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Gentili visitatori,

è giunto il Natale del Verbo Incarnato e abbiamo contemplato il suo volto di Unigenito dal Padre pieno di grazia e verità. Che gioia profonda, che stupenda contemplazione! Siamo stati rapiti, come i pastori, da questo spettacolo unico e indicibile: un Bambino avvolto in fasce e giacente nella mangiatoia con Maria sua madre e Giuseppe. Quel Bambino manifesta una realtà celestiale, non solo la sua carne umana simile in tutto alla nostra, eccetto il peccato, ma anche la luce che irraggia da Lui, come molti pittori lo hanno sapientemente riprodotto. Ha qualcosa che oltrepassa il dato terreno e origina un orizzonte su una vasta visione soprannaturale e divina. D’altronde l’arcangelo Gabriele lo aveva preannunziato a Maria e l’angelo del Signore ripete il lieto annuncio di gioia ai pastori. Si vede un Bambino, ma è il Messia, discendente di Davide, il Salvatore e Redentore del suo popolo , Il Figlio di Dio l’Altissimo. Parole chiare e luminose che fanno luce proprio su quel Bambino e ne offrono una contemplazione di infinita grandezza e bellezza. Quella visione, quel sapore di cielo, quella luce, pur nella semplicità del luogo e delle situazioni, aprono uno squarcio agli occhi della nostra fede per adorarlo, inneggiarlo, conoscerlo e amarlo sopra ogni cosa, quel Bambino che ci porta la salvezza piena ed eterna, la liberazione dalla schiavitù del peccato e della morte, del male e della cattiveria. Ci trasforma a sua immagine e in figli di Dio, irrorati dallo Spirito Santo e viventi di una vita totalmente nuova, lucente e rigenerante. A noi spetta saperlo accogliere e farne il centro, il sostegno e lo scopo del nostro esistere, vivere, amare e credere, per essere partecipi della sua gloria di Unigenito dal Padre. A lui l’onore e la gloria assieme al Padre e allo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Anche a te, o Maria, il nostro grazie per la tua disponibilità di esserne la Madre e Vergine, cioè lo strumento consapevole e docile al divino volere. Tu ce lo hai donato e ce lo hai mostrato nella mangiatoia. Nella luce di Gesù e di Maria gli auguri più vivi per un felice anno nuovo, portatore della sua gloria ed del suo amore sconfinato. Per questa ragione proponiamo alcune riflessioni sul mistero del Natale di Cristo, raccolte dai Padri della Chiesa, ma sempre espressioni vive di riflessione e di attualizzazione anche per noi.



Dalle «Omelie» attribuite a san Macario, vescovo


(Om. 28; PG 34, 710-711)

L'anima che non è dimora di Cristo è infelice

Una volta Dio, adirato contro i Giudei, diede Gerusalemme in balia dei loro nemici. Così caddero proprio sotto il dominio di coloro che essi odiavano e si trovarono nell'impossibilità di celebrare i giorni festivi e di offrire sacrifici. Nello stesso modo, Dio, adirato contro un'anima che trasgredisce i suoi precetti, la consegna ai suoi nemici, i quali, dopo averla indotta a fare il male, la devastano completamente. Una casa, non più abitata dal padrone, rimane chiusa e oscura, cadendo in abbandono; di conseguenza si riempie di polvere e di sporcizia. Nella stessa condizione è l'anima che rimane priva del suo Signore. Prima tutta luminosa della sua presenza e del giubilo degli angeli, poi si immerge nelle tenebre del peccato, di sentimenti iniqui e di ogni cattiveria.
Povera quella strada che non è percorsa da alcuno e non è rallegrata da alcuna voce d'uomo! Essa finisce per essere il ritrovo preferito di ogni genere di bestie. Povera quell'anima in cui non cammina il Signore, che con la sua voce ne allontani le bestie spirituali della malvagità! Guai alla terra priva del contadino che la lavori! Guai alla nave senza timoniere! Sbattuta dai marosi e travolta dalla tempesta, andrà in rovina.
Guai all'anima che non ha in sè il vero timoniere, Cristo! Avvolta dalle tenebre di un mare agitato e sbattuta dalle onde degli affetti malsani, sconquassata dagli spiriti maligni come da un uragano invernale, andrà miseramente in rovina.
Guai all'anima priva di Cristo, l'unico che possa coltivarla diligentemente perché produca i buoni frutti dello Spirito! Infatti, una volta abbandonata, sarà tutta invasa da spine e rovi e, invece di produrre frutti, finirà nel fuoco. Guai a quell'anima che non avrà Cristo in sè! Lasciata sola, comincerà ad essere terreno fertile di inclinazioni malsane e finirà per diventare una sentina di vizi.
Il contadino, quando si accinge a lavorare la terra, sceglie gli strumenti più adatti e veste anche l'abito più acconcio al genere di lavoro. Così Cristo, re dei cieli e vero agricoltore, venendo verso l'umanità, devastata dal peccato, prese un corpo umano, e, portando la croce come strumento di lavoro, dissodò l'anima arida e incolta, ne strappò via le spine e i rovi degli spiriti malvagi, divelse il loglio del male e gettò al fuoco tutta la paglia dei peccati. La lavorò così col legno della croce e piantò in lei il giardino amenissimo dello Spirito. Esso produce ogni genere di frutti soavi e squisiti per Dio, che ne è il padrone.


Dai «500 Capitoli» di san Massimo il Confessore, abate


(Centuria 1, 8-13; PG 90, 1182-1186)

Mistero sempre nuovo

Il Verbo di Dio fu generato secondo la carne una volta per tutte. Ora, per la sua benignità verso l’uomo, desidera ardentemente di nascere secondo lo spirito in coloro che lo vogliono e diviene bambino che cresce con il crescere delle loro virtù. Si manifesta in quella misura di cui sa che è capace chi lo riceve. Non restringe la visuale immensa della sua grandezza per invidia e gelosia, ma saggia, quasi misurandola, la capacità di coloro che desiderano vederlo. Così il Verbo di Dio, pur manifestandosi nella misura di coloro che ne sono partecipi, rimane tuttavia sempre imperscrutabile a tutti, data l’elevatezza del mistero. Per questa ragione l’Apostolo di Dio, considerando con sapienza la portata del mistero, dice: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!» (Eb 13, 8), intendendo dire in tal modo che il mistero è sempre nuovo e non invecchia mai per la comprensione di nessuna mente umana.
Cristo Dio nasce e si fa uomo, prendendo un corpo dotato di un’anima intelligente, lui, che aveva concesso alle cose di uscire dal nulla. Dall’oriente una stella che brilla in pieno giorno guida i magi verso il luogo dove il Verbo ha preso carne, per dimostrare misticamente che il Verbo, contenuto nella legge e nei profeti, supera ogni conoscenza dei sensi e conduce le genti alla suprema luce della conoscenza.
Infatti la parola della legge e dei profeti, a guisa di stella, rettamente intesa, conduce a riconoscere il Verbo incarnato in coloro che in virtù della grazia sono stati chiamati secondo il beneplacito divino.
Dio si fa perfetto uomo, non cambiando nulla di quanto è proprio della natura umana, tolto, si intende, il peccato, che del resto non le appartiene. Si fa uomo per provocare il dragone infernale avido e impaziente di divorare la sua preda, cioè l’umanità del Cristo. Cristo, in effetti, gli dà in pasto la sua carne. Quella carne però doveva tramutarsi per il diavolo in veleno. La carne abbatteva totalmente il mostro con la potenza della divinità che in essa si celava. Per la natura umana, invece, sarebbe stata il rimedio, perché l’avrebbe riportata alla grazia originale con la forza della divinità in essa presente.
Come infatti il dragone, avendo istillato il suo veleno nell’albero della scienza, aveva rovinato il genere umano, facendoglielo gustare, così il medesimo, presumendo divorare la carne del Signore, fu rovinato e spodestato per la potenza della divinità che era in essa.
Ma il grande mistero dell’incarnazione divina rimane pur sempre un mistero. In effetti come può il Verbo, che con la sua persona è essenzialmente nella carne, essere al tempo stesso come persona ed essenzialmente tutto nel Padre? Così come può lo stesso Verbo, totalmente Dio per natura, diventare totalmente uomo per natura? E questo senza abdicare per niente né alla natura divina, per cui è Dio, né alla nostra, per cui è divenuto uomo?
Soltanto la fede arriva a questi misteri, essa che è la sostanza e la base di quelle cose che superano ogni comprensione della mente umana.


Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d’Assisi


(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)

Dobbiamo essere semplici, umili e puri

Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima Madre, la povertà.
All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).
Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorioso, dato a noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio sangue come sacrificio e vittima sull’altare della croce. Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì invece per i nostri peccati, lasciandoci l’esempio perché seguissimo le sue orme (cfr. 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.
O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3, 8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.
Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.




Protesta all’Angelo Custode di S. Carlo Borromeo (1538-1584)



Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Io N., miserabile peccatore, protesto in vostra presenza o Santo Angelo di Dio, mio fedele custode:
1. Che voglio morire nella sola vera Fede che insegna la Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana, nella quale sono morti tutti i Santi e fuor della quale non c’è salvezza.
2. Protesto ancora, o mio santo Angelo, che, aiutato e sostenuto dalla vostra protezione, voglio lasciare questa vita animato da una grande confidenza nella misericordia di Dio, malgrado la moltitudine e la gravità dei miei peccati, credendo fermamente che una sola goccia del Sangue preziosissimo di Nostro Signore basti a cancellare non solo i miei peccati, ma quelli del mondo intero.
3. Protesto parimenti, o beato Angelo, di avere un gran desiderio, nonostante l’enormità dei miei crimini, di partecipare ai meriti infiniti di nostro Signore Gesù Cristo, la cui tenerezza e misericordia non rigettano mai nessuno. Oh, come vorrei non aver mai offeso il mio Dio! Io lo amo al di sopra di tutto e desidero amarLo sempre più. Mi pento di tutto cuore, perdono volentieri a tutti coloro che mi hanno contristato e getto tutti i miei peccati nel Cuore adorabile di Gesù, affinché Egli si degni di cancellarli per sempre.
4. Vi scongiuro, altresì, o mio fedele Custode, di supplicare in mio favore la divina misericordia, affinché si degni di ricevermi nel numero di quei Beati che ha predestinati da tutta l’eternità e che sono già nella Sua gloria. E protesto ancora che, per ottenere una grazia così preziosa dall’infinta bontà di Dio, sono pronto a soffrire non solo tutte le pene di questa miserabile vita, ma ancora tutte quelle del purgatorio, fino al giorno del giudizio universale.
5. Infine, o mio amatissimo e sapientissimo Custode, protesto di costituirvi come esecutore delle mie ultime volontà.
Ottenetemi, ve ne prego, dal mio Dio queste ultime tre grazie: la prima, che non esca da questa vita senza aver ricevuto degnamente i Sacramenti della Chiesa; la seconda, che Nostro Signore Gesù Cristo si degni di addolcire e calmare i dolori della mia anima con una di quelle lacrime e di quei sospiri che Egli ha emesso sulla croce; e che la sua dolcissima Madre, abbassando su di me uno di quei teneri sguardi che ai piedi della croce Ella rivolgeva al suo diletto Figlio morente, si degni di ammettermi nel numero di coloro che, sotto la sua protezione, ottengono l’eterna ricompensa nel giorno del giudizio; la terza, infine, è che voi, mio santo Angelo e fedele Custode, vi degniate di soccorrermi nell’ultima ora in cui la mia anima si separerà dal corpo, e che mi rendiate propizio Gesù Cristo mio giudice, il cui Cuore sulla croce ardeva dal desiderio bruciante di salvare i poveri peccatori.
Custodite, dunque, la mia anima che vi è stata affidata, o mio tenerissimo Custode, e quando lascerà la prigione del suo corpo, degnatevi di rimetterla nelle mani del Suo Creatore e Redentore, affinché con Voi e con tutti i Santi del Cielo possa gioire della Sua presenza, amarLo perfettamente e possederLo pienamente per tutta l’eternità. Così sia.


Tu ci sei necessario o Cristo (Beato Paolo VI)


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario: per vivere in comunione con Dio Padre; per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi; per essere rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione, e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio–con–noi, per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità, lungo il cammino della nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli. Amen.



Preghiera a Maria e Giuseppe davanti al presepio


O Maria e Giuseppe, insegnateci a entrare spiritualmente nella vostra umile casa.
Fateci comprendere che cosa significhi crescere alla scuola delle vostre virtù, vivere nel mondo ma senza essere del mondo.
Insegnateci a pregare e a lavorare con impegno, a cercare il silenzio interiore e la docile sottomissione alla volontà di Dio.
Uniteci alla vostra lode nell’adorazione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.


Dono di sé al Sacro Cuore


Preghiera: dono di sé al Sacro Cuore

O Gesù, mio Dio e mio Salvatore,
nell’infinita tua carità ti sei fatto mio fratello
e sei morto per me sulla croce;

Tu che ti sei donato a me nell’eucaristia,
e mi hai mostrato il tuo Cuore,
guarda mi con i tuoi occhi misericordiosi
e avvolgimi nel fuoco della tua carità.

Io credo nel tuo amore per me
e ripongo in Te tutta la mia speranza.
Sono consapevole delle mie infedeltà
e delle mie colpe, e domando
umilmente il tuo perdono.

A te dono e consacro la mia persona
e tutto ciò che mi appartiene,
perché Tu disponga di me
come meglio credi per la gloria di Dio.

Da parte mia prometto di accettare
ogni tua disposizione e di adeguare
ogni mia azione alla tua volontà.

Cuore divino di Gesù, vivi e regna in me
e in tutti i cuori, nel tempo e nell’eternità.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 dicembre 2018

“Cari figli, quando venite a me come Madre con cuore puro e aperto, sappiate che vi ascolto, vi incoraggio, vi consolo e soprattutto intercedo per voi presso mio Figlio. So che volete avere una fede forte ed esprimerla nel modo giusto. Quello che mio Figlio vi chiede è una fede sincera, forte e profonda. Allora ogni modo in cui la esprimete è valido. La fede è un meraviglioso mistero che si custodisce nel cuore. Essa sta tra il Padre Celeste e tutti i suoi figli. La si riconosce dai frutti e dall’amore che si ha verso tutte le creature di Dio. Apostoli del mio amore, figli miei, abbiate fiducia in mio Figlio! Aiutate a far sì che tutti i miei figli conoscano il suo amore. Voi siete la mia speranza, voi che cercate di amare sinceramente mio Figlio. In nome dell’amore, per la vostra salvezza, secondo la volontà del Padre Celeste e per mezzo di mio Figlio, sono qui in mezzo a voi. Apostoli del mio amore, con la preghiera ed il sacrificio i vostri cuori siano illuminati dall’amore e dalla luce di mio Figlio. Quella luce e quell’amore illumini tutti coloro che incontrate e li riporti a mio Figlio! Io sono con voi. In modo particolare sono con i vostri pastori: col mio amore materno li illumino e li incoraggio, affinché, con le mani benedette da mio Figlio, benedicano il mondo intero. Vi ringrazio!”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio, ben articolato, comprende un saluto iniziale incoraggiante da parte della Madonna; poi un primo aspetto che sottolinea il senso vero e profondo della fede; cui fa seguito un secondo aspetto che riguarda la missione specifica degli apostoli del suo amore con la preghiera e il sacrificio intessuti di amore; vi è alla fine un saluto e un interessamento materno per i pastori.

1. Saluto iniziale di incoraggiamento. La Vergine indica, ancora una volta con costante sollecitudine, il suo grande amore materno, che ci accoglie ogni volta che accorriamo a Lei con sinceri sentimenti di devozione filiale e disponibilità d’animo: “Cari figli, quando venite a me come Madre con cuore puro e aperto, sappiate che vi ascolto, vi incoraggio, vi consolo e soprattutto intercedo per voi presso mio Figlio”. Ella specifica ed enumera le azioni di soccorso nei nostri confronti: anzitutto si pone in atteggiamento di “ascolto”, cioè di attenzione a quanto noi le diciamo, le rivolgiamo le nostre confidenze e facciamo i nostri sfoghi interiori. E questo mi sembra un fatto di grande valore, perché oggi ci lamentiamo che nessuno ha tempo per ascoltarci, tutti vanno di fretta, alle volte anche i sacerdoti e i confessori. Poi accenna che Ella ci “incoraggia”, conoscendo le nostre debolezze e i nostri limiti psicologici, come capita quando perdiamo la pazienza oppure la speranza oppure lo slancio di camminare nella via del bene e del vero. All’incoraggiamento si accompagna “la consolazione”, nel senso che Ella ci dona sostegno e conforto, condividendo le nostre sofferenze e angosce, alle volte pesanti e opprimenti sia con la sua vicinanza spirituale sia con le sue luci e con la stessa guarigione, soprattutto con il sollievo fisico e psichico. Di questi suoi interventi tutti abbiamo estremo bisogno e ne dovremmo percepire i favorevoli vantaggi. Ella ci assicura che è sempre pronta a porgerci la mano forte e soave, a rivolgere la sua “intercessione presso il Figlio”, cioè le sue preghiere al Signore per ottenere a noi gli aiuti della divina grazia nelle situazioni più complesse e difficili.

Questo saluto veramente ci apre un luminoso e salutare squarcio del suo Cuore Immacolato, di cui non dobbiamo mai dimenticarci, ma renderci conto che Ella è lì, in attesa di incontrarci. Purtroppo, spesse volte noi ricorriamo ad altri appoggi umani, che non sono sufficienti a risanare le ferite dei nostri turbamenti. Lo dice con forza: “sappiate”, cioè siate certi che io vi aspetto sempre a braccia aperte e soprattutto con tanto amore.

2. Il senso vero e profondo della fede. Dopo il saluto iniziale, la Vergine si addentra in una riflessione di altissimo valore circa la fede forte e costante: “So che volete avere una fede forte ed esprimerla nel modo giusto. Quello che mio Figlio vi chiede è una fede sincera, forte e profonda. Allora ogni modo in cui la esprimete è valido”. Qui si tratta di capire cosa intenda Maria con le tre qualità della fede: sincera, forte e profonda. Anzitutto la fede ci richiama ad un affidamento totale e incondizionato, che deve possedere la prima caratteristica di “sincerità”, in quanto sgorga dall’interiorità del nostro essere e ci avvolge in tutte le situazioni, belle e brutte. Non basta aver fede in alcuni momenti o circostanze particolari, ma essa coinvolge tutta la nostra vita dal mattino alla sera e dalla sera al mattino, con il continuo riferimento a Lui, il nostro Dio e Salvatore. Alla sincerità segue la “forza”: una fede è forte, quando resta salda e stabile ovunque e sempre, come una casa costruita sulla roccia che non crolla davanti ai venti impetuosi o alle bufere sconvolgenti, perché è saldamente piantata in Cristo. Ciò significa che la fede stabile abbraccia con slancio e amore la croce di ogni giorno come anche le consolazioni, i rapporti sociali, le situazioni familiari, i dubbi spirituali, le sconfitte e le vittorie. Insieme non si lascia travolgere dalle cattive insinuazioni, dagli influssi della mondanità e dagli errori o apostasie sulla dottrina della Chiesa. In terzo luogo, la fede deve possedere la “profondità”, nel senso che non può rimanere in superficie su quanto pensa, ragiona e agisce. Non può svolazzare a destra e a sinistra come una farfalla volante da un fiore all’altro, cercando la vanità e l’autosoddisfazione. Piuttosto cerca di maturare nella crescita della fede e del comportamento morale, in maniera di non seguire tanto la moda passeggera ma la dottrina seria e sicura della Parola di Dio e della Chiesa. Da qui la necessità di approfondire le verità rivelate che danno consistenza e robustezza alle proprie convinzioni interiori, senza lasciarsi abbindolare da false suggestioni e ammaestramenti. Tutta la verità di Gesù deve radicarsi in noi e renderci intrepidi e coraggiosi in ogni circostanza. Solo se si possiede una tale fede, sincera, forte e profonda, è possibile e fruttuoso testimoniarla agli altri e infonderla in loro perché porti ai nostri familiari, amici e conoscenti la quiete dell’animo e la gioia di vivere.

Maria soggiunge, per chiarire ulteriormente che la fede è un tesoro da conservare e far maturare e fruttificare dentro di noi: “La fede è un meraviglioso tesoro che si custodisce nel cuore. Essa sta tra il Padre Celeste e tutti i suoi figli. La si riconosce dai frutti e dall’amore verso tutte le creature di Dio”. La fede costituisce il legame spirituale e reale tra noi e il Padre Celeste, come un essere e vivere da figli docili e generosi, abbandonati al suo amore infinito, protetti e sorretti dalle sue braccia potenti e benevole. Lasciamoci condurre e sostenere da Lui con immensa fiducia e confidenza che il Padre non può assolutamente trascurare i suoi figli diletti né tanto meno dimenticarsi di loro. Avvinti a Lui e sospinti dal suo Santo Spirito, possiamo portare frutti abbondanti di amore e di pace verso le sue creature umane che hanno bisogno del suo aiuto divino.

Infine, la Vergine si rivolge a noi, chiamandoci “apostoli e figli suoi”: “Apostoli del mio amore, figli miei, abbiate fiducia in mio Figlio! Aiutate a far sì che tutti i miei figli conoscano il suo amore”. Ella ci consegna un impegno meraviglioso e insieme faticoso, quello di essere condotti e condurre altri figli al Figlio suo Gesù, affinché sia conosciuto, amato, pregato, onorato, obbedito. Stupendo programma di ogni sincero e autentico cristiano, che è tale in forza propriamente di porsi alla sequela di Cristo Signore!

3. La preghiera e il sacrificio, imbevuti di amore. La Madre nostra ci chiama e convoca a sé come suoi apostoli dichiarando che siamo la sua speranza: “Voi siete la mia speranza, voi che cercate di amare sinceramente mio Figlio. In nome dell’amore, per la vostra salvezza, secondo la volontà del Padre Celeste e per mezzo di mio Figlio, sono qui in mezzo a voi”. Sono parole lusinghiere, ma oltremodo impegnative per noi, nel senso che possiamo essere la sua speranza, cioè Ella può contare su di noi, soltanto se siamo pieni di amore sincero per suo Figlio, che costituisce il tesoro, la perla preziosa, che Ella ci ha offerto con la nascita del Bambino a Betlemme e che tuttora ci invita ad accoglierlo e ad essere ricolmi del suo amore. Così noi diventiamo i suoi apostoli perché, come Lei, portiamo suo Figlio dentro di noi e nel mondo, affinché l’umanità possa accogliere il medesimo amore salvifico e diventare figli di Dio nella potenza dello Spirito Santo. In tal modo il circolo dell’amore si compie per mezzo di Maria: dal Padre l’amore è stato riversato nel Figlio incarnato e da questi a noi esseri umani attraverso lo Spirito Santo e da noi, resi figli, risale a Dio Padre per mezzo del Figlio redentore con la effusione dello Spirito Santo. Dal cielo alla terra e dalla terra al cielo tutto l’universo si colma dell’unico amore e dell’unica verità di salvezza e di beatitudine: “Apostoli del mio amore, con la preghiera e il sacrificio i vostri cuori siano illuminati dall’amore e dalla luce di mio Figlio. Quella luce e quell’amore illumini tutti coloro che incontrate e li riporti a mio Figlio”.

4. Il saluto finale per i pastori. La presenza di Maria assume un valore speciale per i pastori della Chiesa: “Io sono con voi. In modo particolare sono con i vostri pastori; col mio amore materno li illumino e li incoraggio, affinché, con le mani benedette da mio Figlio, benedicano il mondo intero”. Sante parole che ci infondono speranza e conforto. In effetti i sacerdoti e i vescovi hanno bisogno del suo appoggio materno, per essere guide illuminate e generose verso il popolo santo di Dio! E noi aggiungiamo la nostra preghiera, il nostro amore e disponibilità nei loro confronti, accogliendo in cambio la loro efficace benedizione nel nome e nella potenza di Cristo, sommo ed eterno Sacerdote.

O Vergine Maria, con le tue parole riempi il nostro animo di luce, calore e tanta speranza. Ne siamo bisognosi per i tempi difficili che viviamo. L’importante che le accogliamo e conserviamo nel nostro cuore per viverle ogni momento. Madre cara, ti ringraziamo per la tua sollecitudine materna e ci affidiamo tra le tue braccia e soprattutto ci rifugiamo nel tuo Cuore Immacolato, dove troviamo protezione, ristoro, guarigione e l’abbondanza del tuo amore. Vogliamo essere totalmente con il cuore aperto per lasciarci invadere da tale dolcissimo amore ed essere testimoni in mezzo ad una umanità lacerata e confusa, afflitta e dolente. Proprio questo tuo amore diventa la fiamma che porta luce e calore, diradando le tenebre e gli errori. A te, o Madre pia, tutta la nostra gratitudine e fiducia filiale. Amen




Messaggio a Marija del 25 novembre 2018

“Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest'attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Questo messaggio esprime il suo più profondo significato con quattro parole iniziali, tra loro collegate: grazia – preghiera – attesa – donazione:

“Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa”.

Si tratta di “grazia”, cioè di effusione di amore, di luce, di perdono, di forza, di vita, che viene da Dio e che, da parte nostra, deve corrispondere una “preghiera” viva e sentita, di intensa fede. D’altronde noi siamo “in attesa” della venuta di Gesù in questo tempo prezioso di Avvento e da parte di Dio vi è un’altrettanta “attesa” per la nostra disponibile risposta al suo disegno di salvezza. Inoltre, Egli attua una generosa “donazione” verso di noi, inviando il suo diletto Figlio in mezzo a noi, affinché anche noi “ci doniamo a Lui” in maniera totale, incondizionata e abbondante. Si stabilisce così una meravigliosa comunione tra Cielo e terra, tra Dio e noi sue povere creature. Questo è il senso più bello e fruttuoso del Natale: il Signore creatore e salvatore si abbassa fino al nostro misero livello, affinché noi ci innalziamo verso la sua santità infinita. Dio si è fatto carne, rimanendo perfetto Dio, perché noi potessimo divenire figli suoi a immagine del Figlio suo incarnato. Mirabile scambio di amore e di salvezza tra la sfera divina e la sfera umana, di cui la Vergine Maria ci invita a prendere coscienza in questo tempo di preparazione, per vivere un Natale autenticamente cristiano.

Subito dopo Ella ci suggerisce una piena apertura d’animo sia personale di ciascuno di noi sia delle nostre famiglie, in cui deve esserci l’attesa vigilante, orante e amante: “Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest’attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione”. Davanti a queste parole stimolanti non possiamo restare indifferenti, in particolare in questo periodo di Avvento, nel quale aspettiamo a cuore spalancato la nascita del nostro Redentore. Si sa che oggi si celebra un Natale molto materialistico, pensando ai regali e mettendo al centro il vecchio e barbuto babbo natale, che copre ogni altro aspetto spirituale e benefico. Mentre il Festeggiato, il Protagonista, Gesù il Cristo, il Verbo incarnato, resta emarginato, nascosto, privato di accoglienza, di amore e adorazione. Lui, il divino Bambino, che ci porta la salvezza, la vera pace, la redenzione dai nostri peccati e sofferenze, non viene considerato né apprezzato, come dice il vangelo: “Venne tra i suoi ma i suoi non lo hanno accolto”. Tocca a noi, figli e apostoli di Maria, renderci disponibili a rimettere Gesù al posto che gli compete e dare a Lui l’onore che gli è dovuto, l’amore grato e sincero, come hanno fatto i pastori, i magi e gli angeli osannanti sulla capanna di Betlemme. Naturalmente sua Madre ne rimane rattristata e si rivolge a noi per ravvivare la nostra fede e la piena adesione al suo amato e benedetto Figlio!

La conclusione del messaggio ci riempie di conforto e di gioia, in quanto la Vergine, che sta accanto a noi e ci guida e protegge, fa capire che vi sono numerosi frutti buoni, i quali si espandono nel mondo e portano pace, amore e tanta speranza nei cuori: “Io sono con voi, figlioli, e vi esorto a non rinunciare al bene, perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano”. E dinanzi a così grande bene, il maligno si scatena e insidia le anime per condurle fuori della preghiera e della vita cristiana. Vi è una lotta impetuosa ma noi dobbiamo rimanere saldi e forti con la grazia
divina e la materna intercessione di Maria, Madre di Dio e Madre nostra: “Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera”.

Grazie, o Maria, perché ci mostri così grande amore, protezione e conforto. Noi sappiamo che tu non ci abbandoni e per questo siamo sereni e fiduciosi figli tuoi. Amen.






* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


Lo SPIRITO SANTO
persona e missione

«A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo» (dall'Introduzione).
Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali.
Uno riguarda la Persona o l'identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all'interrogativo: «Chi è lo Spirito Santo?».
La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: «Che cosa fa lo Spirito Santo?».
Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.

NB: Chi desidera acquistare il testo può richiederlo direttamente alle Edizioni Deoniane Bologna oppure nella librerie cattoliche facendolo anche ordinare



PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...


   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.





Preghiera alla Santissima Trinità

O Trinità infinita,
cantiamo la tua gloria
in questo vespro, perché nel Cristo
Tu ci hai resi figli e i nostri cuori
sono la tua dimora.

Eterno, senza tempo, sorgente della vita,
che non muore, a Te la creazione
fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.

Noi Ti cantiamo, o Immenso,
in questo breve sabato del tempo
che annuncia il grande giorno senza sera
in cui vedremo Te, vivente luce.

A Te la nostra lode,
o Trinità dolcissima e beata,
che sempre sgorghi e sempre rifluisci
nel quieto mare del tuo stesso Amore.

Amen



O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!