Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        

Carissimi visitatori,
siamo ormai prossimi all’inizio di quel periodo significativo di preparazione al Natale di Gesù, che si chiama Avvento, cioè l’attesa della venuta del Salvatore con gioia, preghiera e tanta tanta fede. Purtroppo la nostra mentalità contemporanea, presa principalmente dagli aspetti terreni e festaioli, si accinge ad attendere il Natale con lo scambio di regali, l’organizzazione di pranzi e cene, lo svago di giochi e incontri e altre cose del genere. Soprattutto campeggia la figura del vecchio e barbuto Babbo natale, portatore di doni e dolci, quasi per coprire con la sua statura ogni altro elemento più bello e luminoso. Ma, guardate e considerate, fate attenzione, tutte queste cose nascondono ed emarginano il Festeggiato, il Protagonista, Colui che nasce e porta la salvezza sulla terra e quella eterna, Gesù Cristo, il divino Bambino, il Figlio di Dio fatto uomo, il Verbo eterno diventato carne, che venne ad abitare in mezzo a noi. Questo è il grande, inaudito, sconvolgente mistero che attendiamo noi cristiani e che ci inebria di intima felicità, ma passa sotto silenzio, non viene messo in evidenza, anzi è il grande assente. Gli angeli si chinano su di Lui e lo osannano, i pastori lo adorano, i magi lo esaltano e si prostrano davanti a Lui, donando oro al Re, incenso a Dio e mirra all’uomo. Che meraviglia! Quale estatica contemplazione di luce beatificante. Vi invito calorosamente a ricuperare questa visione ricca di quei valori di cui abbiamo estremo bisogni, come l’amore vero, la pace del cuore, la comunione fraterna, la liberazione dal peccato e dalla cattiveria. Prostriamoci dinanzi al Bambino, adoriamolo, lodiamolo, abbracciamolo e glorifichiamolo. In tal modo l’evento del Natale sarà effettivamente e pienamente portatore di doni inesauribili e vitali, di parole soavi e veritiere, di infinità bontà. A tutti voi l’augurio e la preghiera di vivere un Natale autenticamente cristiano. Maria, la Vergine Madre ci soccorra e ci aiuti a viverlo come lo ha vissuto Lei.



Prologo del vangelo di Giovanni


1In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

2Egli era, in principio, presso Dio:

3tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;

5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.

7Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.

8Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.

9Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.

10Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

11Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

12A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,

13i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.

14E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.



Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo


(Lett. 130, 14, 27 – 15, 28; CSEL 44, 71-73)

Lo Spirito intercede per noi


Chiunque chiede al Signore un’unica cosa e quella sola cerca di ottenere (cfr. Sal 26, 4), chiede con certezza e sicurezza e non teme che gli possa nuocere quando l’ha ottenuta. Ma, senza di essa, nulla potrebbe giovargli tutto ciò che avrà ottenuto, pregando come si conviene. Questa cosa è l’unica e vera vita, la sola beata, perché in essa si godono le delizie del Signore per l’eternità, dopo di essere divenuti immortali e incorruttibili nel corpo e nell’anima. È la cosa alla quale va subordinata la domanda di ogni altro dono, l’unica che non si sbaglierà mai a chiedere. Chiunque avrà conseguito questa vita, avrà tutto ciò che vuole, né potrà desiderare colà di avere cosa che non conviene.
In essa infatti si trova la sorgente della vita, di cui ora dobbiamo aver sete quando preghiamo, finché viviamo nella speranza e non vediamo ancora quello che speriamo di vedere quando saremo sotto la protezione delle sue ali. Per ora poniamo dinanzi a lui ogni nostro desiderio di inebriarci dell’abbondanza della sua casa e di dissetarci al torrente delle sue delizie; perché presso di lui è la sorgente della vita e nella sua luce vedremo la luce (cfr. Sal 35, 8- 10). Quando poi il nostro desiderio sarà saziato di beni, non vi sarà più da chiedere con gemiti, ma solo da possedere con gioia.
Tuttavia siccome questa pace trascende ogni umana intelligenza, anche quando la chiediamo nella preghiera, non sappiamo che cosa chiedere come si conviene. Ciò che non possiamo infatti immaginare come è in realtà, certo non possiamo dire di conoscerlo. Vi sono tante cose che noi rigettiamo, rifiutiamo, disprezziamo, quando la loro immagine si affaccia alla nostra mente. Sappiamo che non è ciò che cerchiamo, quantunque non sappiamo ancora come sia in realtà l’oggetto dei nostri desideri.
Vi è dunque in noi, per così dire, una dotta ignoranza, ma istruita dallo Spirito di Dio, che aiuta la nostra debolezza. Avendo infatti detto l’Apostolo: «Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza», subito aggiunge: «Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, perché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio» (Rm 8, 25-27).
Non dobbiamo intendere però questo nel senso che lo Spirito Santo di Dio, il quale nella Trinità è Dio immortale e un solo Dio con il Padre e il Figlio, interceda per i santi, come uno che non sia quello che è, cioè Dio. In realtà è detto: «Intercede per i santi», perché muove i santi alla preghiera. Allo stesso modo è scritto: «Il Signore vostro Dio vi mette alla prova per sapere se lo amate» (Dt 13, 4), cioè per far conoscere a voi stessi se lo amate.
Lo Spirito di Dio dunque muove i santi a pregare con gemiti inesprimibili, ispirando loro il desiderio di una cosa tanto grande, ma ancora sconosciuta, che noi aspettiamo mediante la speranza. Altrimenti come si potrebbe descrivere nella preghiera un bene che si desidera senza conoscerlo? In realtà se fosse del tutto sconosciuto non sarebbe oggetto di desiderio, e se d’altra parte lo si vedesse, come realtà già posseduta, non sarebbe né desiderato, né ricercato con gemiti.



Dall’«Omelia» di un autore del secondo secolo


(Capp. 8, 1 – 9, 11; Funk, 1, 152-156)

La conversione sincera


Finché viviamo in questo mondo, facciamo penitenza. In realtà noi non siamo che un poco di fango tra le mani di chi lo plasma. Se un vasaio, che lavora un pezzo di creta per ricavarne un vaso, vede che questo gli esce sformato o che gli si spezza tra le mani, lo impasta di nuovo. Se invece pensa di metterlo nella fornace lo lascia com’è. Anche nella nostra esistenza c’è una situazione nella quale è possibile un rifacimento in meglio, e un’altra nella quale non lo è più. Infatti durante la vita terrena noi abbiamo tempo e modo di far penitenza dei nostri peccati e così ottenere la salvezza dal Signore.
Usciti che saremo da questo mondo, non potremo più convertirci né espiare il male commesso. Perciò, fratelli, compiamo la volontà del Padre, conserviamo casto il nostro corpo e osserviamo i comandamenti del Signore, e così raggiungeremo la vita eterna. Per questo dice il Signore nel vangelo: Se non sarete stati fedeli nel poco, chi vi affiderà il molto? Perciò vi dico: Chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto (cfr. Lc 16, 10-11). Vuol dire questo: conservate casto il corpo e immacolato il carattere del cristiano per essere degni di riprendere la vita.
E nessuno di voi osi affermare che questo corpo non sarà glorificato e non risorgerà. Riflettete un poco: in quale situazione siete stati redenti e avete ricevuto la vita spirituale, se non mentre vivevate in questo corpo? Ecco perché dobbiamo custodire il corpo come un tempio di Dio. Ma poiché siete stati chiamati nel corpo, così nel corpo verrete anche giudicati. Se Cristo Signore, che ci ha salvati, volle prendere figura umana, mentre prima era solo spirito, e così ci ha chiamati a sé, anche noi riceveremo la nostra mercede in questo corpo. Amiamoci dunque gli uni gli altri, per giungere tutti nel regno di Dio. Finché abbiamo tempo per guarire, affidiamoci a Dio, nostro medico, e consegniamo nelle sue mani i nostri pochi meriti. Quali meriti? Quelli che si acquistano mediante la penitenza fatta con cuore sincero. Egli conosce ogni cosa prima che avvenga e nulla gli sfugge di tutto ciò che si agita nel nostro cuore. Diamogli lode, dunque, non solo con la bocca, ma anche col cuore, perché ci possa ricevere come figli. Per questo il Signore disse: Miei fratelli sono coloro che fanno la volontà del Padre mio (cfr. Lc 8, 21, ecc.).




Poesia per l’ottantesimo genetliaco di don Renzo

Oggi lo vediamo allegro e baldanzoso
ottant’ anni portati con disinvoltura
la sua vita percorro a ritroso
poiché mi è preclusa la strada futura.

Correva l’anno trent’ otto sul calendario
quando il 3 novembre dal destino incerto
un bambino dedito al rosario
Dio inviò a Monte Roberto.

Un preciso scopo aveva in mente,
l’ Amorevole Consolatore,
quando, del missionario tra la gente,
plasmò il grande cuore.

Strappato alla culla molto presto,
vela senza porto,
sospinto da un vento lesto,
ormeggiò presso il Risorto.

Abbandonato dai genitori
Dio Padre lo raccolse,
seminarista agli albori,
la sventura non distolse.

Nel ’64 fu ordinato,
sebbene il dolore non mancasse,
nei ranghi celesti arruolato,
“sacerdote della tribù di Manasse”,

tale epiteto, se ricordate,
gli fu dato in tempi lontani,
non passando inosservate
le sue tanto grandi mani.

Con esse prese in braccio
le pecorelle della Croce,
le liberò dal laccio,
ai loro talenti diede voce.

Si sprigionarono angelici cori,
i canti della comunità,
accompagnati da cembali sonori
di ineffabile beltà.

Sacerdote di grande fede,
degli alberi non recise le radici,
ma fidò in Colui che tutto provvede,
ed effonde grazie per i Suoi amici.

Con la parola fu di conforto,
consolando l’uomo misero,
nella preghiera sempre assorto,
gridò al Suo cuore lacero.

E Dio ne esaudì le richieste,
da un tale amore commosso,
che raggiunse le più alte creste
fin dal più profondo fosso.

Sempre fu sacerdote prediletto
nell’infermità e debolezza,
il Signore lo richiamò dal letto,
in piedi lo rimise con delicatezza.

Le prove furono molte,
ma non fu lasciato solo,
sorretto, non da uno, ma da schiere folte
di angeli custodi in volo.

Proprio una tale vicinanza
permise al nostro festeggiato
di ammirare la danza
dei puri spiriti del creato.

Di indagarne la natura,
di sondarne i misteri,
con umiltà e attenta cura,
di figurarcene i volti fieri.
Prolifica fu poi la sua penna,
i suoi scritti con temi numerosi,
dai fuochi della Geènna,
agli occhi di Gesù luminosi.

Ad invocare la Vergine incline,
commentò i messaggi mariani,
le rivolse preghiere senza fine,
convertì gli uomini più mondani.

Fu chiamato in terre remote,
anche lì diffuse il Verbo,
carro dalle instancabili ruote,
in Romania giunse con riserbo.

E tanto si fece amare in quel Paese
che da una parte all’ altra è conteso,
in viaggio alla fatica non si arrese,
tra i fraterni affetti sospeso.

“Ottanta per i più robusti”
recita il salmo sapiente,
anni retti e giusti,
li hai trascorsi tra noi presente.

Ricordo al mare il passeggio,
camminando nell’acqua salata,
alla Stacciola, nel pomeriggio,
ringraziavamo per la giornata.

Oggi nel tuo genetliaco
siam lieti di festeggiarti,
intonando un canto paradisiaco,
per unirci al coro dei Santi.

Davvero grande da parte di ognuno
è la nostra riconoscenza
mai hai dimenticato alcuno,
colmo di intraprendenza.

Ci hai insegnato con la tua vita
che, pur travolti dal dolore
e sanguinante la ferita,
più forte è il Signore.

Proprio un tuo motto recitava
che quando l’uomo geme
dal male il buon Dio ricava
un inatteso bene.


Santini Gabriele




Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d’Assisi


(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)

Dobbiamo essere semplici, umili e puri

Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima Madre, la povertà.
All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).
Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorioso, dato a noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio sangue come sacrificio e vittima sull’altare della croce. Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì invece per i nostri peccati, lasciandoci l’esempio perché seguissimo le sue orme (cfr. 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.
O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3, 8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.
Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.




Protesta all’Angelo Custode di S. Carlo Borromeo (1538-1584)



Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Io N., miserabile peccatore, protesto in vostra presenza o Santo Angelo di Dio, mio fedele custode:
1. Che voglio morire nella sola vera Fede che insegna la Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana, nella quale sono morti tutti i Santi e fuor della quale non c’è salvezza.
2. Protesto ancora, o mio santo Angelo, che, aiutato e sostenuto dalla vostra protezione, voglio lasciare questa vita animato da una grande confidenza nella misericordia di Dio, malgrado la moltitudine e la gravità dei miei peccati, credendo fermamente che una sola goccia del Sangue preziosissimo di Nostro Signore basti a cancellare non solo i miei peccati, ma quelli del mondo intero.
3. Protesto parimenti, o beato Angelo, di avere un gran desiderio, nonostante l’enormità dei miei crimini, di partecipare ai meriti infiniti di nostro Signore Gesù Cristo, la cui tenerezza e misericordia non rigettano mai nessuno. Oh, come vorrei non aver mai offeso il mio Dio! Io lo amo al di sopra di tutto e desidero amarLo sempre più. Mi pento di tutto cuore, perdono volentieri a tutti coloro che mi hanno contristato e getto tutti i miei peccati nel Cuore adorabile di Gesù, affinché Egli si degni di cancellarli per sempre.
4. Vi scongiuro, altresì, o mio fedele Custode, di supplicare in mio favore la divina misericordia, affinché si degni di ricevermi nel numero di quei Beati che ha predestinati da tutta l’eternità e che sono già nella Sua gloria. E protesto ancora che, per ottenere una grazia così preziosa dall’infinta bontà di Dio, sono pronto a soffrire non solo tutte le pene di questa miserabile vita, ma ancora tutte quelle del purgatorio, fino al giorno del giudizio universale.
5. Infine, o mio amatissimo e sapientissimo Custode, protesto di costituirvi come esecutore delle mie ultime volontà.
Ottenetemi, ve ne prego, dal mio Dio queste ultime tre grazie: la prima, che non esca da questa vita senza aver ricevuto degnamente i Sacramenti della Chiesa; la seconda, che Nostro Signore Gesù Cristo si degni di addolcire e calmare i dolori della mia anima con una di quelle lacrime e di quei sospiri che Egli ha emesso sulla croce; e che la sua dolcissima Madre, abbassando su di me uno di quei teneri sguardi che ai piedi della croce Ella rivolgeva al suo diletto Figlio morente, si degni di ammettermi nel numero di coloro che, sotto la sua protezione, ottengono l’eterna ricompensa nel giorno del giudizio; la terza, infine, è che voi, mio santo Angelo e fedele Custode, vi degniate di soccorrermi nell’ultima ora in cui la mia anima si separerà dal corpo, e che mi rendiate propizio Gesù Cristo mio giudice, il cui Cuore sulla croce ardeva dal desiderio bruciante di salvare i poveri peccatori.
Custodite, dunque, la mia anima che vi è stata affidata, o mio tenerissimo Custode, e quando lascerà la prigione del suo corpo, degnatevi di rimetterla nelle mani del Suo Creatore e Redentore, affinché con Voi e con tutti i Santi del Cielo possa gioire della Sua presenza, amarLo perfettamente e possederLo pienamente per tutta l’eternità. Così sia.


SALMO 118 (117)
Inno di ringraziamento


1 Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

2 Dica Israele:
»Il suo amore è per sempre».

3 Dica la casa di Aronne:
»Il suo amore è per sempre».

4 Dicano quelli che temono il Signore:
»Il suo amore è per sempre».

5 Nel pericolo ho gridato al Signore:
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

6 Il Signore è per me, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?

7 Il Signore è per me, è il mio aiuto,
e io guarderò dall’alto i miei nemici.

8 È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.

9 È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

10 Tutte le nazioni mi hanno circondato,
ma nel nome del Signore le ho distrutte.

11 Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato,
ma nel nome del Signore le ho distrutte.

12 Mi hanno circondato come api,
come fuoco che divampa tra i rovi,
ma nel nome del Signore le ho distrutte.

13 Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.

14 Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

15 Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze,

16 la destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.

17 Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

18 Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

19 Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.

20 È questa la porta del Signore:
per essa entrano i giusti.

21 Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.

22 La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.

23 Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

24 Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

25 Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!

26 Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.

27 Il Signore è Dio, egli ci illumina.
Formate il corteo con rami frondosi
fino agli angoli dell’altare.

28 Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.

29 Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.



Tu ci sei necessario o Cristo (Beato Paolo VI)


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario: per vivere in comunione con Dio Padre; per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi; per essere rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione, e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio–con–noi, per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità, lungo il cammino della nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli. Amen.



Preghiera a Maria e Giuseppe davanti al presepio


O Maria e Giuseppe, insegnateci a entrare spiritualmente nella vostra umile casa.
Fateci comprendere che cosa significhi crescere alla scuola delle vostre virtù, vivere nel mondo ma senza essere del mondo.
Insegnateci a pregare e a lavorare con impegno, a cercare il silenzio interiore e la docile sottomissione alla volontà di Dio.
Uniteci alla vostra lode nell’adorazione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.


Dono di sé al Sacro Cuore


Preghiera: dono di sé al Sacro Cuore

O Gesù, mio Dio e mio Salvatore,
nell’infinita tua carità ti sei fatto mio fratello
e sei morto per me sulla croce;

Tu che ti sei donato a me nell’eucaristia,
e mi hai mostrato il tuo Cuore,
guarda mi con i tuoi occhi misericordiosi
e avvolgimi nel fuoco della tua carità.

Io credo nel tuo amore per me
e ripongo in Te tutta la mia speranza.
Sono consapevole delle mie infedeltà
e delle mie colpe, e domando
umilmente il tuo perdono.

A te dono e consacro la mia persona
e tutto ciò che mi appartiene,
perché Tu disponga di me
come meglio credi per la gloria di Dio.

Da parte mia prometto di accettare
ogni tua disposizione e di adeguare
ogni mia azione alla tua volontà.

Cuore divino di Gesù, vivi e regna in me
e in tutti i cuori, nel tempo e nell’eternità.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Marija del 25 agosto 2018

"Cari figli, questo è tempo di grazia. Figlioli, pregate di più, parlate di meno e lasciate che Dio
vi guidi sulla via della conversione. Io sono con voi e vi amo con il mio amore materno. Grazie
per aver risposto alla mia chiamata".


Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Molto breve, il messaggio, come un sommario, riprende gli aspetti fondamentali che sono sparsi in
altri messaggi. Anzitutto ricorda che “questo è tempo di grazia”, alludendo al fatto che, pur in mezzo a tanti
disastrosi eventi, vi è sempre la presenza del Signore salvatore che ci protegge e salva, liberandoci dal male.
In particolare si sottintende che l’intervento mariano ha propriamente lo scopo di farci riflettere che
dobbiamo essere vigilanti e attenti per cogliere la grazia che Dio elargisce anche e soprattutto in questi tempi
difficili. Tali parole evitano di cadere nella sfiducia e nel malcontento, perdendo di vista l’amore salvifico di
Cristo e con lui la nostra Madre provvida che vive in mezzo a noi.

Inoltre il messaggio dice chiaramente che occorre pregare di più e tralasciare le chiacchiere che si
fanno lungo il giorno. Alle volte non troviamo il tempo per la preghiera, ma ne spendiamo molto nelle
conversazioni futili con amici e parenti, spesse volte in modo chiassoso e dissipante. Per questa ragione la
Vergine ci esorta: “Figlioli, pregate di più, parlate di meno”.

Infine indica la strada da percorrere per evitare mali peggiori ed essere sopraffatti dal maligno:
“Lasciate che Dio vi guidi sulla strada della conversione. Io sono con voi e vi amo con il mio amore
materno”. Ciò significa che dobbiamo fare spazio al raccoglimento, al silenzio, in cui Dio ci parla e ci illumina
con la sua Parola e con il suo Santo Spirito. Purtroppo il nostro tempo è pieno di chiasso, di rumori assordanti
e distraenti, che assorbono la nostra attenzione e impediscono di riflettere sulle realtà fondamentali della
nostra vita. Soprattutto ci allontanano dal progetto divino su di noi, in modo che, ritrovando la luce,
seguiamo le sue indicazioni e non andiamo dietro alle mentalità mondana e terrena. Come è importante tale
richiamo! Non possiamo trascurarlo e restare vittime di distrazioni vane e anche peccaminose. Curiamo di
custodire, ogni giorno, un tempo di silenzio per accudire alla nostra anima e irrorarla della verità e dell’amore
di Gesù e di Maria. Solo in questo modo possiamo evitare di sprecare le nostre giornate dietro le tante parole
inutili e assillanti, perdendo di vista la luce di Cristo e il conforto della sua grazia. Su questo dovremmo essere
più rigorosi e non giustificare dicendo di non avere tempo dopo che ne perdiamo tanto e per tutto troviamo
sempre tempo, ma diciamo poi di non averlo per la preghiera e la riflessione personale. Poveri noi! Siamo
come foglie sbattute dal vento. La Madonna ci offre un valido stimolo, su cui dobbiamo fare attenzione e
concretizzarlo poi nelle applicazioni.



Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2018

“Cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché anche il più piccolo bene, il
più piccolo segno d’amore vince il male sempre più visibile. Figli miei, ascoltatemi affinché il
bene prenda il sopravvento, affinché possiate conoscere l’amore di mio Figlio. Quella è la felicità
più grande: le braccia di mio Figlio che abbracciano. Lui che ama l’anima, Lui che si è dato per
voi e sempre di nuovo si dà nell’Eucaristia, Lui che ha parole di vita eterna. Conoscere il suo
amore, seguire le sue orme significa avere la ricchezza della spiritualità. Quella è una ricchezza che dà
buoni sentimenti e vede amore e bontà ovunque. Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi
di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro. Figli miei, al mondo servono
apostoli d’amore, al mondo servono molte preghiere: ma preghiere dette col cuore e con l’anima, e non
solo pronunciate con le labbra. Figli miei, tendete alla santità, ma nell’umiltà. Nell’umiltà che permette a
mio Figlio di fare attraverso di voi ciò che Lui desidera. Figli miei, le vostre preghiere, le vostre parole,
pensieri ed opere, tutto questo vi apre o vi chiude le porte del Regno dei Cieli. Mio Figlio vi ha mostrato la
via e vi ha dato la speranza, ed io vi consolo e vi incoraggio. Perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore,
ma ho avuto fede e speranza. Ora ho il premio della vita nel Regno di mio Figlio. Perciò ascoltatemi,
abbiate coraggio, non desistete! Vi ringrazio!”


Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Questo messaggio si presenta con una struttura ben compaginata e solida. Prende il via dalla verità
essenziale che il bene vince sul male; poi sottolinea la vitalità salutare dell’amore di Cristo; in terzo luogo
indica i suoi apostoli quali raggi che riflettono il Sole divino; infine invita i cristiani ad aprire e non chiudere
la porta del Regno dei cieli. Vediamo ognuno di questi aspetti che toccano da vicino la nostra vita spirituale.

1. La vittoria del bene sul male. La Vergine, preoccupata della diffusione sempre più vasta del male
nel mondo e di riflesso nella Chiesa, ci sollecita ad agire con coraggio e perseveranza per opporci alla
malvagità e così far trionfare la bontà: “Cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché
anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore vince il male sempre più visibile”. Ella fa intendere
che il male non può essere sottovalutato, perché possiede una forza pesante e devastante. I cristiani non
possono rimanere inerti e indifesi, con il pericolo sempre incombente di essere intrappolati anch’essi dentro
le insidie del maligno e le catene della schiavitù per coloro che si sottomettono al suo impero.
Per questa ragione si raccomanda: “Figli miei, ascoltatemi affinché il bene prenda il sopravvento,
affinché possiate conoscere l’amore di mio Figlio”. Ella ci fa capire che esiste una forza più forte della
cattiveria e tale forza si trova unicamente nell’amore che il Figlio suo ci dona con estrema generosità. Da qui
la necessità di lasciarci avvolgere e coinvolgere e travolgere dall’amore di Cristo, che è la fonte da cui
possiamo attingere vigore per combattere contro le avversità del male e non esserne sopraffatti. Questa
raccomandazione dovrebbe risuonare costantemente in noi, in modo che non ci distacchiamo da suo Figlio
ma ci teniamo strettamente avvinti a Lui, perché solo Lui, il Verbo incarnato e morto per noi, costituisce il
potere assoluto per sconfiggere gli attacchi satanici. Ne deriva che, se restiamo sotto la sua protezione,
sorretti dalla sua grazia, Lui stesso prende le nostre difese e ci porta in salvo. La Vergine usa un’espressione
di intenso trasporto amoroso: “Quella è la felicità più grande: le braccia di mio Figlio che abbracciano”. Che
meraviglia! Se siamo sballottati in mezzo alla tempesta dalle onde tumultuose, noi ne restiamo sereni e
fiduciosi, in quanto il nocchiero divino, il Cristo, ci conduce sulle sue braccia al porto della piena felicità.

2. La ricchezza dell’amore divino. A questo punto le parole di Maria si soffermano a contemplare la
ricchezza, la bellezza, la grandezza di suo Figlio: “Lui che ama l’anima, Lui che si è dato per voi e sempre di
nuovo si dà nell’eucaristia, Lui che ha parole di vita eterna”. Ripete con incisività e intensità che soltanto
Lui ama la nostra anima e desidera donarle la vera pace; soltanto Lui ha donato sé stesso sulla croce e non
esiste amore più grande di questo; soltanto Lui continua incessantemente a sostenerci con il cibo disceso dal
cielo, che è il suo corpo e il suo sangue presenti nella santa eucaristia. Pertanto solo Lui ci comunica le parole
di vita che illuminano il nostro cammino su questa terra, affinché non ci allontaniamo dalla sorgente vitale e
perenne così da perderci negli attacchi del nemico, che vuole infliggerci la morte e ogni sorta di malessere
interiore e esteriore, diffondendo divisione, conflittualità, guerre feroci e fratricide. Lui, Lui, Lui solo, il Cristo,
Figlio suo e nostro Signore e Salvatore, può assicurarci la totale salvezza, liberazione e guarigione da ogni
tipo di male. A tale sublime opera d’amore e di redenzione deve corrispondere la nostra adesione di fede e
di totale abbandono e sottomissione alla sua azione salvifica. Per questo motivo Ella dice: “Conoscere il suo
amore, seguire le sue orme significa avere la ricchezza della spiritualità”.
Non resta altro che assecondare il suo invito e ne otterremo vantaggi enormi, una ricchezza
insondabile di ogni bene per noi stessi, per le nostre famiglie, la nostra società, le nostre comunità: “Quella
è una ricchezza che dà buoni sentimenti e vede amore e bontà ovunque”.

3. I suoi apostoli come raggi del Sole. Dopo aver evidenziato la centralità del Figlio suo, ora la Vergine
si rivolge ai figli suoi e li chiama dolcemente per attirarli al suo Cuore Immacolato. Si percepisce la tenerezza
del suo amore e insieme la sua cura vigilante affinché nessuno dei suoi figli si perda nelle grinfie del nemico,
anzi li incoraggia ad essere come raggi luminosi che facciano risplendere la luce di Cristo e la sua presenza
sull’umanità intera e sulla sua Chiesa: “Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che,
col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro”. Si tratta di una consegna di grande
importanza, che ciascuno di noi deve fare propria: essere testimoni credibili del Figlio Suo in mezzo al mondo
così traviato e perverso, al fine di trasmettere quello stesso Amore che salva, guarisce e libera i cuori
angosciati. Si sa che ciò è possibile se noi, suoi figli e apostoli, siamo colmi dell’amore di Gesù. Nessuno può
donare quello che non possiede. Diventa impossibile dunque svolgere un apostolato e una testimonianza
credibile ed efficace se l’apostolo e il testimone non abbiano dentro di sé il tesoro da cui scaturisce l’acqua
della salvezza e della pace.
Ella lo ripete: “Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore, al mondo servono molte preghiere:
ma preghiere dette col cuore e con l’anima e non solo pronunciate con le labbra”. Mette insieme, come un
binomio inscindibile, l’amore e la preghiera sincera e viva. In effetti la preghiera costituisce la porta
spalancata verso il cielo, da cui scaturisce la sorgente dell’amore divino, che a sua volta viene riversato nel
mondo. Si tratta di una cascata graduale necessaria per far scendere sulla terra la benevolenza divina che
risana ogni ferita del cuore e del corpo. Il passaggio dall’amore del cielo alla terra si attua attraverso la
preghiera fatta con il cuore. Non è possibile separare questi tre elementi: l’amore divino, che è la fonte, la
preghiera, che è il mezzo attraverso il quale passa l’amore divino, l’effusione di tale amore che gli apostoli di
Maria devono operare tra gli uomini. Di questo collegamento dobbiamo essere convinti: se la carità è priva
della sorgente divina non porta alcun frutto di vita e di salvezza; ciò significa che se essa manca della
preghiera si fa strumento inutile e sterile. D’altra parte se la preghiera resta chiusa nel proprio egocentrismo
e non attinge alla fonte primaria, essa non trasmette l’amore vero, ma soltanto gesti esteriori e
autoreferenziali. Pertanto la preghiera, aperta all’amore di Dio e disponibile ai fratelli, diventa la fontana
secondaria che effonde sul mondo la salvezza di Cristo. In questo senso si fa vero apostolato e testimonianza
efficace. Maria lo ribatte con insistenza.

4. Aprire o chiudere le porte del Regno dei cieli. Questo ultimo aspetto risuona con grande incidenza
e consistenza: “Figli miei, tendete alla santità, ma nell’umiltà. Nell’umiltà che permette a mio Figlio di fare
attraverso di voi ciò che Lui desidera”. Tutte le espressioni dell’umano vivere su questa terra devono
sgorgare da Cristo ed essere umile strumento di diffusione del bene sull’umanità. La connessione resta
sempre la medesima: da Cristo a noi e da noi alle creature umane. Soltanto in questo modo Gesù può
continuare la sua azione di salvezza e irrorare del suo amore il mondo intero. I figli di Maria diventano così i
portatori di Cristo verso i più bisognosi di amore e di fede; sono cioè “cristofori”, similmente a Maria che ha
donato il Verbo incarnato per la redenzione degli uomini: “Figli miei, le vostre preghiere, le vostre parole,
pensieri e opere, tutto questo vi apre o vi chiude le porte del Regno dei cieli”.
Queste parole ci fanno capire che non si tratta di una realtà di poco conto, ma di un evento essenziale
per la nostra vita eterna: aprire o chiudere le porte del Regno dei cieli. Ciò significa che se noi comunichiamo
ai nostri fratelli l’amore di Gesù, permettiamo ad essi di entrare nella comunione con Lui ed essere partecipi
del suo Regno di felicità; se invece siamo soltanto dei cembali sonanti o degli strumenti privi di amore, allora
trasmettiamo un bel nulla di valido, ma solo parole e gesti vuoti di vita e di salvezza. Rendiamoci conto di
questa grave responsabilità! Tocca a noi ricolmarci dell’amore di Gesù per essere idonei a donarlo agli altri.
Si tratta di una continua nostra conversione a Lui e un totale affidamento alla sua Parola di vita. Siamo noi
che per primi dobbiamo nutrirci di Lui e soltanto così abbiamo la capacità di riversare nei fratelli il suo amore
e la sua grazia salvifica. Per confermare tale insegnamento, la Vergine cita il suo esempio sulle tracce di suo
Figlio: ”Mio Figlio vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza, ed io vi consolo e vi incoraggio. Perché,
figli miei, io ho conosciuto il dolore, ma ho avuto fede e speranza, ora ho il premio della vita nel Regno di
mio Figlio”. Niente di più convincente e stimolante. Dunque saremo suoi figli zelanti e apostoli se seguiremo
il suo esempio di una donna che ha conosciuto il dolore, ma che lo ha vissuto con grande amore. A noi il
compito di seguirla sulla medesima strada che conduce al Regno di suo Figlio.
Non esiste altra cosa più bella che accettare le sue parole, viverle con coraggio e perseveranza, senza
cedere alle insidie del male: “Perciò ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete!”

O Vergine Maria, Madre nostra dolcissima e premurosa, come sono preziosi i tuoi suggerimenti! Ti
ringrazio e ti prometto di conservarli nel mio cuore, come hai fatto tu con le parole di tuo Figlio. Allontana da
me ogni insidia che mi spinga verso situazioni e atteggiamenti nocivi alla mia salvezza e a quella dei fratelli.
Liberami dal male e sostienimi per perseverare e crescere nel bene. Fa’ che l’amore di Gesù, tuo Figlio
amatissimo, alberghi sempre nel mio animo e mi inondi di luce e vigore in tutto il mio essere, affinché io viva
e muoia tra le sue braccia e venga accolto da te nel suo Regno di pace e di giustizia, di felicità eterna. Ti
prego, o Madre cara, che ogni volta che dovessi restare incerto o debole davanti alla tentazione di
abbandonarti e di staccarmi da tuo Figlio, Tu mi sia vicina e mi tragga in salvo! O clemente, o pia, o dolce
Vergine Maria! Amen.






* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


Lo SPIRITO SANTO
persona e missione

«A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo» (dall'Introduzione).
Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali.
Uno riguarda la Persona o l'identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all'interrogativo: «Chi è lo Spirito Santo?».
La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: «Che cosa fa lo Spirito Santo?».
Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.

NB: Chi desidera acquistare il testo può richiederlo direttamente alle Edizioni Deoniane Bologna oppure nella librerie cattoliche facendolo anche ordinare



PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...


   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.





Preghiera alla Santissima Trinità

O Trinità infinita,
cantiamo la tua gloria
in questo vespro, perché nel Cristo
Tu ci hai resi figli e i nostri cuori
sono la tua dimora.

Eterno, senza tempo, sorgente della vita,
che non muore, a Te la creazione
fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.

Noi Ti cantiamo, o Immenso,
in questo breve sabato del tempo
che annuncia il grande giorno senza sera
in cui vedremo Te, vivente luce.

A Te la nostra lode,
o Trinità dolcissima e beata,
che sempre sgorghi e sempre rifluisci
nel quieto mare del tuo stesso Amore.

Amen



O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!