapienza del creatore aveva formato in antecedenza nel corpicciuolo del piccolo.
Se coll'andar del tempo la specie umana si cambiasse talmente da avere una struttura diversa oppure si arricchisse di qualche membro oltre a quelli ordinari di prima, oppure ne perdesse qualcuno, ne verrebbe di conseguenza che tutto l'organismo ne risulterebbe profondamente alterato o menomato. In ogni caso non sarebbe più lo stesso.
Anche il dogma della religione cristiana deve seguire queste leggi. Progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l'età. È necessario però che resti sempre assolutamente intatto e inalterato.
I nostri antenati hanno seminato già dai primi tempi nel campo della Chiesa il seme della fede. Sarebbe assurdo e incredibile che noi, loro figli, invece della genuina verità del frumento, raccogliessimo il frutto della frode cioè dell'errore della zizzania.
È anzi giusto e del tutto logico escludere ogni contraddizione tra il prima e il dopo. Noi mietiamo quello stesso frumento di verità che fu seminato e che crebbe fino alla maturazione.
Poichè dunque c'è qualcosa della primitiva seminagione che può ancora svilupparsi con l'andar del tempo, anche oggi essa può essere oggetto di felice e fruttuosa coltivazione.


Dalla prima lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo


4, 1 - 5, 2

Il vescovo, maestro di sana dottrina e uomo di pietà

Carissimo, lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall'ipocrisia d'impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza. Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità. Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.
Proponendo queste cose ai fratelli sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito come sei dalle parole della fede e dalla buona dottrina che hai seguito. Rifiuta invece le favole profane, roba da vecchierelle.
Esercitati nella pietà, perché l'esercizio fisico è utile a poco, mentre la pietà è utile a tutto, portando con sé la promessa della vita presente come di quella futura. Certo questa parola è degna di fede. Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono. Questo tu devi proclamare e insegnare.
Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii esempio ai fedeli nelle parole, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza. Fino al mio arrivo, dèdicati alla lettura, all'esortazione e all'insegnamento. Non trascurare il dono spirituale che è in te e che ti è stato conferito, per indicazioni di profeti, con l'imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri. Abbi premura di queste cose, dèdicati ad esse interamente perché tutti vedano il tuo progresso. Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.
Non essere aspro nel riprendere un anziano, ma esortalo come fosse tuo padre; i più giovani come fratelli; le donne anziane come madri e le più giovani come sorelle, in tutta purezza.


Dalla «Lettera ai cristiani di Tralle» di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire


(Capp. 8, 1 – 9, 2; 11, 1 – 13, 3; Funk, 1, 209-211)

Rinascete nella fede che è la carne del Signore e nella carità che è il suo sangue

Rivestitevi di umiltà e rinascete nella fede che è la carne del Signore. Rinnovatevi nella carità che è il sangue di Gesù Cristo. Nessuno abbia qualcosa contro il suo prossimo. Non date pretesto ai pagani di disprezzare la moltitudine che vive in Dio, a causa di pochi stolti. Guai all’uomo per colpa del quale il mio nome è disprezzato, dice il Signore (cfr. Is 52, 5).
Chiudete le orecchie quando qualcuno vi parla d’altro che di Gesù Cristo, della stirpe di David, figlio di Maria, che realmente nacque, mangiava e beveva, che fu veramente perseguitato sotto Ponzio Pilato, che fu veramente crocifisso e morì al cospetto del cielo, della terra e degli inferi, e che poi realmente è risorto dai morti. Lo stesso Padre suo lo fece risorgere dai morti e farà risorgere nella stessa maniera in Gesù Cristo anche noi, che crediamo in lui, al di fuori del quale non possiamo avere la vera vita.
Fuggite, dunque, queste male piante. Esse portano frutti di morte, e se qualcuno ne gusta, subito muore. Queste non sono piante del Padre. Se lo fossero, apparirebbero come rami della croce e il loro frutto sarebbe incorruttibile.
Cristo chiama voi a comportarvi come sue membra autentiche, a unirvi cioè alla sua passione mediante il frutto genuino della croce, che è la fede sincera. Allora formerete un’unità perfetta con lui; il capo infatti non può rimanere separato dalle membra. Lo ha rivelato lo stesso Signore.
Vi saluto da Smirne, insieme alle chiese di Dio che si trovano qui con me e mi sono di grande conforto, sia per il corpo che per lo spirito. Le catene che porto ovunque per amore di Gesù Cristo, mentre prego di poter giungere a Dio, vi esortano: Perseverate nella concordia e nella preghiera in comune. È necessario che ciascuno di voi, e soprattutto i presbiteri, confortino il vescovo ad onore del Padre, di Gesù Cristo e degli apostoli.
Spero che vogliate leggermi con carità, perché questa lettera non diventi una testimonianza contro di voi. E pregate per me, che ho bisogno della vostra carità e della misericordia di Dio per divenire degno di aver parte all’eredità che sto per conseguire, e non essere trovato reprobo.
Vi saluta anche la carità dei cristiani di Smirne e di Èfeso. Ricordate nelle vostre preghiere la chiesa di Siria della quale non sono degno di portare il nome, essendo l’ultimo di tutti. Vi saluto in Gesù Cristo. Siate sottomessi al vescovo come alla legge di Dio e così pure al collegio dei presbiteri. Amatevi tutti a vicenda con cuore indiviso.
La mia vita è offerta in sacrificio per voi, non soltanto ora, ma anche quando avrò raggiunto Dio. Sono ancora esposto al pericolo, ma il Padre è fedele in Gesù Cristo e darà compimento alla mia preghiera e alla vostra. Possiate un giorno trovarvi uniti in lui, senza macchia.


Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio magno, papa


(Om. 17, 3. 14; PL 76, 1139-1140. 1146)

Senso di responsabilità nel ministero

Sentiamo cosa dice il Signore nell'inviare i predicatori: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe, perché mandi operai per la sua messe!» (Mt 9, 37-38).
Per una grande messe gli operai sono pochi; non possiamo parlare di questa scarsità senza profonda tristezza, poiché vi sono persone che ascolterebbero la buona parola, ma mancano i predicatori. Ecco, il mondo è pieno di sacerdoti, e tuttavia si trova di rado chi lavora nella messe del Signore; ci siamo assunti l'ufficio sacerdotale, ma non compiamo le opere che l'ufficio comporta.
Riflettete attentamente, fratelli carissimi, su quello che è scritto: «Pregate il padrone della messe, perchè mandi operai per la sua messe». Pregate voi per noi, affinché siamo in grado di operare per voi come si conviene, perché la lingua non resti inceppata nell'esortare, e il nostro silenzio non condanni presso il giusto giudice noi, che abbiamo assunto l'ufficio di predicatori. Spesso infatti la lingua dei predicatori perde la sua scioltezza a causa delle loro colpe; spesso invece viene tolta la possibilità della predicazione a coloro che sono a capo per colpa dei fedeli.
La lingua dei predicatori viene impedita dalla loro nequizia, secondo quanto dice il salmista: «All'empio Dio dice: Perché vai ripetendo i miei decreti?» (Sal 49, 16).
Altre volte la voce dei predicatori è ostacolata colpevolmente dai fedeli, come il Signore dice a Ezechiele: «Ti farò aderire la lingua al palato e resterai muto. Così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli» (Ez 3, 26). Come a dire: Ti viene tolta la parola della predicazione, perché il popolo non è degno di ascoltare l'esortazione della verità, quel popolo che nel suo agire mi è ribelle. Non è sempre facile però sapere per colpa di chi al predicatore venga tolta la parola. Ma si sa con tutta certezza che il silenzio del pastore nuoce talvolta a lui stesso, e sempre ai fedeli a lui soggetti.
Vi sono altre cose, fratelli carissimi, che mi rattristano profondamente sul modo di vivere dei pastori. E perché non sembri offensivo per qualcuno quello che sto per dire, accuso nel medesimo tempo anche me, quantunque mi trovi a questo posto non certo per mia libera scelta, ma piuttosto costretto dai tempi calamitosi in cui viviamo. Ci siamo ingolfati in affari terreni, e altro è ciò che abbiamo assunto con l'ufficio sacerdotale, altro ciò che mostriamo con i fatti. Noi abbandoniamo il ministero della predicazione e siamo chiamati vescovi, ma forse piuttosto a nostra condanna, dato che possediamo il titolo onorifico e non le qualità. Coloro che ci sono stati affidati abbandonano Dio e noi stiamo zitti. Giacciono nei loro peccati e noi non tendiamo loro la mano per correggerli. Ma come sarà possibile che noi emendiamo la vita degli altri, se trascuriamo la nostra? Tutti rivolti alle faccende terrene, diventiamo tanto più insensibili interiormente, quanto più sembriamo attenti agli affari esteriori. Ben per questo la santa Chiesa dice delle sue membra malate: «Mi hanno messo a guardiana delle vigne; la mia vigna, la mia, non l'ho custodita» (Ct 1, 6). Posti a custodi delle vigne, non custodiamo affatto la vigna, perché, implicati in azioni estranee, trascuriamo il ministero che dovremmo compiere.



PREGHIERA DI LIBERAZIONE


A Gesù salvatore

O Gesù salvatore
Signore mio e Dio mio,
mio Dio e mio tutto,
che con il sacrificio della croce
ci hai redenti
e hai sconfitto il potere di satana,
ti prego di liberarmi
da ogni presenza malefica
e da ogni influenza del maligno.

Te lo chiedo nel tuo nome;
te lo chiedo per le tue piaghe;
te lo chiedo per la tua croce;
te lo chiedo per l’intercessione
di Maria immacolata e addolorata.

Il sangue e l’acqua
che scaturiscono dal tuo costato
scendano su di me a purificarmi,
a liberarmi, a guarirmi.
Amen.



Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d’Assisi


(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)

Dobbiamo essere semplici, umili e puri

Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima Madre, la povertà.
All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).
Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorioso, dato a noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio sangue come sacrificio e vittima sull’altare della croce. Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì invece per i nostri peccati, lasciandoci l’esempio perché seguissimo le sue orme (cfr. 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.
O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3, 8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.
Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.




Protesta all’Angelo Custode di S. Carlo Borromeo (1538-1584)



Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Io N., miserabile peccatore, protesto in vostra presenza o Santo Angelo di Dio, mio fedele custode:
1. Che voglio morire nella sola vera Fede che insegna la Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana, nella quale sono morti tutti i Santi e fuor della quale non c’è salvezza.
2. Protesto ancora, o mio santo Angelo, che, aiutato e sostenuto dalla vostra protezione, voglio lasciare questa vita animato da una grande confidenza nella misericordia di Dio, malgrado la moltitudine e la gravità dei miei peccati, credendo fermamente che una sola goccia del Sangue preziosissimo di Nostro Signore basti a cancellare non solo i miei peccati, ma quelli del mondo intero.
3. Protesto parimenti, o beato Angelo, di avere un gran desiderio, nonostante l’enormità dei miei crimini, di partecipare ai meriti infiniti di nostro Signore Gesù Cristo, la cui tenerezza e misericordia non rigettano mai nessuno. Oh, come vorrei non aver mai offeso il mio Dio! Io lo amo al di sopra di tutto e desidero amarLo sempre più. Mi pento di tutto cuore, perdono volentieri a tutti coloro che mi hanno contristato e getto tutti i miei peccati nel Cuore adorabile di Gesù, affinché Egli si degni di cancellarli per sempre.
4. Vi scongiuro, altresì, o mio fedele Custode, di supplicare in mio favore la divina misericordia, affinché si degni di ricevermi nel numero di quei Beati che ha predestinati da tutta l’eternità e che sono già nella Sua gloria. E protesto ancora che, per ottenere una grazia così preziosa dall’infinta bontà di Dio, sono pronto a soffrire non solo tutte le pene di questa miserabile vita, ma ancora tutte quelle del purgatorio, fino al giorno del giudizio universale.
5. Infine, o mio amatissimo e sapientissimo Custode, protesto di costituirvi come esecutore delle mie ultime volontà.
Ottenetemi, ve ne prego, dal mio Dio queste ultime tre grazie: la prima, che non esca da questa vita senza aver ricevuto degnamente i Sacramenti della Chiesa; la seconda, che Nostro Signore Gesù Cristo si degni di addolcire e calmare i dolori della mia anima con una di quelle lacrime e di quei sospiri che Egli ha emesso sulla croce; e che la sua dolcissima Madre, abbassando su di me uno di quei teneri sguardi che ai piedi della croce Ella rivolgeva al suo diletto Figlio morente, si degni di ammettermi nel numero di coloro che, sotto la sua protezione, ottengono l’eterna ricompensa nel giorno del giudizio; la terza, infine, è che voi, mio santo Angelo e fedele Custode, vi degniate di soccorrermi nell’ultima ora in cui la mia anima si separerà dal corpo, e che mi rendiate propizio Gesù Cristo mio giudice, il cui Cuore sulla croce ardeva dal desiderio bruciante di salvare i poveri peccatori.
Custodite, dunque, la mia anima che vi è stata affidata, o mio tenerissimo Custode, e quando lascerà la prigione del suo corpo, degnatevi di rimetterla nelle mani del Suo Creatore e Redentore, affinché con Voi e con tutti i Santi del Cielo possa gioire della Sua presenza, amarLo perfettamente e possederLo pienamente per tutta l’eternità. Così sia.


Il Verbo di Dio che abita i cieli altissimi è fonte di sapienza


(Capp. 59, 2 – 60, 4; 61, 3; Funk 1, 135-141)

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

Gesù Cristo, Figlio diletto di Dio, ci ha chiamati dalle tenebre alla luce, dall’ignoranza alla conoscenza del suo nome glorioso; perché possiamo operare nel suo nome, che è all’origine di ogni cosa creata.
Per mezzo suo il creatore di tutte le cose conservi intatto il numero dei suoi eletti, che si trovano ovunque per il mondo. Ascolti la preghiera e la supplica che ora noi di cuore gli innalziamo:
Tu hai aperto gli occhi del nostro cuore perché conoscessimo te solo, Altissimo, che abiti nei cieli altissimi, Santo tra i santi. Tu abbatti l’arroganza dei presuntuosi, disperdi i disegni dei popoli, esalti gli umili e abbatti i superbi, doni la ricchezza e la povertà, uccidi e fai vivere, benefattore unico degli spiriti e Dio di ogni carne (cfr. Is 57, 15; 13, 1; Sal 32, 10, ecc.).
Tu scruti gli abissi, conosci le azioni degli uomini, aiuti quanti sono in pericolo, sei la salvezza di chi è senza speranza, il creatore e il vigile pastore di ogni spirito. Tu dai incremento alle nazioni della terra e tra tutte scegli coloro che ti amano per mezzo del tuo Figlio diletto Gesù Cristo, per opera del quale ci hai istruiti, santificati, onorati.
Ti preghiamo, o Signore, sii nostro aiuto e sostegno. Libera quelli tra noi che si trovano nella tribolazione, abbi pietà degli umili, rialza i caduti, vieni incontro ai bisognosi, guarisci i malati, riconduci i traviati al tuo popolo. Sazia chi ha fame, libera i nostri prigionieri, solleva i deboli, dà coraggio a quelli che sono abbattuti.
Tutti i popoli conoscano che tu sei il Dio unico, che Gesù Cristo è tuo Figlio, e noi «tuo popolo e gregge del tuo pascolo» (Sal 78, 13).
Tu con la tua azione ci hai manifestato il perenne ordinamento del mondo. Tu, o Signore, hai creato la terra e resti fedele per tutte le generazioni. Sei giusto nei giudizi, ammirabile nella fortezza, incomparabile nello splendore, sapiente nella creazione e provvido nella sua conservazione, buono in tutto ciò che vediamo e fedele verso coloro che confidano in te, o Dio benigno e misericordioso. Perdona a noi iniquità e ingiustizie, mancanze e negligenze.
Non tener conto di ogni peccato dei tuoi servi e delle tue serve, ma purificaci nella purezza della tua verità e guida i nostri passi, perché camminiamo nella pietà, nella giustizia e nella semplicità del cuore, e facciamo ciò che è buono e accetto davanti a te e a quelli che ci guidano.
O Signore e Dio nostro, fa’ brillare il tuo volto su di noi perché possiamo godere dei tuoi beni nella pace, siamo protetti dalla tua mano potente, liberati da ogni peccato con la forza del tuo braccio eccelso, e salvati da coloro che ci odiano ingiustamente.
Dona la concordia e la pace a noi e a tutti gli abitanti della terra, come le hai date ai nostri padri, quando ti invocavano piamente nella fede e nella verità. Tu solo, o Signore, puoi concederci questi benefici e doni più grandi ancora.
Noi ti lodiamo e ti benediciamo per Gesù Cristo, sommo sacerdote e avvocato delle nostre anime. Per mezzo di lui salgano a te l’onore e la gloria ora, per tutte le generazioni e nei secoli dei secoli. Amen.



PREGHIERA DI GUARIGIONE


Donami la salute

O Dio onnipotente,
fonte della vita
e rimedio di ogni male,
donami la sicurezza della tua presenza
perché possa avere confidenza solo in te.

Per questo, avvolto dal tuo amore
e dalla tua potenza,
possa ricevere la guarigione
e la salvezza,
secondo la tua libera volontà.

Tra i miei dolori
tu solo sei la mia forza.
Grazie, Signore, perché sei con me.
Amen.




PREGHIERA DI GUARIGIONE


Per i fratelli malati

Signore Gesù, amico mio,
desidero non pensare solo a me,
ai miei dolori e alla mia malattia,
ma ho scoperto il mondo intorno a me
così esteso,
con tutti coloro che oggi,
in un modo o in un altro,
soffrono a causa di qualche infermità:
nelle proprie case o negli ospedali,
nella solitudine o in compagnia,
con la forza della fede
o resi più deboli dall’assenza di Dio.

Signore, oggi voglio pregarti per loro.
Voglio dirti che solo ora,
con la tua amicizia,
comincio a scoprire il misterioso
legame di amore che mi unisce
a tutti gli uomini,
ma in modo speciale a chi è infermo.

In questa misteriosa unione ci sei tu,
con il tuo dolore e la tua passione, la tua morte e la tua risurrezione.
I miei fratelli e io, infermi,
siamo uniti a te, al tuo dolore,
al tuo amore, alla tua misericordia.

Per questo incomincio a comprendere
che per te la sofferenza
ha un nuovo senso:
siamo compartecipi al tuo dolore.

Ti prego per i miei fratelli infermi:
dona loro forza e fede,
pazienza e speranza.
Che incontrino la tenerezza
e le attenzioni dei loro cari.
Che scoprano il valore
della sofferenza unita alla tua.
Che la solitudine non offuschi tutto ciò,
ma possano invece scoprire
i segni della tua misericordia e
e della tua amicizia,
tu che sei apostolo e maestro del dolore.
Amen.




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.


Dono di sé al Sacro Cuore


Preghiera: dono di sé al Sacro Cuore

O Gesù, mio Dio e mio Salvatore,
nell’infinita tua carità ti sei fatto mio fratello
e sei morto per me sulla croce;

Tu che ti sei donato a me nell’eucaristia,
e mi hai mostrato il tuo Cuore,
guarda mi con i tuoi occhi misericordiosi
e avvolgimi nel fuoco della tua carità.

Io credo nel tuo amore per me
e ripongo in Te tutta la mia speranza.
Sono consapevole delle mie infedeltà
e delle mie colpe, e domando
umilmente il tuo perdono.

A te dono e consacro la mia persona
e tutto ciò che mi appartiene,
perché Tu disponga di me
come meglio credi per la gloria di Dio.

Da parte mia prometto di accettare
ogni tua disposizione e di adeguare
ogni mia azione alla tua volontà.

Cuore divino di Gesù, vivi e regna in me
e in tutti i cuori, nel tempo e nell’eternità.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 settembre 2019

“Cari figli, pregate! Pregate ogni giorno il Rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze. Apostoli del mio amore, sono con voi mediante la grazia e l’amore di mio Figlio, e da voi chiedo preghiere. Le vostre preghiere sono così necessarie al mondo, affinché le anime si convertano! Aprite con completa fiducia i vostri cuori a mio Figlio, ed egli scriverà in essi il compendio della sua Parola, cioè l’amore. Vivete un legame inscindibile con il Sacratissimo Cuore di mio Figlio! Figli miei, come Madre vi dico che non c’è tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo vostro Dio, centro della vostra vita. Offritegli dei doni, ciò che lui più ama, ossia l’amore verso il prossimo, la misericordia e cuori puri. Apostoli del mio amore, molti miei figli ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore. Ma voi, con la vostra preghiera detta a partire da un cuore puro ed aperto, e con i doni che offrite a mio Figlio, farete sì che anche i cuori più duri si aprano. Apostoli del mio amore, la forza della preghiera detta a partire dal cuore, di una preghiera potente e colma d’amore, cambia il mondo. Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate! Io sono con voi. Vi ringrazio!”.

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio contiene tre elementi fondamentali, legati da un unico filo vitale che li raccoglie assieme e ne fa un intreccio ineguagliabile. Essi sono IL CUORE DI GESÙ – IL CUORE DI MARIA – IL CUORE NOSTRO. Ne risulta una magnifica sintonia di AMORE.

1. Il rosario quale preghiera del cuore. Il rosario viene descritto come una corona di fiori profumati che partono dal nostro cuore e arrivano al cuore di Maria, in modo che ella possa congiungersi alla nostra vita e ai nostri problemi in uno stretto legame di amore e di compassione: “Cari figli, pregate! Pregate ogni giorno il rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze”. Si afferma perciò un legame tra due cuori: quello del figlio – apostolo e quello della Madre – Maestra. Da questa congiunzione nasce una sintonia tra i due cuori, in modo che il palpito dell’uno si riflette e si unisce a quello dell’altro. Ne segue che il nostro cuore si fa sempre più docile e obbediente alla Vergine, come una crescita spirituale di grande valore presso Dio e presso gli uomini; d’altra parte il cuore di Maria si fa sempre più vicino e sensibile a tutte le nostre movenze interiori, affinché ella possa intervenire, aiutare e confortare il più presto possibile e nel modo più adeguato alle nostre esigenze. Alcuni quadri di pittori famosi fanno vedere questo rapporto di reciproco trasporto del Figlio Gesù verso la Madre e di Maria verso il Figlio suo. Similmente si verifica per noi tale rapporto se rafforziamo ogni giorno, con il rosario, il legame fra noi e lei.
Subito dopo, il messaggio aggiunge il terzo Cuore, che viene coinvolto, quello del Figlio: “Apostoli del mio amore, sono con voi mediante la grazia e l’amore di mio Figlio, e da voi chiedo preghiere”. Il compito di Maria sta precisamente nel mostrare che il suo cuore è unito a quello del Figlio, cosicché trasmette a noi i battiti dolcissimi dell’amore di suo Figlio. Infatti lo dice espressamente che il suo amore verso i suoi apostoli è in perfetta sintonia con Gesù, in quanto è lui che concede alla Madre di portare aiuto a noi figli suoi. Si attua così un primo mirabile intreccio fra i tre cuori: quello di Maria con quello del Figlio e con quello nostro. Così i nostri cuori, assieme a quello di Maria, si conformano al cuore di Gesù e si aprono al suo amore: “Aprite con completa fiducia i vostri cuori a mio Figlio, ed egli scriverà in essi il compendio della sua Parola, cioè l’amore. Vivete un legame inscindibile con il sacratissimo Cuore di mio Figlio”. Da qui l’invito a vivere nell’unione indistruttibile tra il nostro cuore e quello di Cristo. Ella così mostra di essere la mediatrice tra i due cuori di Cristo e noi, ambedue figli suoi, al fine di tenerli saldamente uniti e mai più separarli. Il suo ruolo si compie proprio nel momento che vede realizzato il suo desiderio che noi suoi apostoli siamo congiunti al Figlio suo. Solo in questo profondo legame possiamo dirci apostoli suoi e testimoni credibili. Veramente le sue parole calano nel nostro intimo per sviluppare in esso le linee maestre di un’autentica vita cristiana: essere, vivere, operare, in ogni momento, in ogni situazione, in perfetta simbiosi con suo Figlio.
A questo punto sorge spontanea una domanda: ma noi, figli e apostoli, siamo consapevoli di tale intensa vibrazione dei due cuori, il nostro e quello di Cristo? Soprattutto lo viviamo e lo mettiamo in pratica? Va detto che siamo ben lontani da compiere questo connubio di cuori in perfetta assonanza. La maggior parte della nostra vita la viviamo da soli, con il nostro cuore straziato, addolorato, inaridito, privo di ardore. Siamo come pietrificati. Ciò dipende dal fatto che abbiamo staccato la spina della fede, dell’amore e della vita, che scaturiscono dal Cuore sacratissimo di Gesù.

2. Accogliere l’amore di Gesù nel nostro cuore. In questo secondo punto la Vergine ritorna con evidente insistenza sulla centralità da dare a suo Figlio, quale vero Dio e Salvatore: “Figli miei, come Madre vi dico che non c’è tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo vostro Dio, centro della vostra vita”. Si vede bene come questa verità le stia a cuore e costituisca l’essenza del cristianesimo. Ella sottolinea l’urgenza, in quanto non bisogna aspettare altro tempo, ma questo è ormai il tempo ultimo in cui dobbiamo porre la nostra adesione a Cristo. Non vi è altro valore o altro scopo o altre realtà che possano superare l’opera redentrice di Gesù. Lui ci ha salvati dal peccato e dalla morte; lui ci dona la pienezza del suo amore, che guarisce ogni nostra ferita di carenza affettiva; lui ci colma della sua grazia per superare ogni avversità; soprattutto lui ci apre la porta che conduce alla vita eterna. Su questo non dovremo mai mollare la nostra convinzione e fede ardente. Spesso ci lasciamo illudere mettendo al primo posto nel nostro animo le cose mondane, le attese umane, le speranze frivole di una vita terrena migliore. Ciò facendo, riduciamo la salvezza di Cristo a qualcosa di secondario e meno importante, come fosse un affare complementare e non strettamente necessario né tantomeno così centrale da oltrepassare tutti gli altri aspetti esistenziali. Si tratta di una distorsione grave che pesa fortemente su di noi, nelle famiglie, nella Chiesa e sulla società. Facciamo fatica a capirlo. Eppure la Vergine ce lo ripete costantemente.
Ella dice anche di stabilire con suo Figlio un rapporto di reciproca donazione: “Offritegli dei doni, ciò che più lui ama, ossia l’amore verso il prossimo, la misericordia e cuori puri”. Si tratta di un salutare scambio tra la nostra dedizione a Cristo e la sua retribuzione di amore e di forza per diffondere il vangelo. Quali sono i doni che possiamo offrire a Gesù? Qui occorre che ciascuno sia organizzi secondo le proprie capacità e situazioni concrete; la cosa più importante è che tutti devono offrire con amore e generosità. Più che calcolare l’entità materiale del dono, occorre vedere l’animo e la disposizione interiore con cui lo facciamo. Si pone l’urgenza di fare un serio esame di coscienza per analizzare i nostri sentimenti e le nostre aspirazioni. Si possono fare doni di diverso genere: i più preziosi sono quelli derivati dalla carità verso il prossimo e dalle nostre sofferenze di ogni tipo, che noi accogliamo e offriamo al nostro Redentore per compartecipare alla sua dolorosa passione e morte.
Spesso invece ci lamentiamo, ci ribelliamo e anche imprechiamo. La Vergine ci incita a fare un capovolgimento di valori: il dolore non va vissuto passivamente e con amara rassegnazione, ma va capito quale evento di grazia, di purificazione, di crescita nell’amore per Gesù e i fratelli. Vi sono poi i sacrifici che sono scelti liberamente quali doni da offrire al Signore come il digiuno, l’astinenza dai cibi succulenti, la privazione della televisione e di internet, la sopportazione delle persone moleste, l’accettazione serena dei vari problemi e afflizioni di ogni giorno. Sono anche questi doni bene accetti da Gesù e diventano una ricchezza spirituale per noi e per le persone bisognose di conforto e di solidarietà. Come si vede, vi è un vasto campo in cui possiamo e dobbiamo trovare il modo per essere donatori generosi e lieti di ogni sofferenza. Da qui sgorgano le grazie per intenerire molti che hanno il cuore indurito e ancora non conoscono Gesù: “Apostoli del mio amore, molti miei figli ancora non conoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore”.

3. La preghiera e il sacrificio sono l’anima di ogni apostolato. L’ultimo aspetto, indicato dalla Vergine, consiste nella comprensione del valore eccelso della preghiera, in quanto essa diventa il mezzo più valido per convertire le anime a Cristo: “Ma voi, con la vostra preghiera detta a partire da un cuore puro ed aperto, e con i doni che offrite a mio Figlio, farete sì che anche i cuori più duri si aprano”. Anche i cuori più chiusi e induriti possono essere sciolti attraverso la nostra umile e sentita preghiera. Questo aspetto va evidenziato, perché spesso la nostra preghiera è molto personale o rivolta al bene dei familiari e amici, cioè si dirige per le persone che conosciamo. Invece essa si deve aprire sull’umanità e sulla Chiesa, per inglobare le persone che o hanno perso la fede o sono nel dubbio o alla ricerca della vita spirituale o sono ancora lontane da una scelta precisa. In tal modo il nostro animo si dilata per un amore che possa raggiungere ogni bisognoso e possa trasformare la faccia della terra in una comunità di cristiani. Si diffonde così il Regno di Dio in Cristo nella potenza dello Spirito.
La Vergine ritorna su questo concetto: “Apostoli del mio amore, la forza della preghiera detta a partire dal cuore, di una preghiera potente e colma d’amore, cambia il mondo”. Ella indica tre cose tra loro collegate: la prima riguarda una preghiera sincera che sgorga dal cuore, cioè mossa da una vibrante fede; la seconda precisazione fa vedere che tale preghiera comporta una grande forza spirituale, in quanto piena di amore, quell’amore non soltanto umano ma che proviene dalla fonte onnipotente del divino amore; infine, in terza cosa, dice che cambia il mondo. Si tratta di una affermazione impegnativa. Noi spesso vorremmo che la storia, la società e la Chiesa stessa trovassero il modo di rinnovarsi e rinvigorirsi con un sano cambiamento, che non si distacca dal passato, ma lo irrora e vivifica per un presente più vivo e maturo nella fede in Cristo. Ora ciò è possibile esattamente con la preghiera. Non occorre altro sforzo umano, che non a tutti è possibile attuare, mentre la preghiera è un dato di fatto a cui nessuno può sottrarsi. I malati stessi, come si è detto, con la loro sofferenza offerta per amore diventano preghiera vivente per la salvezza di tante creature umane. La preghiera dunque non è fatta mai invano, cioè senza portare alcun frutto. Da qui l’accorato appello: “Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate! Io sono con voi”.

O Madre nostra, davanti alle tue parole sempre ricche di significativi e vitali pensieri, noi restiamo in ascolto e desideriamo che quelle parole scendano nel nostro intimo e ci siano di luce, conforto, incoraggiamento. Te ne siamo immensamente grati. Ti voglio fare una confidenza, Madre cara. Dopo aver ascoltato e meditato i tuoi messaggi, il mio cuore si accresce ogni volta di affetto sincero verso di te. Ne seguono una filiale comunione e abbandono, fino a rendermi conto che senza di te la mia vita cristiana perderebbe non solo di slancio e vigore, ma di ogni valido sostegno e presto andrebbe nel vuoto e nel buio. Invece mi arricchisco di gioia e di luce, soprattutto perché tu non fai altro che portarmi al tuo Figlio Gesù e me lo fai contemplare e godere nel suo splendore. Grazie di tutto, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.




Messaggio a Marija del 25 agosto 2019

“Cari figli! Pregate, lavorate e testimoniate con amore il Regno dei Cieli affinché possiate stare bene qui sulla terra. Figlioli, Dio benedirà il centuplo il vostro sforzo e sarete testimoni tra i popoli, le anime dei non credenti sentiranno la grazia della conversione ed il Cielo sarà grato per le vostre fatiche ed i vostri sacrifici. Figlioli, testimoniate con il rosario nella mano che siete miei e decidetevi per la santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio può essere letto sotto tre angolazioni: l’amore per il Regno dei cieli; la testimonianza nel mondo; la decisione per una vita santa.

1. L’amore per il Regno dei cieli. La Vergine avvia il suo discorso in tre verbi precisi e impegnativi: pregare – lavorare – testimoniare: “pregate, lavorate e testimoniate con amore il Regno dei cieli”. I tre verbi all’imperativo indicano un ordine autorevole di una maestra o guida di formazione e di vita per i propri discepoli. Il primo aspetto è quello della preghiera, che costituisce la fonte o la forza da cui scaturisce ogni altra cosa. Non si può fare nulla di buono per la costruzione del regno di Dio se non si comincia nella preghiera, la quale consente a noi, povere creature umane, di essere irrorare, vivificate e rinvigorite dalla potenza divina che dal cielo discende sulla terra.
In effetti solo con tale potenza a noi è consentito di compiere opere fruttuose e benefiche. Ciò dimostra che tutta la nostra esistenza e il nostro comportamento umano va sempre preordinato in senso assoluto da questa origine primaria e indispensabile per qualsiasi impresa a livello cristiano e umano.
Alla preghiera succede, conseguentemente, il lavoro assiduo e costante nel valore interiore di formazione e di maturazione della fede e della verità, che ci plasmano e ci educano a essere idonei per giungere al terzo aspetto, quello della testimonianza, che dev’essere chiara ed efficace. Il tutto si anima e si adorna di amore, perché tutto va fatto con la disponibilità del cuore e non come un semplice gesto formale di evangelizzazione. Solo l’amore dona sapore e gioia alla testimonianza del Vangelo.
Vi è un secondo elemento da sottolineare, che offre consolazione e soddisfazione: “affinché possiate stare bene qui sulla terra”. Con queste parole la Vergine fa capire che se uno vive di preghiera intensa e fedele, lavorando con impegno e generosità, trova un beneficio anche su questa terra, nel senso che l’unione con Dio e la nostra generosità di servire i fratelli non è solo una realtà che si riversa all’esterno verso gli altri, ma ritorna verso di noi e ci colma di pace e di vera gioia del cuore. Perciò ci si guadagna su tutti i fronti: fuori e dentro di noi. Che meraviglia! Di fatto tutti noi possiamo costatare tali benefici effetti, quando stiamo con Dio e camminiamo amorevolmente con i fratelli.
Si forma un flusso stupendo di scambio nel dare e ricevere, una specie di raccordo tra coloro che si donano e coloro che accolgono il dono. In fondo non si fa altro che anticipare già su questa terra quella felicità che si effettuerà nella vita eterna.

2. La testimonianza tra i popoli. Equipaggiati di preghiera e lavoro, noi siamo benedetti dal Signore, cioè veniamo ricolmati nelle sue grazie e in modo particolare del suo Santo Spirito. In tal modo si moltiplicano gli effetti e i frutti della nostra testimonianza, fino ad arrivare ad un risultato centuplicato. Veramente si può dire che l’evangelizzazione dei popoli raggiungerebbe tutta la faccia della terra e si attuerebbe una grande conversione a Cristo: “Figlioli, Dio benedirà il centuplo il vostro sforzo e sarete testimoni tra i popoli”. Ciò ci incoraggia e ci sprona a non fermarci e a non perdere la speranza. Tuttavia va ricordato che tutto il nostro impegno di testimoniare va fondato e sostenuto dalla preghiera e dalla crescita interiore di fede e di amore.
Quello che sorprende è la frase successiva: “Le anime dei non credenti sentiranno la grazia della conversione e il Cielo sarà grato per le vostre fatiche e i vostri sacrifici”. Si parla di gratitudine da parte di Dio verso di noi. Si rimane sorpresi e perplessi. Noi pensavamo che il nostro lavoro fosse un dovere e una conseguenza della nostra testimonianza dell’amore di Maria. Invece ella dice che il Cielo, cioè tutto l’ambito celeste divino del regno, cominciando dalla Trinità santissima fino agli angeli e ai santi, si china su di noi per ringraziarci di quanto facciamo su questa terra. Una cosa impensata e grandiosa, che solo la divina bontà può giustificare. Ne segue che non possiamo esimerci dal nostro impegno generoso e fedele.

3. La decisione per una vita santa. Alla fine la Vergine raccoglie il suo insegnamento in due frasi lapidarie: una è quella di sottolineare che lo strumento migliore per una testimonianza verace è il rosario. Bella è l’immagine di descrivere i suoi discepoli portatori del rosario nelle proprie mani, come un’arma spirituale e una catena di amore che giunge vitalmente e felicemente a Maria: “Figlioli, testimoniate con il rosario nella mano che siete miei, e decidetevi per la santità”. Non ci sono altre soluzioni più fulgide e radiose. Tutti siamo chiamati a diventare santi, cioè a configurarci a Cristo e immergerci nella divina volontà. Il mezzo più idoneo è precisamente quello di tenere il rosario in mano, nel significato di recitarlo, meditarlo e viverlo pienamente e totalmente.
Va detto che tutto questo comporta fatiche e sacrifici, ma la nostra forza non sta nella nostra debolezza, ma nell’onnipotenza della preghiera e in specifico nell’attaccamento alla Vergine Madre, con il rosario, perché siamo suoi figli e solo una madre santa e sapiente come lei ne può essere il sigillo di sicurezza e di validità. Ciò avviene in quanto siamo suoi apostoli, perché le apparteniamo in un rapporto di vero filiale amore tra noi e Maria.

O Vergine cara, ti esprimiamo tutta la nostra gratitudine e principalmente il nostro filiale amore. È vero che siamo figli tuoi e tali vogliamo essere per sempre, già su questa terra e poi nell’eternità felice del cielo. Aiutaci a rafforzare ogni giorno sempre più il legame che si stabilisce tra noi, tuoi figli pellegrini sulla terra in mezzo a un mondo angosciato, e la tua materna protezione. Ciò avviene attraverso la preghiera del rosario che dobbiamo portare sempre con noi e recitarlo con devozione. Siamo certi che, accolti nel tuo Cuore Immacolato, noi potremo attraversare tempi burrascosi e difficili, ma con te non temiamo di nulla e ci appressiamo a vivere in perfetta e totale unione con te. Vogliamo darti un abbraccio che ci unisce per tutti i secoli dei secoli. Amen






* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


NOVITA' EDITORIALI










PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...


   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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Nota bene: per chi volesse vedere e ascoltare altre interviste ed omelie e catechesi di don Renzo, si rimanda al sito https://www.messaggimedjugorje.it/


In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.





Preghiera alla Santissima Trinità

O Trinità infinita,
cantiamo la tua gloria
in questo vespro, perché nel Cristo
Tu ci hai resi figli e i nostri cuori
sono la tua dimora.

Eterno, senza tempo, sorgente della vita,
che non muore, a Te la creazione
fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.

Noi Ti cantiamo, o Immenso,
in questo breve sabato del tempo
che annuncia il grande giorno senza sera
in cui vedremo Te, vivente luce.

A Te la nostra lode,
o Trinità dolcissima e beata,
che sempre sgorghi e sempre rifluisci
nel quieto mare del tuo stesso Amore.

Amen



O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!