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Carissimi visitatori,

stiamo entrando ormai nella grande settimana santa, in cui riviviamo con fede e tanto amore la dolorosissima passione di Gesù che inizia il giovedì santo, nella cena e nella lavanda dei piedi fatta agli apostoli e poi il tradimento di Giuda nell’orto degli ulivi, dove il bacio diventa segno di consegna ai malfattori anziché gesto di affetto; segue poi il processo davanti all’autorità religiosa, che si protrae fino a tarda notte e al sorgere dell’alba, con il canto del gallo, dopo il triplice rinnegamento di Pietro. Al mattino del venerdì santo, Gesù viene trascinato come un manigoldo davanti al procuratore romano, per essere giudicato e condannato a morte, nel pretorio, dove la folla grida inferocita a Pilato: crocifiggilo, crocifiggilo. Alle ore 9 avviene la crocifissione e l’innalzamento del Cristo sulla croce, mentre la gente lo deride e lo schernisce, beffeggiandolo. A mezzogiorno subentrano le tenebre così intense che non si poteva vedere alcuna cosa fino alle ore 15, quando Gesù muore dopo aver emesso un forte grido. Quelle tenebre vengono rischiarate dell’esclamazione del centurione pagano: veramente quest’uomo era Figlio di Dio! Una stupenda professione di fede che, in mezzo a quella masnada di odio e vituperi, emerge quale faro di luce per ogni credente in Cristo. La sofferenza di Gesù non va vista solo dal punto di vista fisico, già per se stesso molto doloroso, ma anche e soprattutto dalla sua angoscia interiore che lo fa preda della cattiveria e dell’avversione più crudele. Ma proprio il dolore, vissuto unicamente per amore, diventa redentore e fonte di vita per l’umanità peccatrice. Da qui il senso concreto della Pasqua di Cristo per tutti noi, che condividiamo con Lui il nostro dolore affinché sia trasfigurato in atto di amore e di redenzione. Avvinti al Crocifisso, diventiamo portatori del suo amore nelle nostre famiglie e comunità e su tutta la faccia della terra. E’ questo che giustamente rende la Pasqua la più bella e ricca festa di vita e di salvezza eterna. A noi l’impegno di aprire la mente e il cuore per accoglierla in pienezza.

Don Renzo



Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate


(Disc. «De diversis», 15; PL 183, 577-579)

Cercare la sapienza

Procuriamoci un cibo che non perisce, compiamo l’opera della nostra salvezza. Lavoriamo nella vigna del Signore, perché possiamo meritarci il nostro denaro quotidiano. Agiamo alla luce della sapienza che dice: Colui che compie le sue opere alla mia luce, non peccherà (cfr. Sir 24, 21). «Il campo è il mondo» (Mt 13, 38), dice la Verità. Scaviamo in esso e vi troveremo il tesoro nascosto. Tiriamolo fuori. Infatti è la stessa sapienza che si estrae dal nascondiglio. Tutti la cerchiamo, tutti la desideriamo.
Dice: «Se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!» (Is 21, 12). Mi chiedi da che cosa convertirti? Distogliti dalle tue voglie. E se non la trovo nelle mie voglie, dove la posso trovare questa sapienza? L’anima mia infatti la desidera ardentemente. Se la desideri certo la troverai. Però non basta averla trovata. Una volta trovatala occorre versarla nel cuore in misura buona, pigiata, scossa e traboccante (cfr. Lc 6, 38). Ed è giusto che sia così. Infatti: Beato l’uomo che trova la sapienza e ha in abbondanza la prudenza (cfr. Pro 3, 13). Cercala dunque mentre la puoi trovare, e mentre ti è vicina, invocala. Vuoi sentire quanto ti è vicina? Vicina a te è la parola nel tuo cuore e nella tua bocca (cfr. Rm 10, 8), ma solamente se tu la cerchi con cuore retto. Così infatti troverai nel cuore la sapienza e sarai colmo di prudenza nella tua bocca; ma bada che affluisca a te, non che defluisca o venga respinta.
Certo hai trovato il miele, se hai trovato la sapienza. Soltanto non mangiarne troppo, perché non abbia a rigettarlo dopo di esserti saziato. Mangiane in modo da averne sempre fame. Infatti la sapienza dice: «Quanti si nutrono di me avranno ancora fame» (Sir 24, 20). Non far troppo conto di quello che hai. Non mangiare a sazietà per non rigettare e perché quanto credi di avere, non ti sia strappato, poiché hai tralasciato prima del tempo di cercare. Infatti non si deve desistere dal ricercare o dall’invocare la sapienza, mentre la si può trovare, mentre è vicina. Diversamente, al dire dello stesso Salomone, come chi mangia molto miele ne riceve danno, così colui che vuole scrutare la maestà divina è schiacciato dalla sua gloria (cfr. Pro 25, 27). Come poi è beato l’uomo che trova la sapienza, così è beato pure, o anche più beato ancora, colui che dimora nella sapienza. Questo infatti riguarda forse la sua abbondanza.
Certo in questi tre casi sulla tua bocca c’è l’abbondanza di sapienza e di prudenza: se sulla bocca hai la confessione della tua iniquità, se hai il ringraziamento e il canto di lode, se infine hai anche una conversazione edificante. In realtà «con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza» (Rm 10, 10). Come pure: Il giusto si fa suo accusatore fin dal principio del suo dire (cfr. Pro 18, 12), nel bel mezzo deve magnificare Dio e in un terzo momento deve essere ripieno di sapienza in modo da edificare il prossimo.


Dalle «Omelie sull’Ecclesiaste» di san Gregorio di Nissa, vescovo


(Om. 5; PG 44, 683-686)

Il saggio ha gli occhi in fronte

Se l’anima solleverà gli occhi verso il suo capo, che è Cristo, come dichiara Paolo, dovrà ritenersi felice per la potenziata acutezza della sua vista, perché terrà fissi gli occhi là dove non vi è l’oscurità del male.
Il grande apostolo Paolo, e altri grandi come lui, avevano «gli occhi in fronte» e così pure tutti coloro che vivono, che si muovono e sono in Cristo.
Colui che si trova nella luce non vede tenebre, così colui che ha il suo occhio fisso in Cristo, non può contemplare che splendore. Con l’espressione «occhi in fronte», dunque, intendiamo la mira puntata sul principio di tutto, su Cristo, virtù assoluta e perfetta in ogni sua parte, e quindi sulla verità, sulla giustizia, sull’integrità; su ogni forma di bene. Il saggio dunque ha gli occhi in fronte, ma lo stolto cammina nel buio (Qo 2, 14). Chi non pone la lucerna sul candelabro, ma sotto il letto, fa sì che per lui la luce divenga tenebra. Quanti si dilettano di realtà perenni e di valori autentici sono ritenuti sciocchi da chi non ha la vera sapienza. È in questo senso che Paolo si diceva stolto per Cristo. Egli nella sua santità e sapienza non si occupava di nessuna di quelle vanità, da cui noi spesso siamo posseduti interamente. Dice infatti: Noi stolti a causa di Cristo (1 Cor 4, 10) come per dire: Noi siamo ciechi di fronte a tutte quelle cose che riguardano la caducità della vita, perché fissiamo l’occhio verso le cose di lassù. Per questo egli era un senza tetto, non aveva una sua mensa, era povero, errabondo, nudo, provato dalla fame e dalla sete.
Chi non lo avrebbe ritenuto un miserabile, vedendolo in catene, percosso e oltraggiato? Egli era un naufrago trascinato dai flutti in alto mare e portato da un luogo all’altro, incatenato. Però, benché apparisse tale agli uomini, non distolse mai i suoi occhi da Cristo, ma li tenne sempre rivolti al capo dicendo: Chi ci separerà dalla carità che è in Cristo Gesù? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (cfr. Rm 8, 35). Vale a dire: Chi mi strapperà gli occhi dalla testa? Chi mi costringerà a guardare ciò che è vile e spregevole?
Anche a noi comanda di fare altrettanto quando prescrive di gustare le cose di lassù (cfr. Col 3, 1-2) cioè di tenere gli occhi sul capo, vale a dire su Cristo.


Dal «Commento sui salmi» di sant’Ambrogio, vescovo


(Sal 36, 65-66; CSEL 64, 123-125)

Apri la tua bocca alla parola di Dio

Sia sempre nel nostro cuore e sulla nostra bocca la meditazione della sapienza e la nostra lingua esprima la giustizia. La legge del nostro Dio sia nel nostro cuore (cfr. Sal 36, 30). Per questo la Scrittura ci dice: «Parlerai di queste cose quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai» (Dt 6, 7). Parliamo dunque del Signore Gesù, perché egli è la Sapienza, egli è la Parola, è la Parola di Dio. Infatti è stato scritto anche questo: Apri la tua bocca alla parola di Dio.
Chi riecheggia i suoi discorsi e medita le sue parole la diffonde. Parliamo sempre di lui. Quando parliamo della sapienza, è lui colui di cui parliamo, così quando parliamo della virtù, quando parliamo della giustizia, quando parliamo della pace, quando parliamo della verità, della vita, della redenzione, è di lui che parliamo.
Apri la tua bocca alla parola di Dio, sta scritto. Tu la apri, egli parla. Per questo Davide ha detto: Ascolterò che cosa dice in me il Signore (cfr. Sal 84, 9) e lo stesso Figlio di Dio dice: «Apri la tua bocca, la voglio riempire» (Sal 80, 11). Ma non tutti possono ricevere la perfezione della sapienza come Salomone e come Daniele. A tutti però viene infuso lo spirito della sapienza secondo la capacità di ciascuno, perché tutti abbiano la fede. Se credi, hai lo spirito di sapienza.
Perciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7). Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all’interno di noi stessi. Parla con saggezza per sfuggire al peccato e per non cadere con il troppo parlare. Quando stai seduto parla con te stesso, quasi come dovessi giudicarti. Parla per strada, per non essere mai ozioso. Tu parli per strada se parli secondo Cristo, perché Cristo è la via. In cammino parla a te stesso, parla a Cristo. Senti come devi parlargli: «Voglio, dice, che gli uomini preghino dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese» (1 Tm 2, 8). Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5).
Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato. Senti come Cristo ti sveglia. La tua anima dice: «Un rumore! È il mio diletto che bussa» (Ct 5, 2) e Cristo dice: «Aprimi, sorella mia, mia amica» (Ivi). Senti come tu devi svegliare Cristo. L’anima dice: «Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, svegliate, ridestate l’amore» (Ct 3, 5). L’amore è Cristo.



Dal libro dei Proverbi


3, 1-20

Come si acquista la sapienza
Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento
e il tuo cuore custodisca i miei precetti,
perché lunghi giorni e anni di vita
e pace ti porteranno.
Bontà e fedeltà non ti abbandonino;
légale intorno al tuo collo,
scrivile sulla tavola del tuo cuore,
e otterrai favore e buon successo
agli occhi di Dio e degli uomini.
Confida nel Signore con tutto il cuore
e non appoggiarti sulla tua intelligenza;
in tutti i tuoi passi pensa a lui
ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Non credere di essere saggio,
temi il Signore e sta’ lontano dal male.
Salute sarà per il tuo corpo
e un refrigerio per le tue ossa.
Onora il Signore con i tuoi averi
e con le primizie di tutti i tuoi raccolti;
i tuoi granai si riempiranno di grano
e i tuoi tini traboccheranno di mosto.
Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore
e non aver a noia la sua esortazione,
perché il Signore corregge chi ama,
come un padre il figlio prediletto.
Beato l’uomo che ha trovato la sapienza
e il mortale che ha acquistato la prudenza,
perché il suo possesso
è preferibile a quello dell’argento
e il suo provento a quello dell’oro.
Essa è più preziosa delle perle
e neppure l’oggetto più caro la uguaglia.
Lunghi giorni sono nella sua destra
e nella sua sinistra ricchezza e onore;
le sue vie sono vie deliziose
e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.
È un albero di vita per chi ad essa s’attiene
e chi ad essa si stringe è beato.
Il Signore ha fondato la terra con la sapienza,
ha consolidato i cieli con intelligenza;
dalla sua scienza sono stati aperti gli abissi
e le nubi stillano rugiada.



Approfondimenti della fede - Don Renzo Lavatori:
«Satana è l’angelo del male ma ha tre limiti»


Perché non si può demonizzare tutto?

Don Renzo Lavatori nel suo ultimo libro, satana, l’angelo del male, ci dice perché non si può demonizzare tutto. Quali sono i rischi di non dare il giusto peso al demonio. Quali sono i suoi limiti e da dove ha origine il male.
Non si può demonizzare tutto. Così verrebbe esaltato il ruolo di satana e scaricato da ogni responsabilità l’uomo.
Si cederebbe al fanatismo alla predestinazione, al fatalismo. Ma non si può neanche rifiutarlo o negarne l’esistenza come molti vorrebbero o meglio preferirebbero. Sarebbe un grande errore perché non conoscendolo lui ci inganna meglio. Meglio conoscere come agisce.

Perché il male nel mondo
LdM – Don Renzo, perché il male nel mondo se, come leggiamo in Genesi, Dio ha creato ogni cosa buona?
DRL – Questo è il grido di Agostino, se Tu sei sommo bene perché il male? Perché io sento questo istinto di andare contro di Te quando Tu mi hai creato e hai fatto tutto bello e meraviglioso? Da dove viene il male, da Dio? No, Quando ci capita una sofferenza non diciamo che è Dio che ci ha dato questa pena o quel lutto. Lui vuole il bene, e sa trasformare il male in bene.
LdM – Allora viene da noi?
DRL – Il male non viene neanche da noi, perché è più forte di noi. Se il male venisse da me uomo io lo potrei sconfiggere ed invece non ce la faccio.
LdM – Quindi se non è Dio e non sono io uomo, chi crea il male?
DRL – L’origine del male è nel Peccato angelico. Il concilio Lateranense 4 del 1215 dice: Dio ha creato tutto buono ma satana, da angelo buono, di sua libera iniziativa, non ha voluto assecondare la volontà di Dio. Si è auto-condannato e da lì ha avuto origine il male del mondo come alluvioni, terremoti ecc. Il Male ha dunque avuto origine da una creatura puramente spirituale e razionale superiore all’uomo. Ecco perché il Verbo si è fatto carne, il perché della redenzione. Perché da soli non siamo in grado di salvarci. Gesù è venuto per sanare la nostra debolezza sconfiggendo la morte e satana.
LdM – Quanto è importante comprendere questa origine del male?
DRL – Studiare questo aspetto del demonio, alla luce di Dio, diventa molto importante per evitare alcuni errori, tra cui incolpare Dio del male che c’è quando è il diavolo l’origine del male che poi l’uomo, cadendo nella prima tentazione, ha aggravato.
LdM – Quindi ne esaltarlo, come lui vorrebbe, ne rifiutarlo perché lui c’è.
DRL – Giustamente solo dargli il giusto posto. E’ una creatura, non è Dio e non è neanche un’emanazione di un dio cattivo. Satana è una creatura di Dio spirituale. Creata buona e libera che di sua libera scelta ha rinnegato la sua appartenenza a Dio. Ha voluto essere padrone di se stesso. Ha dunque creato il caos nel cosmo. Lui non sta tranquillo o fermo ma non può fare più di quello che gli è consentito.

Il Demonio ha tre limiti
LdM – Quindi il demonio è limitato, e quali sono questi limiti?
DRL – La suprema volontà di Dio. Dio è il suo padrone quindi lui non può più di quanto il suo creatore gli consente. Come è scritto nell’Apocalisse, c’è un periodo ma poi viene gettato nell’abisso. Il Libero arbitrio dell’uomo. Se l’uomo non vuole, lui non può obbligarlo a fare il male, come Dio non può obbligarci a fare il bene. Questo è il libero arbitrio. La nostra libertà di scelta, un dono di Dio tanto prezioso quanto delicato da utilizzare. La Croce perché è in croce che Cristo ha sconfitto satana una volta per tutte. Difronte alla Croce di Gesù satana fugge.
LdM – Chi ci aiuta a superare gli attacchi di Satana?
DRL – Innanzi tutto la Madonna, la grande nemica di satana. In Genesi 3,15, dopo il peccato Dio rimproverò prima Adamo, poi Eva e poi il serpente. “Porrò inimicizia tra te e la donna tra la tua stirpe e la sua stirpe questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Quindi la Chiesa, oggi particolarmente sotto attacco. Nell’Apocalisse il dragone sferra il suo attacco alla donna vestita di sole (la Madonna, ma anche la Chiesa) che viene tratta in salvo dall’aquila e trascinata nel deserto. Questa è la nostra storia ma noi sappiamo che ha vinto Gesù
LdM – Quindi il bene trionfa sempre
DRL – Il bene vince sempre sul male. Usciamo da questo vittimismo da queste espressioni tipiche di oggi: sto male, non ce la faccio, ormai non ce più niente da fare. La gente si deprime, cade nella disperazione. Questo senso di rassegnazione, questo continuo lamentarsi è cedere al nemico diventandone sudditi. Ci facciamo dominare dal male, dalla morte, dal diavolaccio. Questa è una trappola molto sottile e pericolosa. Invece dobbiamo sempre sperare perché Dio ha altre risorse.
LdM – Don Renzo giovedì 7 marzo saremo all’auditorium della Scala Santa a Roma per la presentazione del suo libro. Concludendo, che risposte vi troveremo?
DRL – Tante risposte in chiave cristiana ad alcune domande dell’umanità attraverso l’analisi dei testi biblici, scritture sacre ed anche i vangeli apocrifi. Gli scritti dei padri e dei dottori della chiesa. Dei documenti conciliari, del magistero e del catechismo. Per dire chi è satana e cosa fa nel modo giusto perché oggi troppe cose vengono esaltate e strumentalizzate dalla new age, dalle sette sataniche da tutti questi movimenti che portano ad un’idolatria dietro cui si nasconde proprio lui satana.

Fonte: articolo originale di la luce di Maria

Don Renzo Lavatori – “Satana, l'angelo del male” – ed. La Fontana di Siloe


Approfondimenti della fede - Don Renzo Lavatori: « Satana agisce in 5 modi. Meglio conoscerli che essere impreparati »
Chi è satana? Cosa fa e qual è il suo potere? Che posto gli compete?

Queste alcune delle domande cui Don Renzo si propone di offrire una risposta valida al lettore. Conoscere i limiti del demonio ci aiuta nel nostro combattimento e soprattutto a non cadere facilmente nelle sue tentazioni.
Abbiamo incontrato Don Renzo Lavatori in occasione del lancio della sua ultima pubblicazione “Satana, l’angelo del male”.
Un libro che vuole mettere chiarezza ed ordine sul demonio, in un momento storico di piena confusione sul tema. Chi è satana? Cosa fa e qual è il suo potere? Che posto gli compete? Queste alcune delle domande cui il manoscritto si propone di offrire una risposta valida al lettore.

Come si parla di satana
LdM – Don Renzo, di satana oggi se ne parla molto. Ma come se ne parla?
DRL – Direi con confusione, con troppa esaltazione. Satana esiste, non va negato ma compreso dentro il mistero di Cristo.
LdM – Come ci aiuta questo libro?
DRL – Questo libro vuol far capire attraverso l’analisi di tutta una lunga documentazione qual è il ruolo e il posto in cui satana va collocato, senza esaltazione ne rifiuto. Comprenderne la figura ci aiuta paradossalmente a conoscere meglio le complessità di noi esseri umani.
LdM – Don Renzo lei tra le altre cose è un demonologo. Ci spiega in breve cosa fa un demonologo?
DRL – Sicuramente non fa l’esorcista. Non potrei farlo perché sono debole per questo, io il demonio mi limito a studiarlo attraverso i documenti.
LdM – Mi scusi, che vuol dire che lei è debole?
DRL – Studiare e capire chi è satana è un conto. Affrontarlo è ben diverso. Bisogna avere non solo fede in Cristo ma anche forza fisica, aggressiva e potente per combatterlo.
LdM – E’ una vera lotta
DRL – Certamente, una lotta spirituale ma che impegna anche il fisico, la psiche. Un combattimento dove si avverano molte cose strane. Non dobbiamo però dare molto valore a questo, quanto al fatto che satana, purtroppo, può sempre insidiarci nelle forme che lui ritiene più opportune per noi.
LdM – Quindi satana ha un modus operandi ad hoc per ognuno di noi?
DRL – Certamente, perché lui conosce la nostra caratterialità, le nostre debolezze. Questo però solo se noi gliele mostriamo.
LdM – in che senso, se siamo noi a mostrargliele?
DRL – Per esempio, se sono un tipo goloso lui non lo sa. Ma se davanti a un dolce io mi ci avvento con avidità per mangiarlo, ecco che lui vede. Questa, per lui, è una porta aperta dove poter insinuare una tentazione.
LdM – Conosce i nostri pensieri?
DRL – No, Lui non conosce i nostri pensieri, solo Dio li conosce. Lui non può perché è una creatura. Però se li manifestiamo li recepisce. Per esempio, anche il parlare delle nostre cose un po’ particolari ad alta voce può essere pericoloso. Lui capisce come siamo fatti ed allora può introdursi in quelle porte che inevitabilmente gli lasciamo aperte.
LdM – Quindi possiamo definirlo, in una parola, un grande osservatore?
DRL – Un grosso osservatore infatti studiando la demonologia, ho studiato anche la psicologia umana. Evagrio Pontico, un padre della chiesa che combatteva il demonio, lo ha descritto molto bene. Sui vizi capitali ha fatto delle disquisizioni che oggi sono materia della psicanalisi anticipando, di fatto alcuni temi di oltre 1700 anni. Vedere com’è in profondità il cuore dell’uomo con le sue passioni, i suoi contorcimenti, le sue conflittualità. Il diavolo queste cose le conosce tutte. A questo punto, lo studio di satana, ci fa capire anche come siamo noi, i nostri punti più deboli, quelli più peccaminosi.

La Tentazione – i 5 effetti benefici
LdM – Don Renzo satana è il tentatore, ma cos’é la tentazione?
DRL – La tentazione è il primo modo in cui il demonio agisce contro di noi. Ma questa, presa alla luce di Cristo, non è negativa anzi, vincendola, ci si matura e se ne hanno ben 5 effetti benefici.
LdM – Effetti benefici?
DRL – Certamente. Il primo effetto è la consapevolezza della nostra debolezza, da soli non ce la possiamo fare. Il secondo è la preghiera. Compreso che da soli non ce la possiamo fare, ci affidiamo al Signore e quindi aumentiamo la nostra preghiera. Il Terzo è l’essere vigili verso le tentazioni. La nostra debolezza ci fa anche capire che questa tentazione va sempre vigilata attentamente. La tentazione ci può attaccare quando meno ce lo aspettiamo. Il quarto è l’offerta di una sofferenza.
In un certo modo quando vogliamo superare, vincere questa tentazione dobbiamo rinnegare noi stessi, dobbiamo combattere contro i nostri desideri, le nostre passioni, e questa è una sofferenza espiatrice che fa bene per la nostra purificazione interiore ed anche per le anime del purgatorio. Il quinto è la comprensione che la tentazione è un cammino di santificazione, se presa bene. Quindi la tentazione non è peccato. Accettare la tentazione è cadere nel peccato.
LdM – Quindi la tentazione può essere un trampolino verso la nostra salvezza?
DRL – Certamente. Come è avvenuto per i Santi, San Pio ha lottato tantissimo contro satana, anche San Francesco e San Benedetto. Il superare la tentazione diventa un motivo per crescere nella santità e ci mantiene contemporaneamente umili. Non possiamo mai pensare io sono santo perché questo diventerebbe orgoglio che è la tentazione più grossa.

I 5 modi di agire del demonio
LdM – Don Renzo, nel descrivere la tentazione aveva detto che è il primo modo con cui satana agisce per attaccarci. Quindi ce ne sono altri?
DRL – Sono 5 i modi in cui il demonio agisce: il primo, il più usuale è appunto la tentazione, poi c’è la vessazione che colpisce il corpo. Ci fa cadere dalle scale, battere la testa, avere un incidente ecc. questa è un attacco satanico da non confondere con la possessione. Il terzo modo con cui satana agisce è l’ossessione. Questa attacca la psiche, ecco perché alcuni mali come depressione o ansia sono a volte ambigui e non solo legati alla sfera psichica ma anche spirituale.

Il quarto modo è l’infestazione che riguarda i luoghi. Questa molto spesso viene sottovalutata. Una credenza che cade senza motivo o una porta che si spalanca senza presenza di vento possono essere un sintomo di infestazione. Ecco perché per tradizione a Pasqua si fa la benedizione delle case. Infine c’è la possessione diabolica. Per comprendere che ci si trova in questa situazione, ci vuole un vero e profondo discernimento. Padre Amorth ripeteva che non tutti coloro che dicono di essere posseduti, o compiono gesti da posseduti lo sono realmente. Ricordiamoci che il demonio inganna e che spesso noi siamo egocentrici.
Fonte: articolo originale di la luce di Maria

Don Renzo Lavatori – “Satana, l'angelo del male” – ed. La Fontana di Siloe


Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d’Assisi


(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)

Dobbiamo essere semplici, umili e puri

Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima Madre, la povertà.
All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).
Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorioso, dato a noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio sangue come sacrificio e vittima sull’altare della croce. Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì invece per i nostri peccati, lasciandoci l’esempio perché seguissimo le sue orme (cfr. 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.
O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3, 8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.
Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.




Protesta all’Angelo Custode di S. Carlo Borromeo (1538-1584)



Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Io N., miserabile peccatore, protesto in vostra presenza o Santo Angelo di Dio, mio fedele custode:
1. Che voglio morire nella sola vera Fede che insegna la Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana, nella quale sono morti tutti i Santi e fuor della quale non c’è salvezza.
2. Protesto ancora, o mio santo Angelo, che, aiutato e sostenuto dalla vostra protezione, voglio lasciare questa vita animato da una grande confidenza nella misericordia di Dio, malgrado la moltitudine e la gravità dei miei peccati, credendo fermamente che una sola goccia del Sangue preziosissimo di Nostro Signore basti a cancellare non solo i miei peccati, ma quelli del mondo intero.
3. Protesto parimenti, o beato Angelo, di avere un gran desiderio, nonostante l’enormità dei miei crimini, di partecipare ai meriti infiniti di nostro Signore Gesù Cristo, la cui tenerezza e misericordia non rigettano mai nessuno. Oh, come vorrei non aver mai offeso il mio Dio! Io lo amo al di sopra di tutto e desidero amarLo sempre più. Mi pento di tutto cuore, perdono volentieri a tutti coloro che mi hanno contristato e getto tutti i miei peccati nel Cuore adorabile di Gesù, affinché Egli si degni di cancellarli per sempre.
4. Vi scongiuro, altresì, o mio fedele Custode, di supplicare in mio favore la divina misericordia, affinché si degni di ricevermi nel numero di quei Beati che ha predestinati da tutta l’eternità e che sono già nella Sua gloria. E protesto ancora che, per ottenere una grazia così preziosa dall’infinta bontà di Dio, sono pronto a soffrire non solo tutte le pene di questa miserabile vita, ma ancora tutte quelle del purgatorio, fino al giorno del giudizio universale.
5. Infine, o mio amatissimo e sapientissimo Custode, protesto di costituirvi come esecutore delle mie ultime volontà.
Ottenetemi, ve ne prego, dal mio Dio queste ultime tre grazie: la prima, che non esca da questa vita senza aver ricevuto degnamente i Sacramenti della Chiesa; la seconda, che Nostro Signore Gesù Cristo si degni di addolcire e calmare i dolori della mia anima con una di quelle lacrime e di quei sospiri che Egli ha emesso sulla croce; e che la sua dolcissima Madre, abbassando su di me uno di quei teneri sguardi che ai piedi della croce Ella rivolgeva al suo diletto Figlio morente, si degni di ammettermi nel numero di coloro che, sotto la sua protezione, ottengono l’eterna ricompensa nel giorno del giudizio; la terza, infine, è che voi, mio santo Angelo e fedele Custode, vi degniate di soccorrermi nell’ultima ora in cui la mia anima si separerà dal corpo, e che mi rendiate propizio Gesù Cristo mio giudice, il cui Cuore sulla croce ardeva dal desiderio bruciante di salvare i poveri peccatori.
Custodite, dunque, la mia anima che vi è stata affidata, o mio tenerissimo Custode, e quando lascerà la prigione del suo corpo, degnatevi di rimetterla nelle mani del Suo Creatore e Redentore, affinché con Voi e con tutti i Santi del Cielo possa gioire della Sua presenza, amarLo perfettamente e possederLo pienamente per tutta l’eternità. Così sia.


Il Verbo di Dio che abita i cieli altissimi è fonte di sapienza


(Capp. 59, 2 – 60, 4; 61, 3; Funk 1, 135-141)

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

Gesù Cristo, Figlio diletto di Dio, ci ha chiamati dalle tenebre alla luce, dall’ignoranza alla conoscenza del suo nome glorioso; perché possiamo operare nel suo nome, che è all’origine di ogni cosa creata.
Per mezzo suo il creatore di tutte le cose conservi intatto il numero dei suoi eletti, che si trovano ovunque per il mondo. Ascolti la preghiera e la supplica che ora noi di cuore gli innalziamo:
Tu hai aperto gli occhi del nostro cuore perché conoscessimo te solo, Altissimo, che abiti nei cieli altissimi, Santo tra i santi. Tu abbatti l’arroganza dei presuntuosi, disperdi i disegni dei popoli, esalti gli umili e abbatti i superbi, doni la ricchezza e la povertà, uccidi e fai vivere, benefattore unico degli spiriti e Dio di ogni carne (cfr. Is 57, 15; 13, 1; Sal 32, 10, ecc.).
Tu scruti gli abissi, conosci le azioni degli uomini, aiuti quanti sono in pericolo, sei la salvezza di chi è senza speranza, il creatore e il vigile pastore di ogni spirito. Tu dai incremento alle nazioni della terra e tra tutte scegli coloro che ti amano per mezzo del tuo Figlio diletto Gesù Cristo, per opera del quale ci hai istruiti, santificati, onorati.
Ti preghiamo, o Signore, sii nostro aiuto e sostegno. Libera quelli tra noi che si trovano nella tribolazione, abbi pietà degli umili, rialza i caduti, vieni incontro ai bisognosi, guarisci i malati, riconduci i traviati al tuo popolo. Sazia chi ha fame, libera i nostri prigionieri, solleva i deboli, dà coraggio a quelli che sono abbattuti.
Tutti i popoli conoscano che tu sei il Dio unico, che Gesù Cristo è tuo Figlio, e noi «tuo popolo e gregge del tuo pascolo» (Sal 78, 13).
Tu con la tua azione ci hai manifestato il perenne ordinamento del mondo. Tu, o Signore, hai creato la terra e resti fedele per tutte le generazioni. Sei giusto nei giudizi, ammirabile nella fortezza, incomparabile nello splendore, sapiente nella creazione e provvido nella sua conservazione, buono in tutto ciò che vediamo e fedele verso coloro che confidano in te, o Dio benigno e misericordioso. Perdona a noi iniquità e ingiustizie, mancanze e negligenze.
Non tener conto di ogni peccato dei tuoi servi e delle tue serve, ma purificaci nella purezza della tua verità e guida i nostri passi, perché camminiamo nella pietà, nella giustizia e nella semplicità del cuore, e facciamo ciò che è buono e accetto davanti a te e a quelli che ci guidano.
O Signore e Dio nostro, fa’ brillare il tuo volto su di noi perché possiamo godere dei tuoi beni nella pace, siamo protetti dalla tua mano potente, liberati da ogni peccato con la forza del tuo braccio eccelso, e salvati da coloro che ci odiano ingiustamente.
Dona la concordia e la pace a noi e a tutti gli abitanti della terra, come le hai date ai nostri padri, quando ti invocavano piamente nella fede e nella verità. Tu solo, o Signore, puoi concederci questi benefici e doni più grandi ancora.
Noi ti lodiamo e ti benediciamo per Gesù Cristo, sommo sacerdote e avvocato delle nostre anime. Per mezzo di lui salgano a te l’onore e la gloria ora, per tutte le generazioni e nei secoli dei secoli. Amen.


Tu ci sei necessario o Cristo (Beato Paolo VI)


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario: per vivere in comunione con Dio Padre; per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi; per essere rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione, e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio–con–noi, per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità, lungo il cammino della nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli. Amen.



Preghiera a Maria e Giuseppe davanti al presepio


O Maria e Giuseppe, insegnateci a entrare spiritualmente nella vostra umile casa.
Fateci comprendere che cosa significhi crescere alla scuola delle vostre virtù, vivere nel mondo ma senza essere del mondo.
Insegnateci a pregare e a lavorare con impegno, a cercare il silenzio interiore e la docile sottomissione alla volontà di Dio.
Uniteci alla vostra lode nell’adorazione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen




Preghiera di papa Leone XIII a San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che tu lo dòmini e Tu Principe della milizia celeste, con il potere che Ti viene da Dio incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele, obbedientissimo al comando divino; san Michele, indefettibile nella lotta contro l’eresia; san Michele, vittorioso contro le forze del male; san Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli: PREGA PER NOI.


Dono di sé al Sacro Cuore


Preghiera: dono di sé al Sacro Cuore

O Gesù, mio Dio e mio Salvatore,
nell’infinita tua carità ti sei fatto mio fratello
e sei morto per me sulla croce;

Tu che ti sei donato a me nell’eucaristia,
e mi hai mostrato il tuo Cuore,
guarda mi con i tuoi occhi misericordiosi
e avvolgimi nel fuoco della tua carità.

Io credo nel tuo amore per me
e ripongo in Te tutta la mia speranza.
Sono consapevole delle mie infedeltà
e delle mie colpe, e domando
umilmente il tuo perdono.

A te dono e consacro la mia persona
e tutto ciò che mi appartiene,
perché Tu disponga di me
come meglio credi per la gloria di Dio.

Da parte mia prometto di accettare
ogni tua disposizione e di adeguare
ogni mia azione alla tua volontà.

Cuore divino di Gesù, vivi e regna in me
e in tutti i cuori, nel tempo e nell’eternità.
Amen



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Mirjana del 2 aprile 2019

“Cari figli, come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio. So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso. Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso. Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male. Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni. Perché lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre. Perciò, figli miei, vivete la letizia, la serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto. Vi ringrazio.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio esprime tre aspetti essenziali: anzitutto vi è l’affermazione che Maria conosce il cuore dei figli; prosegue con l’invito ad adorare e ringraziare suo Figlio; infine spinge a vivere in serenità e nella comunione fraterna.

1. La Vergine espone semplicemente e affettuosamente che conosce i suoi figli, come una madre vigile, sensibile e attenta. Con le sue dolci parole, che penetrano beneficamente nel nostro animo, ci fa capire che siamo amati da Lei e che Ella ci accoglie tutti nel suo Cuore Immacolato: “Cari figli, come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio. So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso”. Per noi queste parole sono un vero balsamo di conforto e di incoraggiamento.
Contemporaneamente però ci indica il modo e la strada giusta da percorrere, quella di conoscere e amare Gesù suo Figlio e metterlo al centro del nostro cuore: “Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso”.
Sono espressioni di alto tenore concettuale e spirituale, in quanto esse rivelano l’animo di suo Figlio, che possiede anche Lui una particolare sensibilità e amore nei nostri confronti, ma noi non sempre ce ne rendiamo conto e sappiamo apprezzarli. Per questa ragione Ella ci vuole condurre a Lui, quale nostro unico Salvatore e Redentore, affinché ne scopriamo tutta la bellezza e ricchezza umana e divina. Ciò avviene soprattutto con la preghiera viva e intensa verso di Lui, in modo da condividere i suoi sentimenti e atteggiamenti. La preghiera, come sappiamo, ci consente di mettere il nostro animo in sintonia con il suo.
Allora potremo conoscere direttamente e in profondità la grandezza sconfinata del suo amore, la sua misericordia e giustizia. Si tratta, avverte Lei, di sintonizzarci con il Cuore sacratissimo di Gesù, di percepirne i battiti più reconditi e meravigliosi. Così saremo affascinati e trascinati dalla sua stupenda Persona per essere e restare avvinti a Lui, quale roccia e punto di riferimento preciso e sicuro.

2. Ella prosegue il discorso, spingendoci sempre più intimamente ad entrare in comunione con Gesù.
Ci dona alcune pennellate splendenti sulla figura di suo Figlio, affinché anche noi lo amiamo come Lei lo ama con la medesima intensità coinvolgente e ne facciamo una raffigurazione stupenda, che rimane scolpita dentro il nostro animo e diventa la nostra unica sorgente di salvezza terrena ed eterna: “Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male”. Sono descritti alcuni tratti di incomparabile fascino che ci attraggono e ci immergono nella figura di Gesù, ci lasciano stupefatti e radiosi dallo splendore che emana dalla sua persona, così delicata e attenta ad ogni particolare anche il più piccolo, ma che nella sua luce risplende e si fa prezioso. Accogliamo queste parole nel nostro cuore e meditiamole con attenzione e mettiamole in pratica, in modo che Gesù, con la sua presenza in noi, ci accompagni ogni giorno nella nostra esistenza per essere sostenuti, protetti, guariti, perdonati, vivificati dal suo amore dolcissimo.
Egli infatti sa ritrovare in ciascuno di noi, così miseri e peccatori, gli elementi più buoni e meritevoli, affinché tutto il negativo che è in noi sia allontanato e noi veniamo purificati, liberati e rinvigoriti. Gesù è un divino artista che sa trasformare il male in bene, la nostra piccolezza nella sua grandezza. Ciò ci sospinge a camminare ogni giorno assieme a Lui, nel suo nome santissimo, per raggiungerlo nel suo regno di gloria e di beatitudine eterna. Da qui sorge dal Cuore materno di Maria la sua raccomandazione: “Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni”. Ella indica tre atteggiamenti che devono albergare in noi: uno è quello di “adorarlo”, in quanto è nostro Dio e Signore; l’altro è quello di “ringraziarlo”, in quanto è nostro Redentore e Salvatore, che ha donato la sua vita per noi fino alla morte in croce; infine dobbiamo “esserne degni”, nel senso che ci impegniamo sempre più ad assimilarci a Lui fino a diventare un solo spirito di verità e di amore, noi in Lui e Lui in noi, come confessa candidamente San Paolo: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.”

3. In ultimo, come luminosa conclusione, Ella spalanca lo sguardo sul Figlio e vede il valore immenso delle sue Parole, che vengono da Dio quale verità e amore assoluto, e sono portatrici di vita piena, di libertà e di infinito bene: “Perché Lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre”. In effetti le parole di Gesù vanno accolte, capite e vissute, perché sono i fari di luce a cui dobbiamo conformare la nostra vita, i sentimenti e le azioni concrete. Nessun’altra parola può possedere la sua stessa verità e vitalità. Spesso invece noi ascoltiamo e andiamo dietro a tante parole inutili, fatue, menzognere, illusorie, con la stoltezza di crederle veritiere, mentre ci trascinano verso la nullità e meschinità del nostro essere e operare, a discapito dei nostri stessi interessi e vantaggi. Attenzione dunque a non lasciarci illudere e ammaliare dalle chiacchiere che si diffondono nel mondo e che portano angoscia, tenebrosità, confusione e disordine, fino a numerosi disastri a tutti i livelli sociali e personali. Occorre rimanere ancorati alle sue Parole di vita e verità, anche se alle volte resta faticoso e impegnativo.

Si tratta di andare contro corrente. Ma lì sta la nostra unica salvezza per camminare sulla giusta strada e diretta al bene infinito e alla beatitudine eterna. Maria ce lo fa intendere: “Perciò, figli miei, vivete la letizia, serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto”. Solo seguendo i suoi consigli materni, noi potremo vivere bene, cioè sereni e fiduciosi, forti e coraggiosi, resistenti e vigorosi, pur passando in mezzo alle vicissitudini burrascose e tormentate. La nostra forza e la nostra luce è dunque Lui, il divino Maestro nostro Signore, Gesù Cristo. A Lui la nostra adesione totale e imperterrita, assieme con Lui staremo al sicuro.

O Vergine Maria, dalle tue parole sempre così vibranti e luminose, ho appreso che tu ci vuoi condurre al tuo Gesù profondamente e radicalmente. Per questo ardisco chiederti un aiuto, perché da solo vedo che non ci riesco, preso come sono da mille cose di questo mondo. Per il tuo Gesù rimane poco o nulla di spazio e di tempo. Aiutami, o Madre cara, a saper ordinare la mia vita quotidiana, in modo che sappia mettere al giusto posto i diversi impegni da portare avanti secondo la loro importanza. Ora la conoscenza e l’amore per Gesù devono stare al primo posto e non all’ultimo o penultimo. Dammi la forza di sapermi conformare a questo ordinamento e non lasciarmi deviare da altre impostazioni che sanno più di terra che di cielo. Liberami dalla mondanità e dallo spirito di vanità e di frivolezza. Intercedi presso lo Spirito Santo affinché mi doni un cuore nuovo e uno spirito nuovo, per essere veramente un cristiano, cioè seguace di tuo Figlio, per diventare autentico apostolo del suo e tuo amore nella Chiesa e nella società. Conto su di te, Madre amorevolissima. Grazie della tua instancabile disponibilità. Amen





Messaggio a Marija del 25 marzo 2019

“Cari figli! Questo è tempo di grazia. Come la natura si rinnova a vita nuova anche voi siete invitati alla conversione. Decidetevi per Dio. Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio. Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita. Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte. Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello. Perciò ritornate a Dio ed alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Ciò che sorprende maggiormente in questo messaggio sono i richiami forti e pressanti che la Madre celeste rivolge ai suoi figli, rimproverandoli della loro noncuranza, della tristezza del cuore, della mancanza di decisione per una vita pienamente dedita al Signore, insomma di un comportamento non conforme a quanto Lei desidera e come esigono la fede e la morale cristiana. Per questa ragione il messaggio fa riflettere e soprattutto deve farci battere il petto, riconoscere le nostre infedeltà e cattiverie, non per rattristarci, anzi per rinnovare la nostra esistenza e renderla più viva e coerente, più impegnata e feconda di bene.

Anzitutto la Vergine ci ricorda che stiamo vivendo un “tempo di grazia”, in questa Quaresima e pertanto è un tempo da trascorrere per rimettere in sesto la nostra vita spirituale e che non va sprecato e trascurato nella materialità e nella indifferenza o nella mancanza di buoni esercizi di pietà e di carità. Si tratta di renderci conto del dono che Dio ci fa di tali momenti ricchi di grazia e di luce interiore, di penitenza e compunzione, di sacrificio ed espiazione dei peccati nostri e dei nostri fratelli. È evidente che Ella vede la nostra pigrizia e trascuratezza dei doveri cristiani, come anche la nostra superficialità di preoccuparci dei beni terreni e di accontentarci di soli gesti esteriori più che di una sincera e veritiera revisione di vita. Lo dice chiaramente: “Voi siete invitati alla conversione”. Sappiamo bene in che cosa consista la conversione: “Decidetevi per Dio”.

Mentre il nostro animo è preso da tante cose mondane, perdiamo di vista il valore fondamentale e centrale dell’orientamento di tutto il nostro essere verso Dio, che deve occupare il primo posto nella nostra mente, nel cuore, nelle azioni, nel lavoro, nella sofferenza e nelle gioie. In nessun momento la nostra vita deve trascorrere al di fuori della comunione con Dio nostro Padre amabilissimo e tenerissimo. La conversione perciò comporta il riferimento costante e filiale verso il Signore, il nostro affidamento a Lui, la nostra speranza in Lui, il nostro vivere con Lui e per Lui. La vita allora diventa un convivere assieme a Dio e condividere le nostre pene e i nostri desideri con il suo amore infinito. In tal modo avremo una marcia in più, perché ogni cosa e ogni evento viene vissuto in sua compagnia, appoggiati e sostenuti dalla sua onnipotenza divina e dalla sua generosità paterna che non ha limiti.

Fuori del raggio di azione di Dio noi siamo vuoti e smarriti, deboli e sfiduciati. Per questo la Vergine ci rimprovera e sottolinea la nostra situazione di essere fiacchi e privi della grazia, scontenti e inquieti, agitati o depressi. Occorre risvegliarci dal nostro torpore spirituale, riprendere la forza della fede ardente e vigorosa, ricuperando l’intima comunione con Dio nell’amore fiducioso e obbediente nei suoi confronti, per riversarlo poi verso i fratelli. Se non lo facciamo in questo tempo prezioso che è la quaresima, rimaniamo imprigionati e invecchiati nel mondo materialistico e perverso, che ci sovrasta e ci opprime, lasciandoci amareggiati e delusi: “Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio”.

Per ricuperare nuova energia Ella ci ricorda la strada e lo strumento idoneo: “Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita”. In effetti la preghiera costituisce come l’irrigazione o la flebo di quell’acqua salutare che ci disintossica dal veleno malefico e dall’inquinamento mondano e rinvigorisce il nostro organismo fisico e spirituale. Quell’acqua sgorga incessantemente dalla sorgente divina e solo essa ci disseta, ci purifica, ci dona la vera gioia del cuore, la serenità dell’animo. Per attingere ad essa l’unico mezzo efficace è propriamente la preghiera che ci eleva fino ad essa e ci consente di poterci ricolmare della sua vigoria, in quanto la preghiera congiunge la terra al cielo, la nostra piccola persona alle divine Persone nella loro altezza infinita.

Ancora un rimprovero materno di non perderci dietro la vanità delle cose fatue, che ci assorbono e ci allontanano dalla visione pura e semplice della sapienza divina, come si manifesta nelle meraviglie della natura creata da Dio con stupenda armonia e bellezza: ”Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte”. Dobbiamo cercare Dio seguendo le leggi naturali, quali manifestazione della sua infinita sapienza, da dove si sprigiona la vita, la luce, la forza, il vigore, in una parola, la vita, mentre nella realtà che va contro la natura e l’amore si scatenano le guerre, gli omicidi, in una parola, avviene la morte qui su questa terra e nell’eternità: “Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello”. Parole durissime ma vere! Troviamo tensioni, conflittualità, scontri, attentati, discordie, divisioni, aggressività a non finire, nelle situazioni là dove viviamo e ovunque, nelle famiglie, per la strada, nella società a tutti i livelli.

Davanti a tali espressioni assai forti e realistiche, non dobbiamo fare altro che rientrare in noi stessi, come il figlio prodigo; riconoscere le nostre mancanze, la pigrizia e trascuratezza e alle volte cattiveria e invidia, per rivolgere lo sguardo e il cuore verso la casa del Padre, dove regnano l’amore, la fiducia e la gioia comune. Dobbiamo farci coraggio e mettere in pratica le strigliate materne per giungere alla Pasqua totalmente rinnovati e trasfigurati, non più chiusi nel nostro egoismo, ma ricolmi della carità divina, accolta e vissuta, che ci dona un cuore ardente, un volto radioso, uno sguardo lucente, una speranza indomita, una pienezza di vitalità e di santità.

Il suo ultimo forte appello deve rimanere scolpito nell’animo: “RITORNATE A DIO E ALLA PREGHIERA”. Ascoltiamo questo grido di Maria nostra Madre e viviamolo ogni giorno e ogni momento; lasciamolo risuonare nel nostro intimo come una voce suadente e incoraggiante.

Sì, o Madre. Hai ragione e noi riconosciamo la nostra pochezza e miseria. Non ti stancare di ricondurci alla conversione totale e decisa, senza rimpianti o nostalgie o ripiegamenti in noi stessi o risucchiati dalle realtà passeggere della terra. Aiutaci ad aprire il nostro cuore al Signore Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, per assaporare la dolcezza, la bellezza e l’altezza del loro amore infinito, unica ancora di salvezza. Apri ancora le tue braccia per soccorrerci e non ci lasciare soli. Abbiamo estremo bisogno del tuo affetto materno, della tua vigile protezione, del tuo Cuore Immacolato, rifugio dei peccatori. Proprio ad esso noi ci affidiamo con confidenza filiale e in esso vogliamo dimorare per restare uniti a Te ed essere irrorati dalla tua presenza attenta e operosa. Grazie, o Vergine Maria! Tu sei la nostra stella, tu sei la nostra guida. A te la nostra devozione filiale e il nostro impegno concreto di eseguire quanto ci dici e ci prometti. Amen.







* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


NOVITA' EDITORIALI










PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.



INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...


   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
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In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

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ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...




ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.





Preghiera alla Santissima Trinità

O Trinità infinita,
cantiamo la tua gloria
in questo vespro, perché nel Cristo
Tu ci hai resi figli e i nostri cuori
sono la tua dimora.

Eterno, senza tempo, sorgente della vita,
che non muore, a Te la creazione
fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.

Noi Ti cantiamo, o Immenso,
in questo breve sabato del tempo
che annuncia il grande giorno senza sera
in cui vedremo Te, vivente luce.

A Te la nostra lode,
o Trinità dolcissima e beata,
che sempre sgorghi e sempre rifluisci
nel quieto mare del tuo stesso Amore.

Amen



O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!