Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        

Carissimi visitatori,
siamo ancora nel mese di novembre dedicato ai nostri cari defunti; e il loro ricordo, accompagnato con la preghiera, ci fa riflettere sul senso della nostra vita e soprattutto della nostra morte, quale conclusione e compimento della nostra maturazione umana e spirituale, quando dovremo presentarci davanti al Signore nostro Gesù Cristo. Per questa a ragione poniamo una riflessione di Sant’Ambrogio per la morte del fratello. Prima dei defunti abbiamo festeggiato tutti i Santi, che hanno raggiunto la meta della beatitudine eterna. Anch’essi sono un richiamo luminoso per poterli raggiungere e vivere come loro nella docilità alla volontà di Dio e alla sua santa parola. A questo scopo rileggiamo un testo bellissimo di San Bernardo di Chiaravalle. Una riflessione che fa bene al nostro spirito in questi tempi difficili è un discorso di San Cesareo di Arles, il quale ci indica la nostra nobile dignità di essere il tempio vivente di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e perciò renderci conto che formiamo personalmente e comunitariamente la santa Chiesa di Dio. Per questo dobbiamo amarla, sentirci suoi figli e pregare perché possa sempre testimoniare fedelmente il suo amore e la sua adesione allo Sposo che è Cristo.
Vi auguro pertanto che possiate gustare queste letture e meditarle nel vostro animo per crescere in sapienza e in grazia davanti a Dio e agli uomini. Vi saluto con affetto e imploro su tutti voi la benedizione di Dio che vi protegga e vi liberi da ogni male. Infine non possiamo dimenticare la nostra dolcissima Madre Maria, sapendo che il suo Cuore Immacolato trionferà su ogni malvagità ed è per noi un rifugio di conforto e di santità. Vi consiglio il commento teologico che io ho fatto agli ultimi suoi due messaggi. Restiamo uniti nella comunione di preghiera e di fede in Cristo.






Dal libro «Sulla morte del fratello Satiro» di sant'Ambrogio, vescovo
(Lib. 2, 40. 41. 46. 47. 132. 133; CSEL 73, 270-274; 323-324)

Moriamo insieme a Cristo, per vivere con lui


Dobbiamo riconoscere che anche la morte può essere un guadagno e la vita un castigo. Perciò anche san Paolo dice: «Per me vivere è Cristo e morire un guadagno» (Fil 1, 21). E come ci si può trasformare completamente nel Cristo, che è spirito di vita, se non dopo la morte corporale?
Esercitiamoci, perciò, quotidianamente a morire e alimentiamo in noi una sincera disponibilità alla morte. Sarà per l'anima un utile allenamento alla liberazione dalle cupidigie sensuali, sarà un librarsi verso posizioni inaccessibili alle basse voglie animalesche, che tendono sempre a invischiare lo spirito. Così, accettando di esprimere già ora nella nostra vita il simbolo della morte, non subiremo poi la morte quale castigo. Infatti la legge della carne lotta contro la legge dello spirito e consegna l'anima stessa alla legge del peccato. Ma quale sarà il rimedio? Lo domandava già san Paolo, dandone anche la risposta: «Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?» (Rm 7, 24). La grazia di Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore (cfr. Rm 7, 25 ss).
Abbiamo il medico, accettiamo la medicina. La nostra medicina è la grazia di Cristo, e il corpo mortale è il corpo nostro. Dunque andiamo esuli dal corpo per non andare esuli dal Cristo. Anche se siamo nel corpo cerchiamo di non seguire le voglie del corpo.
Non dobbiamo, è vero, rinnegare i legittimi diritti della natura, ma dobbiamo però dar sempre la preferenza ai doni della grazia.
Il mondo è stato redento con la morte di uno solo. Se Cristo non avesse voluto morire, poteva farlo. Invece egli non ritenne di dover fuggire la morte quasi fosse una debolezza, né ci avrebbe salvati meglio che con la morte. Pertanto la sua morte è la vita di tutti. Noi portiamo il sigillo della sua morte; quando preghiamo la annunziamo; offrendo il sacrificio la proclamiamo; la sua morte è vittoria, la sua morte è sacramento, la sua morte è l'annuale solennità del mondo.
E che cosa dire ancora della sua morte, mentre possiamo dimostrare con l'esempio divino che la morte sola ha conseguito l'immortalità e che la morte stessa si è redenta da sé? La morte allora, causa di salvezza universale, non è da piangere. La morte che il Figlio di Dio non disdegnò e non fuggì, non è da schivare.
A dire il vero, la morte non era insita nella natura, ma divenne connaturale solo dopo. Dio infatti non ha stabilito la morte da principio, ma la diede come rimedio. Fu per la condanna del primo peccato che cominciò la condizione miseranda del genere umano nella fatica continua, fra dolori e avversità. Ma si doveva porre fine a questi mali perchè la morte restituisse quello che la vita aveva perduto, altrimenti, senza la grazia, l'immortalità sarebbe stata più di peso che di vantaggio.
L'anima nostra dovrà uscire dalle strettezze di questa vita, liberarsi delle pesantezze della materia e muovere verso le assemblee eterne.
Arrivarvi è proprio dei santi. Là canteremo a Dio quella lode che, come ci dice la lettura profetica, cantano i celesti sonatori d'arpa: «Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti. Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poichè tu solo sei santo. Tutte le genti verranno e si prostreranno dinanzi a te» (Ap 15, 3-4).
L'anima dovrà uscire anche per contemplare le tue nozze, o Gesù, nelle quali, al canto gioioso di tutti, la sposa è accompagnata dalla terra al cielo, non più soggetta al mondo, ma unita allo spirito: «A te viene ogni mortale» (Sal 64, 3).
Davide santo sospirò, più di ogni altro, di contemplare e vedere questo giorno. Infatti disse: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore» (Sal 26, 4).

Dal libro «Sulla morte del fratello Satiro» di sant'Ambrogio, vescovo
(Lib. 2, 40. 41. 46. 47. 132. 133; CSEL 73, 270-274; 323-324)




Affrettiamoci verso i fratelli che ci aspettano


A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perchè ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. È chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro.
Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.
Il primo desiderio, che la memoria dei santi suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all'assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.
Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipiamo con i voti dell'anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità. Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l'aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perchè una tale fame di gloria è tutt'altro che pericolosa.
Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle spine dei nostri peccati.
Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezze sotto un capo coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno onore, ma lo espongono al ridicolo.
Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la nostra vita è nascosta con lui in Dio.
Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate. Allora trasformerà il nostro corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.
Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perchè la speranza così incomparabile abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi. Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
(Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)




Con il battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio


Con gioia e letizia celebriamo oggi, fratelli carissimi, il giorno natalizio di questa chiesa: ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi. Questo è vero senza dubbio. Tuttavia i popoli cristiani usano celebrare la solennità della chiesa matrice, poiché sanno che è proprio in essa che sono rinati spiritualmente.
Per la prima nascita noi eravamo coppe dell’ira di Dio; la seconda nascita ci ha resi calici del suo amore misericordioso. La prima nascita ci ha portati alla morte; la seconda ci ha richiamati alla vita. Prima del battesimo tutti noi eravamo, o carissimi, tempio del diavolo. Dopo il battesimo abbiamo meritato di diventare tempio di Cristo. Se rifletteremo un po’ più attentamente sulla salvezza della nostra anima, non avremo difficoltà a comprendere che siamo il vero e vivo tempio di Dio. «Dio non dimora in templi costruiti dalle mani dell’uomo» (At 17, 24), o in case fatte di legno e di pietra, ma soprattutto nell’anima creata a sua immagine per mano dello stesso Autore delle cose. Il grande apostolo Paolo ha detto: «Santo è il tempio di Dio che siete voi» (1 Cor 3, 17). Poiché Cristo con la sua venuta ha cacciato il diavolo dal nostro cuore per prepararsi un tempio dentro di noi, cerchiamo di fare, col suo aiuto, quanto è in nostro potere, perché questo tempio non abbia a subire alcun danno per le nostre cattive azioni. Chiunque si comporta male, fa ingiuria a Cristo. Prima che Cristo ci redimesse, come ho già detto, noi eravamo abitazione del diavolo. In seguito abbiamo meritato di diventare la casa di Dio, solo perché egli si è degnato di fare di noi la sua dimora.
Se dunque, o carissimi, vogliamo celebrare con gioia il giorno natalizio della nostra chiesa, non dobbiamo distruggere con le nostre opere cattive il tempio vivente di Dio. Parlerò in modo che tutti mi possano comprendere: tutte le volte che veniamo in chiesa, riordiniamo le nostre anime così come vorremmo trovare il tempio di Dio. Vuoi trovare una basilica tutta splendente? Non macchiare la tua anima con le sozzure del peccato. Se tu vuoi che la basilica sia piena di luce, ricordati che anche Dio vuole che nella tua anima non vi siano tenebre. Fa’ piuttosto in modo che in essa, come dice il Signore, risplenda la luce delle opere buone, perché sia glorificato colui che sta nei cieli. Come tu entri in questa chiesa, così Dio vuole entrare nella tua anima. Lo ha affermato egli stesso quando ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò (cfr. Lv 26, 11. 12).

Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo
(Disc. 229, 1-3; CCL 104, 905-908)



Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.



Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù


Signore Gesù Cristo, che ti sei rivelato come infinito amore e misericordia, accogli l’atto di riparazione di noi poveri peccatori contro tutte le bestemmie, le profanazioni eucaristiche, le offese al tuo divino Amore e all’amore fraterno.
Con questa preghiera ci consacriamo e ci abbandoniamo alla tua santa volontà, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in tutte le situazioni della vita e riponiamo con piena fiducia, nel tuo Sacratissimo Cuore tutte le nostre attese e speranze per essere graditi al Padre Celeste e così ottenere tutte le grazie materiali e spirituali necessarie alla nostra eterna salvezza, nella gioiosa comunione dei santi.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2017

"Cari figli, guardandovi radunati intorno a Me, la vostra Madre, vedo molte anime pure, molti miei figli che cercano l’amore e la consolazione che però nessuno gli offre. Vedo anche coloro che fanno del male: perché non hanno un buon esempio, perché non hanno conosciuto mio Figlio, il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure, la forza che regge questo mondo. I peccati sono molti, però c’è anche l’amore! Mio Figlio vi manda a Me, la madre, affinché vi insegni ad amare ed affinché comprendiate che siete tutti fratelli. Lui desidera aiutarvi. Apostoli del mio amore, basta un vivo desiderio della fede e dell’amore perché mio Figlio vi accetti: però dovete essere degni, avere buona volontà e cuori aperti. Mio Figlio entra nei cuori aperti. Io, come Madre, desidero che conosciate di più mio Figlio, Dio nato da Dio, cosicché comprendiate la grandezza del Suo amore di cui avete così tanto bisogno. Lui ha preso su di sé i vostri peccati, ha ottenuto la redenzione per voi ed in cambio ha chiesto di amarvi gli uni con gli altri. Mio Figlio è amore. Lui ama tutti gli uomini senza distinzione, uomini di tutti i paesi e di tutti i popoli. Se vivreste, figli miei, l’amore di mio Figlio, il Suo regno sarebbe già sulla terra, perciò apostoli del mio amore pregate, pregate affinché mio Figlio ed il Suo amore siano più vicini, per poter essere esempio d’amore e poter aiutare tutti coloro che non Lo hanno ancora conosciuto. Non dimenticate mai che mio Figlio, unico e trino, vi ama. Pregate ed amate i vostri pastori. Vi ringrazio".

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio, pur riprendendo alcune idee già trattate, offre degli elementi nuovi e sorprendenti. Anzitutto viene messo in rilievo il fatto che Maria vede i suoi figli nelle loro varie condizioni, mostrando per essi una materna dilezione. Il secondo aspetto notevole sta nell’invito di Maria a conoscere sempre più a fondo il Figlio suo, facendo capire che il suo compito è propriamente quello di condurre a Cristo. Infine appare un’infinita sinfonia che si apre con una solenne melodiosa affermazione: mio Figlio è amore.

1. Maria vede i suoi figli. Lo sguardo vigile e premuroso della Madre che ci guarda uno ad uno con estrema attenzione e affetto procura una tenerezza materna nei nostri cuori e li apre alla filiale confidenza e abbandono. Da una parte vede la disponibilità e l’apertura dei cuori in molti suoi figli: “Cari figli, guardandovi radunati attorno a me, la vostra Madre, vedo molte anime pure, molti miei figli che cercano l’amore e la consolazione che però nessuno offre loro”. Ma dall’altra parte vede anche coloro che ancora sono lontani e immersi nel dolore e nella disperazione: “Vedo anche coloro che fanno del male: perché non hanno un buon esempio, perché non hanno conosciuto mio Figlio, il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure, la forza che regge questo mondo. I peccati sono molti, però c’è anche l’amore!”. Sono constatazioni amare e realiste, che vanno accolte e meditate. Esse donano sempre uno slancio per vedere oltre le apparenze e contemplare quel valore che soggiace ad ogni evento ed è l’amore. Per questo il Figlio invia sua Madre per farci riscoprire la bellezza e il fascino di questo Amore infinito: “Mio Figlio vi manda a me, la Madre, affinché vi insegni ad amare e affinché comprendiate che siete tutti fratelli. Lui desidera aiutarvi”. Si stabilisce un rapporto vitale tra la Madre, che vede i suoi figli bisognosi, e suo Figlio, che costituisce la fonte dell’amore e la salvezza dei suoi figli. Attenzione! Al centro del cuore materno di Maria ci siamo noi e al centro del cuore di suo Figlio ci siamo ugualmente noi, perché “Lui desidera aiutarvi”. Siamo avvolti totalmente dall’amore della Madre e del Figlio. In mezzo a tanto spessore di amore, come possiamo rimanere indifferenti e non vibrare di contentezza e di felicità? Ogni volta Maria intende farci riconoscere e rivivere questo Amore per farcelo assaporare fino in fondo. A noi la sensibilità e disponibilità ad accoglierlo. Allora veramente la vita acquista un colore e un sapore diverso, non più mortificata e avvilita, ma luminosa e gioiosa, fiduciosa nella Madre e nel Figlio suo.

2. Maria conduce a Cristo. Ancora una volta Ella ci fa riflettere per capire come sia semplice e facile andare verso Gesù ed essere avvolti e coinvolti nel suo amore: “Apostoli del mio amore, basta un vivo desiderio della fede e dell’amore perché mio Figlio vi accetti: però dovete essere degni, avere buona volontà e cuori aperti”. Il Figlio ci accetta e accoglie tra le sue braccia per renderci sereni e beati, ma occorre che noi prestiamo il nostro contributo, aprendo il cuore e la volontà per lasciarci penetrare dall’amore di Gesù, che entra dentro di noi e ci purifica, ci rinnova, ci rende creature luminose e ricche di amore. L’importante è che noi conosciamo sempre più profondamente la figura di Gesù, il suo nobile animo, la sua delicatezza e la sua generosità nei nostri confronti: “Mio Figlio entra nei cuori aperti. Io, come Madre, desidero che conosciate di più mio Figlio, Dio nato da Dio, cosicché comprendiate la grandezza del suo amore di cui avete così tanto bisogno”. Per convincerci più a fondo, Ella rivela il mistero profondo dell’espiazione di suo Figlio: “Lui ha preso su di sé i vostri peccati, ha ottenuto la redenzione per voi e in cambio ha chiesto di amarvi gli uni con gli altri”. Gesù ci ha liberati dai nostri peccati e sofferenze, perché se le è addossate Lui sulle sue spalle e ci ha alleggeriti. Quale stupore e gratitudine a tanta squisita benevolenza! Se lasciamo passare e vivere in noi l’amore di Gesù, quest’amore si riversa verso i nostri fratelli e su tutte le creature umane, affinché tutti e ciascuno possano assaporare e gustare quell’amore che ci risana e dona leggerezza e tanta pace nel cuore.

3. Mio Figlio è amore. Questa solenne e luminosa affermazione ha un valore immenso, perché ci porta al centro della nostra fede cristiana. Si tratta propriamente della verità essenziale del cristianesimo: Dio è amore. Se potessimo comprende a fondo il senso e il valore di questa frase, saremmo immersi in un oceano di luce e di gioia. In essa è contenuto il segreto di ogni esistenza umana che voglia raggiungere la pienezza della vita e della felicità. Purtroppo il nostro intelletto e il nostro cuore sono molto piccoli e incapaci di arrivare a tanta profondità. Tuttavia la Vergine ci conforta e ci invita a confidare in Gesù stesso, di aprire gli occhi e l’animo con la sua grazia, affinché possa dilatarsi fino a comprendere, sebbene in modo incompleto, la bellezza e la grandezza di quella frase: “Mio Figlio è amore. Lui ama tutti gli uomini senza distinzione, uomini di tutti i paesi e di tutti i popoli”.

Se lasciamo albergare dentro di noi l’amore infinito di Gesù, la nostra vita sulla terra sarebbe un’anticipazione della felicità eterna: “Se vivreste, figli miei, l’amore di mio Figlio, il suo regno sarebbe già sulla terra; perciò apostoli del mio amore pregate, pregare, affinché mio Figlio e il suo amore siano più vicini, per poter essere esempio di amore e poter aiutare tutti coloro che non lo hanno ancora conosciuto”. Il fascio dell’amore divino, acceso nei nostri cuori, diventa fonte di diffusione di quello stesso amore verso l’umanità, che ha estremo bisogno di salvezza e pace. In tal modo si apre la via all’apostolato per essere, anche noi come Lui, testimoni e apostoli dell’amore di Dio nel mondo, affinché tutti possano accoglierlo e viverlo. Allora il mondo acquisterebbe una luce nuova e una esistenza nuova, non più sotto l’angoscia e il tormento, ma nella serenità e nella quiete dello Spirito.

La Vergine aggiunge una frase molto significativa: “Non dimenticate mai che mio Figlio, unico e trino, vi ama”. Rivela in tal modo il mistero trinitario, in cui il Figlio è l’Unigenito del Padre, vivendo con lui in un solo Spirito di amore che è lo Spirito Santo. Per questa ragione è detto che Gesù è unico, in quanto Figlio, ma è trino in quanto vive accanto al Padre e allo Spirito Santo, un solo Dio in tre persone. Come si vede Maria può essere chiamata anche una esperta in teologia, nel senso che conosce perfettamente il mistero sconfinato di Dio, il Dio di amore e di beatitudine.

O Vergine Madre, ancora una volta il nostro animo si apre verso il tuo Cuore Immacolato e ne percepisce i battiti materni, colmi di amore verso di noi. Ti chiediamo umilmente di essere irrorati, vivificati dal tuo amore per Gesù, affinché anche il nostro piccolo cuore possa battere in sintonia con il tuo e farsi partecipe dei battiti di amore del Cuore stesso di tuo Figlio. In tal modo ci sarebbe una perfetta sintonia tra il tuo Cuore e il nostro cuore con il Cuore di Cristo. Una meravigliosa sinfonia di comunione! Liberaci dalla nostra durezza e chiusura d’animo, perché possiamo essere disposti ad accogliere tale amore, a farlo calare dentro di noi in tutte le particelle della nostra persona, per diventare fiaccole risplendenti di amore in questo mondo così tenebroso e privo di fiducia e di fede. O Maria, ci affidiamo e ci immergiamo nel tuo Cuore Immacolato che trionferà su tutta la faccia della terra, a gloria e onore del tuo Figlio amatissimo, Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.




Messaggio a Marija del 25 ottobre 2017

"Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito ad essere preghiera. Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini. I santi vi siano modello ed esortazione alla santità. Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati con la ricerca e la conversione personale. La fede sarà per voi speranza e la gioia regnerà nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio riprende il concetto dell’essere e diventare preghiera, che abbiamo già considerato nei messaggi precedenti. Oggi si affacciano tre situazioni concrete: una è quella delle tribolazioni terrene, l’altra è l’imitazione dei Santi alla vigilia della loro festa, la terza è la vicinanza di Dio nella vita cristiana. Sono tre aspetti che si collegano assieme e si intrecciano per formare un quadro stupendo del nostro cammino spirituale.
La Vergine prende l’avvio dalle situazioni umane dolorose e angoscianti: “Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini”. Tali situazioni le sperimentiamo giornalmente tutti noi. L’importante è capire che esse non provengono da Dio, ma sono date dalla finitezza umana e dalla sua cattiveria, cioè dai nostri peccati e dalle insidie diaboliche. Davanti ad esse non dobbiamo cadere in depressione e angoscia o in agitazione e nervosismo o, peggio ancora, nella disperazione di non poterle superare o nella rabbia che ci attanaglia il cuore. Ma come affrontare e risolvere momenti di sofferenza fisica o psichica o spirituale così forti e duraturi?
Maria ci indica molto bene la strada da percorrere per non essere schiacciati, ma andare avanti e sconfiggere le avversità: “I Santi vi siano di modello ed esortazione alla santità”. Abbiamo fratelli e sorelle della nostra stessa stirpe umana, i quali hanno attraversato uguali tribolazioni, ma ne sono usciti purificati e santificati. Come hanno fatto? Si sono affidati a Dio e messi nelle sue mani, con la certezza che la potenza divina è più forte di ogni malvagità umana e satanica. Allora, sorretti dalla fede piena e dalla speranza certa, oltrepassiamo le sciagure con l’ottimo risultato di aver guadagnato il premio divino del paradiso. In fondo ciò che conta è propriamente raggiungere la beatitudine della vita eterna. Non vi è altro passaggio che quello di Cristo stesso: attraverso la passione e crocifissione ottenere la gloria e la gioia perenne della risurrezione dalla morte e della vita immortale. Questa è la strada maestra che non dobbiamo dimenticare, ma riflettervi e accogliere la partecipazione all’Amore che scende dal cielo nei nostri piccoli cuori per rafforzarli e irrorarli di vita.
Ne deriva che, seguendo le orme dei Santi che ci hanno preceduto nel segno della fede intrepida e dell’amore generoso, noi possiamo averne la consapevolezza e sentirne la gioia di essere avvolti dalla gloria divina e dalla felicità che ne promana: “Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati con la ricerca e la conversione personale”. Quali soavi e toccanti parole! Il Signore è con noi, accanto a noi ma anche dentro di noi, quando riceviamo la santa comunione eucaristica quale cibo di gradito sapore. Se siamo avvinti a Dio, nulla ci può separare dal suo amore e dalla sua grazia, soprattutto nelle circostanze più difficili.
Tutto si poggia, si rafforza e trionfa con il nostro personale impegno di vivere con Gesù, per Gesù e in Gesù sotto la potente ardente azione dello Spirito Santo. Si tratta della “conversione personale”, cioè del nostro essere, vivere, pensare, amare e agire sempre e ovunque in compagnia del Signore nostro Padre misericordioso e giusto, assieme al Figlio suo Gesù Cristo nostro salvatore e con lo Spirito Santo che ci ricolma d’amore. Allora la vita cristiana diventa un solerte e gaudioso cammino verso la meta ultima: “La fede sarà per voi speranza”. Ed è vero che la fede, giunta alla conversione e adesione a Dio, attua la felice conclusione: “La gioia regnerà nei vostri cuori”.

Cara Madre, sei meravigliosa nel farci innamorare di Gesù. Che cosa possiamo desiderare di più bello e prezioso di queste parole soavi e luminose?






* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


Lo SPIRITO SANTO
persona e missione

«A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo» (dall'Introduzione).
Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali.
Uno riguarda la Persona o l'identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all'interrogativo: «Chi è lo Spirito Santo?».
La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: «Che cosa fa lo Spirito Santo?».
Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.

NB: Chi desidera acquistare il testo può richiederlo direttamente alle Edizioni Deoniane Bologna oppure nella librerie cattoliche facendolo anche ordinare



PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...



   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.







O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!