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F O R U M




 
Perdita della Fede
 7 lug, 2016
Maria Cristina Pezzuti  
 

Carissimo Don Lavatori,

negli ultimi tempi mi trovo in uno strano stato d'animo. Premetto che ho sempre creduto in Dio ed ho sempre amato moltissimo Gesù Cristo e ho sempre creduto in Lui come Figlio di Dio. Il mio non è un problema di Fede, credo, quanto di paura di perdere la Fede. Sono stata lontana dalla Chiesa negli anni giovanili, mi sono riavvicinata da meno di dieci anni (ora ne ho 58) e per un periodo di tempo di circa sette anni sono stata assidua frequentatrice della parrocchia, pur non occupando nessun posto in particolare a causa della mia salute che mi causa frequenti stati di affaticamento. Ho sempre pregato moltissimo, continuo a pregare anche se non più come prima. In seguito ad una serie di Catechesi tenute in parrocchia da un Sacerdote che ha tutta la mia stima, mi sono resa conto che gran parte della mia devozione era "forzata", come se mi sentissi in dovere di pregare e di partecipare quotidianamente alla Santa Messa, ma che in realtà non lo sentivo profondamente. Il mio dialogo con Gesù, Maria ed il mio Angelo Custode è sempre stato spontaneo, anche prima che non frequentavo la Chiesa anche se - essendo ignorante in materia di Catechismo - non sapevo di commettere peccato su alcune cose. Il mio cammino di conversione quindi mi ha dato, e ancora mi dà, soddisfazioni ma a volte segna battute di arresto come in questo ultimo periodo.
Tempo fa ho incontrato un gruppo di Preghiera incentrato sulla Devozione al Sacro Cuore di Gesù. Avevo aderito perchè amo la preghiera comunitaria, ma poi mi sono accorta che le finalità del gruppo non erano solo quelle di pregare ma anche di trovare persone che si Consacrassero al Sacro Cuore, cosa che però non mi sono sentita di fare perchè non la sentivo in me. Questo mi ha creato problemi nel gruppo, due o tre signore mi hanno "tampinata" chiedendomi come mai mi fossi bloccata, perchè non volevo consacrarmi, cosa era successo, ecc. ecc. Per carattere, di fronte ad insistenze come queste, ho la tendenza a scappare, perchè questi comportamenti che non ammettono libertà di movimento mi spaventano e mi fanno pensare ai TDG ed alle sette, cosa di cui ho un sano terrore.
Questo mi ha generato uno stato d'ansia tale, che ora quando vado in Chiesa non sono serena perchè mi sento come se avessi commesso un peccato mortale. Ho confessato questa mia sensazione al Confessore il quale mi ha tranquillizzata dicendomi che nessuno ci costringe a consacrarci se non noi vogliamo e che il Signore può anche chiamarci a farlo ma non ci costringe.
A questo si è andato aggiungendo il mio rifiuto - peraltro motivato da ragioni giuridiche (la casa dove vivo non è mia ma è dell'ente ATER che mi vieta di subaffittare o cedere qualsivoglia locale a terzi) - di ospitare un giovane uomo disabile che ha uno sfratto in corso. Mi rendo conto che dare ospitalità a chi ne ha bisogno è un'opera di misericordia corporale alla quale non ci si dovrebbe sottrarre, ma essendo io una donna sola con difficoltà economiche serie non posso far fronte oltre che alle mie necessità anche a quelle di un'altra persona, per giusta disabile e uomo. Questo mio rifiuto è stato malvisto. Razionalmente, mi dico che non devo farmene una colpa troppo pesante, però mi sento come se fossi la più grande peccatrice del mondo e non riesco a venirne fuori. Temo di perdere la Fede e di cominciare a rinunciare - già lo sto facendo - ad andare in Chiesa per timore del giudizio dei fratelli. Mi aiuti - La prego - a capire dove è il mio errore. Il Signore La benedica.

 
     
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