Benvenuto nel sito di Don Renzo Lavatori                                                                                                        


Dopo quaranta giorni dalla risurrezione, Gesù sale al cielo con la sua umanità glorificata per sedere nella destra accanto al Padre. Ormai unito al Padre, Egli invia lo Spirito Santo, come aveva promesso, sugli apostoli riuniti nel cenacolo. Si attua un evento di grande rilievo, che trasforma gli apostoli in coraggiosi e autentici testimoni del Cristo davanti al popolo giudaico. In questo momento inizia la missione della Chiesa per diffondere il vangelo sulla faccia della terra e battezzare i credenti in Cristo. Molti sono gli aspetti da mettere in rilievo. Ma vorrei in particolare indicare gli effetti benefici che l’effusione dello Spirito Santo produce in tutti i discepoli di tutti i tempi, cioè in ogni cristiano battezzato e inserito nella comunità cristiana. Si tratta di una vera rinascita e di una vita nuova non più soggetta alla carne e alla realtà di peccato e di morte ma ricolma dello Spirito di Dio, che rende le creature umane figlie del Padre e configurate a Cristo morto e risorto. Fra tutti gli effetti procurati dallo Spirito Santo mi piace evidenziare quegli elementi che vengono chiamati i frutti dello Spirito nel cristiano. Mentre dunque ci prepariamo ad accogliere la venuta dello Spirito Santo nei nostri cuori con la Pentecoste, credo sia utile soffermare la nostra riflessione su che cosa siano i frutti dello Spirito e che cosa essi producano nell’esistenza cristiana. Per questo facciamo una breve invocazione allo Spirito Santo:

“O Spirito Santo, Anima dell’anima mia, io ti adoro: illuminami, guidami, fortificami, consolami, insegnami ciò che devo fare, dammi i tuoi ordini. Ti prometto di sottomettermi a tutto ciò che desideri da me e di accettare tutto ciò che permetterai mi accada; fammi solo conoscere la tua volontà. Vieni o Spirito Santo in me.”

I frutti dello Spirito Santo nel cristiano

Essi sono la conseguenza o il risultato di tutti i doni e i carismi che lo Spirito Santo ha comunicato al cristiano, il quale deve farli germogliare e fruttificare nella propria vita. Ciò dipende dall’impegno umano, quale risposta all’azione ispiratrice dello Spirito.
Per questo si richiede un continuo rinnova mento nel modo di pensare e di agire, soprattutto occorrono umiltà e docilità, in modo da non lasciarsi illudere dalla presunzione e dall’egoismo, e ricadere nelle opere della carne. I frutti dello Spirito sono il segnale o la verifica della validità e autenticità dei doni e dei carismi, cioè dell’autentica azione dello Spirito Santo e della fedele corrispondenza da par te del cristiano.
Infatti, se il cristiano non porta a maturazione i frutti dello Spirito e non li manifesta nella concretezza della sua vita, ciò vuol dire che i doni sono inariditi nel suo animo e che i carismi non vengono esercitati sotto la mozione dello Spirito di Dio, ma sono solo una parvenza esteriore o un inganno, diventando motivo di gloria e di ambizione umana, di discordie, di impurità, di dissolutezza (cf. Gal 5,19-21).
San Paolo elenca i frutti dello Spirito nella Lettera ai Galati (5,22-23); essi sono nove e posso no essere divisi in tre gruppi: a) quelli che riguarda no il rapporto con Dio (amore, gioia, pace); b) quelli che si riferiscono al rapporto con gli altri (pazienza, benevolenza, bontà); c) con se stessi (fedeltà, mitezza, dominio di sé).

1.Rispetto a Dio

I frutti dello Spirito innanzitutto manifestano un giusto e profondo rapporto con Dio, in quanto il cristiano vive in costante e totale riferimento al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, considerati l’oggetto primo e assoluto del suo amore sincero. In tal modo Dio viene messo al primo posto, al di sopra di tutti gli altri amori (Mt 22,37-38); diventa il punto di orientamento per ogni sentimento e ogni scelta concreta; le persone umane e le cose create vengono amate solo per amore di Dio e in dipendenza di lui. Il cuore non viene contaminato né l’amore di Dio è compromesso con attaccamenti possessivi o egoistici.
Il frutto dell’amore difende il credente da ogni forma di idolatria, di infedeltà al suo Signore.
L’altro frutto è la gioia, quale stato d’animo che conserva la serenità in modo inalterato in ogni circostanza della vita, sia lieta che triste (At 13,52; 1Ts 1,6; Rm 14,17). Una serenità che non significa indifferenza o astrazione, quanto invece rivela la consapevolezza interiore del cristiano di essere per donato e amato da Dio. È questa gioia che ridonda sugli altri e diffonde ovunque fiducia e speranza, orientando gli animi di tutti ad amare Dio. Essa si oppone a ogni forma di chiusura o di freddezza di cuore, a ogni gesto di presunzione o di preoccupazione puramente umana, sapendo riordinare le cose, le pene e gli eventi sempre all’amore infinito di Dio. Non si lascia turbare dalla sofferenza o dalle prove della vita né si autoesalta per le imprese riuscite, ma tutto accoglie e di tutto gode nel fiducioso abbandono al Padre, da cui deriva ogni bene.
Per conservare tale gioia occorre mantenere la pace o ritrovarla, se è stata perduta. Il frutto della pace consegue alla perfetta comunione con Dio, nella ricerca continua di non allontanarsi da lui e di superare ogni ostacolo che vorrebbe frapporsi fra l’uomo e Dio. Si tratta di saper fuggire il peccato quale fonte di inimicizia e di inquietudine, conservando sempre una lucidità spirituale e una vera libertà interiore.
L’uomo in grazia di Dio vive di questa pace e si fa operatore di pace fra gli uomini (Mt 5,9). Se per la sua debolezza può cadere in peccato, egli con prontezza e umiltà ritrova ogni volta il modo di riconciliarsi con il Padre, poiché senza l’amicizia con lui si sente infelice e solo (Lc 15,17-18).

2.Rispetto agli altri

I frutti dello Spirito si evidenziano anche nel rapporto con il prossimo quale logica conseguenza del vero amore verso Dio, l’unico Padre amoroso, che fa sorgere il sole e diffonde la sua salvezza a ogni creatura.
Il primo frutto è quello della pazienza, intesa non nel senso usuale di sopportazione o di passiva rassegnazione, ma come disponibilità o apertura di cuore ad accogliere ogni fratello, nel cui volto risplende l’immagine del Padre (Ef 4,2.32; Col 3,13).
Un’accoglienza che sa rispettare l’altrui personalità, non imponendo i propri schemi, ma aspettando pazientemente la maturazione interiore dell’altro. Tuttavia la pazienza non rima ne inoperosa, ma interviene al tempo giusto con delicatezza, lasciando trasparire ogni volta l’amore grande e misericordioso del Padre (cf. Mt 5,45; Lc 6,36). Non giudica superficialmente né si inquieta inutilmente, si sforza solo di capire l’altro per amarlo nella verità (cf. Lc 6,37-38).
L’altro frutto è la benevolenza che significa, come il nome stesso attesta, volere il bene dell’altro, il suo vero bene (Ef 4,32; Rm 15,14). Non si tratta di pietismo o di sentimentalismo, quanto invece di un amore forte e sincero, che riesce ad andare al di là delle apparenze, per giungere al cuore del fratello e lì trasmettere l’amore del Signore. Per ottenere questo, la benevolenza deve saper condividere le situazioni gioiose o drammatiche in cui si trova il prossimo; deve farsi vicino a lui e compartecipe dei suoi problemi, per offrirgli l’aiuto necessario e pro pizio (Lc10,37). È la dimensione della compassione, di fare proprie le sofferenze altrui per alleggerirne il peso (Gal 6,2; 5,13), come anche di compartecipare alle gioie altrui per renderle più intense e proficue (1Ts 5,11). A tale scopo è necessario liberarsi da ogni forma di possessività o di interesse personale, per cercare unicamente il vero bene del prossimo, la sua autentica liberazione.
Infine il frutto della bontà, il quale si diversifica dalla benevolenza perché indica soprattutto l’azione concreta di fare gesti di amore e di servizio senza pretese né compensi (1Ts 5,11). La bontà non si manifesta solo in alcuni momenti di particolare bi sogno o in atti eroici, ma si esprime in ogni circo stanza della vita, sia essa anche la più umile e nascosta (Mt 10,42). Anzi la bontà vera non ricerca l’applauso o la pubblicità, ma si mantiene nella semplicità e nel silenzio, perché sa che lì agisce efficacemente lo Spirito di Dio (1Pt 5,5; Ef 5,21). Per questa ragione si spoglia di ogni umana prospettiva e non bada al giudizio umano, poiché opera con libertà interiore, sorretta unicamente dalla forza spirituale che le deriva dalla sorgente di ogni bontà e santità, cioè dallo Spirito Santo.

3.Rispetto a se stessi

L’uomo docile allo Spirito e portatore dei suoi frutti, riesce ad avere un esatto concetto di sé e attuare un giusto rapporto con se stesso, organizzando armonicamente tutte le sue facoltà, i suoi senti menti, le sue azioni, con i doni e i carismi che li accompagnano. Esso è un uomo saggio, equilibrato, che sa trarre dal suo tesoro cose vecchie e cose nuove (Mt 13,52); soprattutto è un uomo vero e libero, costruttore sapiente della propria personalità, aperto alle movenze interiori e sensibile ai segni dei tempi (cf. Mt 16,2-3).
Ciò si manifesta in modo particolare con il frutto della fedeltà o fiducia, cioè fedeltà a se stesso o fiducia in sé. Esso comporta che il cristiano si mani festa per quello che egli autenticamente crede, senza macchinazioni o meccanismi di nascondimento o di inganno; è coerente con il proprio modo di esse re e di pensare in Cristo, senza lasciarsi condiziona re dai pregiudizi ambientali o culturali. È un uomo vero e leale con se stesso. Ciò significa che si conosce bene e accetta serenamente la sua personale realtà, anche con i limiti e le deficienze inevitabili. Per questa ragione non causa tensioni o conflittualità nel suo animo, che si riversano con nervosismo e agitazione sugli altri, ma sa sopportarsi e ripone la giusta fiducia nelle sue possibilità, soprattutto nella grazia divina e nei doni che lo Spirito gli ha concesso, lasciando trasparire una profonda serenità. I carismi si inseriscono sulle facoltà umane, formando un organismo compatto ed equilibrato, ove le forze soprannaturali e le doti naturali si trovano in perfetta collaborazione, aiutandosi e sostenendosi reciprocamente.
Ne deriva il frutto della mitezza, cioè del cuore mite e umile, a somiglianza di quello di Cristo (Mt 11,29), che si pone sempre agli ultimi posti e non cerca di imporsi, evitando delicatamente fastidi o incomodi per gli altri. Non perde tempo nel giudicare o criticare il prossimo, ma spesso si fa strumento di compassione e di misericordia, causando pace negli animi. Ciò non significa che il cristiano mite sia un debole o proclive ai facili compromessi, anzi possiede una forza superiore che lo rende in trepido difensore della verità, soprattutto a favore dei più poveri e indifesi, ma sempre con soavità, senza provocare malintesi o sopraffazioni. È l’uomo amabile e testimone fra gli uomini della dolcezza amorosa di Gesù.
L’ultimo frutto, che riassume un po’ tutti gli altri e ne è come il custode, è il dominio di sé, cioè la libertà interiore di saper disporre delle proprie passioni e facoltà senza condizionamenti o secondi fini, ma unicamente per il servizio alla verità di Dio e al suo amore. Con questo frutto l’uomo custodisce e difende i doni e i carismi da ogni possibile strumentalizzazione che è data dall’egoismo o dalla vanità o da altri interessi personali. In tal modo si fa il servo saggio e fedele, che il Signore pone a governare la sua casa e che sa distribuire i suoi averi con ordine e onestà (Mt 24,45-47). In ogni situazione, anche la più scabrosa e difficile, egli mantiene la calma, si orienta verso la parola di Dio e ne accoglie la luce, per poi decidere conseguentemente. Ciò richiede un profondo distacco da se stesso, da gli schemi e dagli affetti, per es-sere pronto ad accogliere tutto ciò che lo Spirito del Signore gli propone, e in cui trova la perfetta realizzazione di sé e dei suoi desideri più intimi.
Il cristiano, così inteso, non viene toccato da nessuna forza esteriore, che vorrebbe opprimerlo e condizionarlo, ma passa tra le cose e gli avvenimenti del mondo senza esserne contaminato (cf. Gv 17,15-16).
Gesù dice che dai frutti si riconosce la pianta (Lc 6,43-44); ciò è vero anche per i frutti spirituali: essi rivelano l’autenticità dell’essere cristiani, cioè di una vita profondamente trasformata dallo Spirito di Dio, di una vita pienamente carismatica. Sono essi il sigillo che indica l’effetto scaturito dall’azione misteriosa e sottile dello Spirito Santo; senza di essi la sua opera è vana o, peggio ancora, si fa moti vo di una più grande condanna (cf. Mt 7,21-23).

Don Renzo



ATTO DI DONAZIONE E CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre,
Tu vuoi abitare in me, povero peccatore
e trasformarmi in un tempio della tua gloria.
Vieni, Spirito della comunione Divina,
vieni e riempi tutto il mio essere.
Vieni e uniscimi a Gesù crocifisso e risorto,
per essere con Lui e con tutti i miei fratelli un solo Corpo,
per essere con Lui un figlio prediletto del Padre.
Tu ti sei donato a me senza misura,
umilmente anch’io mi dono e mi consacro a Te.
Rendimi docile alla tua azione
perché Tu possa compiere la tua missione in me,
nella Chiesa e nel mondo,
adesso e fino all’ora in cui mi rimetterò con Te
tra le mani del Padre,
come Gesù, per l’eternità.
Ti prego con Maria e tutti i santi.
Amen, Alleluia.



Atto di Consacrazione alla Beata Vergine Immacolata
(San Massimialiano Maria Kolbe)


O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della Misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la ma vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto Regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove tu entri infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Dammi forza contro i Tuoi nemici.


RIFLESSIONE DEI PADRI SULLO SPIRITO SANTO



Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo
Catech. 16, sullo Spirito Santo 1, 11-12. 16; PG 33, 931-935. 939-942)

L'acqua viva dello Spirito Santo
(Lib. I, 2. 7; PG 6, 1026-1027. 1035)


«L'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4, 14). Nuova specie di acqua che vive e zampilla, ma zampilla solo per chi ne è degno. Per quale motivo la grazia dello Spirito è chiamata acqua? Certamente perché tutto ha bisogno dell'acqua. L'acqua è generatrice delle erbe e degli animali. L'acqua della pioggia discende dal cielo. Scende sempre allo stesso modo e forma, ma produce effetti multiformi. Altro è l'effetto prodotto nella palma, altro nella vite e così in tutte le cose, pur essendo sempre di un'unica natura e non potendo essere diversa da se stessa. La pioggia infatti non discende diversa, non cambia se stessa, ma si adatta alle esigenze degli esseri che la ricevono e diventa per ognuno di essi quel dono provvidenziale di cui abbisognano.
Allo stesso modo anche lo Spirito Santo, pur essendo unico e di una sola forma e indivisibile, distribuisce ad ognuno la grazia come vuole. E come un albero inaridito, ricevendo l'acqua, torna a germogliare, così l'anima peccatrice, resa degna del dono dello Spirito Santo attraverso la penitenza, porta grappoli di giustizia. Lo Spirito appartiene ad un'unica sostanza, però, per disposizione divina e per i meriti di Cristo, opera effetti molteplici.
Infatti si serve della lingua di uno per la sapienza. Illumina la mente di un altro con la profezia. A uno conferisce il potere di scacciare i demoni, a un altro largisce il dono di interpretare le divine Scritture. Rafforza la temperanza di questo, mentre a quello insegna la misericordia. Ispira a un fedele la pratica del digiuno, ad altri forme ascetiche differenti. C'è chi da lui apprende la saggezza nelle cose temporali e chi perfino riceve da lui la forza di accettare il martirio. Nell'uno lo Spirito produce un effetto, nell'altro ne produce uno diverso, pur rimanendo sempre uguale a se stesso. Si verifica così quanto sta scritto: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune» (1 Cor 12, 7).
Mite e lieve il suo avvento, fragrante e soave la sua presenza, leggerissimo il suo giogo. Il suo arrivo è preceduto dai raggi splendenti della luce e della scienza. Giunge come fratello e protettore. Viene infatti a salvare, a sanare, a insegnare, a esortare, a rafforzare e a consolare. Anzitutto illumina la mente di colui che lo riceve e poi, per mezzo di questi, anche degli altri.
E come colui che prima si trovava nelle tenebre, all'apparire improvviso del sole riceve la luce nell'occhio del corpo e ciò che prima non vedeva, vede ora chiaramente, così anche colui che è stato ritenuto degno del dono dello Spirito Santo, viene illuminato nell'anima e, elevato al di sopra dell'uomo, vede cose che prima non conosceva.



COMMENTI
Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori
Messaggi...

Messaggio a Marija del 25 aprile 2017

"Cari figli, amate, pregate e testimoniate la mia presenza a tutti coloro che sono lontani. Con la vostra testimonianza ed il vostro esempio potete avvicinare i cuori che sono lontani da Dio e dalla Sua grazia. Io sono con voi e intercedo per ciascuno di voi perché con amore e coraggio testimoniate ed esortiate tutti coloro che sono lontani dal mio Cuore Immacolato. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio contiene sostanzialmente due aspetti tra loro collegati: il primo riguarda l’impegno concreto dei figli amati da Maria: “Cari figli! Amate, pregate e testimoniate”; il secondo sottolinea la cura premurosa della Madre dolcissima nei confronti de suoi figli: “Io sono con voi e intercedo per ciascuno di voi”.
Si tratta di una strettissima cooperazione, in modo che gli uni, i figli, possono effettuare buoni risultati soltanto se restano avvinti all’amore materno di Maria; d’altra parte Maria stessa si sente inoperosa e incapace di raggiungere le creature umane, soprattutto le più lontane, senza l’appoggio e l’aiuto effettivo dei suoi devoti. Strano coinvolgimento tra la sfera celeste e la realtà terrena, come fossero indispensabili una all’altra, eppure sono così estremamente distanti. Esso corrisponde a tutto il divino disegno per la salvezza dell’umanità. Dio stesso si avvicina alla terra, divenendo uomo, affinché l’uomo si elevi fino a lui nel profondo rapporto di figlio con il Padre. In tale processo si pone in evidenza l’intervento di Dio, da cui ha origine e sviluppo il rinnovamento della creatura umana e di conseguenza il cambiamento sociale, ma occorre che la creatura umana vada incontro a Dio e apra il suo animo e si renda disponibile liberamente ad eseguire i suoi sapienti consigli in modo da concretizzare ogni giorno il progetto d’amore divino. I due protagonisti, il soggetto divino e il soggetto umano, sono totalmente coinvolti per portare avanti l’azione salvifica a favore degli uomini oppressi dalla malvagità e dalla morte. Uno è talmente legato all’altro che non può operare senza l’altro reciprocamente.
È chiaro che Dio compie ogni evento di salvezza con la sua onnipotenza, davanti alla quale non vi può essere alcun ostacolo, ma è anche vero che se l’uomo non gli lascia spazio, Dio rimane nell’impossibilità e nell’impotenza di fare qualsiasi cosa. All’inverso, se l’uomo ha il desiderio e si impegna a mettersi sulla strada segnata dalla divina Sapienza, ma non viene sorretto e vivificato dalla grazia divina, resta del tutto incapace di compiere qualsiasi atto meritevole di vita eterna e di bontà. Sembra un paradosso, ma costituisce il mistero insostituibile e meraviglioso in cui sia Dio sia la creatura umana si pongono dentro questo circolo vitale e ne sono ambedue necessariamente coinvolti. Senza la cooperazione umana il soggetto divino non può fare nulla e senza la grazia divina il soggetto umano resta imprigionato nella sua limitatezza e miseria. Sono le supreme regole che determinano il mistero dell’amore tra l’Amante e l’amato, in forza del quale si stabilisce l’attrazione tra i due ma nel rispetto assoluto dovuto alla libertà di ciascuno. Se uno dei due si chiude alla comunicazione reciproca e si irrigidisce in sé stesso, nel proprio autoriferimento, il passaggio dell’amore non si attua e rimane incompiuto. Siccome si sa dalla divina rivelazione che Dio è sempre disponibile e fedele al suo slancio di donarsi all’essere umano, ne segue che se la comunione d’amore non si verifica, ciò dipende essenzialmente dall’uomo, che preferisce fare da solo piuttosto che abbandonarsi e lasciarsi avvolgere dalle braccia amorevoli del Padre celeste.
Ciò vale anche nei confronti di Maria, la nostra dolcissima Madre, che appartiene alla zona celeste eppure segue i suoi figli sulla terra. Ella è là in cielo e qui tra noi, sempre pronta a venire in nostro soccorso, purtroppo siamo noi che non ci sentiamo interessati né coinvolti. I suoi tentativi, le sue iniziative, i suoi amorevoli interessamenti non risuonano profondamente dentro di noi, che restiamo indifferenti o peggio non ne vogliamo sapere, continuando la nostra misera esistenza avvolti da tanto egoismo e durezza di cuore. Per questa ragione Ella continua a insistere: “Cari figli! Amate, pregate e testimoniate la mia presenza a tutti coloro che sono lontani”, invitandoci ad essere docili e disponibili. D’altra parte afferma costantemente la sua presenza tra di noi: “Io sono con voi e intercedo per ciascuno di voi perché con amore e coraggio testimoniate ed esortiate tutti coloro che sono lontani dal mio Cuore Immacolato”.
Apriamo il cuore, la mente, tutti noi stessi affinché le sue parole risuonino in noi e attraverso il nostro concreto impegno si realizzino e portino frutti di vita e di bene nell’umanità miscredente e lontana dalla salvezza portata da Cristo redentore, a cui sia lode e gloria nei secoli. Amen




Messaggio a Mirjana del 2 maggio 2017

“Cari figli, vi invito a pregare non chiedendo, ma offrendo un sacrificio: sacrificando voi stessi. Vi invito all’annuncio della verità e dell’amore misericordioso. Io prego mio Figlio per voi, per la vostra fede, che sta sempre più diminuendo nei vostri cuori. Lo prego di aiutarvi con lo Spirito Divino, come anch’io desidero aiutarvi con spirito materno. Figli miei, dovete essere migliori! Solo coloro che sono puri, umili e ricolmi d’amore sostengono il mondo, salvano loro stessi ed il mondo. Figli miei, mio Figlio è il cuore del mondo: bisogna amarlo e pregarlo, e non tradirlo sempre di nuovo. Perciò voi, apostoli del mio amore, fate crescere la fede nel cuore degli uomini col vostro esempio, con la vostra preghiera e con l’amore misericordioso. Io vi sono accanto, io vi aiuterò. Pregate affinché i vostri pastori abbiano quanta più luce possibile, per poter illuminare tutti coloro che vivono nelle tenebre. Vi ringrazio!”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori*


Il messaggio si apre con l’idea basilare di unire la preghiera al sacrificio; poi si concentra, nella parte centrale, su un materno rimprovero della poca fede ai suoi figli; infine si chiude con l’invito pressante di onorare suo Figlio e testimoniarlo nel mondo.

1. Quanto al primo aspetto, preghiera e sacrificio, Ella dice: “Cari figli, vi invito a pregare non chiedendo, ma offrendo un sacrificio; sacrificando voi stessi”. Queste parole assumono un grande valore per la nostra vita cristiana. Anzitutto si rifanno al messaggio di Fatima dove si grida: penitenza – penitenza – penitenza, dopo aver esortato alla preghiera del Rosario. Di fatto è giusto considerare il rapporto che sussiste tra l’atteggiamento orante, che va costantemente alimentato, e lo spirito di penitenza e sacrificio, che deve accompagnarsi alla preghiera, in quanto ne costituisce la prova e la conferma più vera e credibile. Mentre la dissociazione tra preghiera e sacrificio comporta una divisione esistenziale tra il momento salutare dell’orazione e la concretezza quotidiana dove si vive con tante difficoltà e sofferenze. Ciò causa una duplice carenza: da una parte la preghiera si fa astratta, disincarnata e priva di incidenza nella vita; dall’altra parte la sofferenza diventa pesante, opprimente e asfissiante. Se invece i due elementi si uniscono, se ne capiscono subito i benefici effetti. La preghiera dona forza, speranza, soprattutto porta con sé la grazia divina per affrontare le traversie dell’esistenza senza esserne travolti ma conservando la serenità e la fiducia nel cuore, in quanto tutto viene vissuto e accolto sotto l’aiuto soprannaturale e onnipotente del Signore. La preghiera diventa così un balsamo di supporto confortevole davanti alle molteplici prove in cui ci si imbatte quotidianamente. A sua volta il dolore, sostenuto nell’amore di Cristo, effuso dalla preghiera, acquista un valore altamente positivo, nel senso che viene intessuto di salvezza, di maturazione e di purificazione per noi stessi e per altre persone, se esso viene offerto in riparazione di tanti peccati e perversità umane. Diventa fonte di redenzione e di rinnovamento per il mondo intero, in unione con il mistero di Gesù il Crocifisso e il Risorto.
Dolore e amore, strettamente congiunti assieme, formano la struttura portante del cristianesimo, in derivazione e partecipazione della passione e morte che Gesù ha vissuto con estremo dolore e infinito amore, trasformando mirabilmente la morte in vita, la sofferenza in beatitudine, il male in bene. La Vergine ci conduce su questa strada maestra, che unicamente offre un senso benefico alla sofferenza e alla iniquità, altrimenti saremmo sopraffatti dalla morte e dal peccato senza via di scampo. Solo in Cristo, il Crocifisso e Innalzato, si trovano la fonte e la radice di superare e addirittura trasfigurare il drammatico mistero del male e dell’afflizione. Si rivela in tal modo la paradossalità di un binomio salvifico: la preghiera del cuore e il sacrificio offerto per amore formano il tessuto di una vita autenticamente cristiana, portatrice di bene e di salvezza in noi e nell’umanità. La Vergine ce lo indica con chiarezza, in conformità all’esempio e alle parole di suo Figlio. A noi il compito meraviglioso di saperlo accogliere e vivere intensamente e fiduciosamente.

2. Quanto alla nostra fede debole e insicura, la Madonna dice con dolce fermezza: “Io prego mio Figlio per voi, per la vostra fede, che sta sempre più diminuendo nei vostri cuori”. Lei prega il Figlio suo per offrirci l’aiuto necessario a vivere ogni patimento nell’amore di Gesù e dei fratelli. Lo sa bene che non è cosa facile. Ella stessa ha sperimentato le difficoltà della vita fin dall’infanzia di suo Figlio e poi sotto la croce quando una spada ha trafitto il suo Cuore materno. Per questa ragione si rende conto che noi, figli suoi molto più fragili di Lei, siamo spesso sconvolti e disperati, venendo meno quella fede ardente e coraggiosa come la sua. Insiste ripetendo: “Lo [il Figlio] prego di aiutarvi con lo Spirito divino, come anch’io desidero aiutarvi con spirito materno”.
Ne deriva la sua esortazione cocente: “Figli miei, dovete essere migliori”. A questo punto dobbiamo fermarci e sostare in meditazione per comprendere quanto siano utili e indispensabili questi richiami, per non dire rimproveri, alla nostra fede fiacca e tiepida! Se fossimo cristiani più convinti e vigorosi nella fede e nelle opere buone, certamente la Chiesa e il mondo andrebbero meglio e il male non avrebbe quella diffusione e depravazione che amaramente tutti constatiamo. Dobbiamo riprendere forza e coraggio, camminando ogni giorno con Maria e pregandola di sostenerci sempre. Le sue parole risuonano incalzanti dentro di noi e ci mostrano il giusto sentiero su cui porci per essere assieme a Lei costruttori di una umanità più giusta e santa a beneficio di tutti: “Solo coloro che sono puri, umili e ricolmi d’amore sostengono il mondo, salvano sé stessi e il mondo”.

3. L’ultimo sprazzo di luce la Vergine lo pone davanti ai nostri occhi e soprattutto nel nostro animo: “Figli miei, mio Figlio è il cuore del mondo: bisogna amarlo e pregarlo”. Ancora espressioni di orientamento spirituale verso il Figlio suo che è “il cuore del mondo”. Meravigliosa definizione che indica la centralità di Cristo per tutta l’umanità, quale fonte unica ed inesauribile di vitalità, amore, salvezza, grazia e gioia. Lui solo, il Signore Gesù, il Crocifisso-Risorto, costituisce la dimensione fondamentale e insostituibile per andare avanti senza perderci d’animo e smarrirci. Restando aggrappati a Lui, troveremo sempre le risorse per ricuperare energia e salute, luce e operosità. Tuttavia la Madre non tralascia di rivolgerci un forte richiamo: “non tradirlo sempre di nuovo”. Lei sa dei nostri tradimenti, nel senso che spesso perdiamo di vista suo Figlio e veniamo risucchiati dalla mentalità materialistica e dalla indifferenza e pigrizia religiosa, che ci sprofondano nell’ottenebramento accecante e nell’angoscia spaventosa. Occorre risvegliarci e ritrovare la Luce che brilla nelle tenebre e le dissolve, il Cristo nostro Signore e Salvatore, Lui il nostro unico solido approdo dell’esistenza terrena ed eterna. A Lui onore e gloria nei secoli! La Vergine Madre si sente che lo porta intimamente nel suo Cuore Immacolato e vorrebbe che tutti i suoi figli fossero altrettanto amanti di Gesù come Lei. Il suo sguardo in particolare si rivolge ai Pastori, che sono i suoi figli prediletti e le guide luminose della Chiesa, affinché siano fedeli e docili servitori del popolo smarrito e dolorante.

O Madre buona e pietosa, fa’ che ti ascoltiamo e mettiamo in pratica i tuoi saggi suggerimenti e ad essi restiamo saldamente avvinti! Perdona i nostri tradimenti, la nostra poca fede, la nostra debolezza spirituale. La certezza che tu ci stai accanto e ci offri instancabilmente la tua mano benevola, ci dona il coraggio di ritornare ogni volta a tuo Figlio, di amarlo sopra ogni cosa e ogni persona, di essere fedeli alla sua Parola di verità e di vita. Grazie per la tua infinita pazienza e bontà! Portaci con Te, sorreggici sulle tue braccia, difendici con il tuo manto materno, affinché non deviamo su sentieri falsi e pericolosi, ma restiamo fermamente uniti a Cristo, tuo Figlio amatissimo. Donaci anche la forza di testimoniarlo alle altre persone, che incontriamo ogni giorno, soprattutto ai più bisognosi e sofferenti, per trasmettere ad essi il suo amore che guarisce le ferite profonde del cuore umano e dona gioia e tanta speranza contro ogni disperazione. Grazie, Madre cara, per avere ascoltato la nostra supplica e aver mostrato a noi, figli tuoi e apostoli, il tuo amore sconfinato. Il tuo Cuore Immacolato trionfi contro ogni avversità e sia il nostro rifugio di pace e di conforto. Amen







* Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria.

Originale sul Blog “Messaggi di Medjugorje“ http://goo.gl/Qnwh5I


Lo SPIRITO SANTO
persona e missione

«A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo» (dall'Introduzione).
Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali.
Uno riguarda la Persona o l'identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all'interrogativo: «Chi è lo Spirito Santo?».
La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: «Che cosa fa lo Spirito Santo?».
Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.

NB: Chi desidera acquistare il testo può richiederlo direttamente alle Edizioni Deoniane Bologna oppure nella librerie cattoliche facendolo anche ordinare



PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO

1
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, nel cuore mio e santificalo
Vieni, Padre dei poveri, e sollevami
Vieni, Autore di ogni bene, e consolami
Vieni, Luce delle menti, e illuminami
Vieni, Consolatore delle anime, e confortami
Vieni, dolce Ospite dei cuori, e non ti partire da me
Vieni, vero Refrigerio della mia vita, e risanami

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

2
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Spirito Santo, Dio di infinita carità, dammi il tuo santo amore
Spirito Santo, Dio delle virtù, convertimi
Spirito Santo, Fonte di celesti lumi, dissipa la mia ignoranza
Spirito Santo, Dio di infinita purezza, santifica l’anima mia
Spirito Santo, Dio di ogni felicità, comunicati al cuore mio
Spirito Santo, che abiti nell’anima mia, trasformala e falla tutta tua
Spirito Santo, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, dimora sempre nel cuore mio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.

3
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, mandami lo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Sapienza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono dell’Intelletto
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Consiglio
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Fortezza
Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Scienza Vieni, Spirito Santo e dammi il dono della Pietà Vieni, Spirito Santo e dammi il dono del Santo Timore di Dio

Tre Gloria al Padre: Spirito Santo, eterno Amore, vieni a noi con i tuoi ardori, vieni, infiamma i nostri cuori.




Lodi a Dio Altissimo
(S. Francesco d’Assisi)


Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo
Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra
Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dèi
Tu sei il bene, ogni bene, sommo bene
Signore Dio vivo e vero
Tu sei Amore e carità, Tu sei sapienza
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza
Tu sei bellezza, tu sei sicurezza, tu sei quiete
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia e temperanza
Tue sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.


INTERROGATIVI SULLE VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA

Don Renzo risponde alle vostre domande...



   
LA MISTAGOGIA E’ L’APPROFONDIMENTO DELL’EVENTO CRISTIANO SCONVOLGENTE E AFFASCINANTE:

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1 Giovanni 1,1-4).

 
 
Email  

Password

 
Sign up  |  Lost password
 

Web Site Hit Counter
Hit Counters


In riferimento all'anno 2017 quale centenario delle apparizioni a Fatima, Don Renzo svolgerà le catechesi del giovedì nella Basilica di S. Anastasia al Palatino precisamente intorno al significato teologico, spirituale ed ecclesiologico di quelle apparizioni.

In particolare l'attenzione sarà posta sul fatto che prima della Vergine è apparso ai tre pastorelli l'Angelo del Portogallo. Perché questa presenza dell'Angelo prima di quella di Maria? Quale rapporto sussiste tra la figura angelica e l'opera della Vergine Maria? E' interessante vedere come l'angelologia sia illuminata dalla mariologia e come questa sia preparata e anticipata da quella. Gli eventi di Fatima confermano quello che la sacra Scrittura ci rivela circa la realtà angelica in una specie di collegamento tra la rivelazione divina e le apparizioni mariane. Questo reciproco rapporto manifesta l'armonia che sussiste coerentemente tra l'una e l'altra verità, quella della Bibbia e quella della tradizione.






Alcuni scatti sul set del film documentario MI-KA-EL




Scarica gratuitamente le musiche dei canti AL SEGUENTE LINK:
http://www.giacomocampanile.it/?cat=25

Abbiamo la gioia di aver pubblicato la traduzione in ucraino del libro: "Ritratti dal Vangelo di Luca", autori R. Lavatori e L. Sole. L'anno scorso in ottobre è stato presentato alla comunità ucraina di Roma con notevole successo e partecipazione di persone. Traduttore Padre Roman, che ha svolto il lavoro con vero interesse e zelo pastorale.



Traduzione in portoghese del libro: "L'angelo, un fascio di luce sul mondo", di don Renzo Lavatori, presso le edizioni Paoline, pubblicato recentemente nel settembre 2016.


La comunione di Gesù con Dio suo Padre

All'origine di tutta l'opera di Cristo viene posta la sua derivazione dal Padre, il fatto che tutto ha avuto inizio dal Padre: "Il Padre mi ha mandato..."

 

Gli angeli nella venuta finale del Cristo nell'Apocalisse

La presenza e l'azione degli angeli si disseminano lungo il percorso storico dell'umanità con una forza e una...

 

Esiste l'inferno? Come lo si può immaginare?

Esso è la lontananza definitiva da Dio; una realtà esistenziale; la sua natura e le sue caratteristiche...

 

Il diavolo: mito o realtà?

Quale la sua origine? Se Dio ha fatto tutte le cose buone, come può esistere il maligno? Quali sono gli atteggiamenti profondi del diavolo? Come lo si può vincere? Quale una sua definizione?

 

Come mai la croce simbolo di morte diventa con Cristo sorgente di vita e di amore?

La croce costituisce la massima rivelazione dell'amore di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo manifesta e attua il mistero dell'amore che sconfigge il mistero della malvagità e della morte.

 

Il salmo dice: chi è l'uomo? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Come possono stare insieme la miseria del peccato umano con la nobiltà del suo essere?

La Bibbia parla di fragilità e grandezza dell'essere umano. Di fatto l'uomo può elevarsi fino alle altezze divine o sprofondare nell'abisso dell'inferno.

 


Offerta al Preziosissimo Sangue di Gesù

Eterno Padre, ti offro per le mani purissime di Maria, il Sangue preziosissimo di Gesù sparso generosamente nella passione e ogni giorno sugli altari; unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno secondo le divine intenzioni della Vittima santa, in sconto dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per i bisogni della santa chiesa.

 

Preghiera ai santi Gioacchino e Anna

O Dio dei nostri padri, che ai santi Gioachino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, Madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna; Proteggi, o Signore, le nostre famiglie così bisognose dell'aiuto divino; assisti e guida i nostri figli e nipoti sulla strada del bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Inno di lode a Maria Assunta in cielo

Gioiamo con te, o Maria, perché in te il Signore ha fatto meraviglie. Sei nella gloria, accanto al tuo Figlio, Regina del cielo e della terra, vestita di sole e coronat a di stelle. Tu hai vinto il nemico, o piena di grazia, e sei per noi segno di sicura speranza. con la tua assunzione partecipi alla gloria del tuo Figlio risorto, che ti ha fatto Regina del mondo salvato, Avvocata potente e Madre di tenerezza. Sii tu benedetta, o Madre della Chiesa e Madre nostra, nei secoli dei secoli. Amen.

 

Consacrazione alla Divina Misericordia.

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo e lo hai riversato su di noi nello Spirito Santo consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa passione e la risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(Giovanni Paolo II)

 




ARGOMENTI

L'amore di Dio è la cosa più bella, la più grande, la più profonda che ci sia; ma anche la realtà più misteriosa, di cui è difficile parlare. E' tanto grande che va al di là della nostra logica, dei nostri pensieri usuali. Pur essendo vero che la creatura umana è fatta per ...




TUTTI I LIBRI DI DON RENZO

Catalogo completo dei libri scritti da Don Renzo Lavatori. Novità editoriali. Catechesi di Don Renzo Lavatori a Radio Maria CD/MP3...




ATTUALIZZAZIONI

Sento nel mio cuore la presenza, la profondità, la soavità, la potenza dell'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? Occorre determinare le risonanze di questo amore sconfinato sul nostro modo di essere e di agire, non più come schiavi, ma come figli rigenerati e liberi nell'amare. ...






O Sanctissima Trinitas!

O Beatissima Trinitas!

O Amantissima Trinitas!

O Amatissima Trinitas!

O Ineffabilis Trinitas!