Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        

Carissimi visitatori,

il tempo corre veloce. Abbiamo vissuto con gioia e fede viva il mistero del Natale di Gesù ma ora eccoci già alla prospettiva ormai imminente della quaresima quale preparazione al grande evento redentore della pasqua di Cristo, della sua morte e risurrezione. Va subito notato che se il tempo vola via frettolosamente e le faccende della vita quotidiana ci assorbono pesantemente, noi non possiamo esserne schiavi. Pertanto è necessario metterci in marcia, senza lasciarci superare da altri affari, per camminare veloci sulla strada dello Spirito di Dio che, come il vento, ci consente di volare e di avanzare intrepidi e gioiosi verso la pienezza dell’amore e della vita, là, dove Gesù, il nostro Salvatore amatissimo e dolcissimo, ci aspetta a braccia aperte per colmarci della sua grazia e della sua pace, della sua forza e della sua luce. Fissiamo lo sguardo verso di Lui, camminando giorno dopo giorno, sotto la mozione dello Spirito Santo, all’incontro beatificante e rigenerante con la fonte originaria che è Lui, proprio Lui Gesù il Cristo. Egli ci attende non solo alla fine del cammino, ma in ogni momento del nostro percorso, là dove, alle volte siamo affaticati e oppressi, doloranti e sfiduciati, al fine di sorreggerci sulle sue braccia e facilitare la marcia. Si, là nella nostra casa, nel luogo del lavoro, nelle piazze ma soprattutto nel tabernacolo, Gesù è pronto a consolarci, a irrorarci dell’acqua dissetante e fresca che ci rigenera e ci rincuora. Allora, carissimi, una sola cosa dobbiamo coltivare con accuratezza e gelosamente, quella di stare qualche momento, ogni giorno, accanto a Gesù che ci viene incontro per donarci il suo amore infinito. Questo l’augurio e la mia preghiera per accompagnarvi fraternamente e serenamente sulle strade della vita. Assieme ci facciamo coraggio e procediamo più speditamente.

Don Renzo



L’effusione dello Spirito Santo su tutti gli uomini


(Lib. 5, cap. 2; PG 73, 751-754)

Dal «Commento su san Giovanni» di san Cirillo d’Alessandria, vescovo

Quando colui che aveva dato vita all’universo decise, con un’opera veramente mirabile, di ricapitolare in Cristo tutte le cose e volle ricondurre la natura dell’uomo alla sua condizione primitiva di dignità, rivelò che gli avrebbe concesso in seguito, tra gli altri doni, anche lo Spirito Santo; non era infatti possibile che l’uomo tornasse altrimenti ad un possesso duraturo dei beni ricevuti.
Stabilisce dunque Dio il tempo della discesa in noi dello Spirito, ed è il tempo della venuta del Cri sto, che egli ci annunzia dicendo: In quei giorni, cioè nel tempo del Salvatore nostro, io effonderò il mio Spirito su ogni creatura (cfr. Gl 3, 1).
Quando dunque l’ora della splendida misericordia di Dio portò sulla terra tra noi il Figlio Unigenito nella natura umana, cioè un uomo nato da una donna secondo la predizione delle Sacre Scritture, colui che è Dio e Padre concesse di nuovo lo Spirito e lo ricevette per primo il Cristo, come primizia della natura umana totalmente rinnovata. Lo attesta Giovanni quando dichiara: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo e posarsi sopra di lui» (Gv 1, 32).
Cristo ricevette lo Spirito in quanto uomo e in quanto era conveniente per un uomo il riceverlo. Il Figlio di Dio, che fu generato dal Padre rimanendo a lui consostanziale e che esiste prima della sua nascita umana, anzi assolutamente prima del tempo, non si ritiene offeso che il Padre, dopo la sua nascita nella natura umana, gli dica: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato» (Sal 2, 7).
Il Padre afferma che colui che è Dio prima del tempo e da lui generato, viene generato oggi, volendo significare che nel Cristo accoglieva noi come suoi figli adottivi. Il Cristo infatti, poiché si è fatto uomo, ha assunto in sé tutta la natura umana. Il Padre ha il suo proprio Spirito e lo dà di nuovo al Figlio, perché anche noi lo riceviamo da lui come ricchezza e fonte di bene.
Per questo motivo egli ha voluto condividere la discendenza di Abramo, come si dice nella Scrittura, e in tutto si è fatto simile a noi suoi fratelli.
L’Unigenito Figlio non accoglie dunque per se stesso lo Spirito; infatti lo Spirito è lo Spirito del Figlio, ed è in lui, e viene dato per lui, come abbiamo già detto: ma poiché, fattosi uomo, il Figlio ebbe in sé tutta la natura umana, ha ricevuto lo Spirito per rinnovare l’uomo completamente e riportarlo alla sua prima grandezza.
Usando dunque la saggezza della ragione e appoggiandoci alle parole della Sacra Scrittura, comprendiamo che Cristo ebbe lo Spirito non per se stesso, ma per noi; ogni bene, infatti, viene a noi per mezzo di lui.


Il battesimo di Gesù


(Disc. 39 per il Battesimo del Signore, 14-16. 20; PG 36, 350-351. 354. 358-359)

Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo

Cristo nel battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria.
Giovanni dà il battesimo, Gesù si accosta a lui, forse per santificare colui dal quale viene battezzato nell’acqua, ma anche di certo per seppellire totalmente nelle acque il vecchio uomo. Santifica il Giordano prima di santificare noi e lo santifica per noi. E poiché era spirito e carne, santifica nello Spirito e nell’acqua.
Il Battista non accetta la richiesta, ma Gesù insiste.
Sono io che devo ricevere da te il battesimo (cfr. Mt 3, 14), così dice la lucerna al sole, la voce alla Parola, l’amico allo Sposo, colui che è il più grande tra i nati di donna a colui che è il primogenito di ogni creatura, colui che nel ventre della madre sussultò di gioia a colui che, ancora nascosto nel grembo materno, ricevette la sua adorazione, colui che precorreva, e che avrebbe ancora precorso, a colui che era già apparso e sarebbe nuovamente apparso a suo tempo.
«Io devo ricevere il battesimo da te» e, aggiungi pure, «in nome tuo». Sapeva infatti che avrebbe ricevuto il battesimo del martirio o che, come Pietro, sarebbe stato lavato non solo ai piedi.
Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo. Vede scindersi e aprirsi i cieli, quei cieli che Adamo aveva chiuso per sé e per tutta la sua discendenza, quei cieli preclusi e sbarrati, come il paradiso lo era per la spada fiammeggiante.
E lo Spirito testimonia la divinità del Cristo: si presenta simbolicamente sopra Colui che gli è del tutto uguale. Una voce proviene dalle profondità dei cieli, da quelle stesse profondità dalle quali proveniva Chi in quel momento riceveva la testimonianza.
Lo Spirito appare visibilmente come colomba e, in questo modo, onora anche il corpo divinizzato e quindi Dio. Non va dimenticato che molto tempo prima era stata pure una colomba quella che aveva annunziato la fine del diluvio.
Onoriamo dunque in questo giorno il battesimo di Cristo e celebriamo come è giusto questa festa.
Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell’uomo. Per l’uomo, infatti, sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati compiuti i misteri della rivelazione.
Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli, cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpidissima e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio, proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro Signore, al quale vadano gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.


La croce sia la tua gioia anche in tempo di persecuzione


(Catech. 13, 1. 3. 6. 23; PG 33, 771-774. 779. 799. 802)

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo.

Senza dubbio ogni azione di Cristo è fonte di gloria per la Chiesa cattolica; ma la croce è la gloria delle glorie. È proprio questo che diceva Paolo: Lungi da me il gloriarmi se non nella croce di Cristo (cfr. Gal 6, 14).
Fu certo una cosa straordinaria che quel povero cieco nato riacquistasse la vista presso la piscina di Sìloe: ma cos’è questo in paragone dei ciechi di tutto il mondo? Cosa eccezionale e fuori dell’ordine naturale che Lazzaro, morto da ben quattro giorni, ritornasse in vita. Ma questa fortuna toccò a lui e a lui soltanto. Che cosa è mai se pensiamo a tutti quelli che, sparsi nel mondo intero, erano morti per i peccati?
Stupendo fu il prodigio che moltiplicò i cinque pani fornendo il cibo a cinquemila uomini con l’abbondanza di una sorgente. Ma che cosa è questo miracolo quando pensiamo a tutti coloro che sulla faccia della terra erano tormentati dalla fame dell’ignoranza? Così pure fu degno di ammirazione il miracolo che in un attimo liberò dalla sua infermità quella donna che Satana aveva tenuta legata da ben diciotto anni. Ma anche questo che cos’è mai in confronto della liberazione di tutti noi, carichi di tante catene di peccati?
La gloria della croce ha illuminato tutti coloro che erano ciechi per la loro ignoranza, ha sciolto tutti coloro che erano legati sotto la tirannide del peccato e ha redento il mondo intero.
Non dobbiamo vergognarci dunque della croce del Salvatore, anzi gloriàmocene. Perché se è vero che la parola «croce» è scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani, per noi è fonte di salvezza.
Se per quelli che vanno in perdizione è stoltezza, per noi, che siamo stati salvati, è fortezza di Dio. Infatti non era un semplice uomo colui che diede la vita per noi, bensì il Figlio di Dio, Dio stesso, fattosi uomo.
Se una volta quell’agnello, immolato secondo la prescrizione di Mosè, teneva lontano l’Angelo sterminatore, non dovrebbe avere maggiore efficacia per liberarci dai peccati l’Agnello che toglie il peccato del mondo? Se il sangue di un animale irragionevole garantiva la salvezza, il sangue dell’Unigenito di Dio non dovrebbe recarci la salvezza nel vero senso della parola?
Egli non morì contro la sua volontà, né fu la violenza a sacrificarlo, ma si offrì di propria volontà. Ascolta quello che dice: Io ho il potere di dare la mia vita e il potere di riprenderla (cfr. Gv 10, 18). Egli dunque andò incontro alla sua passione di propria volontà, lieto di un’opera così sublime, pieno di gioia dentro di sé per il frutto che avrebbe dato, cioè la salvezza degli uomini. Non arrossiva della croce, perché procurava la redenzione al mondo. Né era un uomo da nulla colui che soffriva, bensì Dio fatto uomo, e come uomo tutto proteso a conseguire la vittoria nell’obbedienza.
Perciò la croce non sia per te fonte di gaudio soltanto in tempo di tranquillità, ma confida che lo sarà parimenti nel tempo della persecuzione. Non ti avvenga di essere amico di Gesù solo in tempo di pace e poi nemico in tempo di guerra.
Ora ricevi il perdono dei tuoi peccati e i grandi benefici della donazione spirituale del tuo re e così, quando si avvicinerà la guerra, combatterai da prode per il tuo re.
È stato crocifisso per te Gesù, che nulla aveva fatto di male: e tu non ti lasceresti crocifiggere per lui che fu inchiodato sulla croce per te? Non sei tu a fare un dono, ma a riceverlo prima ancora di essere in grado di farlo, e in seguito, quando vieni a ciò abilitato, tu rendi semplicemente il contraccambio della gratitudine, sciogliendo il tuo debito a colui che per tuo amore fu crocifisso sul Golgota.



La sapienza nell’opera della creazione e nella storia d’Israele


Dal libro del Siracide (24, 1-22)

La sapienza loda se stessa,
si vanta in mezzo al suo popolo.
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
si glorifica davanti alla sua potenza:
«Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo
e ho ricoperto come nube la terra.
Ho posto la mia dimora lassù,
il mio trono era su una colonna di nubi.
Il giro del cielo da sola ho percorso,
ho passeggiato nelle profondità degli abissi.
Sulle onde del mare e su tutta la terra,
su ogni popolo e nazione ho preso dominio.
Fra tutti questi cercai un luogo di riposo,
in quale possedimento stabilirmi.
Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,
il mio creatore mi fece piantare la tenda
e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe
e prendi in eredità Israele.
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò;
per tutta l’eternità non verrò meno.
Ho officiato nella tenda santa davanti a lui,
e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città amata mi ha fatto abitare;
in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
nella porzione del Signore, sua eredità.
Sono cresciuta come un cedro sul Libano,
come un cipresso sui monti dell’Ermon.
Sono cresciuta come una palma in Engaddi,
come le piante di rose in Gerico,
come un ulivo maestoso nella pianura;
sono cresciuta come un platano.
Come cinnamòmo e balsamo ho diffuso profumo;
come mirra scelta ho sparso buon odore;
come gàlbano, ònice e storàce,
come nuvola di incenso nella tenda.
Come un terebinto ho esteso i rami
e i miei rami son rami di maestà e di bellezza.
Io come una vite ho prodotto germogli graziosi
i miei fiori, frutti di gloria e ricchezza.
Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate,
e saziatevi dei miei prodotti.
Poiché il ricordo di me è più dolce del miele,
il possedermi è più dolce del favo di miele.
Quanti si nutrono di me avranno ancora fame
e quanti bevono di me, avranno ancora sete.
Chi mi obbedisce non si vergognerà,
chi compie le mie opere non peccherà».
Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio altissimo,
la legge che ci ha imposto Mosè,
l’eredità delle assemblee di Giacobbe.



Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d’Assisi


(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)

Dobbiamo essere semplici, umili e puri

Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima Madre, la povertà.
All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).
Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorioso, dato a noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio sangue come sacrificio e vittima sull’altare della croce. Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì invece per i nostri peccati, lasciandoci l’esempio perché seguissimo le sue orme (cfr. 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.
O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3, 8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.
Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.




Protesta all’Angelo Custode di S. Carlo Borromeo (1538-1584)



Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Io N., miserabile peccatore, protesto in vostra presenza o Santo Angelo di Dio, mio fedele custode:
1. Che voglio morire nella sola vera Fede che insegna la Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana, nella quale sono morti tutti i Santi e fuor della quale non c’è salvezza.
2. Protesto ancora, o mio santo Angelo, che, aiutato e sostenuto dalla vostra protezione, voglio lasciare questa vita animato da una grande confidenza nella misericordia di Dio, malgrado la moltitudine e la gravità dei miei peccati, credendo fermamente che una sola goccia del Sangue preziosissimo di Nostro Signore basti a cancellare non solo i miei peccati, ma quelli del mondo intero.
3. Protesto parimenti, o beato Angelo, di avere un gran desiderio, nonostante l’enormità dei miei crimini, di partecipare ai meriti infiniti di nostro Signore Gesù Cristo, la cui tenerezza e misericordia non rigettano mai nessuno. Oh, come vorrei non aver mai offeso il mio Dio! Io lo amo al di sopra di tutto e desidero amarLo sempre più. Mi pento di tutto cuore, perdono volentieri a tutti coloro che mi hanno contristato e getto tutti i miei peccati nel Cuore adorabile di Gesù, affinché Egli si degni di cancellarli per sempre.
4. Vi scongiuro, altresì, o mio fedele Custode, di supplicare in mio favore la divina misericordia, affinché si degni di ricevermi nel numero di quei Beati che ha predestinati da tutta l’eternità e che sono già nella Sua gloria. E protesto ancora che, per ottenere una grazia così preziosa dall’infinta bontà di Dio, sono pronto a soffrire non solo tutte le pene di questa miserabile vita, ma ancora tutte quelle del purgatorio, fino al giorno del giudizio universale.
5. Infine, o mio amatissimo e sapientissimo Custode, protesto di costituirvi come esecutore delle mie ultime volontà.
Ottenetemi, ve ne prego, dal mio Dio queste ultime tre grazie: la prima, che non esca da questa vita senza aver ricevuto degnamente i Sacramenti della Chiesa; la seconda, che Nostro Signore Gesù Cristo si degni di addolcire e calmare i dolori della mia anima con una di quelle lacrime e di quei sospiri che Egli ha emesso sulla croce; e che la sua dolcissima Madre, abbassando su di me uno di quei teneri sguardi che ai piedi della croce Ella rivolgeva al suo diletto Figlio morente, si degni di ammettermi nel numero di coloro che, sotto la sua protezione, ottengono l’eterna ricompensa nel giorno del giudizio; la terza, infine, è che voi, mio santo Angelo e fedele Custode, vi degniate di soccorrermi nell’ultima ora in cui la mia anima si separerà dal corpo, e che mi rendiate propizio Gesù Cristo mio giudice, il cui Cuore sulla croce ardeva dal desiderio bruciante di salvare i poveri peccatori.
Custodite, dunque, la mia anima che vi è stata affidata, o mio tenerissimo Custode, e quando lascerà la prigione del suo corpo, degnatevi di rimetterla nelle mani del Suo Creatore e Redentore, affinché con Voi e con tutti i Santi del Cielo possa gioire della Sua presenza, amarLo perfettamente e possederLo pienamente per tutta l’eternità. Così sia.


Il Verbo di Dio che abita i cieli altissimi è fonte di sapienza


(Capp. 59, 2 – 60, 4; 61, 3; Funk 1, 135-141)

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

Gesù Cristo, Figlio diletto di Dio, ci ha chiamati dalle tenebre alla luce, dall’ignoranza alla conoscenza del suo nome glorioso; perché possiamo operare nel suo nome, che è all’origine di ogni cosa creata.
Per mezzo suo il creatore di tutte le cose conservi intatto il numero dei suoi eletti, che si trovano ovunque per il mondo. Ascolti la preghiera e la supplica che ora noi di cuore gli innalziamo:
Tu hai aperto gli occhi del nostro cuore perché conoscessimo te solo, Altissimo, che abiti nei cieli altissimi, Santo tra i santi. Tu abbatti l’arroganza dei presuntuosi, disperdi i disegni dei popoli, esalti gli umili e abbatti i superbi, doni la ricchezza e la povertà, uccidi e fai vivere, benefattore unico degli spiriti e Dio di ogni carne (cfr. Is 57, 15; 13, 1; Sal 32, 10, ecc.).
Tu scruti gli abissi, conosci le azioni degli uomini, aiuti quanti sono in pericolo, sei la salvezza di chi è senza speranza, il creatore e il vigile pastore di ogni spirito. Tu dai incremento alle nazioni della terra e tra tutte scegli coloro che ti amano per mezzo del tuo Figlio diletto Gesù Cristo, per opera del quale ci hai istruiti, santificati, onorati.
Ti preghiamo, o Signore, sii nostro aiuto e sostegno. Libera quelli tra noi che si trovano nella tribolazione, abbi pietà degli umili, rialza i caduti, vieni incontro ai bisognosi, guarisci i malati, riconduci i traviati al tuo popolo. Sazia chi ha fame, libera i nostri prigionieri, solleva i deboli, dà coraggio a quelli che sono abbattuti.
Tutti i popoli conoscano che tu sei il Dio unico, che Gesù Cristo è tuo Figlio, e noi «tuo popolo e gregge del tuo pascolo» (Sal 78, 13).
Tu con la tua azione ci hai manifestato il perenne ordinamento del mondo. Tu, o Signore, hai creato la terra e resti fedele per tutte le generazioni. Sei giusto nei giudizi, ammirabile nella fortezza, incomparabile nello splendore, sapiente nella creazione e provvido nella sua conservazione, buono in tutto ciò che vediamo e fedele verso coloro che confidano in te, o Dio benigno e misericordioso. Perdona a noi iniquità e ingiustizie, mancanze e negligenze.
Non tener conto di ogni peccato dei tuoi servi e delle tue serve, ma purificaci nella purezza della tua verità e guida i nostri passi, perché camminiamo nella pietà, nella giustizia e nella semplicità del cuore, e facciamo ciò che è buono e accetto davanti a te e a quelli che ci guidano.
O Signore e Dio nostro, fa’ brillare il tuo volto su di noi perché possiamo godere dei tuoi beni nella pace, siamo protetti dalla tua mano potente, liberati da ogni peccato con la forza del tuo braccio eccelso, e salvati da coloro che ci odiano ingiustamente.
Dona la concordia e la pace a noi e a tutti gli abitanti della terra, come le hai date ai nostri padri, quando ti invocavano piamente nella fede e nella verità. Tu solo, o Signore, puoi concederci questi benefici e doni più grandi ancora.
Noi ti lodiamo e ti benediciamo per Gesù Cristo, sommo sacerdote e avvocato delle nostre anime. Per mezzo di lui salgano a te l’onore e la gloria ora, per tutte le generazioni e nei secoli dei secoli. Amen.


Tu ci sei necessario o Cristo (Beato Paolo VI)


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario: per vivere in comunione con Dio Padre; per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi; per essere rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione, e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio–con–noi, per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità, lungo il cammino della nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli. Amen.



Preghiera a Maria e Giuseppe davanti al presepio


O Maria e Giuseppe, insegnateci a entrare spiritualmente nella vostra umile casa.
Fateci comprendere che cosa significhi crescere alla scuola delle vostre virtù, vivere nel mondo ma senza essere del mondo.
Insegnateci a pregare e a lavorare con impegno, a cercare il silenzio interiore e la docile sottomissione alla volontà di Dio.
Uniteci alla vostra lode nell’adorazione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.


Dono di sé al Sacro Cuore


Preghiera: dono di sé al Sacro Cuore

O Gesù, mio Dio e mio Salvatore,
nell’infinita tua carità ti sei fatto mio fratello
e sei morto per me sulla croce;

Tu che ti sei donato a me nell’eucaristia,
e mi hai mostrato il tuo Cuore,
guarda mi con i tuoi occhi misericordiosi
e avvolgimi nel fuoco della tua carità.

Io credo nel tuo amore per me
e ripongo in Te tutta la mia speranza.
Sono consapevole delle mie infedeltà
e delle mie colpe, e domando
umilmente il tuo perdono.

A te dono e consacro la mia persona
e tutto ciò che mi appartiene,
perché Tu disponga di me
come meglio credi per la gloria di Dio.

Da parte mia prometto di accettare
ogni tua disposizione e di adeguare
ogni mia azione alla tua volontà.

Cuore divino di Gesù, vivi e regna in me
e in tutti i cuori, nel tempo e nell’eternità.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 febbraio 2019

“Cari figli, l’amore e la bontà del Padre Celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza. Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre Celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a mio Figlio, all’eterna salvezza; purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi. Molti miei figli esitano. Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per tutto quello che ha fatto in me e per mezzo di me. Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché le portiate a tutti. E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime, affinché egli possa essere in esse e possa rendervi strumenti di fede, strumenti d’amore. Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre Celeste. Figli miei, non siete uniti per caso. Il Padre Celeste non unisce nessuno per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore. Come Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate! Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo e non è solo. Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità. Io sono con voi. Vi ringrazio.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio contiene un tema centrale che può essere indicato con questi termini: Il cammino cristiano con Maria. Esso abbraccia quattro parti: 1. L’amore e la bontà del Padre celeste; 2. La missione materna di Maria; 3. Vivere il Vangelo con il cuore; 4. Difendere e testimoniare la verità.

1. L’amore e la bontà del Padre celeste. La Vergine inizia rivolgendo il suo sguardo e il suo pensiero a Dio Padre: “Cari figli, l’amore e la bontà del Padre celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza”. Con queste parole Ella indica che la fonte di ogni vero bene, a qualsiasi livello, sta proprio nel cuore del Padre, che effonde il suo amore verso di noi suoi piccoli e deboli figli. Il suo grande e potente amore costituisce la sorgente che porta guarigione alle ferite del nostro cuore e ci apre l’animo verso una speranza viva e soprattutto dona un rafforzamento della fede. Sapere che un tale benevolo e provvidente Padre ci accoglie e ci ama teneramente come suoi figli, offre alla nostra debolezza un forte sostegno e una sicurezza psichica e spirituale che si estende poi ai nostri rapporti verso gli altri in una libera e benefica espansione sociale e fraterna.

La Vergine inoltre ricorda che lei segue gli stessi passi del Padre, mostrandosi a noi quale Madre premurosa e generosa: “Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a mio Figlio, all’eterna salvezza”. L’aspetto di rilievo è dato dal fatto che Ella fa capire a noi suoi figli che la strada da percorrere è una sola: seguire fedelmente e docilmente il Figlio, la sua Parola vitale, fissando il nostro sguardo, particolarmente il nostro cuore, su di Lui che ci rivela precisamente la verità e l’amore dolcissimo di suo e nostro Padre. Per questa ragione non dobbiamo mai distaccarci da Gesù, ma essere sempre avvinti a Lui, come i tralci alla vite, i rami all’albero. Questo pensiero ritorna insistentemente nei messaggi mariani, come fosse l’assillo del suo Cuore materno. Ma noi ascoltiamo le sue pressanti parole? Le facciamo nostre? Le viviamo in modo che divengano anima della nostra anima? E Gesù è veramente la persona a cui mostriamo tutto il nostro affetto e nelle cui braccia ci abbandoniamo fiduciosamente? Purtroppo noi dobbiamo riconoscere sinceramente che non ce ne curiamo e andiamo dietro ai nostri progetti meschini, immersi come siamo nella mentalità mondana: “Purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi. Molti miei figli esitano”. Parole amare e deludenti per la Madre nostra!

2. La missione materna di Maria. La Vergine, a questo punto, apre il suo animo e dichiara il suo stile di vita spirituale: “Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per quello che ha fatto in me e per mezzo di me”. La sua caratteristica fondamentale sta precisamente nel volgere il suo sguardo filiale e umile verso il Padre celeste, glorificando la bontà di Dio nei suoi confronti. Veramente Lei è la creatura che, più di ogni altro, è stata avvolta e ricolmata dalla grazia divina in pienezza, per essere resa degna di diventare la Madre del Figlio di Dio incarnato. Ciò Ella lo dice per stimolare il nostro modo di procedere nel cammino cristiano: la prima cosa da mettere nei nostri impegni quotidiani sta nella lode e nel ringraziamento al Padre misericordioso, che riversa su di noi il suo amore immenso e sconfinato. Noi però siamo così distratti e figli ingrati che facciamo fatica ad esprimere con semplicità filiale il nostro grazie al Padre buono e pietoso. In fondo, anziché vivere la sua presenza paterna in noi, lo consideriamo un essere lontano e distaccato, riverso su sé stesso e dimentico dei suoi figli abbandonati nelle loro difficoltà. Come siamo insensibili e duri di cuore! Poi ci lamentiamo che Egli non ci ascolta e ci lascia da soli a tribolare, mentre siamo noi che ci dimentichiamo di Lui e viviamo non come figli amorevoli e affettuosi ma sbadati ed egoisti, irriconoscenti e irriverenti.

La Vergine continua a ricordare gli interventi divini per farci comprendere le azioni che suo Figlio compie a totale nostro vantaggio e per il nostro bene: “Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché la portiate a tutti”. Lui ci nutre del suo corpo e del suo sangue versato sulla croce, ci conforta e ci illumina con la sua Parola di vita e di luce eterna, per renderci testimoni veraci del suo amore e della sua verità. Ma anche in questo caso restiamo ingrati e chiusi nel nostro egoismo, privi di affetto e docilità nei suoi confronti: “E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime. Affinché Egli possa essere in esse e possa rendervi strumenti di fede, strumenti di amore”. Di nuovo la Madre ci richiama a svolgere i nostri compiti di cristiani, per essere ricolmi dell’amore verso il Figlio e di una estrema gratitudine verso di Lui. Noi invece abbiamo paura, nel senso che ci sentiamo soli, privi del suo aiuto e della sua grazia, mentre Lui è sempre con noi. Dove sta la nostra fede e fiducia in Gesù? La Vergine non ha torto a farci riflettere seriamente e serenamente sul nostro modo di essere e vivere da veri e convinti cristiani.

3. Vivere il Vangelo con il cuore. La Vergine si esprime in modo semplice ma profondo, con un linguaggio vivo e incisivo: “Figli miei, vivete il Vangelo vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre celeste”. Cosa significa vivere il Vangelo? In senso generico vuol dire: mettere in pratica quello che è scritto nel Vangelo. Più specificamente occorre tener presenti due aspetti essenziali: anzitutto per praticare il Vangelo si richiede che esso sia ascoltato, accolto dentro di noi, meditato, compreso nel suo valore più vero e giusto. In altre parole, significa farlo proprio, assimilarlo in maniera integrale e non prendere solo alcuni elementi che mi fanno comodo e trascurare altri che sono più scomodi. Invece tutto il Vangelo diventa vita della mia vita, nutrimento del mio essere, della mia mente e della mia volontà. Da qui deriva il secondo aspetto che consiste nel travasare il Vangelo meditato nelle azioni quotidiane della nostra esistenza, sia per quello che facciamo per noi sia per quanto facciamo agli altri e anzitutto a Dio il Padre. In fondo il Vangelo non è altro che la Parola di Dio incarnata, cioè Cristo Signore in persona.

Ne segue che vivere il Vangelo comporta vivere Cristo, cioè in Cristo, con Cristo e per Cristo in ogni momento sia bello sia brutto, sia gioioso sia doloroso. Con ciò Gesù deve occupare tutto il nostro modo di comportarci, mettersi al nostro fianco e dentro di noi, cosicché Egli viva e operi in noi e attraverso di noi. Tra Lui e noi si stabilisce un rapporto così stretto e vitale, che Gesù e ciascuno di noi formiamo un solo Spirito di verità e di amore. Come Lui ha amato il Padre suo, così anche noi dobbiamo amare il Padre nostro; come Lui ha agito verso gli altri, così anche noi dobbiamo fare. Restiamo due persone distinte, io e Lui, ma uniti spiritualmente, in modo da condividere sentimenti, pensieri, atteggiamenti, intenzioni, progetti, scelte in perfetta sintonia. In questo consiste vivere il Vangelo, come la Madonna afferma: “Figli miei, non siete uniti per caso. Il Padre celeste non unisce per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore”.

Le ultime parole sono di una stupenda bellezza, facendo intendere che il nostro cuore viene irrorato e illuminato da Gesù e da Maria. Non siamo più da soli nel nostro esistere e operare, ma con noi ci sono sempre loro, il Figlio e sua Madre. Naturalmente si richiede una intensa comunione tra il mio piccolo e debole essere e il loro essere santo e luminoso. Una mirabile effusione tra il loro Cuore e il mio cuore. Che cosa di più affascinante e fruttuoso?

4. Diffondere e testimoniare la verità. Questo è l’ultimo aspetto del messaggio: “Come Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate! Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità e la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai”. Ciò costituisce come il sigillo del suo discorso, la conclusione chiara e impegnativa, nel senso che stando assieme a Gesù e a Maria, noi ci incamminiamo sulle strade del mondo, sorretti e guidati da loro. Così soltanto possiamo essere testimoni efficaci, facendo presa nell’animo dei fratelli e sorelle che incontriamo ogni giorno e con i quali ci troviamo assieme. Per questa ragione non dobbiamo avere paura, ma essere coraggiosi e costanti nel porgere agli altri lo stesso amore e la stessa verità che è entrata in noi: “Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo r non è solo”.

Non siamo mai soli. Questa certezza ci dona un incentivo energetico per non cadere nella solitudine e mestizia, ma per essere fiduciosi e audaci nel relazionarci con il nostro prossimo. Con un tale equipaggiamento possiamo veramente non temere né restare confusi e inoperosi. In ultimo la Vergine si congeda con una delicata espressione di affetto nei nostri confronti: “Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità. Io sono con voi”. Che vogliamo di più? A noi spetta il compito delicato e prezioso di trasfondere nell’umanità, così dolente e bisognosa di conforto e verità, quello stesso amore e quella stessa verità che il Vangelo ci ha donato e che la Vergine ci ricorda.

O Madre cara, quanto sei buona e provvida verso di noi, misere creature che tu chiami figli tuoi. Nelle tue parole hai ripetuto numerose volte questo appellativo dolcissimo “figli miei e miei apostoli”. Eppure ci hai fatto capire che noi siamo tardi a credere e duri di cuore. Perdonaci e abbi pietà di noi, o Madre clemente e pia! Spesse volte facciamo i sordi per non volerti ascoltare, e anche muti per non essere tuoi testimoni evangelizzatori. In forza delle tue parole giuste e sagge, per la tua presenza perseverante in mezzo a noi, noi restiamo sorpresi e meravigliati, insieme contenti e felici delle tue cure materne instancabili. Ci chiediamo per quale ragione Tu sia così premurosa e solerte nei nostri confronti. Non troviamo altra risposta che il tuo amore grandissimo per tuo Figlio Gesù e che tu vuoi inculcare al nostro cuore. Ebbene ti promettiamo con tutta la nostra forza di volerti ascoltare per essere anche noi colmi di amore verso di Lui assieme con te, Madre nostra, e con il tuo aiuto. A Cristo Gesù eleviamo con tutto il cuore la nostra gloria, onore e gratitudine, il nostro totale amore ora e sempre nei secoli. Amen




Messaggio a Marija del 25 gennaio 2019

“Cari figli! Oggi, come madre vi invito alla conversione. Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera. Perciò, nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più. La vostra vita diventerà ordinata e responsabile. Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri. Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio è presentato in un riquadro con due cornici, una all’inizio e l’altra alla fine, dentro le quali prende significato il messaggio, che si può dividere in due parti: la prima riguarda il nostro tempo da dedicare al silenzio e alla preghiera; la seconda indica la testimonianza della nostra sincera e profonda unione con Dio da fare verso gli altri.

1. Cornice iniziale e finale. Si vede bene che la Vergine segue un discorso ben articolato. Ella inizia ricordando il suo atteggiamento materno e, senza tanti preamboli, indica subito lo scopo delle sue parole, che è la nostra conversione: “Cari figli, come madre vi invito alla conversione”. Ciò significa che le sta a cuore che noi, suoi figli e apostoli, dobbiamo costantemente impegnarci per attuare la nostra conversione, che non si fa una volta soltanto nella vita, ma va riproposta e rinnovata ogni giorno. Si sa che la conversione non è altro che cambiare rotta quotidianamente, perché siamo sospinti e tentati di ricadere nella situazione e nella mentalità materialista ed edonistica del mondo. In effetti è molto facile, alle volte senza rendercene conto, ad essere sopraffatti dagli affari e problemi terreni, che pur ci sono, ma a causa dei quali purtroppo ci lasciamo prendere da una così forte ansia e preoccupazione da perdere la serenità e la fiducia, allontanandoci dalla preghiera e dalla comunione con Dio, e sprofondando in agitazione e tensione, che poi produce nervosismo, conflittualità con noi stessi e con i nostri vicini. In certo modo veniamo meno al nostro equilibrio interiore e restiamo oppressi dal disorientamento e dalla confusione, nonché dalla rabbia o dalla depressione, alle volte fino alla disperazione.

Si perde il ben dell’intelletto e ci si lascia trascinare e travolgere da gesti e parole dissennate e aggressive. Da qui il richiamo della Vergine a cambiare rotta, vale a dire convertirci, cioè a ricuperare, alzando lo sguardo al Cielo, la comunione con Dio, con alcuni momenti di sosta e di raccoglimento, per ritrovare le linee maestre del nostro cammino cristiano. Pertanto la nostra Madre vigile e attenta fa tornare alla mente e nel cuore la necessità di risvegliarci e di ritrovare la luce che promana da Cristo e dalla sua santa Parola e dalla sua grazia. Senza di Lui non possiamo fare nulla, anzi le forze avverse ci sovrastano e ci schiacciano.
Alla fine, nelle ultime parole del messaggio, la Vergine conclude con accenti di incoraggiamento e di sostegno, dicendo che sta con noi e prega per noi: “Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro sì”. Questa frase ci offre un grande conforto e riapre la speranza per rinnovare la nostra conversione, cioè la nostra adesione totale al suo materno volere. In effetti le sue parole cadono nel vuoto se non sono corrisposte dalla nostra corrispondenza piena con un sì: vogliamo renderci docili al tuo richiamo, nella disponibilità concreta ad essere fedeli e docili tuoi figli. Come sono importanti tali suggerimenti materni per noi, che spesso siamo in attesa dei suoi messaggi, li divulghiamo celermente su WhatsApp. Ma poi li lasciamo morire lì, sul cellulare, senza farli calare nel nostro intimo e soprattutto nella nostra vita. Che figli siamo?

2. Il tempo del silenzio e della preghiera. Nella parte centrale del messaggio, Maria spiega, in maniera didattica molto chiara e semplice, cosa dobbiamo fare per realizzare ogni volta la nostra conversione. Ci dice di trovare, pur in mezzo al lavoro e agli impegni, un tempo e un luogo di raccoglimento e di intimità col Signore: “Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera”. Come sono necessari e vitali questi due aspetti, che formano la condizione indispensabile per non lasciarci travolgere dal chiasso, dal trambusto e dalla mondanità della società odierna! Il silenzio comporta la forza di far tacere ogni rumore che ci assorbe e ci disturba così profondamente da lasciarci sempre nella distrazione e dissipazione, che fa male non solo allo spirito ma anche alla psiche e al fisico, distruggendo la salute e la quiete del cuore. Tuttavia il silenzio non deve rimanere vuoto e insignificante, tanto fa farci paura, ma va riempito con la preghiera, cioè con la unione interiore e forte con Gesù, che ci calma e ci acquieta, colmandoci del suo amore e della sua luce veritiera. In tal modo noi restiamo saldi e lucidi per affrontare ogni situazione, rimanendo avvinti alla sua grazia e forza. Non si dica, come spesso avviene, che non abbiamo il tempo di fermarci e raccoglierci, quando lo troviamo per ogni altra cosa più futile e anche dannosa. Perché siamo così ipocriti e dissennati?

Inoltre Ella elenca i frutti benefici e salutari prodotti dal raccoglimento e dalla unione con Dio: “Perciò nel
calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più”.
I frutti sono molto preziosi: anzitutto il cuore riprende calore e vigore, entusiasmo e vitalità; poi cresce il seme della speranza, spalancando davanti alla nostra mente orizzonti luminosi e vasti, che ci rincuorano e ci donano la gioia di vivere e di andare avanti nel nome del Signore; accanto alla speranza fiorisce la fede, cioè l’affidamento filiale al Padre celeste e alla sua potenza e sapienza, per essere sorretti e rafforzati sia nel fisico sia nello spirito. Per questa ragione di giorno in giorno sentiamo sempre più il bisogno di silenzio e di preghiera. Un cristiano che non prega è destinato alla perdita di ogni spiraglio di entusiasmo e di incitamento per il futuro. Invece con la preghiera otterremo una vita armoniosa e gioiosa: “La vostra vita diventerà ordinata e responsabile”. In tal modo raggiungiamo una vera maturazione umana e spirituale, diventando persone stabili e vigorose, senza essere più sballottate dai venti marosi e turbolenti ma saldamente ancorate a Cristo.

3. La testimonianza agli altri dell’incontro con Dio. Nella seconda parte del messaggio, anch’essa molto significativa, sono considerate le conseguenze pratiche della nostra conversione quotidiana. Anzitutto la Vergine ci richiama a renderci conto che siamo pellegrini su questa terra e non possiamo restare prigionieri di questo mondo caduco. “Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio“. Occorre un certo distacco dai beni materiali e fugaci per essere maggiormente avvinti ai valori celesti ed eterni, cioè a Dio stesso, nel suo mistero di amore e di verità. Ancorati a Lui non ci perdiamo nella confusione di pensieri, sentimenti e azioni malvagie e stolte, ma saremo irrorati dalla grazia divina. E ricolmi di tale pienezza di vita e di bontà, potremo diventare noi stessi trasmettitori e strumenti, affinché l’amore di Dio possa essere effuso nel cuore di tanti nostri fratelli e sorelle: “Con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri”.

Possiamo constatare con evidenza come la vita odierna, a tutti i livelli e a tutte le età e condizioni, sia intrisa di sofferenza, di solitudine e amarezza, sia nelle malattie fisiche sia nei disagi interiori. Non basta il denaro, il lusso, le comodità, i divertimenti…a soddisfare tutte le esigenze del nostro essere, anzi ci accorgiamo che proprio essi alla fine ci rendono insicuri, insoddisfatti e scontenti. Da qui la necessità che le creature umane trovino altre persone che sappiano comunicare la quiete del cuore, la pienezza dell’amore e la luce della verità, per offrire la certezza che anche le più atroci sofferenze, se vissute nella fede e nell’offerta a Gesù, diventano portatrici di bene per tutti e acquistano il valore incommensurabile di serenità, nella crescita e maturazione per una vita migliore sotto tutti i punti di vista e soprattutto una vita immortale e beata, non più soggetta alla morte e al male.

O Vergine, donaci la tua materna protezione e allontana da noi il disordine del peccato e di ogni male che possa allontanarci da Te, o Madre buona, a cui vogliamo donare tutto il nostro amore filiale e il nostro impegno di esserti fedeli. Ti siamo grati della instancabile pazienza e benevolenza con cui ci ammaestri e ci accompagni. Grazie per essere in mezzo a noi.





* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


Lo SPIRITO SANTO
persona e missione

«A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo» (dall'Introduzione).
Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali.
Uno riguarda la Persona o l'identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all'interrogativo: «Chi è lo Spirito Santo?».
La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: «Che cosa fa lo Spirito Santo?».
Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.

NB: Chi desidera acquistare il testo può richiederlo direttamente alle Edizioni Deoniane Bologna oppure nella librerie cattoliche facendolo anche ordinare



PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...


   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.





Preghiera alla Santissima Trinità

O Trinità infinita,
cantiamo la tua gloria
in questo vespro, perché nel Cristo
Tu ci hai resi figli e i nostri cuori
sono la tua dimora.

Eterno, senza tempo, sorgente della vita,
che non muore, a Te la creazione
fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.

Noi Ti cantiamo, o Immenso,
in questo breve sabato del tempo
che annuncia il grande giorno senza sera
in cui vedremo Te, vivente luce.

A Te la nostra lode,
o Trinità dolcissima e beata,
che sempre sgorghi e sempre rifluisci
nel quieto mare del tuo stesso Amore.

Amen



O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!